Proprio come farebbe Giucas

La Sirena

La verità è che in queste cose non sono mai stato bravo.

Non sono un Bronzo di Riace, come i tizi che compaiono su quelle riviste odiose che legge mia sorella Giada. Sono smilzo e occhialuto, con buona pace di mia madre che mi vorrebbe muscoloso. Altro che tartaruga sulla pancia! L’unica che mi sia mai appartenuta, è quella che tenevamo nel terrazzo quando ero bambino (prima che il gatto di mia madre le facesse la festa, lasciandomi traumatizzato per anni e regalandomi una discreta fobia per i felini tutti).

Non sono nemmeno simpatico come i cabarettisti che fanno brillare gli occhi alle mie cugine.

Quanto ad essere  alla moda… beh, non so neanche cosa sia uno shatush, anche se ho sentito nominare questa cosa parecchio, ultimamente. Credo sia una di quelle cose da abbinare ai pantaloni alla caviglia con mocassino annesso, che – per inciso – detesto profondamente e non indosserò mai.

Ah, dimenticavo: non sono neanche ricco. Forse perchè sono un maledetto pseudoautore in cerca di qualcuno che si decida ad editare le corbellerie che scrivo.

Però accidenti, se oggi vorrei essere almeno una di tutte queste cose.

Cioè… Dico, ma l’avete vista? Mi riferisco alla ragazza accanto alla sedia del bagnino. Si, quella che gli sorride con quell’aria da sirena. Quella che ha appena sciolto i capelli biondi e li scuote come fosse la testimonial della Palmolive.

Se fossi almeno una delle cose che ho elencato, credo che prenderei coraggio e attraverserei la spiaggia per attaccare bottone, a costo di arroventarmi i piedi sulla sabbia assolata (perchè, parliamoci chiaro: uno che ha la sicurezza di poter rivolgere la parola una ragazza simile, ce l’ha pure per attraversare i carboni ardenti come Giucas Casella)!

E invece no. Eccomi qui, accomodato sulla sdraio, a guardarla nascosto dai miei fidati occhiali da sole. A squagliare sotto il sole, pur di non muovermi da dove sono e continuare a tenerle gli occhi incollati addosso.

Credo che nel momento in cui mi alzerò di qui, sulla sdraio resteranno incollati diversi strati di pelle, per il caldo che fa. Avete presente quando ci si siede a cosce nude su una poltrona di pelle? Ecco, così. Sto diventando un tutt’uno con la seduta. Il mare mi sta chiamando prepotentemente, con le sue promesse di refrigerio… Possa io essere dannato in eterno perchè non ho portato l’ombrellone. Però non è che l’ombrellone faccia figo, eh. Capitemi.

Ecco, provo ad alzarmi appena… con cautela, però. Diamine, avrò la schiena a strisce. Sai che ridicolo? Piano… piano… ma… Uhm, cosa diavolo è che tintinna nella taschina del costume?

Sollevo la mano. Una moneta. Non ricordavo di avercela messa. Torno a guardare la Sirena. Beh, tentar non nuoce: testa, rimango qui, da quell’impiastro che sono. Croce, mi alzo e vado da lei, alla faccia della sabbia bollente. Proprio come farebbe Giucas.

Lancio la moneta con l'intenzione di acchiapparla al volo: cosa esce?

  • Un bel niente: la moneta cade nella sabbia. Perchè è vero che sono un impiastro. (54%)
    54
  • Croce. Resisto stoicamente alla sabbia rovente e vado a rivolgerle la parola. (38%)
    38
  • Testa. Rimango a guardarla da lontano. (8%)
    8
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116 Commenti

    • Ciao Luca!
      Ahahaha, non preoccuparti, in realtà sono quasi del tutto astemia e spesso faccio vergognare i miei amici quando in pizzeria chiedo se hanno birra analcolica ahahah!
      L’episodio della Du Demon diciamo che ha qualcosa di autobiografico… anche se sono passati circa 20 anni da allora!
      Non ho mai specificato l’età dei personaggi… diciamo che potrebbero essere tutti attorno alla ventina 🙂
      Grazie di cuore per aver letto tutto, sono felice che la storia ti piaccia 🙂

      • ribadisco, molto.

        Per la scena autobiografica, voto 10!

        Se fossi uno dei tuoi amici e assistessi alla richiesta dell’analcolica ti guarderei a occhi sgranati e ti direi “dimmi la verità… lo fai per farmi incazzare?” solo perché sono un rompiballe estremo sulla birra, da appassionato 😀

        Ciaaaaaaaao ci becchiamo sul finale, se ti va passa a leggermi e dammi consigli!!

    • Ciao Francesco!!!
      Grazie per aver avuto la pazienza di riprenderlo, anche se è passato così tanto tempo. Non ho potuto rifiutare l’invito dello Staff, in effetti chiudere questo racconto lasciandolo incompleto mi sarebbe dispiaciuto.
      L’ultimo episodio non si farà attendere 😉

  1. Direi che potrebbe ricambiare il favore, la sirena, con un supporto morale in infermeria.
    In “Nulla è come sembra” era una questione di mani, qui di piedi, ma il divertimento è sempre lo stesso. Brava Annalisa.

  2. Nel mare di storie che sono state pubblicate, sono finalmente riuscito a leggere il tuo racconto. Divertente, simpatico, mai banale. Brava, ti definisci principiante,ma non lo si direbbe mica 😉 Ho votato per un bel piede gonfio.

  3. Voto il bagnino.

    Comunque rinnovo i complimenti; per il momento la storia è ancora breve per potere dire qualcosa di preciso, ma se continui con lo stile che hai adottato fin’ora penso proprio possa uscire qualcosa di degno.
    Un racconto agile, veloce e di facile lettura: per me tutte cose assolutamente positive.

  4. Che la sirena e il bagnino continuino a pensare di essere i fenomeni della spiaggia, e se ne stiano pure per i fatti loro.
    I piedi appartengono a una coetanea di Filippo (le ciabatte mi auguro di no). Un momento: ma quanto anni ha Filippo?

  5. Beh, la moneta cade ovviamente nella sabbia!

    Ottimo inizio Annalisa, e devo ammettere che la tua scrittura è notevolmente migliorata, già era parecchio buona. Questo incipit è perfetto 🙂

    Non dev’essere facile scrivere dal punto di vista di un maschio… in bocca al lupo quindi!

    ps: non so quanto sarò attivò nei commenti in questa bellissima storia, ma di sicuro la seguirò e la voterò sempre! Good job.

    • Wow, Boost, che complimentoni!!!!!! Non so come ringraziarti.
      Certo, ultimamente sto scrivendo un po’ di più… che tutto questo allenamento mi abbia giovato??? Ahahah!
      E… si, hai ragione, scrivere come se fossi un uomo è una scommessa. Però non credo che donne e uomini siamo davvero così diversi! Sotto sotto… ci facciamo le stesse paranoie 🙂
      Nel caso… mi correggeranno gli utenti!!!
      Grazie ancora 🙂

  6. Cade nella sabbia. Il nostro eroe non può diventare “cool” già nel primo episodio. 😉
    Eccomi Annalisa, trafelato (ho una quantità di episodi da recuperare da far girare la testa) ma ci sono 🙂

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