Un Antico Amico

Dove eravamo rimasti?

Cosa succede durante la notte? I lupi avvertono un pericolo svegliando Caio. (56%)

Ospiti inattesi

«Farai il primo turno di guardia Labieno… Svegliami tra due ore».

Caio sentì uno strattone alla tunica e aprì gli occhi di soprassalto. Notò subito i due cuccioli che mordevano la stoffa e la tiravano. Si mise a sedere un momento per riprendersi dal sonno e dal torpore della notte e, proprio in quel frangente, si accorse di un piccolo dettaglio: il sole era sorto e i primi raggi entravano ad illuminare una piccola parte del loro rifugio. Sgranò gli occhi ed in preda all’ira fece per alzarsi ma qualcosa lo bloccò: si accorse che i due lupetti guardavano verso l’esterno della caverna con le orecchie dritte, la coda perfettamente ferma e rigida e il pelo della collottola irto. Fece un grosso sospiro e afferrando il proprio gladio si avvicinò lentamente ai due cuccioli per guardare oltre l’angolo e capire cosa stessero osservando. Trattenne il respiro e portò un occhio all’esterno. «Merda!» due uomini si trovavano li davanti ed erano intenti ad esaminare le loro tracce. Erano sicuramente due cacciatori del luogo: le lunghe barbe scure, i tratti del nord e la loro perspicacia nel leggere quelle tracce sul terreno facevano solo presagire il peggio. Entrambi erano vestiti con stoffe grezze e avevano un mantello scuro non troppo pesante. In effetti, nonostante fosse appena iniziato l’autunno il caldo, all’interno di quella foresta, era soffocante e una goccia di sudore si trovò ad attraversare le scapole di Caio che, intento ad osservare quei due uomini, stava elaborando un piano per uscire da lì. La sua paura più grande era che i due cuccioli potessero uscire e farsi vedere ma ciò di cui si doveva preoccupare era Labieno che proprio in quel momento si svegliò di soprassalto. Caio fece appena in tempo a notarlo che con estrema agilità gli balzò addosso e gli mise una mano sulla bocca «Sta zitto!». Labieno sgranò gli occhi e annuì lentamente, quindi il comandante si spostò da sopra di lui e gli fece cenno di afferrare il gladio.

Entrambi si alzarono e tornarono a guardare oltre l’angolo dell’anfratto mentre i due piccoletti continuavano a tenere sotto controllo i cacciatori ancora intenti a studiare quelle tracce. Uno dei due uomini iniziò a parlare rivolgendosi all’altro con l’idioma locale e indicò la caverna. «Cazzo, ci hanno scoperti!» disse Caio a bassa voce volgendo uno sguardo furioso verso Labieno «se usciremo vivi da qui, io e te faremo i conti». Labieno continuò a fissare i due uomini portando una mano sull’avambraccio del centurione «Signore, credono che ci sia solo un uomo qui dentro e che i cuccioli siano arrivati e andati via durante la notte» – «Cosa? Tu li capisci?» – «Non c’è tempo per questo, cosa facciamo?». Caio tornò con lo sguardo sui due uomini e poi riprese «Io mi nascondo li dietro con i cuccioli, tu aspetta che arrivano. Non gli daremo nemmeno il tempo di accorgersi di te». Rinfoderò il gladio, afferrò i due cuccioli e sfruttò il buio della caverna per passare dall’altra parte dell’entrata. Da li aveva sott’occhio sia i due cacciatori che Labieno. Il soldato annuì verso il proprio comandante e mosse uno dei ciocchi di legno semispenti. I cacciatori, avendo udito il rumore, prontamente alzarono lo sguardo verso la caverna ed estrassero spade. Si avvicinarono lentamente all’entrata guardando a destra e sinistra ma non notarono nulla, quindi uno dei due fece un passo avanti dicendo qualcosa nella sua lingua. L’altro rimase fermo con la spada puntata verso l’interno.

Con i muscoli tesi, la paura che saliva e il cuore che batteva all’impazzata, Caio notò che solo uno dei due uomini si stava avvicinando a Labieno e che se l’avesse colpito, l’altro si sarebbe buttato su di lui come una furia senza neanche lasciargli il tempo di estrarre il gladio dal corpo del compagno. Osservò bene la situazione e rimase immobile fino al momento opportuno. L’uomo oltrepassò l’angolo che conduceva al piccolo antro dove avevano dormito e si accorse della presenza di Labieno. Il soldato scattò in piedi ma non fece in tempo ad avvicinarsi al suo avversario poichè era già in ginocchio con la lama di Caio che spuntava dalla gola facendo fuoriuscire fiotti di sangue. L’altro uomo, accortosi della mossa del centurione, come da lui previsto, gli si lanciò contro. Fu una carica veloce e piena d’ira che si spense in pochi attimi contro il gladio di Labieno. Quest’ultimo, avendo intuito che il cacciatore non era a conoscenza della sua presenza, aspettò che arrivasse vicino a Caio e con un gesto veloce passò sotto la sua spada, infilzandolo nel basso addome. L’uomo sgranò gli occhi e perse le forze lasciando cadere la spada. Labieno, prontamente, portò anche la mano sinistra sul suo gladio e lo affondò ulteriormente nel corpo del suo avversario lacerando ancora di più la ferita e facendolo stramazzare a terra.

Entrambi i legionari estrassero le lame dai rispettivi avversari e le pulirono sui loro corpi esanimi. Si guardarono un momento ed annuirono in segno d’intesa.

Un rumore, però, attirò la loro attenzione.

Cosa è quel rumore?

  • I figli dei due cacciatori? (21%)
    21
  • un animale selvatico che mangia? (21%)
    21
  • Il resto del gruppo di cacciatori mandato in perlustrazione? (57%)
    57
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56 Commenti

  1. Ambientazione affascinate e un pò di azione e pericolo ci sta sempre bene. Mi sono trovato a leggere d’un fiato gli episodi dal 2 al 6, sono molto scorrevoli e lo stile mi piace.
    Un unico irrisorio appunto, ma proprio una stupidaggine eh!
    Se possibile, trova un alternativa alla costruzione “non se lo fece ripetere” o ” non se lo fece ripetere due volte” perchè me lo sono ritrovato spesso davanti.

    A parte questo non vedo l’ora di leggere il seguito! Ho sempre amato le avventure storiche!

  2. Ho votato per i cuccioli che avvertono il pericolo e svegliano Caio. Anche se, ripensandoci, se la madre li aveva appena partoriti, quelli che stai descrivendo fanno azioni che un cucciolo di pochi giorni non credo sarebbe in grado di fare. Scusa, ma la storia è bella. Dispiace vedere queste dissonanze. Simpatica la scena finale. Solo occhio ai refusi.

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