Un Nuovo Mondo

Dove eravamo rimasti?

Ora che l’Akmenst Bries è morto, come risanerà la reliquia l’Hulkarsen dato che gli anelli non sembrano funzionare? Grazie al suo potere interiore riuscirà a sanare la reliquia (60%)

Non Ce L’Avrei Mai Fatta Senza Di Te

«Tomoe!», l’Hulkarsen sollevato, osservava la ragazza incredulo. Si alzò per andarle in contro ma dovette correre per afferrarla appena in tempo. Anche lei era esausta, ferita e con qualche costola incrinata.

«Ce l’abbiamo fatta», disse lei con un sorriso stanco.

«Sei stata bravissima, ma adesso devi recuperare le forze».

I mostri che erano sopraggiunti cadevano al suolo tornando ad essere delle semplici rocce ma il castello restava un cumulo di macerie.

«Finché la reliquia non verrà risanata non sarà davvero finita. Restiamo ancora tutti in pericolo».

«Purtroppo gli anelli non sembrano più funzionare», rispose lui guardandosi le mani.

«Nessun anello può farlo. Soltanto tu ne hai il potere. Sei stato tu a sanare il Plausas e allo stesso modo riuscirai con il Galvas», lo incoraggiò lei sorridendogli.

Reggendosi riuscirono a trovare ciò che cercavano nella torre più alta. Una splendida corona d’oro con vari piccoli diamanti lungo tutta la circonferenza e un grande diamante delle dimensioni di una noce sopra la fronte.

Dopo essersi scambiati uno sguardo, in cui lei lo guardava incoraggiante e lui le rispondeva insicuro, l’Hulkarsen mise le mani poco sopra la reliquia e un attimo dopo una luce rossa abbagliò entrambi. Quando riaprirono gli occhi la corona librava in aria, scendendo leggera sul suo piedistallo, nuovamente entrambi integri.

La magia del Galvas, unita alle altre reliquie stava riportando tutto lentamente alla normalità. Mentre i due andavano fuori sempre sorreggendosi l’un l’altro, lei lo osservava beata. L’armatura aveva acquisito una tonalità di rosso, solo la magia poteva rendere possibile il variare delle tre tonalità al variare della luce e dell’ombra in cui si trovava. Al collo del ragazzo era comparso un ciondolo con uno rubino. Le tre pietre si erano riunite ancora una volta.

Dall’alto della torre vedevano il castello risanarsi e le terre tornare ad acquisire l’aspetto di un tempo. Le rocce che avevano squarciato il terreno sbucando dalla terra stavano scomparendo e i due erano sicuri che le acque che avevano invaso il Sud stavano per sparire definitivamente.

«Hulkarsen, ce l’hai fatta, ci hai salvati tutti».

«Non ce l’avrei mai fatta senza di te», le rispose arrossendo mentre si guardavano a pochi centimetri di distanza.

Lei si protese leggermente verso di lui socchiudendo gli occhi, mentre lui con il cuore che batteva all’impazzata, le si avvicinò a sfiorare le sue labbra con le sue.

Le tre pietre magiche si illuminarono e lui sparì.

Si ritrovò a volare per un lungo tunnel luminoso, come se stesse attraversando un altro portale fatto interamente di luce.

 

Quando riaprì con fatica gli occhi era ancora dolorante e sentiva un cerchio alla testa; tutto era sfocato.

«Dove mi trovo?», disse con una voce rauca che sembrava remota e stanca.

«Sì è svegliato!», disse una sagoma che gli si avvicinò, «Come ti senti?».

«Tomoe…?», chiese lui incerto.

Un uomo con una veste lunga e bianca gli si avvicinò. Gli diede un occhiata e poco dopo disse:

«Ben svegliato ragazzo. Hai fatto preoccupare un po’ tutti, ma il peggio è passato. Continua a riposare e andrà tutto bene».

«Ma dove sono? Cos’è successo?», chiese di nuovo lui.

La ragazza al suo fianco gli rispose:

«Eri andato a mare ma sei caduto ed hai sbattuto la testa sugli scogli. Non so se ti ricordi ma… mi stavi guardando prima che cadessi, quindi ti ho visto e mi sono tuffata per aiutarti. Eri svenuto e stavi affogando… Avevi bevuto molta acqua… Ti ho fatto la respirazione bocca a bocca…», aggiunse arrossendo. Era davvero bella, con i suoi capelli scuri e gli occhi chiari leggermente lucidi, evidenziati dalle guance sempre più rosse, «Per fortuna siamo riusciti a portarti in fretta in ospedale e ti hanno curato. Sei stato in coma per quasi tutta l’estate. Scusa… Come mi hai chiamata?».

«…Tomoe», rispose lui senza sapere perché, senza ricordare nulla, ma sentendo un’incredibile attrazione per la ragazza al suo fianco, come un’amica o una compagna d’avventure.

Un uomo e una donna entrarono di corsa, gli occhi lucidi e arrossati.

«Mamma, papà», li riconobbe lui.

«Ti lascio ai tuoi genitori», disse lei delicata con un sorriso, muovendosi per uscire dalla stanza d’ospedale.

«Aspetta, come ti chiami? Io non ti conosco nemmeno. Non so come ringraziarti. Non ce l’avrei mai fatta senza di te», le disse sentendosi strano mentre pronunciava quell’ultima frase, una sorta di déjà vu. «Vorrei conoscerti meglio», aggiunse un attimo dopo arrossendo.

«Abbiamo tutto il tempo per conoscerci. L’estate non è ancora finita», gli rispose lei con un sorriso.

Lei stava per uscire quando lui la chiamò ancora una volta allungandole una mano:

«Scusami, sono un maleducato. Io mi chiamo…».

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108 Commenti

    • Grazie mille ^_^
      Sono molto soddisfatto del risultato considerando la celerità con cui ho dovuto far i conti sia in fase di ideazione che di scrittura vera e propria; specialmente in quei miseri 5000 caratteri con i quali tutti stiamo facendo i conti 🙂
      Grazie ancora 🙂

  1. Cosimoooo… mi dispiace a questo punto non aver potuto commentare subito dopo! Favoloso! Geniale l’idea del sogno…. e non ti nascondo che continuando a leggere l’ultimo capitolo mi era balenato in testa! Scritto bene… perché il cerchio si è stretto alla perfezione! 😉 estasiata… bravo bravo bravo!!! 🙂

    • Grazie. Il progetto era quello sin dall’inizio, materialmente già dal primo capitolo ci sono segnali in tal senso. Nel primo capitolo per esempio, il ragazzo sbatte la testa ma quando si sveglia non mostra nessun dolore. Non è una mia dimenticanza ma è volutamente scritto in tal modo proprio per mandare un segnale 🙂
      O nel secondo capitolo, il ragazzo raggiunge un altro piano d’esistenza dove le persone parlano l’italiano… strano. Tutte cose fatte volutamente perché ciò che succede è tutto simbolico 😀
      Per una persona maniacale per i dettagli come me sarebbe stato impensabile scrivere qualcosa senza pensare a certe dettagli evidenti 😀
      Grazie ^_^
      Sono molto contento che il finale stia piacendo, effettivamente temevo che alla fine potesse non piacere, però sembra sia andata bene ^_^

  2. Quando ho letto il nono capitolo ho pensato:”e’ il capitolo piu’ bello e dinamico”…ma il decimo?!? Grandioso! Mi e’ piaciuta molto la scelta di ricollegarlo al primo capitolo!!! Dimmi la verita’:l’avevi in mente sin da subito o strada facendo hai pensato di concluderlo cosi?!?In ogni caso ottima scelta! Ci hai stupito :p

    • ^_^ effettivamente l’avevo deciso sin da subito. Grazie Mi fa molto piacere ti sia piaciuto 😀
      Se si ripensa alle cose lette nei capitoli precedenti ci sono diverse cose che effettivamente hanno un doppio significa e una volta sapendo come finisce si capisce a cosa effettivamente si riferissero 🙂
      Grazie 🙂

  3. Questo sì che è un signor finale! Lascia riflettere e mi porta a rileggere il primo capitolo e – perché no? – tutta la storia dall’inizio! Davvero complimenti per come sei riuscito a condurre la narrazione e per l’idea geniale.

    E comunque vogliamo sapere il nome del ragazzo!

    • Ahahahahah ^_^
      Grazie, effettivamente lungo tutta la storia sono presenti delle cose che in realtà sono altro 😀
      Come il caldo che in realtà è la febbre alta, ma ce ne sono diversi nascosti lungo tutto il racconto 😉
      Grazie ancora ^_^

    • Grazie, sono contento ti piaccia ^_^
      Sinceramente non ho mai pensato ad un seguito, tutto questo per me è stato un esperimento, tutto molto diverso da quello che di solito mi piace fare, soprattutto estremamente breve.
      Penso di no, non lo so.
      Grazie ancora ^_^

  4. Molto bello! Secondo me invece ci sta che a questo punto l’anello per qualche motivo non risponda più ai comandi , come se il ragazzo non fosse ancora del tutto padrone del suo potere ( è un manufatto estremamente potente dopo tutto, è difficile pensare che in mezza giornata si possa padroneggiarlo alla perfezione! ). Se si usasse l’anello per fare qualsiasi cosa… boh, mi saprebbe di troppo facile :p

  5. Niente male questo capitolo! Finalmente lo Jura è stato sconfitto ed il Sud risanato.
    A mio parere, aspettare che venga spedita una nave volante o che venga riparata quella vecchia sarebbe un’attesa troppo lunga, dunque vediamo cosa riesce a fare questo anello di smeraldo 😉

  6. Bene, bene davvero! La storia si sta sviluppando al meglio.
    Mi piacciono mlto le descrizioni dei combattimenti, rendono più dinamica la narrazione!
    Secondo me l’anello comincerà a risplendere di luce propria e farà vedere qual è il suo vero potere: questo povero ragazzo ha dovuto interrompere l’allenamento, dunque non sarebbe male un aiutino magico 😉

  7. Il giovane eroe si trova davanti ad una scelta veramente difficile e, se io fossi in lui, sicuramente sarei dilaniata dal dubbio. Ma la saggezza deve prevalere: mirare all’obiettivo primario significa salvare più vite, cioè vedere il problema in un’ottica più vasta e completa. Non essere uno stupido paladino, Hulkarsen!

  8. Molto bello! Mi è piaciuto molto anche perchè l’ultima volta è stato votato il percorso più ” lineare “, cioè quello in cui il protagonista accettava senza riserve il suo destino di salvatore e avevo paura che risultasse troppo monotono. Invece sei riuscito molto bene, secondo me, a rendere il tutto fluido e senza ” scossoni ” narrativi.
    Vabeh, poi la citazione a Tomoe… ♥

  9. Racconto davvero coinvolgente e narrato in ogni minimo dettaglio aiutando il lettore
    a immaginare ogni istante della storia e a immedesimarsi nel ruolo del protagonista!
    Sono davvero curiosa di leggere i prossimi capitoli della storia 🙂

  10. E’ sicuramente divertente intrufolarsi nel destino del personaggio, magari a dispetto delle preferenze dell’autore, ma immagino sia ancora più intrigante per gli amanti del genere fantasy.
    Dal mio punto di vista la prima opzione (confuso il ragazzo cerca di capire che cosa stia succedendo) è lo sviluppo più lineare, quello senza dubbio più aderente alle attese dei lettori, ma è già visto.
    La terza opzione (accetta senza paura le richieste del Lords) è uno sviluppo piuttosto infantile, perchè rivela troppo presto le qualità del supereroe togliendo mordente alla storia fin dalle prime battute.
    Opterei quindi per la seconda opzione perchè più obliqua rispetto alla prima e più realistica rispetto alla terza. D’altronde, il personaggio è stato presentato come un giovane normale che vive una vita normale; le circostanze lo catapultano in una realtà del tutto inconsueta e rimane intrappolato dal gancio del mistero. Troverei normalissima a questo punto una fuga precipitosa ( la fifa nera in circostanze del genere accomuna tutti…) e poi è più chic dal punto di vista letterario! A parte il fatto che è proprio la fuga la nuova circostanza che può aprire nuovi sviluppi alla storia. O no?

      • Wow, splendido! IIII- (questo sarebbe un neografismo e leggilo come “batti 5!”). 😀
        E allora che aspetti? Vai, scappa, e trova rifugio nella fantasia che ti fornirà di volta in volta idee, tappe e soluzioni.
        A rifletterci, la fuga è davvero la più indicata perchè è indice di attenzione socioantropologica. Mi spiego. Qual è la reazione normale dell’uomo di fronte a fatti e situazioni che non conosce o non capisce? E’ sempre la fuga. Sempre! Perchè la paura, purtroppo, fa parte del nostro dna. Poi accade che molti, superato il momento di crisi, si dimenticano dell’accaduto, altri no. E chi sono questi altri? Proprio i supereroi (la traduzione moderna degli eroi e dei saggi di sempre). Loro sono le punte di diamante della società,coloro che devono “indicare la via” e la via non è mai quella della fuga. Solo che il supereroe stesso, all’inizio della storia (metafora della vita) NON SA di avere in sé tutta la forza necessaria per combattere mostri e situazioni, il male e la paura. E’ come un percorso iniziatico che comincia dalla A (reazione istintiva, biologica) continua il percorso di elaborazione interiore (che nei fatti narrati è rappresentato dalle varie situazioni proposte) e finsce alla Z (vittoria finale). Il messaggio del supereroe ha valore nel momento in cui mostra agli altri questo tipo di percorso: dall’uomo al superuomo. Ognuno dentro di sé ha poteri formidabili, bisogna solo scovarli e portarli alla luce.
        E poi, anche la vittoria finale è una metafora e rappresenta in fondo la vittoria su sé stessi, i propri fantasmi interiori, le proprie paure.
        Scusa, mi sono dilungata eccessivamente. Purtroppo non ho ancora sviluppato il dono dell’autocensura. Col tempo, chi sa!….
        Comunque, buon proseguimento!

    • Grazie per il commento ^_^
      Per me questa è un esperienza nuova, sono abituato con una maggiore quantità di battute a mi disposizione. Per essere chiari di solito userei l’intera quantità per fare i 10 capitoli, quindi per tutta la storia, solo per i primi due capitoli e quindi l’introduzione di una storia ^_^’
      Spero però di riuscire a mandare tutti i messaggio che vorrei e a completare la storia nel migliore dei modi.
      Grazie ancora.

  11. Una tranquilla giornata estiva si trasforma in un’avventura che si prospetta interessante! Sono incuriosita e non vedo l’ora di leggere le conseguenze delle azioni del ragazzo senza nome.
    Per quanto mi piaccia il rubino, ho optato per lo zaffiro che – poverino! – fino ad ora è stato trascurato.

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