Proprio come farebbe Giucas

Dove eravamo rimasti?

La mattina dopo, in spiaggia, Filippo rivedrà gli altri protagonisti. Ma chi incontrerà per primo? Daniela (La Sirena) (60%)

Proprio come farebbe Giucas

Sospiro rumorosamente. Giada mi guarda seccata. – Potresti almeno evitare di avere quell’aria così afflitta?

Le restituisco uno sguardo arcigno. – Ma se mi hai costretto a venire! A me non andava!

Lei assottiglia lo sguardo. – Beh, ieri ti sei goduto una festa esclusiva alla quale io non sono stata invitata. Il minimo che tu possa fare è accompagnarmi in spiaggia. sai che odio venirci da sola.

Sospiro ancora, di proposito. Tutte balle. Darebbe chissà cosa per torturarmi, ed è piena di amici che la aspettano. Ha solo capito che oggi non volevo venire qui. Non dopo aver rovinato la festa. E non dopo il silenzio di Diana, quando l’ho riaccompagnata. 

Giada, mia sorella gemella, sa essere così irritante. E prevedibile: non facciamo in tempo ad arrivare che già le sue amiche la chiamano da sotto un ombrellone. Neanche mi saluta quando se ne va. Se me ne andassi lei nemmeno se ne accorgerebbe. Anzi, quasi quasi me ne vado davvero.

Mi giro e sto per tornare da dove sono venuto, quando una voce stridula mi raggela. Sembra un graffio su una lavagna.

– Tu! – Grida. – Dove credi di andare?

Oh no. Chiudo gli occhi, trattenendo il fiato. Non ho scampo. Mi volto, rassegnato ad affrontare la Sirena.

– Ciao, Daniela.

– Ciao un corno! Hai idea di cosa hai combinato ieri sera?

Molti bagnanti si voltano a guardarci. Lei sprizza fulmini dagli occhi. Maledizione, io neanche volevo esserci. Né alla festa e né qui, adesso.

– Ho solo avuto un piccolo incidente… – tento di giustificarmi.

– Un incidente? – Mi interrompe.- Dico, ma si può essere più imbranati? Hai trasformato la mia festa in un vomitatoio! Non ho mai conosciuto un impiastro simile! Cosa diavolo è passato per la testa a Diana, quando ti ha invitato?

Mi guardo attorno, imbarazzato dalle sue urla. Sembra un’isterica, e adesso centinaia di occhi sono addosso a noi. Non oso pensare cosa stiano pensando tutti.

Improvvisamente non so più cosa fare. Mi sarei scusato, se lei me ne avesse dato l’opportunità senza umiliarmi pubblicamente.

Una voce maschile proviene dalla mia sinistra, intervenendo in mio soccorso.

– Daniela! – la richiama Flavio, avvicinandosi a lunghe falcate. – Ma cosa passa a te per la testa! Datti una calmata! Non è stata colpa di Filippo!

Lei lo guarda ad occhi spalancati, poi riporta uno sguardo disgustato su di me. – Filippo. – Sussurra. – Io nemmeno lo sapevo come ti chiami. E se vuoi saperlo, non ci tenevo neanche a conoscere il tuo nome. 

La guardo senza fiato, mentre Flavio la raggiunge e la prende per mano, portandola via.

Mi sento un deficiente. E io che ho passato giornate intere a sospirarle dietro.

Lei si volta un’ultima volta, fissandomi con rabbia. – Diana deve proprio spiegarmelo perchè mai fosse tanto contenta, ieri sera. Io avrei avuto solo da vergognarmi, a passare del tempo con te.

Flavio le dà un lieve strattone. Mi fa venire in mente un padrone che richiama all’ordine il suo cane con un colpetto al guinzaglio. Mi viene quasi da ridere.

Mi volto per andarmene, e poi mi fermo, immobilizzato dai miei pensieri. Cos’ha detto Daniela? Diana era contenta. Era contenta perchè ha passato del tempo con me.

Sbatto gli occhi senza fiato, incredulo. Mi volto di nuovo. Deve essere qui. Deve essere venuta.

La cerco come un matto per tutto lo stabilimento, ripensando alla mano che mi aveva teso ieri, dopo essersi sfilata i sandali. Ripensando al suo profilo alla luce della luna. Ripensando al suo silenzio.

Non la trovo. Non c’è traccia di lei, e certamente non posso andare a chiedere dove sia a quella pazza isterica di sua cugina.

Sconsolato, mi fermo nei pressi del bar. Metto le mani nelle tasche, cercando di organizzare i pensieri, e qualcosa mi urta lievemente le dita.

Estraggo dalla tasca una moneta, guardandola inebetito. Già, è il resto dei due euro di ieri. Quello con cui ho negoziato un’offerta di pace.

Non ci avevo fatto caso, ma anche questa è una moneta che al sole luccica. Che sia un talismano anche questa? La stringo fra le dita, indeciso. Ma sì, diamine. Diana non è qui. E chissà se la rivedrò.

Mi compro un ghiacciolo al limone: stavolta non servirà a sedare il dolore di un morso sulla lingua, ma magari mi consolerà un pochino.

Lo scarto, ammirandolo come uno strano manufatto. Lo avvicino alla bocca.

– Quello è un’offerta di pace per ieri sera?

Mi volto di scatto con il ghiacciolo ancora intatto in mano. Diana mi guarda sorridendo, a pochi metri da me. Non so se sia il sole che fa questo effetto, ma gli occhi le brillano.

– Se ti va di accettarla, sì. Altrimenti me lo spalmerò sul piede che mi fa ancora male.

Lei ride felice.

faccio per avvicinarmi, ma lei mi blocca con un gesto, indicando la sabbia ai suoi piedi. – Attento però: la sabbia è rovente.

Resto interdetto un attimo, e poi sorrido.

Al diavolo, stavolta non mi fermo. Stavolta ci vado.

Proprio come farebbe Giucas.

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116 Commenti

    • Ciao Luca!
      Ahahaha, non preoccuparti, in realtà sono quasi del tutto astemia e spesso faccio vergognare i miei amici quando in pizzeria chiedo se hanno birra analcolica ahahah!
      L’episodio della Du Demon diciamo che ha qualcosa di autobiografico… anche se sono passati circa 20 anni da allora!
      Non ho mai specificato l’età dei personaggi… diciamo che potrebbero essere tutti attorno alla ventina 🙂
      Grazie di cuore per aver letto tutto, sono felice che la storia ti piaccia 🙂

      • ribadisco, molto.

        Per la scena autobiografica, voto 10!

        Se fossi uno dei tuoi amici e assistessi alla richiesta dell’analcolica ti guarderei a occhi sgranati e ti direi “dimmi la verità… lo fai per farmi incazzare?” solo perché sono un rompiballe estremo sulla birra, da appassionato 😀

        Ciaaaaaaaao ci becchiamo sul finale, se ti va passa a leggermi e dammi consigli!!

    • Ciao Francesco!!!
      Grazie per aver avuto la pazienza di riprenderlo, anche se è passato così tanto tempo. Non ho potuto rifiutare l’invito dello Staff, in effetti chiudere questo racconto lasciandolo incompleto mi sarebbe dispiaciuto.
      L’ultimo episodio non si farà attendere 😉

  1. Direi che potrebbe ricambiare il favore, la sirena, con un supporto morale in infermeria.
    In “Nulla è come sembra” era una questione di mani, qui di piedi, ma il divertimento è sempre lo stesso. Brava Annalisa.

  2. Nel mare di storie che sono state pubblicate, sono finalmente riuscito a leggere il tuo racconto. Divertente, simpatico, mai banale. Brava, ti definisci principiante,ma non lo si direbbe mica 😉 Ho votato per un bel piede gonfio.

  3. Voto il bagnino.

    Comunque rinnovo i complimenti; per il momento la storia è ancora breve per potere dire qualcosa di preciso, ma se continui con lo stile che hai adottato fin’ora penso proprio possa uscire qualcosa di degno.
    Un racconto agile, veloce e di facile lettura: per me tutte cose assolutamente positive.

  4. Che la sirena e il bagnino continuino a pensare di essere i fenomeni della spiaggia, e se ne stiano pure per i fatti loro.
    I piedi appartengono a una coetanea di Filippo (le ciabatte mi auguro di no). Un momento: ma quanto anni ha Filippo?

  5. Beh, la moneta cade ovviamente nella sabbia!

    Ottimo inizio Annalisa, e devo ammettere che la tua scrittura è notevolmente migliorata, già era parecchio buona. Questo incipit è perfetto 🙂

    Non dev’essere facile scrivere dal punto di vista di un maschio… in bocca al lupo quindi!

    ps: non so quanto sarò attivò nei commenti in questa bellissima storia, ma di sicuro la seguirò e la voterò sempre! Good job.

    • Wow, Boost, che complimentoni!!!!!! Non so come ringraziarti.
      Certo, ultimamente sto scrivendo un po’ di più… che tutto questo allenamento mi abbia giovato??? Ahahah!
      E… si, hai ragione, scrivere come se fossi un uomo è una scommessa. Però non credo che donne e uomini siamo davvero così diversi! Sotto sotto… ci facciamo le stesse paranoie 🙂
      Nel caso… mi correggeranno gli utenti!!!
      Grazie ancora 🙂

  6. Cade nella sabbia. Il nostro eroe non può diventare “cool” già nel primo episodio. 😉
    Eccomi Annalisa, trafelato (ho una quantità di episodi da recuperare da far girare la testa) ma ci sono 🙂

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