Fuoco a Dublino

Dove eravamo rimasti?

Perché Bobby vuole portare sul molo Frankie? Lo consegna a Mr Ay (50%)

Due minuti

Frankie sussultò sulla sedia. Sembrava riemerso dal sonno di un fanciullo, sbatté più volte gli occhi per mettere a fuoco quello che gli pareva avessero percepito i sensi, un ovattato spostamento d’aria nella stanza; sapeva bene a cosa ricondurlo, uno sparo occultato da un silenziatore.  La figura di Bobby gli si parò davanti. Dietro le sue  gambe si potevano scorgere i corpi di Malcom e Bill, riversi contro il muro.

-Che hai fatto? biascicò Frankie cercando di svegliarsi del tutto.

Bobby non rispose. Gli lanciò gli stivali, lo slegò in fretta e gli intimò di aspettarlo nella baracca.

-Ti lascio il tempo di metterti gli stivali, disse, -quando torno facciamo due passi fino in fondo al molo. Allungò la testa verso la finestra e vide che la marea era salita; in alcuni punti le onde salivano sul pontile. I pochi negozi erano già sprangati, nel cielo non c’erano stelle. Le nubi coprivano ogni chiarore, sopra; sotto, le luci di qualche coraggioso peschereccio illuminavano il largo mare.

-Dove vai? chiese Frankie.

-Torno subito e se tu sei ancora il Frankie che conosco, non cercherai di fottermi.

Frankie si mise a ridere. -Hai fatto un bel casino Bobby qui dentro…, davvero un gran bel casino. Alludeva ai due corpi stesi sul pavimento.

Bobby aprì la porta e uscì mentre nella tasca dei pantaloni un sms in arrivo gli pizzicò la carne. Lo lesse in fretta. “Due minuti”, diceva. Bobby lanciò un’occhiata in giro, fece due passi in avanti guardandosi le spalle, la fronte e ogni arto. Il fondale era scuro e le onde più brevi sciabordavano sulle pietre del molo come tentacoli. Si affrettò a rientrare nella baracca.

-Andiamo!, intimò a Frankie che non protestò nemmeno quando dovette faticare per infilare i piedi gonfi dentro agli stivali. Era Bobby ad invitarlo fuori, l’amico del bene e del male, l’unico che, come lui, pesava la vita a suon di quattrini, non uno qualunque a cui avrebbe già aperto la testa in due come un melone.

Bobby lo precedeva di un paio di metri, poi rallentò il passo e attese che Frankie arrivasse a sfiorargli le spalle della giacca. -Che cazzo facciamo qui fuori?, chiese Frankie.

Bobby prese tempo e insieme al tempo prese anche un bel respiro. -Dobbiamo tornare a essere quelli di un tempo, tu e io, ti ricordi quanto abbiamo camminato insieme?

-Sì, rispose Frankie, -tutte le volte che dovevi smaltire una mezza cassa di whiskey; certo che me lo ricordo, ma che c’entra ora?

La faccia di Bobby era un groviglio di rughe che Frankie non aveva mai notato prima. -Sei invecchiato amico, disse e gli lasciò andare una pacca dietro al collo.

-Anche tu sei invecchiato Frankie, non sei più adatto a questo mestiere.

-Questa è buona, vuoi che mi pisci addosso dal ridere Bobby, eh? Per non dare adito a equivoci si mise una mano in mezzo alle gambe.

Il mare  era una tavola nera. I pilastri di cemento delimitavano la fine del camminamento sconfinando poi nel nero dell’orizzonte. Sotto l’alone opaco di una luna che stentava a sfondare il cielo, il muso a squalo di un Flyer Sun Deck sfiorò il pontile a motore spento. Frankie si bloccò.  Dalla barca un uomo mise piede a terra, lo seguivano altri due e non erano soli. A fargli compagnia avevano delle carabine Rover che miravano alla testa di Frankie.

Il viso di Frankie era di ghiaccio. Le parole non gli uscivano nonostante lo sforzo per pronunciarle, lo sconcerto e  la rabbia impedivano al diaframma di pompare la giusta quantità d’aria. L’uomo aveva i capelli rasati, occhi verdechiaro e una cicatrice scura gli attraversava la bocca raggiugendo il mento. Era alto, coperto da un elegante completo bianco.  Frankie sapeva chi aveva davanti. Uno che non aveva tempo da perdere ma che non mancava mai di gentilezza anche quando era sul punto  uccidere un traditore.

Mr Ay, fissò Frankie per un tempo che pareva lunghissimo, infine, accennando a un inchino lo invitò a salire a bordo -Centomila volte benvenuto, disse con voce pacata, intrisa di gaelico. Bobby si tirò indietro e riprese a camminare da dove era venuto lasciando Frankie a scontrarsi con l’unica verità possibile, ovvero che se sei un uomo disposto a ridere della fortuna prima o dopo diventi un uomo molto sfortunato. Frankie alla fortuna ci aveva sputato in viso, mandando in aria il colpo della vita. Si voltò una volta soltanto. La schiuma dei marosi si era sollevata in aria e il Sun Deck era scomparso dentro alla galleria di schizzi provocata dalla potenza del suo stesso motore. Bobby entrò nella baracca consapevole che un uomo molto sfortunato non vuol dire necessariamente morto.

Perché Bobby consegna Frankie a Mr Ay?

  • Per introdurlo nel giro di Mr Ay, a sua insaputa, e scovare il ricco bottino di Mr Ay (33%)
    33
  • Come lasciapassare. (50%)
    50
  • Per vendetta. (17%)
    17

Voti totali: 6

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50 Commenti

  1. Come lasciapassare.
    Posso darti un consiglio? Dovresti fare attenzione al Punto di Vista (PV). Il punto di vista che usi in questo racconto è in terza persona limitata, non onniscente. Significa che nella stessa scena non puoi stare sia nella testa di Frankie che in quella di Bobby. La macchina da presa segue una sola mente e vede l’altro cogli occhi di chi conduce la scena. In questo episodio prevale la figura di Frankie, quindi non possiamo conoscere anche i pensieri di Bobby. Spero tu mi abbia capita, qui è difficile spiegare tutto ma ti assicuro che la narrazione decollerebbe meglio se tu focalizzassi sempre il punto di vista. 🙂

  2. Questa è una trama degna di un film d’azione, per cui non dovresti scriverla usando due tempi passati. ( remoto per presente e imperfetto per passato) hai usato la tecnica del flasback per un episodio e mezzo, invece sarebbe stato di assoluto impatto emotivo e narrativo se tu avessi parlato per tappe. Però la storia è coinvolgente. Ti seguo! 🙂
    Il mio voto: hanno tentato di tirarsi fuori dall’affare. Mi pare un’ottima ragione per freddarli a cose fatte e con un morto sulla coscienza…!

  3. Il racconto diventa ancora più interessante. I personaggi e il loro linguaggio realistici e godibili. Ottimo il Frankie che dà fuori di testa. Detto questo capisco che Bobby e Frankie sono amici da decenni, eppure Bobby dovrebbe freddarlo. Infatti ho votato pensando non lo farà e gli altri, sentendosi in pericolo per un pazzoide e Bobby che nn lo vuole uccidere, proveranno a far fuori entrambi, ma non ce la faranno e saranno loro a morire.

  4. ciao! ho votato per la prima opzione la storia comincia bene, mi piace per questo ti seguo.
    Passa dal mio racconto se hai tempo e dimmi cosa ne pensi, è vero, il genere è completamente diverso ma la trama è tutto un caso giallo da risolvereeee..! Te lo posso assicurare! a prestooo!

  5. Tentano di tirarsi fuori dall’affare. Questo è uno dei migliori gialli letti sinora in questa piattaforma. Terminologia appropriata, periodi della lunghezza necessaria a tenerti in suspence, dialoghi corti e immediati. Io non ne ho esperienza, ma mi piace molto

  6. @Giorgia. Ciao. L’ho riletto ma io mica li ho trovati i refusi… che sia la mia vista che peggiora? Grazie per la tua ipotesi…anch’io penso che Frankie sia fuori controllo. Grazie per seguire la storia.

    @ Francesca. Anche io ho letto con interesse i libri di Torey L.Hayden e il mio preferito è Il gatto meccanico. Grazie per la tua ipotesi di capitolo.

    @Tutti. Molte grazie per il vostro interesse a Fuoco a Dublino. Passerò da voi. Saluti!

  7. Non sono un grande ambasciatore, ma benvenuto qui su the Incipit 🙂 Mi piace la storia e credo che un personaggio fuori controllo posso ravvivarla ancora di più. Ci sarà tempo e modo per spiegare tutte le ragioni nascoste.

  8. allora prima di tutto voglio dirti che mi piace la tua citazione di Torey L. Hayden, una delle mie autrici preferite, ho letto tutti i suoi libri!
    detto questo un bell’incipit, sembra una storia originale, ti seguo e voto per vendicarsi di aver mandato all’aria una rapina.

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