La carta della fortuna

Il Bar.

Guglielmo aveva otto anni la prima volta che vide un gratta e vinci. Quel pomeriggio suo padre, lo avrebbe portato in quel posto magico che Guglielmo fino a quel momento aveva ammirato solo dalla finestra della cucina. Il bar. -Sei n’omo adesso, non famme fa brutte figure-gli aveva detto guardandolo dritto negli occhi. Lui aveva annuito elettrizzato e lo aveva seguito. 

“Il bar” era una piccola stanza nella quale fluttuava una nuvola di fumo e dove solo i veri uomini potevano entrare. 
-Ma guarda ‘mpò! E tu come te chiami?- Guglielmo aveva tossito. Poi aveva guardato negli occhi l’uomo che gli aveva rivolto la parola.  “Pancia e baffi sono le caratteristiche dei veri uomini” pensò sconsolato guardandosi intorno.
-Guglielmo, signore- aveva risposto sporgendo la pancia in fuori e tenendo la mano vicino alla bocca, sperando che nessuno notasse il fatto che a lui, i baffi, proprio non crescevano.
-Io so’ Cesare. Non me chiamà signore che me fai sentì vecchio- gli aveva detto ridendo e scompigliandogli i capelli castani. Guglielmo guardò suo padre, che dall’alto del suo metro e novanta gli strizzò l’occhio. Al bar si fumava, si beveva e si giocava a carte. 
– Augù! Damme un gratt’ e vinci. Stavolta vedi de dammelo vincente, se poi-
Guglielmo, seduto accanto a suo padre, lo guardava sconvolto. 
-Ma che fai? Prima lo compri e poi lo rovini?–  gli aveva chiesto rimproverandolo. Suo padre aveva riso, poi aveva soffiato via la polvere argentata dal cartoncino e aveva sospirato.
-Cerco la fortuna- gli aveva risposto gettando il biglietto.
-E mò perché l’hai buttato?!- 
-Le vedi stè briciole sul tavolo?- Guglielmo annuì –Ecco, la fortuna stà la sotto. Se deve cercà dentro quei cartoncini. Se lei ti sceglie, vinci un sacco de soldi, se nun te sceglie, vola  in un altro gratta e vinci. Capito?-
Gli occhi di Guglielmo si illuminarono. Aveva appena scoperto la formula della felicità.

Guglielmo aveva  undici anni quando tornò a casa dopo due lunghi  mesi di ricovero. -Non è in pericolo, ma va comunque tenuto sotto controllo– Aveva detto il dottore a sua madre, che si era accasciata contro il petto di suo padre ed aveva cominciato a piangere. 

Suo padre gli aveva comprato decine e decine di fumetti di braccio di ferro. Guglielmo aveva letto i primi, poi si era accorto che lui, di pugno enorme, ne aveva uno solo e non era nemmeno tanto forte. Così smise di leggerli. A scuola i compagni lo prendevano in giro.  Come se dover vivere con una mano grossa il doppio della sua testa non fosse già abbastanza difficile.
-Non essè triste, Gugliè. Guarda il lato positivo- gli disse un giorno sua madre accarezzandogli teneramente la guancia.
-Il lato positivo mà?! C’ho na padella al posto de na mano. Trovame un lato positivo!- aveva detto lui irritato, sventolandole la mano davanti agli occhi . Lei l’aveva presa tra le sue. L’aveva chiusa a pugno e poi glie l’aveva appoggiata sul petto.
-Lo sai che il cuore de ogni persona è grande quanto il pugno suo? Pensa Gugliè, pensa a quanto pò esse’ grande il tuo cuore. Il la scambierei pure subito la mia mano per un cuore così- poi si era alzata, gli aveva baciato la fronte e se n’era andata. Guglielmo era rimasto per un po’ con la mano poggiata sul petto e lo sguardo perso nel vuoto. Poi si era addormentato.

Guglielmo a tredici anni continuava ad andare al bar insieme a suo padre. In quel posto magico nulla era cambiato. A nessuno importava quanto grande fosse il suo pugno, né quanto fosse grande il suo cuore. L’importante era che sapesse giocare bene a carte e che non gli desse fastidio l’intenso odore del sigaro.
-Da quant’è che ce provi?- Aveva chiesto a suo padre guardandolo cercare la fortuna nell’ennesimo gratta e vinci.
-Da m’po’- gli aveva risposto strappandolo.
-E quante volte hai vinto?-
-Manco una-
-E non pensi mai de smettè de cercalla?-
-Da quando so ragazzino tutti i giorni vengo qui, gioco un po’ a carte, poi me compro un gratta e vinci e me siedo a stò tavolo e lo gratto, sempre co la stessa moneta. Tu immagina stà scena. Io domani decido de non comprallo. Ce sei?- Aveva chiesto guardandolo.  –Bene. Immagina che poi da quella porta entra uno. Magari pure antipatico, de quelli co la puzza sotto l’naso. Se avvicina al banco, e se compra un gratta e vinci, quello che non ho comprato io. Se siede, tira fori na moneta, e vince- Guglielmo annuì.  Sorrise, chiese a suo padre di prendergli dalla tasca le monete che aveva accumulato nell’ultima settimana e dopo averle fatte saltellare un paio di volte nella mano, poi si avvicinò al banco.
-Un gratta e vinci. Quello che mi avresti dato se fossi stato un signore antipatico co la puzza sotto l’naso, grazie-
Augusto da dietro il bancone aveva guardato suo padre che dopo aver sorriso aveva fatto cenno di si con il capo.

Il titolo del prossimo capitolo sarà:

  • Silvia (9%)
    9
  • Marzia (27%)
    27
  • Lucrezia (64%)
    64
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181 Commenti

  1. Una storia che ti scava dentro, che ti lascia indifeso e destinato a soccombere alle emozioni. Io davvero non so come fai. Non perdere mai questa sensibilità così ingenua eppure così profonda. Non smettere mai di scrivere: il talento nella scrittura va esercitato e coltivato, come tutti i talenti. Non credere a chi ti dirà che sprechi il tuo tempo e tralasci cose ben più importanti.
    Studia. Compra dei testi di tecnica di scrittura creativa, non servono a molto – anzi in generale sono solo specchietti per allodole, perché di allodole in questo campo ce ne sono tante – ma servono se si ha talento.
    Scommetto su di te.
    r

    P.S.: io scommetto solo se so di vincere 😉

  2. Ciao cara, vorrei scriverti un commento meraviglioso che meriti per questo splendido capitolo. Ma dicono che son ruffiana e quindi non posso farlo, c’è una lamentela su di me… Se vuoi scrivimi in privato l’indirizzo è sotto la storia. Non ho appunti da farti sono tua ammiratrice e mi vergogno davanti a te perché tu sei brava veramente. Oggi purtroppo ho avuto un malore mentre guidavo per andare a scuola e sono sdraiata orizzontale con un colica…Vali pure come anti spastico. Mi devo fermare, altrimenti mi dicono che scrivo sempre cose positive e mi piacciono tutte le storie.

  3. Guglielmo vince al bar, prevedo un fiocco rosa e tanta birra nel bar che ha decretato la sua fortuna, che tradotto è: il suo punto di svolta. Da lì in poi la sua vita non può che cambiare. In meglio, spero e credo per lui.
    Hai visto che col passato remoto la lettura è più vivida, la narrazione è più scorrevole?

    Che dire, amica di mille avventure creative, siamo arrivati tutti al nono episodio. Le storie che più amo in questa piattaforma sono a nove, strana coincidenza. Direi che bisogna giocarsi questo numero, ci porterà fortuna! 🙂

    Non smetterò mai leggerti, Adelaide. Hai sedici anni, scrivi meglio di me che ne ho il doppio!

  4. “Egoismo e altruismo funzionano allo stesso stesso modo”.
    Sarà sempre così, o nero o bianco? Io credo di no, ci sono sfumature. L’altruismo, come fine a se stesso, ha anche un lato fragile ossia, si corre il rischio di diventare esperti delle esigenze altrui e completamente ignari delle proprie. In questo caso, la giusta dose di “egoismo salutare” è necessaria per riporre l’equilibrio.
    Bella frase “perdersi nel suo delizioso profumo”… …
    🙂

  5. Potrebbe incontrare quella che sarà la sua futura moglie…

    Non ti entra in testa il passato remoto al posto del trapassato prossimo, eh? 🙂

    La diversità crea insicurezza, ma il mondo si è dimostrato spesso e volentieri in mano a coloro che , di normale, non avevano nulla e per questo hanno insegnato, trasmesso, creato e costruito per tutti noi convinti di essere normali solo perché, in verità, non possediamo nulla di speciale.

    Ma le frasi dell’oroscopo le hai inventate? Avresti un futuro anche lì, eheheheh, sembravano vere!

    Brava come sempre.

  6. A metà capitolo ho iniziato a piangere. Mi hai graffiato l’anima.
    Erika è morta, come possono due genitori riprendersi da una fine così ?
    La famiglia si sgretola, lei torna da sua madre e lui è quasi uno sbandato. Cosa ha in mente Guglielmo ? Cosa ci va a fare a Peter Pan Onlus, mi sono quasi spaventata, di questo suo aspettare l’apertura.
    Il sette è un grande capitolo. Così come il tre, il cinque, il due…. La storia è studiata, per essere una sedicenne, intellettualmente parlando fai paura.
    Di questo mi dispiaccio un poco, alla tua età si deve essere felici e spensierati, sono sicura che una persona così sensibile fa fatica ad esserlo. La tua intelligenza emotiva, capacità di espressione sarà la tua forza e allo stesso tempo la tua sfortuna. Abbiamo una sola speranza che quando avrai quarant’anni le organizzazioni sociali torneranno ad essere matricentriche o matrifocali…. O che tu abbia pubblicato almeno 18/ 30 romanzi alla faccia di chi ti vuole male…
    Mi inchino alla tua sensibilità, piccola grande donna.

    • “mi hai graffiato l’anima”

      Per un aspirante scrittrice, quale sono, questa è benzina, vita.

      Averti commossa mi lusinga, e ci tengo a dirti che tu hai commosso me.
      Quando andavo all’asilo tornavo a casa in lacrime a giorni alterni. Con i miei coetanei mi trovavo male. C’ero io, a cui fin da piccolissima era stato cantato De Andrè, come ninnananna e poi c’erano loro, dei normalissimi bambini di quattro anni a cui avrei tanto voluto assomigliare.
      Per quanto allòra fossi matura, non capivo tutto questo.
      Poi è arrivata la scrittura.
      Tutto quello che pensavo, provavo, nero su bianco prendeva una forma diversa.

      Se rileggo i miei primi racconti mi viene da ridere.

      Poi però, anche grazie a The Incipit, sono maturata da un punto di vista non solo stilistico, ma anche emotivo.
      Di questo ringrazio la piattaforma, e tutti coloro che passano del tempo leggendo, commentando, correggendomi ed incoraggiano il mio grande sogno.

      Ti ringrazio ancora di cuore.

  7. Guglielmo e il suo pugno. Cosa pensa veramente il nostro eroe del suo arto fuori misura?
    È sempre un piacere seguire come riesci a tessere un racconto con molti personaggi e un notevole numero di snodi temporali senza cadere in contraddizioni o errori. Non è per niente facile.

  8. Guglielmo e il suo amico.
    temo di dover ripetere le cose che ti scrivo sempre, cioè che mi hai commossa e che è bellissimo constatare la tua sensibilità e capacità di rendere il dolore dei tuoi personaggi. Ti faccio tanti auguri di buon Natale

  9. Guglielmo, quello grande, e il suo amico (che spero sia quello piccolo, perché è arrivato il momento).
    Brava come sempre. Non voglio fare il solito commento, voglio dirti qualcosa di diverso: leggo tanto (e non parlo di TI), ma solo pochi autori mi coinvolgono fino a tal punto da mettermi addosso la voglia di scrivere. Tu sei uno di quelli.

  10. Guglielmo ha un cuore grande quanto il suo pugno, per cui il pugno.

    Come sempre, che dire, Adelaide, bellissimo episodio, pieno di sentimento, ben scritto, al di sopra della media… non più sorprendente poiché appurate sono le tue potenzialità. Sei sempre la migliore.

  11. Sono in minoranza, ma dico di saltare di 5 anni. Anche senza sbirciare il passato di Guglielmo grande, penso che ci sarebbe comunque modo di conoscere qualcosa di lui attraverso dialoghi e situazioni.
    In ogni caso, sono sicuro che il prossimo sarà comunque un capitolo interessante e se hai proposto di raccontarci del suo passato, immagino che ci sarà qualche sorpresa o qualche particolare importante!
    Sempre ottimo, continua così! 😉

    • Grazie Francesco.
      Posso confidarti un segreto?
      Me prometti che non lo dici a nessuno?

      La scelta delle opzioni è, per me, la fase più tragica di ogni capitolo.
      Ad un certo punto mi dico “vabbè, metto questa, tanto chi la sceglie” e voi, puntualmente, votate per quella.
      In questo modo la storia si trasforma in qualcosa di completamente nuovo.
      E’ una delle cose che più amo di The Incipit.

  12. Sbirciamo nel passato del nuovo amico del piccolo Guglielmo.
    Sempre molto delicata e sensibile, emozionante davvero 🙂 mi piace molto come hai mostrato la bontà del grande Guglielmo senza scriverlo, solo facendolo alzare e stringere la mano al bambino sfortunato per diventare suo amico. Bello anche il pretesto della squadra di calcio, mi è piaciuto tutto ^^

    • Hai proprio ragione.
      E’ stato difficile scrivere questo capitolo, perchè nella mia testa io so di quale Guglielmo parlo, quale descrivo, ma farlo vedere ai lettori è tutta un’altra storia.

      Se solo avessi questa tanto agognata tecnica…
      Ma dove si impara?!

      Grazie.

  13. Accetto l’offerta! 🙂 Sbirciamo il suo passato.

    Commovente, bellissimo episodio.

    Solo una domanda, mia geniale piccola autrice:

    perché diamine ti complichi la vita col trapassato prossimo invece di semplificartela col passato remoto?

    Ti abbraccio forte. Sei bravissima.

  14. Questo capitolo lo avevo già letto dal cellulare e avevo pure votato. Ora ripasso solo perché non vedendoti sotto da me mi è parso strano. Cosa scopro che non è passata la votazione. Non ti avevo lasciato il commento perché con il cell so imbranata.
    Ho votato compra l’altro gratta e vinci.
    Cecilia aveva sedici anni quando si era innamorata di Guglielmo. Lui era bello e arrogante. L’amore che lei era certa, provassero l’uno per l’altra era un segreto che aveva giurato di proteggere, sempre. Una sola volta le aveva detto di amarla, il giorno in cui l’aveva lasciata. Mi hai emozionato, sono stata lasciata tante volte e ho sentito il ti amo solo in quel momento. Bello

    • Grazie Lucia.

      L’ultima settimana è stata pesante.
      Ho il tempo prolungato, il mal tempo ha rallentato tutti i mezzi di trasporto, i binari si sono allagati e fa buio presto.
      Mi sono persa qualche capitolo, ma approfitto di questo giorno di vacanza per recuperare tutto, promesso.

      • No, sono al sei ….Sono stata un mese sul cinque. Io pubblico lenta lo sai. Ora vorrei mantenere un ritmo di 12 o 14 giorni. Sta prendendo una svolta inaspettata. Non ti immagini come sono stanca e poi c’è anche l’amore, non ci pensavo da troppi anni ma adesso ci penso in maniera diversa che in tutti gli anni passati….La saggezza dei quaranta non aver capito prima che solo chi ti ama ti rende libero è stato il pentimento più grande di tutta la mia vita.
        Ricordati questa frase mai dare l’esclusiva a un uomo, se la deve conquistare, l’esclusiva non è per tutti. Una donna deve capire cosa le piace e con chi sta bene.

  15. Compra un altro gratta e vinci. Poichè ha una rara forma di fortuna, spesso legata alla speranza encomiabile che si porta dentro, quel genere di speranza che fa di un uomo sofferente un supereroe. Di quei supereroi che la fortuna se la fanno da soli, che costruiscono da soli i loro poteri e il loro destino. Aiutati dal fato, perchè succede solo a chi aiuta il fato.
    C’è anche lo studio della cronaca, negli aventi citati. Hai poggiato le date su eventi accaduti – i mondiali, Simoncelli e la sua moto – che mi pare un legame narrativo non casuale. Mi spiego: non sono eventi legati solo alle date che hai scelto, ma eventi legati alla sfortuna/fortuna nella tragedia/gioia, che è il tema che muove il racconto intero; e allo stesso tempo eventi legati all’eroirmo. Che è il tema che muove l’episodio. Insomma le tue capacità narrative e d’introspezione sono versatili e potenti e io continuo a indugiare nel chiedermi come sia possibile…. alla tua età…. ma diventa una domanda stupida, come chi ride sempre, poichè col talento si nasce. La tecnica s’impara.
    Sempre splendida, Adelaide.

    • Grazie Alessandra.

      Mia madre mi racconta che quando ero piccola (più piccola 🙂 ) le persone stentavano a credere che fossi una bambina, bensì un nano.
      Ammetto che per un lungo periodo tutta questa… maturità(?) non era vista di buon grado da me.

      Adesso invece sono felice (non sempre, sarei stupida altrimenti, no? ), soprattutto quando leggo commenti come i tuoi.

      p.s
      Come stai?

  16. Caro Guglielmo,
    io credo che la felicità sia questione di dimenticanza. Anche se a te andasse tutto a meraviglia, potresti essere felice (soprattutto tu, così sensibile) solo per il breve lasso di tempo in cui dimentichi ciò che succede nel mondo in quello stesso istante. Perché non si può essere veramente allegri quando si pensa a coloro che soffrono.
    Tu, però, continua a tener duro lo stesso. E magari, con un nuovo amico, la serenità sarà a portata della tua grande mano da supereroe.

    Episodio molto commovente, Adelaide.

  17. Non posso che essere d’accordo con Napo, opzione compresa.
    Per una strana casualità, ultimamente Roma sta diventando il fulcro di molti racconti su TI. Mi è piaciuta molto l’idea di utilizzare l’ironia leggera introdotta dalla rivalità calcistica per stemperare la malinconia e la commozione che permeano l’episodio.

    • Caro Napo, voglio dirti una cosa.
      Ho iniziato a scrivere i miei primi racconti in seconda media, sotto l’impulso di una necessità confusa. Cercavo di rifarmi ad Edgard Allan Poe senza però l’eleganza e la delicatezza con cui solo lui può descrivere scene di tortura, rendendole reali ma non fastidiose. Il risultato non fu molto rassicurante per mia madre, che pianse di disperazione (molto) pregandomi di smettere e di togliermi quel ciuffo “alla emo” sull’occhio.

      Ho continuato a seguire quella scia confusa, anche qui su The Incipit, pubblicando “Venticinque”.

      Quando ho pubblicato l’incipit di “binari”, sapevo già chi eri. Ti avevo “visto” in giro. Ti confesso che aspettavo speranzosa un tuo commento.
      Il tuo arrivo, ha cambiato tutto.

      “Voglio anche solo un piccolo elemento fiabesco e lo pretendo al prossimo binario! ”

      Quella frase ha permesso ha tutte le emozioni che avevo represso vergognandomene fino a quel momento di fuoriuscire.
      Tu, Napo, non mi hai indirizzata verso la giusta direzione, tu mi hai spinta sulla mia strada con un’autorevolezza e una sensibilità di cui solo tu sei capace.
      Di questo non potrò mai ringraziarti abbastanza.

      • Ho tardato a rispondere a questo commento, sperando che fosse sepolto da altri cento commenti e lo leggessi solo tu.
        Sono sinceramente commosso, Adelaide. Sapere di aver dato inconsapevolmente un piccolo aiuto a un talento come il tuo a manifestarsi – può suonare come una frase abusata – non ha prezzo.
        Abbi sempre fiducia in te stessa. Puoi fare grandi cose.

  18. Simpatico. Che sia il mio modo per levarmi di testa una cosa che rimbomba da molto tempo ?? La tua storia ho il pensiero e spero certezza che possa essere una medicina ad una specie di male che mi covo dentro e che riguarda Roma! 🙂 Dunque me sa proprio che ti seguo! 🙂 Ho votato la storia della nascita!

    • Grazie Lucia, sono lusingata.

      Si, è arrivato il momento di tornare a parlare di pugni.
      Ogni volta che inizio una storia pensando di avere ben chiaro in testa come andrà, poi ne perdo il controllo.
      E’ una delle cose che amo di The Incipit.

      A presto.

  19. Punto primo:
    ” Lui era rimasto nascosto in un angolo durante tutta la cerimonia. Cercava in lei qualcosa che la facesse apparire infelice. Qualcosa che gli permettesse di interrompere tutto e portarla via, qualcosa che lo rassicurasse. Qualcosa che non trovò. ”
    è eccezionale.
    Punto secondo:
    la chiusa come l’apertura, il ciclo perfetto delle sequenze, le riflessioni brillanti e profonde. Le digressioni perfettamente posizionate tra le scene e nel racconto, fanno di te una scrittrice promettente.
    Io non posso credere che tu abbia sedici anni: o menti… e ne hai una cinquantina…. o sei un genio assoluto che presto leggerò in libreria e sarai tradotta in trentasei lingue, e avrai all’attivo una serie interminabile di premi letterari. Questo in un futuro non troppo lontano.
    Ma chi sei??
    Estasiata. Ale

  20. Eccomi 😉
    Articolare un racconto su più piani temporali non è cosa facile. Racconti come questo si possono giudicare quando giungono a maturità. Sei comunque incredibilmente brava per la tua età, anche perché hai l’approccio giusto per la scrittura: un tocco lieve, rispettoso ma pieno d’amore.
    Avrei preferito tornare da Guglielmo.

  21. Il tuo racconto ha tema la ricerca della fortuna, la quale coinciderà alla fine con l’amore…perché sia Guglielmo che Cesare lo troveranno. Parlaci ancora di Guglielmo, facci vedere come trascorre la sua vita grazie ai mille presagi fortunati che, da solo, trova nel suo difficile percorso causato dal problema della mano 😉 bravissima

    • Grazie Giorgia.

      Ogni volta che pubblico un Incipit qui, a grandi linee penso di sapere cosa devo scrivere e come deve andare la storia.
      Poi viene sconvolta e si trasforma in qualcosa di nuovo, grazie a voi. Mi sta aiutando a maturare come aspirante scrittrice.

      Sapere che ti piace mi riempie di orgoglio.

  22. Lucrezia.
    Ho letto i due capitoli; ritengo che la decisione di raccontare di una persona affetta da handicap (è così no?) sia coraggiosa e di responsabilità, non si deve tralasciare nulla perché sono esistenze complesse e profonde. Guglielmo è ancora giovane ed è nato così, non conosce la differenza, ma le prime pulsioni sessuali lo mettono già di fronte alle sue difficoltà. Sei stata brava a far coincidere le cose e molto sensibile. Mi è piaciuta anche la richiesta fatta ad Augusto del biglietto per dargli fortuna 🙂 ti seguo

    • Giorgia scusa se ti rispondo solo ora, ma quest’anno la mia scuola dista due ore di treno e due ore di pullman (andata e ritorno). I miei ritmi sono pressochè quelli delle galline. Mi sveglio alle cinque e mi addormento alle 20.

      Ad ogni modo, sono felice che tu mi segua e faccio sempre tesoro dei tuoi consigli.

      Grazie.

  23. Adelaide, sei brava complimenti, stai descrivendo tutto perfettamente non c’è un solo errore. La storia scorre perfettamente, come se tu l’avessi nella testa da sempre. Ho scelto l’approfondimento su Lucrezia. Mi piace il contesto e l’uso del dialetto. So che sarà una storia che lascerà il segno….. Continuo a seguirti, entro stasera o domani pubblico il mio capitolo sulla cattiveria, visitami se puoi, apprezzerò i tuoi consigli. Un bacio

  24. Ma che particolare questa storia, ben descritta l’ingenuità del bambino, bella la descrizione del bar. Ancora non intuisco di che cosa ci parlerai, la grossa mano mi fa pensare ad una piega un po’ fantastica. Vedremo, ti seguo con curiosità! Brava!

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