La famiglia Casteldrake

Otto draghi per un castello

Tanto tempo fa in un castello sperduto nel bosco vivevano… Un Re e una Regina! Penserete voi… Beh, non esattamente… Un Principe e una Principessa! Vi piacerebbe eh?… E invece… Abitava il castello una famiglia di draghi, i CastelDrake… Ma non esistono! Penserete voi… Ma questa è una fiaba e qui esistono eccome!

Un drago enorme, nero con degli spuntoni verde scuro e due occhi gialli che illuminerebbero la notte più buia, viveva con la moglie ed era il capostipite di una famiglia numerosa. Il suo nome era Bio, la sua passione l’alimentazione sana e, nonostante le resistenze della sua famiglia, ogni mattina prodigava i suoi consigli a tutti:

“La frutta del DragOne

per chi non lo sapesse

cambia ogni stagione

e se alcun mai volesse

saper cosa lui gusta

e quando soprattutto

farò la cosa giusta:

ora vi spiego tutto!

Durante il bel Nevaio,

col freddo sulle guance,

al DragOne vispo e gaio

piacciono le arance.

Succose ed arancioni,

ne mangia tanti spicchi,

le spreme in bicchieroni

di vitamina C son ricchi!…”

“Placati padre! Lasciaci riposare le nostre membra ancora un po’… Noooo! Nuovamente la spremuta…. Bleah! Odio quella sostanza arancione ed aspra…” si lamentò teatralmente un piccolo drago per metà verde e per l’altra giallo. Era Will che dava voce alle lamentele dei suoi fratelli e lo faceva con gran maestria perché adorava recitare e la sua doppiezza cromatica lo facilitava nell’interpretare ruoli diversi semplicemente cambiando profilo. “Allontana l’amaro calice, buon genitore e deliziami con altre leccornie!”

“Will, smettila di recitare e vieni a bere la spremuta: è ricca di…”

“VITAMINA C!” dissero in coro Astro e Reg “Lo sappiamo…” si sedettero e cominciarono a bere il loro bicchierone di succo.

Astro era un esemplare di drago blu notte e amava l’astrologia al punto da trasformare il suo corpo in un manto stellato: il fratello Killez gli aveva tatuato pianeti e stelle dappertutto con colori fosforescenti che risaltavano al buio.

Reg, la sorellina camouflage, era capace di mimetizzarsi e immobilizzarsi per ore ad osservare i fenomeni naturali. Portava sempre una videocamera con sé perché il suo desiderio più grande era quello di girare un documentario.

Mamma Argil si occupò dei ritardatari: “Ragazzi è ora di svegliarsi, fare colazione e uscire! Tra poco passerà il dragobus e sapete che non aspetta!”

“Si/zia/sto arrivando/Fratelli/il dragobus ci sta aspettando! Tum tum cià tum tum cià” Killez entrò rappando nella cucina con le sue pesanti collane e l’immancabile cappellino.

Seguendo il ritmo, fecero il loro ingresso anche Cook e Tutù ai quali fu somministrata la quotidiana dose di vitamina C.

Nella cucina echeggiò un “ding” e subito Cook andò a sfornare i croissant che aveva preparato all’alba. Tutto fiero, li distribuì ai fratelli: “La vitamina C non basta! Prendete questi!… Ne vuoi papà?”

“Metà con mamma, dal profumo sento che hai esagerato col burro… Integrali non li hai fatti?”

“Mmmhmmm! Deliziosi Cook! Stai migliorando!” Tutù si complimentò con il fratello e fece una piroetta.

“E’ arrivato il dragobus!” annunciò la mamma.

Nel cortile del castello era appena atterrato un gruppo di draghi variopinti e vocianti, guidato dal conducente del dragobus, il simpatico Drive con la sua livrea blu e le sue punte arancione brillante.

Bio consegnò a ciascun figlio un sacchettino per la merenda con mandarini e una galletta di mais.

“Ciao papà, ciao mamma, ci vediamo nel pomeriggio!”

I due genitori aspettarono che diventassero invisibili e si levassero in volo verso il Vulcano, dove era la scuola.

I draghi, infatti, dovevano restare nascosti agli umani adulti che li credevano mostri violenti e assassini che sputavano fuoco per distruggere il mondo.

In effetti, Argil sputava fuoco ma lo faceva per cuocere le sue creazioni e non per altro… Appena partiti i ragazzi, Argil si mise al lavoro: doveva finire una serie di piastrelle che doveva consegnare per la fine del mese.

Bio aprì il negozio.  Gestiva il “DragOne”, il primo store biologico per draghi, nell’ala ovest del castello in cui abitava. Aveva anche un podere che coltivava con l’aiuto di tre giovani volenterosi: Veg, dolce vegana dal manto fiorato, Cru, crudista convinto che temeva il fuoco come nient’altro e Fru, variopinta fruttariana, golosa di mele verdi. Al negozio si trovava tutto ciò che serviva per un’alimentazione sana e naturale, si organizzavano corsi di giardinaggio, di cucina e, con l’aiuto di Argil, laboratori di bricolage.

Bio e Argil avevano trovato il castello quando erano in attesa di deporre il primo uovo e, poiché era abbandonato da tempo, l’avevano visto come il luogo perfetto in cui far crescere una famiglia. Da allora, la famiglia era proprio cresciuta: Astro, Cook,  Reg, Tutù, Will e Killez avevano tutti gli spazi che potevano desiderare per giocare, studiare e coltivare i propri interessi. Non avrebbero potuto scegliere di meglio.

Raramente i cuccioli d’uomo arrivavano al castello ma le leggende su quel posto erano così spaventose che pochi si azzardavano a varcarne le mura.

Chi sarà il protagonista del prossimo episodio?

  • Ad Argil verrà commissionata un'opera importante (14%)
    14
  • Reg troverà il soggetto per il suo documentario (29%)
    29
  • Will reciterà il suo primo ruolo da protagonista (57%)
    57
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85 Commenti

  1. La compagnia di ragazzi in cerca di un posto nuovo in cui attendere la mezzanotte era carina, ma, dato quello che si diceva del castello, mi sembra più probabile due ragazzini che vogliono sfidare i fantasmi e mostri che lì vi abitano 😉

    Ciao 🙂

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