Andreé

Dove eravamo rimasti?

Primo vagone. Quale personaggio aiuterà Andreè nel suo primo capitolo? Un signore che osserva divertito gli altri passeggeri (73%)

Capitolo Uno

 Ogni libro che si rispetti come prima cosa ha la giusta ambientazione: dopo averci pensato a lungo ho deciso per il treno; moltissimi romanzi ne hanno uno come sfondo, così la mia storia si svolge su il treno, non chiedetevi dove fosse diretto, in questo momento non è importante.

Una  primaverile domenica mattina  andai alla stazione con il necessario per far partire il mio libro: mi sedetti nel primo vagone con la mente sgombra.
Scrutavo le persone accanto a me, i miei occhi si spostavano velocemente da una signora con dei piccoli occhiali sulla punta del naso che leggeva un romanzo rosa a un ragazzo con gli auricolari che muoveva la testa appoggiata al finestrino a ritmo della musica; da una ragazza che cercava di attirare la sua attenzione regalando un’occhiata complice al cellulare ed una a lui, a un signore che osservandoli tutti e tre sorrideva per quanto quei personaggi incarnassero un ruolo perfetto. Potevo condividere  ciò che pensava e che il suo volto rivelava: chiunque si sarebbe aspettato da una signora della sua età che leggesse un certo tipo di romanzo e che, assorta nella lettura non si curasse di ciò che la circondava, ciascuno da un ragazzo che di prima mattina fosse troppo stanco per accorgersi del bel paio di occhi azzurri che aveva davanti.
E chiunque si sarebbe aspettato che la fanciulla cercasse la sua approvazione. Forse non tutti pretendevano che quel  signore potesse essere così attento.

Bisbigliando attirai la sua attenzione e lo invitai a sedersi accanto a me, sulla polverosa poltrona vuota; gli spiegai la situazione, gli dissi semplicemente che stavo scrivendo un libro che sarebbe presto diventato campione di vendita, che non avrei più potuto muovere un passo senza essere assalito dai fan che richiedevano un mio autografo. Le mie poche parole bastarono a convincerlo ad aiutarmi; in fondo non gli chiedevo molto, soltanto una descrizione del vagone in cui ci trovavamo. Per poter offrire a voi lettori una degna ambientazione.

Il Vagone

L’odore. Sicuramente era l’odore la prima cosa che mi ha colpito quando questa mattina alle sei sono salito sul treno; un odore forte di disinfettante, unito ad altri profumi, uno per ogni altro passeggero: da quello fiorito dell’anziana signora che leggeva un libro, a quello di deodorante del ragazzo assonnato che ascoltava la musica, a quello frizzante della bella ragazza dagli occhi azzurri, a quello intrigante dell’uomo con un bloc-notes in mano.
Per il resto, definirei il vagone un normale vagone, come ogni viaggiatore ha ben presente: prendete la prima idea che vi siete fatti quando avete letto la parola vagone e conservatela gelosamente. Dopodiché potete aggiungerci la faccenda olfattiva di cui vi ho già parlato e i personaggi, che tra poco prenderanno forma nella vostra mente.
Con gli occhi ancora appannati dal sonno mi sono lasciato scivolare sulla prima poltrona libera che ho trovato, una poltrona rossa con il tessuto leggermente consumato, a far intravedere il tessuto sottostante; di fronte a me c’erano la signora che leggeva un romanzo d’amore e la deliziosa fanciulla, di fianco a me invece il ragazzo con le cuffiette.
La signora, con una morbida nuvola di capelli bianchi perfettamente pettinati, indossava una gonna color nocciola e un’elegante maglia color ciclamino; rossetto e unghie smaltate la rendevano una persona molto curata mentre teneva una mano sulla borsa nera sopra le ginocchia in modo che non cadesse con i movimenti del treno e una sul libro, ovviamente. Penso che stesse leggendo un romanzo rosa per tornare indietro con la mente ai giochi amorosi che l’età ormai le precludeva.
Non mi sentirei di descrivere il ragazzo e la ragazza distintamente; per quanto il ragazzo sembrasse insensibile agli sguardi della ragazza che quasi lo implorava di accorgersi di lei, non appena gli chiese l’ora, l’atmosfera cambiò radicalmente: abilmente lei si spostò i capelli castani per essere perfetta, diede un lieve colpo di tosse e si scusò con un timido sorriso, mentre il ragazzo si tolse le cuffie. Il massimo che ci si potesse aspettare.
Dopo che il ghiaccio fu rotto, le parole tra loro non finirono più, e anche la signora ripose il libro. Aveva una storia d’amore che nasceva proprio davanti a lei.
Spero che questa breve descrizione vi abbia fatti entrare con me nel vagone, un normale vagone di seconda classe, in una fresca domenica di maggio. 

Chi scriverà il prossimo capitolo?

  • Emilie, una seria signora (8%)
    8
  • Pierre, un ragazzo barbuto (50%)
    50
  • Camille, una fresca e giovane giornalista (42%)
    42

Voti totali: 12

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43 Commenti

  1. Il tuo incipit mi incuriosisce un casino, proprio perchè dai poche informazioni, tutto resta sospeso e ci da l’opportunità di crea solo congetture, di ipotizzare e di indovinare il fulcro della storia, che ancora ci è sconosciuto alla fine :3 mi piace mi piace, ero indecisa tra la ragazza, il viso di una fanciulla può sempre dare ispirazioni ma l’uomo divertito che osserva mi piace ancora di più 🙂

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