“Io mento”

Dove eravamo rimasti?

Manca la conclusione e sicuramente vorrete una spiegazione sul mentitore. Non vi preoccupate, l'avrete. Ma cos'altro volete? Facciamo un salto in avanti e vediamo cos'è successo a Will. (46%)

X.

Will stava sulla porta, a osservare la scena.

La calca di gente li circondava. Parlavano tutti, gesticolando in maniera esagerata. Le loro facce distorte in espressioni di ogni tipo, rivolte a quell’unica persona che non capiva nulla di quello che stava accadendo nella stanza.

Stava per andarsene, per fuggire, ma una voce lo chiamò.

– Will! Ce l’hai fatta!

L’ex poliziotto rispose con un cenno e un sorriso appena abbozzato.

– Non stare sulla porta, vieni dentro.

– No, Nathan, preferisco di no.

– Ti prego, non hai nemmeno visto mio figlio!

La dolce insistenza dell’amico lo spinse ad avvicinarsi a quel letto d’ospedale, facendosi strada tra i parenti riuniti. Sentì tutti gli occhi puntati su di sé e si accorse di arrossire. Ma la mano di Nathan sulla sua schiena lo fece avanzare.

Rebecca era a letto, con un piccolo bambino in mano. Nonostante la fatica e lo sforzo del parto l’avessero lasciata indebolita e dall’aspetto trascurato, la donna mostrava una bellezza che solo una mamma può avere. Una gioia e un sorriso che partivano dal cuore.

– Ciao, Will – lo salutò Rebecca. – Saluta il piccolo Christopher.

Will rimase in silenzio, inerme. Lui che aveva sempre avuto a che fare con criminali, poliziotti o gente ostile, si trovava ora davanti all’innocenza, all’indifeso per eccellenza: un neonato.

Mosso da un desiderio a lui stesso sconosciuto, domandò: – Posso…?

Rebecca gli sorrise, porgendogli il figlio.

Will lo prese tra le braccia, avvertendo il peso di quella creatura. Inesperto, si trovò a cullarlo, senza accorgersi che i parenti erano stati fatti uscire da Nathan. Non pensava più a nulla.

– Will, io e Rebecca volevamo chiederti una cosa.

– Sì – intervenne la moglie. – Ci abbiamo pensato tanto.

– Cosa?

– Vorremmo che gli facessi da padrino.

– Io? Ma… no, non sono adatto. Non dopo quello che…

– Will, vogliamo che lo faccia tu – ribadì, Nathan.

– Ma… no, io non… non capisco…

– Cosa c’è da capire? Sei un amico, e nell’ultimo anno ti abbiamo conosciuto bene. Quello che è successo alla libreria è stato un errore. Tu pensavi di fare del bene. Nessuno può rimproverarti nulla.

Will restò in silenzio.

– Tu non sei quell’errore – disse Rebecca, con tono deciso. – Tu sei Will.

L’ex poliziotto ripensò ai giorni dopo la libreria, al peso, agli sguardi, ai rimproveri e alla tristezza. Rivide, però, Nathan e Rebecca, gli unici amici che gli stettero vicino. Gli unici che cercarono di capire, che lo ascoltarono, che non vollero credere alle voci che lo definivano un pazzo.

– Io… – iniziò Will.

In quel momento, il piccolo Chris sbadigliò e si rannicchiò contro il petto dell’uomo. Quel movimento così tenero, fece affiorare le lacrime fino a quel momento trattenute.

– Io… con grande piacere – riuscì a dire, sorridendo tra le lacrime.

***

– Hai finito di copiare l’ultima lettera?

– Sì, vanno solo consegnate.

– Bene.

– Credi che la gente capirà il perché di queste nostre lettere?

– Non lo so. Di sicuro non risaliranno a noi. E anche se lo facessero non abbiamo fatto nulla di male. Per cui non c’è motivo di preoccuparsi.

– Forse, però, non dovevamo aspettare così tanto per scrivere quest’ultima lettera.

– Te l’ho detto, eravamo ancora sotto i riflettori. Così ci avrebbero subito individuati. Sarebbe stato come ammettere tutto. Fidati, è meglio così.

– Ma quel poliziotto che è arrivato così vicino a noi? Non credevo che qualcuno avrebbe preso così sul serio le nostre lettere.

– Sei ancora turbato per quella faccenda? Quando abbiamo iniziato era proprio questo che volevamo. Insinuare dubbio e menzogna nella vita di alcune persone, così da scuotere le coscienze, mostrare quanto la verità sia sommersa.

– Sì, hai ragione. Noi lo sappiamo fin troppo bene.

– Esatto. Per cui basta questionare e cominciamo a distribuire queste lettere. Poi, come d’accordo ci ritroviamo qui.

I due uomini si divisero le lettere. Quello che le aveva scritte uscì per primo. Il secondo, invece, restò un momento nella stanza. Era sulla quarantina, capelli corti e brizzolati. Versò una lacrima e prima di partire, rilesse l’ultima lettera.

***

Questa è la mia ultima lettera.

Forse credevate di esservi liberati di me, ma ho ancora un’ultima cosa da dirvi. Molti di voi sono rimasti intrappolati nella mia rete di menzogne. Siete diventati paranoici? Il dubbio ha eroso le vostre vite?

Buon per voi.

Vorrei che qualcuno l’avesse fatto a me. Perché credere alle menzogne è semplice. Dubitarne è più difficile. Avevo una moglie. I medici dicevano che si stava riprendendo. Che dovevo avere speranza. I valori miglioravano.

Ero felice. L’amore della mia vita sarebbe presto tornato a casa.

Ma un giorno ho avuto una telefonata. E il mondo è crollato.

La menzogna è stata smascherata e sotto ho visto la verità. E mi ha fatto male. Ho sofferto così tanto che ho pensato che la menzogna e la falsità erano più dolci. Ecco perché sono entrato nelle vostre vite.

Godete delle menzogne, alimentatele, perché tanto, la verità non si conosce. Al massimo si riconosce. E questo fa male.

Addio.

E ricordate: io mento.

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468 Commenti

  1. Fantastico finale! Io credo di aver capito anche ci erano i due mentitori. La descrizione lo dice praticamente. Basta rileggerlo tutto secondo me per chiarire i dubbi. Mi piace questo tipo di finale, un po’ aperto un po’ chiuso. Ci ho messo tanto per leggerlo (avevo degli impegni, ma ora sono quasi in pari). Complimenti, aspetto qualcosa ancora di tuo

  2. Beh chi se lo aspettava che i mentitori fossero due? Se non altro perchè Will ci era andato vicinissimo. Immagina se gli fosse successo mentre era ancora in servizio…
    hai mescolato verità e menzogna fino ad ottenere un ottimo racconto ricco di suspense e che alla fine ci hai lasciato aperto per poterlo interpretare a modo nostro.
    Penso che Will possa tranquillamente risalire ai “colpevoli” con quell’ultima lettera 🙂 e riconquistare le stime di qualcun altro oltre ai suoi cari vicini 😉

  3. Bravo Francesco. A me è piaciuta questa storia. Anche se alla fine il mentitore, che in realtà sono due, quindi i mentitori non si sono svelati (non del tutto almeno, hai comunque lasciato degli indizi che permettono al lettore più attento di farsi un’idea 😉 ) e il dubbio iniziale sulla loro identità e i loro scopi non è stato risolto, il loro obiettivo è stato centrato in pieno. Mentire per seminare panico e incertezza, paranoia ha dato i suoi frutti e almeno Will è caduto nella loro rete. Molto carina anche la scena finale di speranza per Will che si credeva ormai destinato a vivere solo e isolato dal resto del mondo.
    Complimenti ancora e a rileggerti al prossimo paradosso filosofico 😉

  4. Mannaggia a te…. questo è uno dei classici finali che, quando mi capitano nell’ultima pagina stampata di un libro, mi fanno girare quella seguente e dire “Nooooo!”. Credimi, lo faccio spesso e di solito con i grandi libri (almeno dal mio punto di vista), perché non voglio che finiscano, non voglio lasciarli andare via. Avrei voluto che la tua storia fosse di cinquanta capitoli e li avrei seguiti con il fiato sospeso come ho fatto con questi dieci. E poi mi lasci così…voglio saperne di più, mio brutto difetto! 🙂 Complimenti davvero, ottimo svolgimento e ottima idea. Ti aspetto con qualcos’altro… spero presto!

  5. Francesco,
    ho due livelli di lettura di questa storia, per cui due giudizi: uno buono, uno cattivo. Quale vuoi sentire prima?
    Parto col cattivo: la storia inizia così come finisce. A livello narrativo non hai risolto il plot, non hai dato un arco ai personaggi e ti sei limitato a spiegarli, a spiegarci le ragioni che li hanno spinti, così per l’ex-poliziotto poi consolato dagli amici nella scena finale, (tanto poco è come soluzione narrativa) così per i due che smistano lettere alla popolazione. Di cui uno ci ha spiegato la ragione – un po’ relativa e un po’ discutibile – della sua iniziativa. Questi personaggi così erano e agivano, così sono e agiscono, perciò la storia non ci ha condotto a nessuna svolta. E – per quanto tu possa ribattere che era proprio questa la tua intenzione – tecnicamente è un errore.
    Quella buona: la scelta idealistica, filosofica, di analizzare la “verità data” e quella “non data” o solo supposta, è ottima. Una scelta coraggiosa che si apre a moltissimi spunti di riflessione e a lungo dibattito interiore e non. Anche in questo caso non hai risolto l’enigma, però. Risolvere la questione “verità o menzogna” non richiede di farci chissà quale rivelazione avveniristica o sommersa, no; richiede di portarci a comprendere perché sarebbe più giusto porsi nei confronti della vita in modo consapevole piuttosto che incosciente. Prendendo atto che “l’incoscienza” è giustificata solo a dieci anni, ma a venti/trenta/quaranta/cinquanta/sessanta, è un delitto.
    Tuttavia io ammiro chi come te si pone domande e basa le sue storie su tematiche delicate e sfaccettate, poiché dimostra di avere coraggio e sensibilità. Pur senza dimenticare che un messaggio importante può arrivare anche dalla storia più banale. Le tue non lo sono mai, e a noi va bene così. 🙂

    • Rispondo solo ora (scusami!).
      Mi dici che la storia inizia così come finisce: in realtà su questo ho qualcosa da ridire. In generale ti do ragione, c’è la promessa di un evento, ma poi sembra esserci un ritorno all’inizio. Ma dal punto di vista di Will, in realtà, c’è un cambiamento: da solo, in pensione, senza scopo, con una vita che gli sembra vuota, passa a qualcosa di nuovo. I vicini che lo accolgono diventano per lui una sorta di salvezza, un salvagente che non lo fa affondare. Al tempo stesso, però, devo riconoscere che non ho saputo ben rendere l’idea che avevo, dando quindi l’impressione di un giro a vuoto. Faccio mea culpa: ho avuto troppa fretta di concludere.
      Per il resto, grazie mille per il tuo giudizio sul mio stile filosofico: mi fa davvero piacere! 🙂

  6. Eccomi! Ho recuperato tutti i 10 episodi e ti confesso che anche io ho presso una fissazione per quelle lettere. Non so perché ma avevo intuito che il testimone di Geova fosse comunque coinvolto. Ho trovato molto toccante la solitudine del protagonista che poi trova sollievo nella solidarietà dei vicini di casa. Finale non scontato …anzi!
    Complimenti davvero, ti aspetto per la prossima storia con la promessa di essere puntuale questa volta !

  7. Sei praticamente arrivato in fondo a questo percorso, ti ammiro per essere riuscito a mantenere viva l’attenzione per così tanti episodi: ho l’impressione che Will si stia esaurendo a causa del caso come il poliziotto Jerry Black nel film ‘La Promessa’.
    Vorrei vedere se tra qualche anno è ancora sano di mente e naturalmente capire il senso delle azioni del mentitore (a meno che non volesse proprio far esaurire il nostro eroe ^_^)

  8. In linea di principio credo fermamente che certi aspetti di una storia vadano lasciati alla fantasia del lettore. A mie spese ho imparato che i lettori di TI la pensano diversamente: vogliono lo spiegone finale. Spero per te che vinca l’opzione che preferisci, io preferirei che ti concentrassi sul mentitore. Mi dispiacerebbe, avendo apprezzato la tessitura della trama che ci hai regalato, un banale happy end con il riscatto dell’incompreso Will.
    Bravo Francesco (nonostante i nostri condizionamenti).

    • Devo ammetterlo, non avevo un’opzione preferita, in questo caso. Anche se, l’idea di potermi concentrare solo sul mentitore mi piaceva molto. Alla fine, anche se per poco, ha vinto il salto in avanti.
      In giornata dovrei pubblicare il finale: spero davvero di non deludere le aspettative!
      Grazie mille, Napo.

      • Invece devo dirti che un po’ sono rimasto deluso. Purtroppo.
        Avrei preferito un finale aperto al posto di questo che è semplicemente un finale irrisolto, una sorta di spiegone – che, come ti ho detto, non amo – in cui le spiegazioni sono però del tutto prevedibili e banali. Troppa retorica. Sai scrivere e imbastisci dei plot interessanti, quindi mi aspettavo un finale all’altezza dei capitoli precedenti e dei tuoi racconti precedenti. Diciamo che il tuo livello è solitamente più elevato e stavolta l’opzione scelta dai lettori era poco stimolante.

        • Rispondo con grande, enorme, esagerato ritardo!
          Grazie innanzitutto per la sincerità, l’apprezzo molto. Devo dire che hai ragione. Potrei dirti che l’opzione non era stimolante, ma sarebbe un po’ una scusa. Purtroppo ho avuto fretta di concludere. Avrei dovuto prendermi più tempo, più calma. Al tempo stesso, però, mi dico contento di aver finito: ammetto che questa storia cominciava a pesarmi un po’ e direi che dal calo degli ultimi episodi si è visto. Mi dispiace, perché so anche io che posso dare di più. Spero ci siano altre occasioni.
          A presto (spero)!

  9. Andrei a vedere cosa è successo a Will…
    poi ovviamente vorrei sapere CHI diamine è il mentitore e quali siano i suoi fini.
    Peccato tu abbia scritto le scene di Will anticipando le sue intenzioni così da farci palesemente intuire il suo fallimento. Sarebbe stato più avvincente leggere le scene convinti che avesse ragione lui, che ce l’avesse fatta, per poi fallire insieme a lui.
    Comunque mi è piaciuta questa storia, mi aspetto un finale che non tradisca le premesse e le promesse.
    🙂

  10. Frà,mi metto a rileggere tutti i capitoli poi voto, perché sono assente da troppo ho perso il filo della storia. Ne stavo seguendo troppe insieme in più sto scrivendo il secondo volume del mio romanzo e comincio a sbarellare. Così ora ne seguirò meno, ma leggendole con più calma e gustandomele, e voglio iniziare dalla tua. Prima di continuare la lettura volevo dirti solo una cosa….uno dei più begli incipit che abbia mai letto! mi è piaciuta da matti la lettera e anche la descrizione della vita solitaria di William, si percepisce l’impotenza e l’inutilità di chi ha lavorato una vita e si ritrova di colpo senza nulla da fare. Bellissima anche la scena in cui cerca il gatto, il lettore s’immagina che cerchi sua moglie,poi dalla frase detta al letto s’inizia a capire che c’è qualcosa sotto. Insomma , va beh,ora sto zitta,però bravo,bravo davvero.Ora vado a leggere tutto il resto 🙂

  11. Impossibile non votare per il crimine. E’ curioso vedere come in questo episodio alla fine oltre all’opzione in maggioranza (Will va da Alan), hai mandato il tuo protagonista anche in libreria. Aspetto di scoprire cosa accadrà nel prossimo episodio. 🙂

  12. Beh, al nono.. direi che, anche se mi piacerebbe un crimine, ho votato perché restiamo concentrati sul mentitore.
    L’opzione “niente” mi ha fatto troppo ridere.
    Bello questo episodio. Bel dialogo, l’ho letto immaginandolo. Ho visto la libreria, le persone accalcate, il testimone di Geova che si avvicina a qualcuno per dargli il libro da autografare mentre nella mente vedevo il piano d’ascolto di Will che lo immaginava con un complice.
    Ancora non so dove andrai a parare, intravedo la porta e il portiere ma non capisco chi prenderà palla…
    🙂

  13. Comincio a pensar male di Alan. Se Will vuole un crimine per smentirlo, non posso che dargli una mano. Stavolta mi pare che le opzioni siano un pro forma: a meno che non si scateni la cattiveria dei lettori (autori dispettosi), ci sarà un plebiscito per il crimine.
    Ben scritto, come sempre, stavolta l’episodio è meno da giallo psicologico e diventa un classico della suspence. Sempre efficace, Francesco.

  14. Come resistere alla presentazione di Stephen King? :)))

    Bella l’idea di stuzzicarci dandoci delle ipotesi. Bel capitolo, ma ormai mi annoio a dirtelo 🙂 preferisco leggerti. Tutto è complicato, non voglio azzardare ipotesi, però quella donna era davvero noiosa ahahah mi è capitato a volte di incontrare queste persone che si fissano su una cosa, è quella deve essere ahahah

  15. La scelta più logica sarebbe correre in centrale, ma quanta attenzione potrebbe ricevere? Dei ragazzi hanno risolto l’enigma, quanto peso Alan ci darà?
    Per questo, opto (anche se in netta minoranza) a farlo andare alla presentazione.

  16. Carissimo, la tua si dimostra a ogni puntata una penna magistrale!
    Apprezzo sempre di più i tuoi pezzi, sebbene il precedente sia stato molto sotto tono rispetto agli altri, ciononostante era necessario un collegamento di qualche tipo… la cosa è ben congegnata e funziona!

    Le opzioni mi sanno però un po’ da trabocchetto: immedesimandomi in un ex-poliziotto in pensione mi viene automatico escludere tutti e tre gli eventi a priori: non perché non possano avverarsi, ma proprio perché non ci sono elementi tali per prevedere quale possa essere il più probabile. Anche se… tu per primo hai escluso la Casa Bianca e a me ha fatto pensare subito a quell’opzione come il possibile colpaccio del mentitore. Però, da bravo poliziotto, Will andrà a parlarne con l’unica persona che dimostra oltre a una certa ottusità, anche un po’ di sale in zucca, e cioè il suo ex-capo, Alan. Cioè, qualunque investigatore al suo posto lo avrebbe fatto poiché è l’unica scelta logica, scegliere una delle altre due sarebbe stato come se un poliziotto invece di investigare facesse a testa o croce per decidere cosa fare. Non ci sta…
    Birbantello, te e le tue domande pilotate! 😛

    • In realtà non voleva essere un trabocchetto. Forse, però, non sono stato chiaro. La Casa Bianca l’ho esclusa perché ho pensato che un semplice poliziotto (o addirittura un ex poliziotto) non può presentarsi semplicemente in un luogo simile, in quanto ci sarà una sicurezza apposita.
      La presentazione e il museo, invece, avevano come sottinteso un salto avanti nel tempo, mentre la scelta di Alan avrebbe continuato l’azione lasciata in sospeso.
      Mi scuso se non l’ho fatto capire bene.
      Grazie comunque per i tuoi complimenti e per esserci sempre! 🙂

  17. Molto belli tutti gli episodio. Ho votato per la stazione di polizia, anche se le altre opzioni erano altrettanto interessanti. William si era lamentato di non aver concluso la sua carriera con un caso memorabile, questo di sicuro promette bene (anche se ormai è in pensione). Ti seguo … 🙂

  18. Ho avuto una linea ballerina e solo notturna, che si è ripristinata 5 minuti fa. Stavo morendo che non sapevo che cosa succedeva in questo capitolo….Francesco! Tu, Alessandra, Napo, Giorgia e pochi altri mi avete messo una curiosità addosso che se non leggo il capitolo mi viene la crisi di astinenza. Il capitolo è bello, molto rocambolesco, io so che tu sai, ma tu sei o non sei…Figo, c’è da ammattirsi…WIll poverello, quasi mi faceva pena…Ora penso che correa alla polizia e per forza!
    Sono proprio contenta di questo capitolo, il precedente non aveva fatto cosi tanta breccia nelle mie aspettative, ora che mi hai rilevato qualcosa provo una sincera soddisfazione…Francè, ma che bella la copertina, ci sono delle copertine bellissime che mi piacciono da morire …..

    • Grazie mille, Lucia: i tuoi commenti mi fanno sempre un grande piacere! 🙂 Rispondo qui anche al tuo commento sul font più grande: ormai, avendo sempre utilizzato lo stesso, preferisco non cambiare (mi piace mantenere una certa uniformità), per cui troverai anche i prossimi episodi in questo stesso font (che è poi quello di the incipit). Per il futuro vedrò cosa riesco a fare! 😉

  19. Seguiterei l’azione e lo manderei in centrale a parlare con Alan.

    Bravo, vedo che hai iniziato a dare risposte. E mi piace che tu lo abbia fatto servendoti di fitti dialoghi, senza troppi preamboli. Mi piace il modo in cui hai composto il rebus e poi lo hai risolto nella teoria. Adesso però voglio vedere come lo risolverai nella pratica.
    🙂

  20. “Cred’io ch’ei credette ch’io credesse”… All’inizio ho temuto che ti stessi avviluppando in una scena pirandelliana senza sbocchi, poi ne sei uscito alla grande. Pardossale ma efficace e credibile che siano i fans del mentitore a dare a Will la giusta lettura della missiva del mentitore. Bravo come sempre: un vero page-turner.
    Uno che ha passato una vita in polizia non può che correre alla stazione di polizia.

  21. Più di quattro persone, secondo me c’è più di qualcuno che si recherà all’evento senza aver risposto all’invito. Che tra i “quattro” vi siano anche i tre fattorini che si sono presentati a casa di will?…
    Una bugia dopo l’altra mi stai facendo perdere, Fra 🙂

  22. Felice di ritrovarti, eri proprio sparito eh….
    Io ho trovato interessante questo episodio e anche il dialogo tra i due, le ipotesi che fanno… tuttavia ritengo che, avviandoci verso il settimo episodio, tu dovresti andare un po’ al sodo. Hai scritto 6 episodi di “domande” senza mai iniziare a dare qualche “risposta” concreta. In questo modo la trama diventa un rebus e perde per strada elementi drammatici essenziali per stabilire il conflitto che poi crea la giusta empatia col lettore. Sei davvero sicuro che gettarci nel rebus continuo sia il modo giusto per farci proseguire?

    In ogni cosa, io dico che non troverà NESSUNO.

    • Sì, ero sparito, ma ora spero di riuscire ad avere più continuità. Mi chiedi se sono sicuro di gettarvi nel rebus: non ti rispondo ancora e cercherò di far parlare la mia storia per me. Ho un’idea particolare in mente che sto seguendo. Forse non piacerà, però ci tengo a scrivere quella che è la mia idea.
      Grazie come sempre per le tue impressioni e le tue domande, sono sempre preziose!

    • Sì, avevo bisogno di un capitolo di pausa, anche per dare l’idea dell’impotenza di Will di fronte a un’indagine così difficile e ampia, visto che coinvolge tante persone!
      Leggeva l’ultimo libro di King: non avendo definito con esattezza l’epoca in cui è ambientato il racconto potrebbe essere l’ultimo appena uscito oppure uno dei più vecchi. In ogni caso, come già ho scritto in un altro commento, non ho mai letto nulla di King, ma ho solo visto dei film tratti da sue opere. 🙂

  23. In effetti le tre visite sembrano troppo strane per essere una coincidenza, ma in rete si può trovare tutto e il contrario di tutto… Questo episodio si legge molto bene tanto è scorrevole, però metterei volentieri al fuoco qualcosa di concreto sul Mentitore, es. qualche piano per svelare delle menzogne di un certo peso e di rilevanza pubblica

  24. Mm… su internet gira di tutto e di più, difficilmente troverà qualcosa di utile, ormai, però, è ossessionato quindi se trova un evento… vorrà approfondire.
    Mi piace come hai inserito un po’ di ‘umanità’ nel racconto, il vicino era sembrato un po’ rompi, invece forse può essere un’amicizia utile alla vita, forse il rapporto con lui e la moglie può fare da filo rosso con la realtà e servire a non far impazzire Will.
    La riflessione sul numero delle persone mette inquietudine, sarà solo un caso o qualche delitto c’è stato?
    E il libro di King? Certo l’autore non è scelto a caso, ma quale sarà il suo legame con gli strani eventi, avrà qualcosa a che fare con il mentitore? O, forse, si rivelerà utile per scioglierlo, il mistero…
    Bel capitolo! (Ma che lo dico a fare?) Solo una cosa mi stona un po’ – probabilmente è solo un’impressione personale, comunque – da come Will si relaziona con i vicini, e viceversa, sembra che siano in confidenza mentre l’impatto con l’ambiente comunica estraneità (mi riferisco alla descrizione della donna e della casa).

    • Ciao, Francesca.
      Mi fa molto piacere leggere il tuo commento. Ovviamente non posso rispondere alle tue domande: con l’avanzare della storia ci saranno tutte le risposte. 🙂
      Per quanto riguarda la tua impressione, non saprei. In realtà la descrizione dell’ambiente non voleva dare l’idea di estraneità. Al massimo voleva essere un modo per sottolineare la differenza di età. Ma forse ho reso male l’idea. In ogni caso, grazie mille, come sempre: ogni impressione, parere o suggerimento è sempre ben accetto! 🙂

  25. Io dico testimonianze. Una cosa del genere potrebbe aprire a molte nuove strade da percorrere per sciogliere la matassa. In alcuni punti ho avuto l’impressione che ti sia dilungato, ma l’obiettivo è sempre ben teso nella giusta direzione.

    • Sì, forse hai ragione, mi sono un po’ dilungato. Mi chiedo, però, se a racconto concluso (quando sarà possibile leggerlo per intero) questo episodio rimarrà comunque tirato per le lunghe oppure si incastrerà bene nell’economia del racconto. In ogni caso, grazie come sempre per la tua sincerità e i tuoi commenti!

  26. Lui mente.

    Perchè dare per scontato che abbia deciso di redimersi solo per annunciare delle visite?

    Lui mente, e se avesse mentito allora non andrà a far visita nessuno facendo però precipitare tutti in uno stato di ansia e di attesa, Will ne è l’esempio.

    Francè, dici che ho esagerato con le teorie complottiste?
    Forse dovrei smettere di guardare Adam Kadmon.

    Ad ogni modo, davvero bravo, come sempre.
    Il mentitore è uno dei miei personaggi preferiti, in assoluto.

    Aspetto il prossimo.

    • Già, lui mente. Per cui potrebbe aver mentito anche sulle visite. O no? Chissà! 😉

      Non posso dirti se hai esagerato con le teorie complottiste, ma di sicuro la storia si presta.

      Grazie mille per i tuoi complimenti e sapere che il mentitore è uno dei tuoi personaggi preferiti è per me un vero onore. Grazie ancora! 🙂

  27. Secodo me abbiamo fatto goal, nel senso che matt inogni caso c’è e il capitolo è superlativo.

    Secondo me matt era il primo. L’agente immobiliare è un mentitore di professione, non ti dirà mai che l’appartamento è umido o rumoroso. E a quel punto era sicuro di non essere visto. Poi ha mandato il fattorino per confondere le acque. Il terzo è coincidenza.

  28. Ciao, Francesco.
    possibile che tu riesca a essere filosofico in ogni tuo racconto? la filosofia dell’essere e del non essere. To be or not to be, this is the question.
    Per come sono folle io, arriverei persino a dirti che Will è visionario ed è egli stesso il mentitore che immagina personaggi inesistenti come il fattorino o l’agente immobiliare, vivendo in un suo mondo immaginario per fuggire e difendersi dalla realtà. ma dovendo fare un altro nome, per evitare che tu rida di me, direi il predicatore. Per te che hai scritto una tesi sulla luce e l’oscurità … che hai scritto di come la colpa possa offuscare anche una mente brillante, fino a spegnarla come nel caso di Jakob, non è difficile imputare a un uomo di fede la menzogna. Tanto più che sei cattolico, per questo dubiti. Perchè la fede passa attraverso il dubbio continuamente.

    • Penso di poter dire che l’elemento filosofico è il mio marchio di fabbrica. In maniera più esplicita o più implicita non riesco a farne a meno!
      La tua teoria è molto affascinante e non riderei di te per nessun motivo! Devo dire che mi avete dato tante belle idee. Vedremo cosa ne salterà fuori.
      Grazie, come sempre, dei tuoi commenti! 🙂

  29. La penso come Giulia Menegatti: Matt voleva mostrarsi e avrebbe continuato oltre se non avesse aperto alla terza occasione.
    Interessante anche la lettura di Napo, ma un conto è inviare un pizza boy, assai facile, un altro inviare un agente immobiliare a domicilio a caso, normalmente gli agenti telefonano prima di muoversi.
    Hai seminato mistero, eccome

  30. Secondo me le visite sono state una coincidenza, perché Will ormai è in piena paranoia…ci starebbe bene, poi, che ad un certo punto quel che sembra un caso sia in realtà un messaggio del mentitore…che lo tiene in bilico tra realtà e follia, realtà o menzogna?

  31. Mi piace molto come è strutturato questo racconto. Per non parlare della tematica che è quella che ricorre, con diverse sfumature, anche in tutti i miei (miseri) scritti.
    Secondo me sì, il mentitore si è mostrato ed era il terzo. Per confondere le acque – ma Will non ci cascherà – ha chiamato un’agenzia immobiliare e ha ordinato una pizza a domicilio dando l’indirizzo di Will.

  32. Vado controcorrente: forse il vicino nasconde qualcosa, in questo gioco in cui menzogna e verità giocano a nascondino e a travestirsi l’una dall’altra?
    A quanto pare, questo caso (o non caso) è l’unica ancora di salvezza cui può aggrapparsi un uomo sull’orlo della depressione a causa della sensazione di inutilità che gli è piombata addosso.

  33. se vuoi ti aiuto.. scegliamo un’opzione diversa dal solito!
    ho recuperato i due capitoli e devo dire che mi piace! hai saputo suscitare in me un continuo di immagini come se vedessi un film. bello il testo della lettera.
    ti seguo 😉

  34. Ciao, Francesco.
    Rileggendo con attenzione i due episodi ho avuto un flashback che mi ha condotta sulle strade della Gran Bretagna futuristica in cui un uomo con la maschera di Guy Fawkes aveva terrorizzato l’intero paese per imporre le sue idee rivoluzionarie e farlo nel modo più plateale possibile. Tu, qui, invii una lettera e la diffondi come il virus che logora più in fretta, una lettera in cui scrivi “Io Mento”. Sì, mi hai ricordato – col tuo stile sobrio e quell’estro creativo a tratti filosofico che ti distingue – lo stile distonico ed efficace di Alan Moore e – con sempre maggiore curiosità – voglio vedere dove arriverai.
    “Se vuoi ti aiuto, ma perdi tempo.”

    • Ciao, Alessandra.
      Come ti ho scritto nel commento alla tua storia, bentornata: è sempre un piacere rivederti qui.
      Grazie mille per il tuo commento. Hai effettivamente fatto un paragone molto interessante! Anche se, ammetto, nemmeno io ci avevo pensato.
      Sei curiosa di sapere dove arriverò: in un certo senso lo sono anche io! Qui su the incipit spesso, con le scelte dei lettori, mi trovo a cambiare degli aspetti della trama, per cui nemmeno io so con certezza quale sarà la meta. Spero di non deludervi!

      • Se vuoi, posso darti un consiglio.
        Quando un architetto costruisce un edificio, deve calcolare che le fondamenta restino stabili ed erige muri portanti. Poi ci sono i muri vuoti che si posso abbattere senza creare instabilità all’edificio. L’importante è che i muri portanti, quelli pieni che sono poi la struttura interna del blocco, restino in piedi. Lo stesso vale per la struttura dell’opera scritta. Le opzioni che dai ai lettori ( al fine di regalarci una bella storia e non una cosa campata in aria) devono essere basate sui muri vuoti, non su quelli portanti. Significa che le scelte dei personaggi, non devono essere votate dal pubblico. Solo gli eventi di plot si possono far decidere al pubblico, ma ogni scelta dipende dalla caratterizzazione che hai dato al personaggio e da un passato e un futuro che hai costruito per lui e che solo tu puoi conoscere ma che non puoi anticipare per evitare spoiler. Quindi noi non dovremmo intrometterci su scelte, ma solo su conseguenze. Tu scegli le azioni, noi le reazioni. Mi capisci? Scusa la filippica… ahahahah so che sei preparatissimo, lascia stare… 🙂

  35. Will è in pensione, non è più compito suo.
    Anche se in fondo sappiamo e speriamo tutti che lo diventi.

    C’è qualcosa in questo giallo che lo porta ad un livello più alto.

    Ci sarà un’altra lettera nel prossimo capitolo? E’ così sbagliato fare “il tifo” per un potenziale serial killer che però ha un’ ottima penna?

    Aspetto il prossimo.

  36. Sei Jack?
    Mai vista una «crosta di pomodoro» XD Mentre, un gatto con nome di donna… cosa dovrebbe dire del suo proprietario? Già… bel particolare.
    «È uno scherzo, Will, goditi la pensione!» “Sì, come no…”
    Una curiosità: il titolo è un omaggio a Faletti? Ho appena iniziato quel libro.

    • Jack? Cioè?
      Forse invece di “crosta di pomodoro” dovevo scrivere di “salsa di pomodoro”: se ne cade un po’ su una superficie e non viene pulita si secca, formando una sorta di crosticina.
      Sul gatto non commento. 😉
      No, non c’è nessuna citazione a Faletti (anche perché non ho mai letto il suo libro). Il titolo viene da una cosa in particolare, ma cercherò di spiegarla non corso del racconto.
      Grazie come sempre di essere passata! 🙂

      • Jack è la risposta all’indovinello, no?
        Ah ah, ora ho capito cosa intendevi per crosta! Mi sa che ero un po’ fusa ieri mentre leggevo… tra l’altro per il libro lascia perdere… ^^’ lapsus mio… (lì il titolo è “Io uccido” il tuo me l’ha rammentato perché in entrambi i casi è una dichiarazione dell’assassino). Scusa ancora!
        Al prossimo intrigante capitolo 😉

  37. Sei in pensione, dovresti ritenerti fortunato, noi non la vedremo mai… ah, scusa, non era proprio questa l’opzione, ma sicuramente avrai capito su cosa ho cliccato 😉
    Devo ammettere che questo racconto, sia per lo stile maturo e preciso dell’autore, sia per la trama (e se fosse veramente tutta una trovata pubblicitaria?), mi piace veramente molto.
    E io non mento 🙂

  38. Sembra che io e Gattopardo ci mettiamo d’accordo, ti assicuro che non è cosi, ho letto il commento dopo aver votato. Allora, credo che ci voglia un aiutino e anche un complice.
    Ho avuto la sensazione che parlasse sia tra se e se, sia che avesse un interlocutore mentre mangiava… Caspita, che suspense….Ma che bravo, vai fortissimo…. Poi lo sai io amo l’introspezione e il romanzo psicologico…. ma mi trovo a scrivere un pamphlet umoristico… Il prossimo è un giallo pure il mio confesso ho sognato l’incipit quindi me tocca il giallo….

  39. Mi piace il tuo modo di scrivere, diretto e con spirito di osservazione.
    Nathan ha perso una bella occasione di stare zitto, esiste anche lo stress passivo. Come quelle persone che ti chiedono “Come stai?” per fare conversazione, e poi dirti come stanno loro. Curiosa l’opinione che William ha suo fatto che il corpo “non fa che ingannarci”, secondo me, al solito è la testa che fa la superba. 🙂

  40. Bello, davvero bello. Concordo con chi ha già elogiato la scena della pietanza: è praticamente perfetta. Sono curioso di scoprire cosa succederà ora. Avrei votato per “”Sei in pensione, non è più compito tuo”, ma dal momento che nessuno pensa sia una cosa seria, ho scelto “Lascia perdere, è solo uno stupido scherzo!”, perché mi sembrava più realistico.

  41. La scena della pietanza l’hai descritta talmente bene che mi sono sentito come quello che è davanti a una tavola imbandita e resta a bocca asciutta. Molto bravo. Le opzioni mi sembravano tutte valide, ho scelto la perdita di tempo riportando tutte e tre in perfetta parità. Ti seguo.

  42. woow…Francesco, complimenti….Ho sempre desiderato qualcosa da leggere che mi portasse nella mente di un bugiardo…Le bugie le studio… Sono parte della vita di molti di noi, sono l’universo parallelo di qualcuno…Non si capisce perché determinate persone mentono, lo fanno sempre continuativamente per ogni cosa… Sbugiardare i bugiardi, diventa così a volte, l’unica cosa che ripaga…altre, li lasciamo fare e dire, tanto sappiamo che nulla è più vero… La menzogna ha i contorni maschili per me, gli uomini mi mentono sempre. Mentono su tutto, sulla loro carriera, sul loro stato di famiglia, persino su sul colore preferito… L’unica cosa che funziona è domandare più volte la stessa cosa in episodi diversi, allora scopri una sola verità, è un bugiardo. La sindrome di pinocchio è una malattia diffusissima, si allinea spesso al narcisismo patologico di alcuni…Questi sottovalutano l’intelligenza dell’interlocutore che mentre parlano e cercano di convincere ha già capito il trucco…semplicemente un bugiardo… Non so questo incipit, cosa veramente c’entri con la menzogna in quanto tale…Ma mi è piaciuto molto, un bugiardo non confesserebbe mai di essere tale, anzi, il fatto stesso di mentire di-storcerebbe ancora la verità a suo favore, secondo la sua unica prospettiva: la menzogna. Ora penso che un giornale a questo punto possa svelare qualcosa di nuovo e un qualche indizio. Bellissimo.

    • Grazie mille Lucia per il tuo commento! Già, la menzogna è veramente orribile: distorce, confonde e instilla il dubbio, togliendo la possibilità di fidarsi. Se uno ha mentito una volta, cosa mi assicura che non lo rifarà anche una seconda?
      Il tema è affascinante e spero di riuscire a renderlo in maniera interessante!
      Grazie ancora! 🙂

  43. Arriverà una nuova lettera.
    Ho scelto questa opzione, principalmente perchè voglio altre bugie.
    Ogni tua storia è uno spunto di riflessione.

    Se l’incipit fosse stato ” Sono nato una notte di inverno. Buia e tempestosa. Ieri ho rimorchiato una ragazza dicendole che sono un importante imprenditore” non mi avrebbe confusa. Non avrei pensato che fosse una bugia. Avrei continuato a leggere, senza soffermarmi.
    “Io mento” invece, mette in discussione ogni singola parola che lo segue. Eppure, è la verità.
    Quindi, in qualche modo, è la verità a confondere il lettore, non la menzogna in se.

    Perdona il monologo interiore. Complimenti Francesco. Ottimo incipit.
    Ti seguo, e aspetto trepidante il seguito.

    p.s Sbrigati, perchè continuerò a farmi domande e a darmi risposte, e la mia lucidità mentale non è proprio al sicuro.

    • Grazie Adelaide, il tuo commento mi fa davvero piacere!

      Sì, “io mento” cambia davvero ogni cosa. E cercherò di renderlo ancora più evidente nel corso della storia.
      Non mi trovo completamente d’accordo con l’idea che è la verità a confondere il lettore. Secondo me è proprio la menzogna a creare falsità, a confondere e mascherare.

      Cercherò di sbrigarmi, ma sin da subito ti chiedo pazienza. Ho pubblicato il primo episodio mosso da grande entusiasmo, ma sono in un periodo abbastanza pieno, in cui sto seguendo anche un altro progetto a cui sono costretto a dare la priorità. Farò il possibile per non farvi attendere troppo. Mi raccomando, mantieni la tua lucidità! 😉
      Grazie ancora, di cuore!

  44. Davvero un incipit accattivante. Due parti, la prima ti incuriosisce e dà il La a quello che sarà, che è anche il titolo, la seconda ti mette in contatto con il protagonista, ti fa provare la sua solitudine e un senso di vuoto post pensione.
    Voto per un’altra lettera che arriva, ma siamo in seconda posizione per ora…
    Davvero un bel giallo si preannuncia!

  45. Matt ha gettato la missiva, non la busta 😉 credevo che tutti avrebbero votato come me, invece sono stata l’unica. Interessante Francesco, hai iniziato un giallo noir ma sembra che ti piaccia metterci sempre, come a me, un folle a manovrare la trama 😉 ovvio che ti seguo, e più che volentieri

  46. Stieg Larsson è stato un autore sottovalutato fin quando non lo hanno scoperto e allora ha venduto milioni di copie, è stato trasposto cinematograficamente in due nazioni con due versioni, venduto e tradotto in trentadue paesi. In “Uomini che odiano le donne”, un uomo solitario riceve un fiore all’inizio del romanzo. Henrik Vanger, anziano imprenditore in pensione, ormai da trent’anni riceve un fiore incorniciato nel giorno della scomparsa di sua nipote. Per ritrovarla, assolda un giornalista diffamato…
    Sono le storie col “need” all’apertura, il gioco di ruolo, più di un plot, quelle che più affascinano.
    Quel giallo dal sapore noir che mi è sempre piaciuto e che, mi pare, tu abbia accennato qui. Perciò non posso che essere… Felice di rileggerti, Francesco.
    Articolo.

  47. a parte il cliché del poliziotto prossimo alla pensione che inciampa nel caso più complicato della sua carriera, l’incipit è molto intrigante e non vedo l’ora di leggere come si svilupperà
    ho votato perché la storia continui con un articolo di giornale, visto che oramai william ha gettato la lettera nel cestino

  48. Un poliziotto in pensione dovrebbe essere un mezzo volpone, capace d’interpretare il sotto testo e trovare interessante qualche dettaglio in un giornale. Però, chi ha mandato la lettera vuole visibilità, se no che la manda a fare?
    Voto la terza ipotesi.
    PS lo sconosciuto sarà un mentitore ma ha l’anima un po’ poetica con quelle righe “Se fossi ecc… 🙂

  49. Matt come me è del segno zodiacale dei gemelli curioso e spesso distratto da qualsiasi fatto umano. È pure capace di mentire a se stesso e ad autoconvincersi di cose vere o che sembrano tali. La lettera che getta è soltanto una delle tante di tanti pizzini foglietti su cui scrivere qualcosa qualsiasi cosa passi per la mente oppure spunto che viene dalla realtà di tutti i giorni insignificante. Matt è di una sensibilità ed ha una fantasia superiore e crede di poter come un camaleonte prendere le sembianze di ogni esperienza umana anche soltanto di una sentimentale che per antonomasia è la più falsa e doppia di tutte!!!!!!

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