Cronache dell’Alta Iride: Lepus

Reclutamento!

Mi chiamo Lepus e sono un Cronoagente. Non ridete, essere un Cronoagente è una cosa seria. E comunque Lepus non è il mio vero nome, come i più svegli di voi avranno intuito si tratta di un nome in codice, tipo 007, solo che al posto dei numeri c’è un animale e se me ne darete il tempo scoprirete perché. Dicevo, essere un Cronoagente è una cosa dannatamente seria perché preserviamo l’umanità e il mondo da cose terribili. Volete sapere come?
Vi racconterò come tutto ebbe inizio.
Era il 21 dicembre 1999 e mi svegliai decisamente incazzato. Il fatto che una settimana prima la mia ragazza, Paola, mi avesse mollato influiva un bel po’ sulla mia condizione e influiva anche il fatto che a tre giorni da Natale non avevo ancora trovato nulla da regalare alla mia nuova ragazza, Elsa. Non conoscevo molto Elsa e non avevo la più pallida idea di cosa le piacesse, quindi optai per un regalo che avrebbe reso il nostro rapporto più… intimo: un bel viaggio romantico.
Come prima cosa però dovevo informarmi. Spulciando il profilo facebook di Elsa notai subito che non doveva amare molto la montagna – un ginocchio rotto sciando e pochissimi “mi piace” su panorami innevati – mentre sembrava andare matta per le vacanze culturali. Aveva fatto Belle Arti e le piacevano i musei – elogi a profusione sulla Nike di Samotracia e quello stramboide di Andy Warhol.
Sulla base di prove così evidenti decisi che l’avrei portata in una capitale europea. Mi aspettava un weekend di piedi doloranti e musei ma alla fine ero certo che avrei ottenuto l’ambita ricompensa! Restava da decidere la meta e io non è che fossi proprio un esperto di viaggi… praticamente avevo lasciato l’Italia solo una volta, per andarmi a comprare un’armatura medievale a San Marino, bellissima tra l’altro.
Navigando alla disperata ricerca di un’ispirazione incappai in una specie di annuncio che diceva più o meno questo: “Viaggiatore! Hai sempre sognato di visitare ogni parte del mondo e vivere avventure indimenticabili? Cerchi un lavoro divertente e appassionante? Entra in CRONOSFERA! La nostra Agenzia è sempre alla ricerca di nuove reclute: scattanti atleti, brillanti cervelloni, investigatori sopraffini e spigliati affabulatori, tutti possono diventare Cronoagenti. Presentati al nostro Reclutamento, sfida gli altri Aspiranti e dimostra di avere la stoffa per affrontare missioni in ogni epoca e luogo!”
Seguivano una data, il 23 dicembre, un indirizzo e un’orario. Rilessi il tutto per ben tre volte. Doveva essere una specie di miracolo, non soltanto avrei potuto avere un lavoro ma probabilmente anche un viaggio scontato da fare con Elsa. Alla faccia di Paola che quando stavamo insieme non faceva altro che darmi del nullafacente squattrinato. Già mi immaginavo la sua faccia alla vista delle foto che avrei postato su Instagram. Goduria massima! La risata gutturale che mi scaturì dalla laringe era degna del Dottor Male di Austin Powers. Credo che i miei vicini se la ricordino ancora.

Il giorno del colloquio, o concorso, o qualunque cosa fosse ero il secondo di una lunga fila di candidati e tutti avevano l’aria di chi non sa cosa aspettarsi. C’era ogni tipo di persona, dall’adolescente scazzato con le cuffie sulle orecchie alla casalinga con tanto di suocera a rimorchio. Davanti a me c’era una ragazza bassa e cicciottella, tutta intenta a messaggiarsi con una certa “Lalla”, il mondo circostante non le interessava ma l’occhiataccia che mi rivolse quando si accorse che stavo invadendo la sua privacy mi convinse a cedere il mio posto a un tizio che sembrava il tipico ragioniere-base, con tanto di riporto e cartelletta in finta pelle sotto il braccio. Eravamo tutti in fila davanti a una porta blu; sulla porta c’era uno stemma argentato composto da due cerchi concentrici, all’interno del più grande era inscritta una specie di clessidra mentre negli spazi tra i due cerchi c’erano dei piccoli rombi che puntavano verso il centro, come le ore del quadrante di un orologio. Allo scoccare delle 15, come da annuncio, la porta si aprì. Sentii qualcosa agitarsi dentro di me mentre varcavo quella soglia, una sensazione stranissima. Quel posto, o forse quel momento, mi rendeva agitato, ma allo stesso  tempo era come quando varcavo la soglia di casa mia dopo un lungo periodo di assenza. Percorremmo in fila indiana un lungo corridoio che ci condusse ad una grande sala, sul muro di fronte alla porta dominava la scritta: “TIME IS YOUR NEXT ADVENTURE!”
Ferma a braccia conserte sotto la grande scritta c’era una giovane donna sui venticinque anni. Era bella e lo sapeva. Aveva lunghi capelli neri, molto mossi, indossava una specie di divisa che mi ricordò subito quella degli ufficiali sulla Battlestar Galactica, avete presente? Quella della serie di fantascienza. Ma non l’originale degli anni ’70, il reboot. Appena furono entrati tutti, nella stanza scese il silenzio e la donna parlò.
– Il Tempo scorra. Io sono l’Agente Hydra.
Hydra, come Madame Hydra, acerrima rivale di Capitan America. Figata pazzesca!

Talmente pazzesca che ho un vuoto di memoria. Cosa diamine è successo dopo?

  • Improvvisamente Elsa era scomparsa dalla mia mente, c'era solo Hydra: glaciale, affascinante e dannatamente sexy. (22%)
    22
  • Qualcosa mi disse che dovevo uscire da quella stanza. E dovevo farlo di corsa! (22%)
    22
  • Ero talmente eccitato che non riuscii a trattenere una risata nervosa. Ovviamente tutti si voltarono verso di me… (56%)
    56

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27 Commenti

  1. C’è una nota ironica che rende il racconto ancora più piacevole da leggere. “Hydra, come Madame Hydra, acerrima rivale di Capitan America. Figata pazzesca!” hahaha e la scelta della risata nervosa anche ( che ho poi ho votato) . E’ una storia nuova sicuramente e sono curiosa di sapere cos’hai in mente
    alla prossima =)

  2. Ciao,
    siamo proprio sulla stessa lunghezza d’onda perciò ti seguo volentieri: apprezzo molto i riferimenti di vari media (Madame Hydra! Battlestar Galactica! yeah!).
    L’incipit mi ricorda un po’ Total Recall, l’individuo apparentemente normale che fa domanda per un servizio ‘fantascientifico’, perciò sembra foriero di intriganti sviluppi.
    Vai così! ^_^

  3. Risata nervosa. E vediamo cosa ci riserva il “futuro”….

    Una scrittura interessante, a tratti divertente, scorrevole e ben mostrata. Proprio per questa ragione mi ha stonato non poco “un’orario”… se quell’apostrofo blasfemo non fosse stato presente, sarebbe stato un incipit molto ben fatto. Per un apostrofo, dici, ti metto una nota di demerito? ahahaha, sì, quando l’autore merita, non transigo. 🙂

    Seguo. Volentieri.

  4. L’idea non è male, anzi dirò che mi piace, mi piace anche che metti riferimenti a telefilm ed hai comics.
    Non mi piace il ritmo della narrazione, non colpa del testo, è colpa mia che non mi piace questo ritmo fatto così, ora non mi viene la parola.

    In ogni caso le opzioni potevi farle meglio, non mi convincono, sono andato di risata, lascia più spazio ad una tua interpretazione.

    hail hydra !

    Un saluto

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