Un tempo il caldo mi piaceva

Dove eravamo rimasti?

E adesso? Arrivano i custodi del campeggio, la polizia e l'esercito (75%)

Donne acute, uomini ottusi

L’acuto delle ragazze risuonò in tutto il campeggio, mandando in frantumi qualsiasi oggetto di vetro. Ci rantolammo a terra, provando a coprire le orecchie con qualunque cosa: il più furbo di noi lo fece con due preservativi, un uso intelligente del condom. Di solito svaligiavamo farmacie e supermercati prima di partire, convinti di essere destinati a maratone sessuali interminabili e finivamo a spacciare profilattici al migliore offerente sulla spiaggia, quando la notte calava e alcuni incoscienti si preparavano a far sesso non protetto. Eravamo i vù cumprà del profilattico e la cosa rendeva bene. Uno di noi riuscì a guadagnare anche centomila lire in una sera, cose che in euro non si possono spiegare. Il trucco era facile, intimorivi la ragazza e il ragazzo era costretto a sganciare. Aveva anche l’opzione di pestarti a sangue, ma ci sono momenti in cui anche il più rissoso degli uomini diventa pacifico.
Per tornare a noi, l’eco delle urla delle ragazze si spense e subito giunsero i custodi del campeggio; coraggiosamente, indicammo le due e all’unisono le incolpammo di tutto: i bicchieri rotti, la fame nel mondo e, soprattutto, la seconda guerra mondiale. Una di loro era bionda, quindi tedesca, quindi guerrafondaia. Logica tardoadolescenziale.
Intanto si erano radunati dei curiosi: quattro o cinque militari in libera uscita e due poliziotti in vacanza. Eravamo fregati, considerato anche che nelle mutande avevamo più erba che testicoli.
Le ragazze ci accusarono di averle inseguite, io cercai di spiegare le nostre ragioni, ma tutto venne vanificato dal filosofo del nostro gruppo, che puntando l’indice al cielo urlò:
-Ma chi è l’inseguito e chi l’inseguitore? La prospettiva signori, la prospettiva!-
A questo punto i poliziotti ci chiesero i documenti, i custodi i tesserini del campeggio per espellerci e i soldati pestarono il filosofo, convinti che fosse un pericoloso pacifista. Qualcuno di noi li aiutò.
Sgattaiolai dal caos, mi avvicinai alle ragazze con le braccia alzate e sventolando bandiera bianca le informai che volevo soltanto che confermassero di sapere chi era Roberto Carlos.
La tipa della discoteca sorrise e urlò:
-Sì, lo so chi è Roberto Carlos!-
La rissa si interruppe, ci vennero restituiti i documenti, uno dei soldati prese l’abito monastico e un guardiano svenne. La ragazza proseguì:
-Carlos è quello che tira le punizioni con le tre dita!-
Mi mollò un violentissimo calcio nelle palle (avevo sventolato un preservativo bianco), ma ormai ero innamorato.

L'amore è una cosa meravigliosa...

  • che pare una lumaca bavosa! (13%)
    13
  • che procura guai a iosa! (63%)
    63
  • che fa brillare ogni cosa! (25%)
    25

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15 Commenti

  1. Che procura guai a iosa mi sembra indicata 🙂

    Ero in vacanza (infatti sono indietro anche con l’altra tua), ora mi rimetto in pari. Ma questa storia è un piccolo capolavoro dell’ironia. Mi ricordava Benni, ma meglio. Ti ho già detto che l’ironia è un dono che hai naturale vero? Ci rido con le lacrime, e non sono uno dalla risata facile, ultimamente rido solo quando letto Wodehouse e te.

    Complimenti!!

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