Portami un raggio di sole

1- “Io non ho fretta”

Un passo. 

Il caldo è già insopportabile, non so come fare. 

Un altro passo.

Troppo pesanti queste magre gambe, questo passato ingombrante che mi trascino dietro. 

Un passo.

Il personale dal camice bianco è in cucina. Mormora  sul com’è andata la notte in questo posto strano, dove il tempo sembra essersi dimenticato di noi. 

“Piscia ogni ora, poi litiga con Mario della stanza uno. Sono comici… di giorno cinguettano sul divano, la notte cane e gatto.” 

La voce squillante della rumena arriva alle mie orecchie. 

“Piscio… quando ero io ad indossare il camice, non mi sarei mai sognata di parlare così di un paziente” penso, scocciata. 

Il camice bianco dagli occhi verdi mi guarda e sorride, si avvicina e mi chiede cos’ho.

“Devo andare in bagno, signorina” le dico. 

Dolcemente mi prende sotto braccio, accompagnandomi ai servizi. 

“Come sta, signora Maria?” mi chiede. 

S’inginocchia davanti a me, togliendomi gli slip assorbenti (so benissimo che è un pannolone, ma “occhi verdi” usa questo termine delicato, forse per non mettermi in imbarazzo).

Mi lava, delicatamente. Una delle poche, qui, che con gli ospiti non ha mai fretta. Mi piace il suo modo di fare… mi ricorda il mio. 

“Maria, ti ho preparato la colazione, mangiala e prendi tutta la terapia. Tra poco arrivo, così chiacchieriamo” 

La casa famiglia si sveglia freneticamente, tirocinanti e personale infermieristico ormai si mescolano alla perfezione. Ma “occhi verdi” ha sempre un tono dolce, gentile. Guarda tutti, prima di uscire dal soggiorno, regalando un sorriso. 

“Dimmi di te, Maria” mi dice, mentre mi porta fuori.

“Ragazza mia, la mia vita è così lunga che non basta un libro” le rispondo, sorridendo. 

“Io non ho fretta, lo sai.” mi risponde, per poi stringere meglio il braccio che mi sorregge.

“Loro pensano che io sia impazzita… pensano che io sia invecchiata e che abbia dimenticato alcune cose. Non è così e, sai una cosa? Non vedo l’ora di morire… per andare da lui” 

Si blocca. Conosco la domanda che sta per farmi e la risposta brucia dentro da più di sessant’anni. 

“Hai voglia di raccontarmi?” mi chiede, sorprendendomi “dentro è tutto in ordine, io mi metto qui, accanto a te… ti ascolto.”

Una storia vera, che ho incontrato come tirocinante. Da cosa partiamo?

  • 3. Da un passato ingombrante e doloroso della protagonista (21%)
    21
  • 2. Dalla domanda e dalla risposta che brucia a distanza di sessant'anni (57%)
    57
  • 1. Dal camice bianco che ha indossato Maria (21%)
    21
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143 Commenti

  1. Ho letto solo ora il finale, scusa il ritardo.
    Io… sono senza parole. E credo che questa sia la cosa più giusta da fare in questo momento: tacere, rispettosamente.
    Potrei raccontarti le mille emozioni provate durante la lettura di questo racconto, i sorrisi per le follie d’amore di Giovanni, le lacrime per la prematura scomparsa di Giuseppe, la tenerezza provata per gli abbracci tra Maria Linda e Lowey, ma non parlerò. No, rimarrò in silenzio, senza dire una parola. L’unico suono è quello del battere di mani, per il tuo coraggio, perché ne hai avuto davvero tanto a mettere in gioco così i tuoi sentimenti.
    Brava Ombra, questo applauso è per te.

  2. Vorrei sentire il tuo punto di vista Ombra. Sentire la tua voce, sentire cosa ti ha dato questa storia e confrontarla con ciò che ha dato a me, le tue sensazioni, i tuoi pensieri.
    La scena è tua, raccontaci cosa ti porti dentro da quel giorno.

    ps Che bel tipo il mio omonimo… e che peccato, poveretto… 🙁

  3. La. Tua storia é avvincente e tocca le corde più profonde dell’anima.Voglio sentire la storia di Giovanni perché i tuoi racconti sono impregnati di sentimenti di ogni genere .complimenti .Mi piacerebbe un tuo commento al mio rosa.grazie buona scrittura

  4. Senti consigliere un cambio di menù… metti le cipolle al posto delle patate almeno ho una scusa nuova per la maxi confezione di Kleenex che finirò leggendo il prossimo episodio… L. è passato mentre leggevo e …
    – Che fai piangi?
    – No leggo tra le righe della mia meravigliosa Compagna di merende.
    <3

  5. Bellissimi gli incisi che hai scritto Ombra.
    Raccontami di Lowey, ma non come se fosse un pettegolezzo davanti al tè, e nemmeno con la leggerezza con cui si racconta la giornata mentre si cucina.
    A modo tuo, come sai fare tu.
    Sempre più struggente questa storia. Bella, dolce e amara al tempo stesso.

  6. PIANO,PIANO, PASSETTO, PASSETTO LE STO LEGGENDO TUTTE… O QUASI.LA TUA STORIA MI MANCAVA, L’HO LETTA TUTTA INSIEME…….. BEH
    HO I BRIVIDI, QUESTA è MOLTO DI PIù CHE UNA STORIA ROSA, SONO STATA TRASCINATA NEL PASSATO DI MARIA, NELLA NOSTRA STORIA , VERAMENTE COMPLIMENTI, ORA VOGLIO SAPERE COME VA AVANTI! SCRIVI DAVVERO BENE!

  7. Ombra… non vorrei sembrare inopportuno, e sfacciatamente curioso, ma perché se non vuoi parlarci del figlio lo hai menzionato? Addirittura dando la possibilità di sceglierlo tra le opzioni?
    Ancora non ho votato, volevo chiederti questa cosa prima di scegliere, sempre se puoi/vuoi darmi una risposta.

    • Una testaccia dura… forse fin troppo. Troppo severo con la madre, troppo severo coi tirocinanti.
      Non voleva che la madre mi raccontasse e ti dirò che ringrazio Dio di averlo visto poco.
      Di contro, però, ammetto che non sia facile accettare la storia… forse il suo negare, il suo non voler ammettere… forse è davvero lecito.
      Chissà. Se vince questa opzione sarà una bella sfida: perché Maria sua figlio lo adora… nonostante tutto.

      • Capisco, ottime ragioni. Le tue. Le sue un po’ meno.
        Negare la realtà non la cambia, non la elimina, lei resta li così com’è.
        Chi, come te invece, racconta queste storie aiuta a comprendere meglio le barbarie che l’uomo porta nel suo passato, in quel pesante fardello che nessuno al mondo ha il diritto di dimenticare.
        Quando poi le cose vengono raccontate così come fai tu, e non come viene fatto a volte troppo accademicamente nei libri di storia, viene a mancare persino la scusa che la lettura è noiosa.
        Viene voglia di chiederti di rendere questo racconto più “largo”, includendo tutto quello che sicuramente hai dovuto tagliare per farcelo stare qui.

  8. Ombra ti chiedo scusa per aver perso di vista il tuo racconto, ma il mio personaggio non è l’unico impegnato con lo studio. Ho recuperato tutta la storia e resto della mia idea: un racconto commovente. Posso solo immaginare le emozioni che hai provato mentre lo scrivevi…Questa volta ho votato per Linda, convinto che ne varrà davvero la pena 🙂

  9. Vediamo chi è Linda.

    Ombra, un racconto davvero bellissimo! Mi dispiace aver perso il precedente episodio, non riuscendo a votare, ma sono contento di averne potuti leggere due di seguito.
    Anche se non ho votato perché ci spiegassi il titolo, mi aspetto comunque dei fazzoletti in regalo alla fine, perché stai davvero commovendo!
    Complimenti!

  10. Io direi dalla domanda… Sai è stata una bella idea scrivere una storia vera che hai magari ascoltato stesso tu come tirocinante, hai detto. Il mio ragazzo fa anche lui tirocinio a scienze infermieristiche ed è impressionante quante personalità e curiose diverse sono rinchiuse in un’ospedale… C’era un’anziana che era particolarmente legata alla sua infanzia e gli chiedeva sempre di assegnarle dei compiti “per casa ” e lui non le ha mai negato questa richiesta…Comunque bella idea, complimenti !

    • Le storie vere mi affascinano… bisogna fissarle affinché nessuno le possa mai dimenticare. Se leggi sulla mia pagina ho scritto “una storia semplice”, la vicenda dei miei nonni paterni.
      Di al tuo fidanzato di fissare quelle che lo colpiscono perché, secondo il mio modesto parere, hanno qualcosa di prezioso da cui dobbiamo imparare.

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