Mondiali 2154

Dove eravamo rimasti?

Cosa volete nella conclusione? Han arriva troppo tardi per parlare col padre del suo originale. Ma... (57%)

La partita

Han avrebbe ricordato per sempre quel momento.

Le lacrime sul volto di Sophia, amare, copiose; gli infermieri a testa bassa passargli accanto; il dottore avvicinarsi, con gli occhi umidi, per dare la notizia. E una consapevolezza cruda nel cuore di Han: troppo tardi.

Ho rinunciato alla partita, pensava, ho rinunciato a tutto… per arrivare tardi?

L’attaccante non riusciva a spiegarsi quella fatalità. Aveva sopportato le critiche di Zhao, dell’allenatore, persino di Feng. Aveva cercato di ignorare i titoli dei giornali che l’avevano paragonato a Giuda. Si era convinto che la partenza fosse la cosa giusta, ma ora, il padre del suo originale era morto e con lui la possibilità di capire.

Aveva perso tutto?

Una mano si appoggiò alla sua spalla. Una presa salda e sicura lo costrinse a voltarsi. Di fronte a lui apparve una donna. Il volto solcato da rughe e uno sguardo disilluso, severo ed estremamente lucido. Han vi notò subito qualcosa di familiare.

– Han?

L’attaccante fece segno di sì, e immediatamente qualcosa vibrò negli occhi della donna, come un’ombra che passa e subito svanisce.

– Parliamo.

Si spostarono all’esterno dell’ospedale, sedendosi su una panchina, al riparo dal caldo sole estivo.

– Mio marito è sempre stato testardo. Un uomo dal grande cuore, pieno di fede verso Dio, il mondo e gli uomini. Ci siamo conosciuti proprio d’estate. Lui si innamorò subito. Io, invece, ero troppo presa dai miei studi. Ma questa è una storia che forse non ti interessa.

Han non rispose, limitandosi ad ascoltare.

– Ci sposammo il 15 settembre del 2119. All’epoca la clonazione stava iniziando a prendere piede. Ma non ci importava. Lui mi diceva sempre che il nostro amore era unico e che nulla poteva replicarlo.

La donna sospirò, ricordando quei momenti.

– Non sono mai stata particolarmente romantica. In casa ero sempre io ad avere più senso pratico. Ma sto divagando.

Han ascoltava affascinato, sentendosi stranamente in pace accanto a quella sconosciuta.

– Nel 2120, il 18 marzo nacque nostro figlio, il piccolo Han. Era bellissimo! Bello rotondo, praticamente spelacchiato, con due occhi di una profondità incredibile. Nostro figlio. Anche a ripeterlo ora ho i brividi!

La donna sorrideva, nostalgica.

– Io e Ryo quasi non riuscivamo a credere di aver generato quel bambino così bello! La gioia di averlo fra noi cambiò la nostra vita. Tutto acquistò un senso nuovo. Ogni scelta, dalla più piccola alla più grande, diventava in vista del futuro di Han. Ma non durò…

Han vide il sorriso spegnersi sul volto della donna.

– Han cominciò a stare male. All’inizio pensavamo ad una semplice influenza, ma coi giorni la situazione peggiorò sempre più. Quando il dottore lo visitò, diagnosticò una malattia ereditaria. Ci disse che non c’era nulla da fare. Un mese dopo…

La donna estrasse un fazzoletto. Si asciugò le lacrime, prima di proseguire.

– Mio marito crollò. La sua fede cambiò. Si trovò a maledire Dio e il mondo per tanto male e dolore. Si chiuse in se stesso, impedendomi di entrare nel suo cuore. Per me fu una doppia sofferenza. Avevo perso un figlio e ora stavo perdendo anche l’amore della mia vita.

Han si trovò a piangere alla storia della donna.

– Ma la vita aveva ancora una sorpresa in serbo per noi. Nove anni dopo, infatti, nel 2129, il costo della clonazione si abbassò. Ryo ebbe l’idea e io mi trovai ad acconsentire, pur di rivederlo felice. Fu un travaglio altrettando lungo e doloroso.

La donna restò in silenzio, assorta nei suoi ricordi, prima di proseguire.

– 10 ottobre del 2130. Conosci bene questa data, non è vero?

Per la prima volta, Han rispose: – Sì… è il giorno della mia… creazione.

– Nascita, puoi dire nascita.

Il giocatore storse la bocca a quella parola da cui non si sentiva descritto.

– Sì, Han, sei nato a nove anni dalla morte di nostro figlio, il tuo originale. E ora che lo sai, immagino che avrai molte domande, non è vero?

– Ne ho solo una. Perché farmi adottare da un’altra famiglia? Perché non mi avete tenuto voi?

La donna guardò Han con grande affetto. – Fu sempre Ryo a decidere. Quando ti vide nella culla, appena nato, gli mancò il coraggio. Fu come guardarsi dentro: si accorse che non eri nostro figlio, ma un nuovo figlio. Si rese conto che non spettava a noi costringerti a vivere in un posto che non poteva essere il tuo, un luogo in cui saresti cresciuto come un sostituto. Per questo scelse di lasciarti andare e farti crescere in un’altra famiglia.

Han si fece teso: – Perché non dirmelo? E perché lasciarmi lo stesso nome?

– Ogni atto d’amore è unico e non può essere replicato. Dirtelo ti avrebbe plasmato, spingendoti a cercare la verità.

– E il nome?

– Quello è stato l’ultimo legame che non siamo riusciti a spezzare.

– E Sophia? – chiese, infine.

– Lei non conosce tutta la storia. Per questo Ryo l’ha mandata da te, perché capisse.

I due restarono in silenzio. Una coppia passò di fronte a loro, parlando del risultato della semifinale dei Mondiali, ma Han non vi fece caso. Ormai, aveva già iniziato una nuova partita.

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278 Commenti

  1. Ciao Francesco, finalmente l’ho letta tutta.
    A pezzi, ok, ma ci sono arrivato!

    Innanzitutto, io non l’avrei mai fatto allontanare dalla partita, non ci credo proprio che qualcuno nella sua situazione l’avrebbe fatto, nella realtà. Insomma, era quello che ci si aspettava, il finale dolceamaro e via dicendo, quindi secondo me da evitare. Ma ancora una volta, non hai scelto tu questa strada, bensì i votatori. Peccato (almeno per ciò che penso io).

    Questo racconto ha la solita fluidità narrativa tipica della tua scrittura, ormai dichiarata, in questo sei davvero bravo. I capitoli volano via uno dopo l’altro, e nonostante l’abbia letto a pezzi ricordo bene tutto, tutte le problematiche e i personaggi che hai presentato. E devo ancora dire purtroppo che il limite dello spazio ha lasciato tutto in sospeso. Praticamente tutto, non si è concluso quasi niente, se ci pensi bene! ;(

    Più che sapere la vera storia di Han, che comunque l’avevamo intuita e che nulla aggiunge al messaggio forte che hai voluto dare, avrei preferito leggere sel suo rapporto con la ragazza, del suo conflitto con l’attaccante capriccioso, della sua vita nello spgliatotio, con i cloni e non, e di tante, tante altre cose. Devi farne una versione estesa, e rivedere il finale secondo me, libero da questi vincoli.

    Credo che tu sia un po’ come me, ma tu, al contrario, stai sempre dentro le regole. Esci, fregatene, trova un modo, la storia è tua. Ok, ora mi bannano.

    Ultima cosa: se la rivedrai, io cercherei di rendere Han un po’ meno mogio e più… cazzuto. Non saprei come meglio dirlo. MI ha ricordato un po’ Harry Potter nei primi libri, totalmente in balia degli eventi. Ormai è grande, vaccinato, avrà avuto un’infanzia terribile: non ci credo che se la prende se Zaho gli da del mostro, proprio non ci credo!

    Ottimo lavoro, comunque! 🙂

    • Grazie Boost! Non ti preoccupare per il ritardo. Anche se arrivato alla fine, il tuo commento rimane per me assolutamente prezioso! 🙂

      Sì, devo ammettere che il gioco di the incipit costringe a delle scelte e che non sempre vanno dove vorremmo. Ma, al tempo stesso, trovo che questo sia il bello! In questo caso, però, le scelte hanno pesato in maniera decisiva. Questa storia, infatti, ha sin da subito messo molta carne al fuoco e, ad un certo punto, mi sono trovato molto avanti con tante cose da gestire. Sono stato costretto, quindi, a fare salti in avanti, focalizzandomi solo su alcuni aspetti, che, quasi inevitabilmente, hanno portato l’attenzione sull’origine di Han.
      Personalmente, sono molto contento di come si sia conclusa la storia e delle scelte che i lettori hanno fatto. Al tempo stesso, però, mi rendo conto che questa è una versione nata su the incipit. La stessa storia (come tu stesso mi scrivi e come molti mi hanno detto) merita di essere riscritta e ampliata, così da approfondire e cambiare alcune cose.

      Sapendo, ad esempio, della presenza del personaggio della madre, Han potrebbe giocare la semifinale e raggiungere comunque la donna in Cina dopo la fine del Mondiale. Si può dare più spazio a Sophia, Zhao e, perché no?, anche a Feng e magari ad altri giocatori. Le possibilità sono davvero tante!

      Sono d’accordo con te: un po’ ci somigliamo, anche se io resto nelle regole. In realtà, trovo stimolante rimanere nelle regole, mi aiuta a sperimentare, ad andare in direzioni che da solo non sceglierei. Mi aiuta, inoltre, a confrontarmi con i gusti dei lettori. Per andare dove voglio io trovo sempre il tempo, per cui preferisco rimanere nelle regole! 😉

      Han più cazzuto? Sì, forse sì, anche se non subito. Citi Harry Potter: forse come lui, anche Han avrebbe bisogno di guadagnarsi la sua indipendenza.

      Grazie mille, poi, per tutti i complimenti, soprattutto quelli sulla scrittura fluida. 🙂

  2. valeva la pena rinunciare alla partita più importante della sua vita per conoscere la verità, non c’è dubbio: anche perché, come avrebbe mai potuto giocare, con il pensiero altrove?
    bravo francesco, una storia veramente bella ed originale

  3. Ti faccio i miei più sinceri complimenti.
    Non ci sono storie scritte che non necessitino di una limata, di revisione o che non siano sottoposte a critiche di vario genere e a vario titolo, ma non volendo entrare in meriti stilistici e lessicali, come di costruzione narrativa ( non serve), ti rinnovo i miei più sinceri complimenti per aver ottenuto, nonostante le battute limitate e il tempo nemico, una buona resa e un risultato originale e commovente.

    • Grazie mille Alessandra! L’ho detto ad altri, non a tutti, ma potrei davvero dirlo ad ogni singolo lettore delle mie storie, sei una lettrice preziosa! Mi ha fatto molto piacere leggere i tuoi commenti e i tuoi suggerimenti, molto precisi e puntuali. Per questo ti ringrazio anche per questo tuo ultimo commento!
      Spero di vederti anche nelle mie prossime storie! 🙂

  4. Non credo sia stato semplice inventare una storia di fantascienza completamente originale, senza incappare nei grandi temi classici, come i cloni e l’ambientazione nel futuro, tutte cose che per altro piacciono molto agli amanti del genere e rendono le nostre storie “credibili” dal punto di vista letterario. Anche analessi e prolessi sono stratagemmi tipici di questi racconti. A questo proposito, vorrei farti un’osservazione: la storia è ambientata nel futuro, ma narrata al passato remoto. Questo la rende senza dubbio interessante dal punto di vista stilistico e non scontata, ma attenzione ai tempi verbali, per evitare che il lettore perda il filo. Molto originale (e attuale quest’estate) la scelta calcistica per un racconto di fantascienza!

    • Innanzitutto, un grazie per il tuo commento! La scelta del passato remoto, nonostante l’ambientazione futura è una scelta che, ammetto, ho fatto perché mi è sembrata adatta a rendere quanto avevo in mente. E sono contento che si sia rivelata una scelta vincente! Sicuramente farò attenzione ai tempi verbali (i tempi stretti non mi hanno permesso di fare revisioni accurate!).
      Grazie per i consigli e per i complimenti, in particolare sull’originalità!

  5. Ottima conclusione, quel leggero velo finale del “non detto” è un tocco speciale.
    Hai rischiato tanto con questa storia, mescolando tra loro elementi eterogenei (calcio, clonazione, discriminazione e diritti umani, rapporti familiari), ma sai che c’è? Il mix è stato una bomba! La tua scrittura leggera, ma assolutamente non superficiale, mi ha tenuto col fiato sospeso fino all’ultimo bivio, fino all’ultimo colpo di scena.
    Se dovessi trovare un difetto (ma che in realtà difetto non è) potrei dirti che è finito troppo presto, sicuramente questa storia merita molto più spazio e caratteri di quelli che ha, ma questo te l’ho già detto e te l’hanno detto in tanti. Quando un racconto solleva temi importanti (e ahimè ancora attuali) come la discriminazione, non posso non fermarmi a riflettere. Complimenti Fra, hai emozionato, commosso, fatto pensare, insomma: applausi. Bravo.
    Alla prossima storia, tanto segui autore l’ho cliccato già mesi fa, sulle pagine di Eu-genio 😉

  6. Come immaginavo, la storia ha ancora tanto, tantissimo da dire. Non mi aspetto un seguito, come hai fatto capire, ma tienimi aggiornato su una versione estesa. Trovi la mia mail nella biografia 😉
    Han, ci rivedremo presto.

  7. A parte il corretto appunto sulla malattia ereditaria, il finale è degno del bellissimo racconto che porta a conclusione. Qual’è la morale? Ve ne è una? Tu ci rispondi giustamente no: l’atto di creare, pur necessario per la vita, è del tutto distinto dalla creatura che percorrerà il suo cammino. Grazie. P.s. Mò che hai finito passa a leggere i miei racconti sennò sò mazzate!! 🙂

  8. Bel finale! Mi sarebbe piaciuto il confronto col padre, però quello con la madre è stato un bel colpo di scena.
    Un unico appunto: se l’originale è morto a causa di una malattia ereditaria, anche Han clone avrebbe questa malattia e non sarebbe mai diventato adulto.
    Magari quando editerai il racconto, puoi cambiare questo particolare, sostituendo la malattia con una tragica fatalità.
    Alla prossima!

    • Grazie mille Giulia! 🙂
      Per la malattia ereditaria non ho avuto abbastanza caratteri per approfondire. La mia idea era che, se si è arrivati alla clonazione, allora anche la manipolazione genetica ha fatto dei passi avanti. In questo senso, il nuovo Han è stato modificato per non rimanere vittima della malattia.
      Forse, però, potevo evitare questo particolare e utilizzare una tragica fatalità.

  9. Tutto ciò che volevo dire è stato detto, tra locullo e ang. Quindi dico anche io che arriverà troppo tardi, ma…
    Per dirti bellissima storia aspetto il decimo. Intanto tra poco passo da senza cuore, a dirti sicuramente (perché non ho dubbi) “bellissima storia!”

  10. han arriverà tardi per poter parlare con il padre del suo originale, ma… (propongo) potrà incontrare il suo originale, non potrà dargli le risposte che solo il padre potrebbe dargli ma sarà un confronto drammatico tra un figlio di serie A e uno di serie B, sempre per rimanere in ambito calcistico (e riallacciandomi allo scarto di lato di locullo anche in questo caso la realtà è piena di figli di serie A e di serie B)
    come sempre, bravo francesco

    ps vedo ora che anche federica ha avanzato la stessa proposta 🙂

  11. Mi allaccio al commento di Locullo. Credo che tu abbia usato lo strumento narrativo del clone per parlare di creazione, di vita, di padri. Ogni essere umano è Han, ogni padre, ad un certo punto, è incomprensibile se non irraggiungibile. Il discorso può essere esteso al genere umano. L’influenza di M. Shelley è fortissima in questo racconto

    • Sì, sia tu che locullo avete centrato il punto. Parlare di Cloni permette di affrontare molti temi. Avendo a disposizione 10 episodi da 5000 caratteri l’uno ho dovuto scegliere. E parlare di creazione, vita e padri è sicuramente un tema che mi è più caro.
      Mi fa sorridere il tuo riferimento a M. Shelley, perché, in realtà, non ho mai letto Frankenstein: provai a iniziarlo (ero abbastanza piccolo), ma non riuscii a finirlo. Ovviamente, adesso lo leggerei con un occhio diverso! 🙂

  12. “Dovevo sapere com’è la vita di un Clone come te che si trova in una situazione senza capire perché, senza sapere chi è che ha scelto per lui”: non è forse la stessa cosa per un figlio generato in maniera naturale? La mancanza di libertà, intendo, è la stessa: anche i figli generati naturalmente non scelgono. E spesso, divenuti adolescenti, finiscono per rimproverare i genitori di aver scelto per lui, che pure non ne aveva alcuna facoltà, in un eterno circolo senza via di uscita.

    (Esco dall’impasse votando. E scelgo quell’avversativa seguita dai punti di sospensione, che ti darebbe la possibilità di stupirci una volta di più con un finale a sorpresa).

    • In un certo senso è la stessa cosa per un figlio generato naturalmente, ma non è proprio identica. Il figlio nato in maniera naturale sa chi sono i suoi genitori che hanno scelto per lui. Il Clone no. Poi, certamente, la mancanza di libertà è la stessa, solo che, nel secondo caso, è appesantita da un’ulteriore incognita.
      In ogni caso, locullo, hai centrato il punto!

      (Spero davvero di riuscire a stupirvi! 🙂 )

  13. L’episodio l’ho letto con particolare interesse, ero davvero curioso di come Han si relazionasse alle scelte “imposte” da Sofia. Senza esagerare, trovo magistrale la storia di questa donna. Oserei dire geniale, il non voler coinvolgere un estraneo e forzare la natura ancora di più per accontentare i propri capricci. Se proprio devo trovare un punto debole, se tale si può definire, è la totale indecisione che hai offerto con le ultime tre opzioni, tutte strade molto interessanti. Faccio ora una piccola considerazione. Come ricorderai, siamo pienamente d’accordo che questa storia meriti una versione estesa, magari un seguito anche su The Incipit per continuare come storia interattiva. Mi immagino già i Mondiali 2158. In questa ottica il confronto tra han e questa sorta di padre, mi sembra come un limite posto troppo presto per un racconto che ha ancora tanto da dire. Fatte queste considerazioni, ho scelto di arrivare troppo tardi ma non è stato facile. Anche l’idea del l’impossibilità a parlare lascia aperti molti orizzonti. Chiedo scusa per la lunghezza di questo commento in formato poema e per gli errori grammaticali (non so ancora scrivere bene dal cellulare, che impedito). Francesco, non l’ho detto chiaramente ma penso sia ormai palese:adoro questa storia e continuerò a seguirti con piacere 🙂

    • Non mi stancherò mai di ringraziarti per i tuoi complimenti! 😀 E non ti preoccupare per la lunghezza dei commenti, perché mi fanno sempre molto piacere.
      Penso anche io che questa storia abbia altro da dire, ma, considerando il contesto in cui l’ho scritta (cioè the incipit e il concorso) ho ritenuto giusto terminarla col confronto col padre. Inoltre non sono amante dei seguiti, per cui riservo alla versione estesa ulteriori approfondimenti! 🙂

  14. Deve scoprire la verità sulle sue origini.
    Nessu evento esterno deve costringerlo a una scelta poiché l’arco del personaggio ( il nostro eroe) serve a portarlo a una crescita interiore e le scelte che farà saranno le sue, giuste o sbagliate che siano. Ma se il narratore ( tu, che muovi i fili) gli mette davanti una scelta imposta da un evento, è come se lo aiutasse e gli togliesse la possibilità di dimostrare chi è davvero.
    Molto, molto sentita… questa storia.

  15. bravo, perché non hai trasformato il rapporto han-zhao da infernale ad idilliaco, ma pur nel rispetto reciproco zhao rimane sempre un tipo presuntuoso
    ho votato per l’evento esterno, se è quello che penso io al diavolo la semifinale! (anche se poi c’è sempre la finale, non dimentichiamocelo…)

  16. Sono molto, ma davvero molto combattuto. Ho riletto più volte il testo per capire quale potesse essere la scelta migliore. Ho escluso l’evento esterno perché mi sembra una forzatura introdurre un elemento così importante al nono capitolo (resta il fatto che, a mio avviso, la storia ha tantissimo da dire ancora! Una versione estesa la devi a tutti noi 😉 ).
    Alla fine, ho esaminato la parole di Han: “non è mio padre”. In fin dei conti, è vero, non si tratta del padre Perciò, credo che resteremo a giocare questi Mondiali 2154! Due parole sull’autore: ormai dopo otto episodi, la storia ha preso la sua forma. Devo ammettere che sono stato molto lieto di seguirla fin dall’inizio e sono davvero contento di aver conosciuto Francesco. Spero che un giorno si crei un bel rapporto tra noi 🙂

    • Grazie mille Mone!
      Mi fa piacere leggere dal tuo commento l’impegno con cui hai votato. E sono anche contento che non abbia vinto l’evento esterno, perché anche secondo me sarebbe stata una forzatura (purtroppo ci vogliono sempre tre opzioni!).

      Per la versione estesa, comincio a pensare che ci vuole. Anche nel nono episodio appena pubblicato avrei detto molto di più, ma i 5000 caratteri mi hanno limitato. Spero di aver comunque reso bene il dialogo e le vicende.

      Ti ringrazio, poi, di avermi accompagnato fino a qui. E ribadisco che anche io spero si crei un bel rapporto! 🙂

    • Sì, l’evento esterno poteva essere una buona soluzione, ma alla fine sono contento non abbia vinto, perché l’avrei visto come una forzatura. Se avesse scelto di giocare la partita, ci sarebbe sicuramente stato uno sviluppo interessante. Ma alla fine ha vinto l’opzione della partenza per scoprire le verità.

  17. bellissimo capitolo, hai reso in modo molto realistico e convincente il dramma di zhao, tanto che il calcio e la competizione sono passati completamente in secondo piano; però dai, sarebbe bello arrivare in semifinale!

  18. Probabilmente andrò contro la tua opzione preferita, ma voto per raggiungere le semifinali (poi dimmi se sono un buon detective eheh). La squadra sorpresa del mondiale c’è sempre. Ho apprezzato tantissimo i dialoghi, la storia della madre di Zhao è geniale. Posso esprimere un ultimo desiderio? Considerando che con questo siamo al settimo episodio e Chen restano davvero poche battute, mi piacerebbe tanto che la tua stotia continuasse. Magari anche in una forma estesa, ma credo che i limiti imposti limitino di molto un racconto che ha ancora tanto da darci.

    • Sì, sei un buon detective! 🙂 Effettivamente se mi trovassi di fronte a questa scelta, non sceglierei la semifinale, anche se, ammetto, non ho le idee chiarissime. E’ anche per questo che mi faccio aiutare da voi per scegliere.
      Grazie, poi, per il “geniale” riferito alla storia della madre.
      Per continuare la storia ancora non saprei. Non lo escludo, anche perché mi rendo conto che c’è molta carne al fuoco e ancora pochi capitoli. Mi trovo, quindi a dover accorciare molto i tempi, tagliando alcune parti. Ad esempio, in una versione estesa, forse avrei descritto la scena del rigore, mostrando ancora la rivalità fra Zhao e Han. Ma ho deciso di andare già oltre per dar spazio alle parti più importanti!
      Per cui forse il tuo desiderio sarà esaudito. Quello che non so è il quando.

      P.s.: Passerò a leggere il tuo ultimo capitolo il prima possibile! Sono sommerso di cose da fare e di racconti da leggere, per cui non sempre riesco a trovare il tempo! Intanto, comunque, complimenti per la copertina: meritatissima! 🙂

  19. Rieccomi. Letto il capitolo 2. Certo che ‘sti francesi sono proprio dei cattivoni come sempre! Prima le testate, e poi le bottiglie di vetro rotte: ma qualcuno dell’organizzazione non c’era a proteggerli, ‘sti poveretti?!

    A parte gli scherzi, interessante capitolo. Mi chiedo questo: come fa uno a prolungarsi la vita con un clone? Non ho ben capito, credo un effetto voluto. Bene. Magari, nei prossimi capitoli lo saprò.

  20. In genere trovo molto intrigante il dubbio metafisico che le creature generate artificialmente posseggano o meno un’anima: è una caratteristica che si acquisisce automaticamente con la nascita o solo quelli generati “col metodo classico”?
    Quindi è un episodio che mi è piaciuto molto, ci sta bene anche la negatività del protagonista.
    E ora sarà Han a tirare? ^_^

  21. Ho votato perché il tiro lo effettui Zhao. La partita della vita va di pari passo alla partita di calcio, e siccome in questo momento Han è combattuto interiormente, non può essere pronto a tirare un pallone vincente. Deve ancora mettere ordine. Deve ancora superare ostacoli. Il suo momento arriverà, anche dal dischetto. Ma questo è solo il mio parere. Ottimo dialogo, sensibile come sempre.

  22. Han tira. Sbaglia!
    Sconvolto, inizia ad ascoltare la leva calcistica del ’68 ad ibitium finchè, durante una sbronza mistica ritrova fiducia in se stesso e va nel prato sotto casa ad allenarsi nel tirare rigori, ma essendo ubriaco inciampa e si frattura una gamba.
    La terza.

    Complimenti vivissimi! 😀

  23. Tira Han. Diamogli una possibilità di riscatto, visto che fin’ora ha giocato distratto.
    Belle riflessioni Fra, spunti interessanti sulla quale soffermarsi a riflettere. Certe cose hanno sempre un certo fascino per me… nonostante l’ora! (le 4 e 45 del mattino…)

  24. non avevo ancora letto e votato per il quinto capito che già mi ritrovo il sesto! ad ogni modo bene così, il tema dei cloni è eccezionamente interessante e mi piace come lo stai portando avanti
    per quanto riguarda questo capitolo ho votato per zhao, chissà come tirerà un rigore procurato dal clone che tanto disprezza (chissà perché poi lo disprezza tanto…), penserà al suo orgoglio o al bene della squadra?

    • Ti capisco Ang! Anche io, con altre storie, mi sono trovato due capitoli da leggere! Purtroppo, questo concorso costringe ad un ritmo molto alto.

      Se tirerà Zhao sarà sicuramente interessante capire come reagirà e cosa metterà al primo posto, se l’orgoglio o il bene della squadra.

      Grazie mille per il tuo commento! 🙂

  25. E finalmente nel 2154 l’india riesce a qualificarsi alla fase finale di un mondiale 🙂 scherzi a parte, capitolo interessante, lo definirei di introduzione. Introduce la vicenda di un umano deciso a clonare, introduce una scena importante congedandoci con un evento decisivo: il rigore. Per me questo penalty lo vorrà tirare a tutti i costi Zhao, ma Han lo lascerà calciare senza problemi? E poi, nel calcio c’è una vecchia credenza: chi “sottrae” il rigore al compagno, difficilmente fa centro 😉 vedremo come ci delizierai nel prossimo capitolo, grande Francesco!

    • Sì, finalmente l’India si è qualificata! 😛

      Come dici tu, Mone, è in parte di introduzione, anche se è strano, essendo già al 6 capitolo! La conclusione si avvicina e c’è ancora molta carne al fuoco!
      Il rigore, sicuramente, sarà l’occasione perché Han e Zhao si confrontino.
      Grazie mille, come sempre! 🙂

  26. Francesco il tuo racconto si evolve sempre di più. Questo episodio è dominato da dialoghi brillanti, mai banali ma sempre verosimili. L’introduzione della donna nella storia si è rivelata un punto vincente, ne ero sicuro già dalla scorsa puntata. Nel prossimo capitolo penso che assisteremo a un infortunio: chi sarà lo sfortunato? Nell’attesa, rinnovo i miei complimenti per una delle migliori storie in circolazione 🙂

    • Non credo che la mia sia una delle storie migliori in circolazione: ne sto leggendo molte e ne trovo tante che vorrei aver scritto io o che ammiro, per cui anche io penso di avere ancora delle cose da imparare. Dai vostri commenti, comunque, mi rassicuro pensando che parto da una buona base! In ogni caso, grazie mille per i tuoi commenti! Quelli sui dialoghi mi fanno davvero arrossire… 🙂

      Vedremo quale opzione vincerà! Per ora sta vincendo il rigore.

  27. Non nasconde nulla.
    Preferisco così, mettere subito tutti i pezzi del puzzle sul tavolo così da potere preoccuparsi esclusivamente di farli incastrare.

    Ovviamente rinnovo i complimenti per il modo in cui scrivi.

  28. Allora ti descrivo la mia reazione estemporanea quando ho letto l’ultima frase: “Ssssssssss” (una di quelle s inspirate che passano tra i denti stretti, hai presente?).
    A questo punto vuota il sacco! Voglio sapere tutto!
    Si… è una minaccia! 😉
    Bello fra, bello.

    PS Una domanda: perché i cloni non hanno l’ombelico? Me lo chiedevo già da un poco… Per quanto ne so (dai miei interrotti studi di biologia) un embrione ha bisogno di una placenta per svilupparsi, sia essa quella naturale della sua specie o una ipotetica placenta artificiale. Quindi mi chiedevo se la tua fosse una scelta casuale oppure mirata a dare un tratto fisico distintivo ai cloni, qualcosa che li rendesse distinguibili a vista da chiunque, un po’ come il colore dalla pelle.
    A presto

    Giò

    • Capisco bene la tua reazione e mi fa molto piacere averla suscitata! 😀

      Il fatto che i cloni non abbiano l’ombelico è, innanzitutto, un modo per renderli distinguibili a vista, anche se non in maniera immediata: una maglietta, infatti, è già sufficiente a risolvere il problema. Secondo: so che un embrione ha bisogno di una placenta, ma ho immaginato che questi Cloni siano prodotti artificialmente e, in tal senso, manchino di quell’elemento che segna il tramite tra il nuovo corpo e il corpo che lo nutre. Cercherò, comunque, di approfondire ancora questo aspetto!

      Grazie mille Giò! 🙂

  29. Complimenti Francesco, stavolta ho due motivi su tutti per apprezzare oltremodo il tuo racconto. Prima di tutto, l’introduzione di questa giovane fanciulla è una gran bella trovata: ogni storia che prima o poi si trova contagiata dal tocco femminile, anche se si parla di calcio (piccolo pregiudizio maschilista dei secoli scorsi…). Ammiro poi come hai descritto l’atmosfera del team cinese. Sembra quasi di rivedere il clima teso e angosciante dello spogliatoio italiano proprio di questi giorni. Seguo la storia e sono sicuro che il prossimo episodio non risparmierà altre soprese 🙂

    • Grazie mille moneagiu!
      Ad essere sincero, pubblicando questo episodio ero un po’ timoroso. Introdurre questo personaggio femminile mi ha messo dei dubbi: mi dava l’impressione di portare la storia da un’altra parte. Al tempo stesso, però, anche io sono d’accordo con te nel ritenere che un tocco femminile ci vuole in ogni racconto!
      Il tuo commento mi rassicura! 🙂
      Nei prossimi episodi, comunque, ci saranno sicuramente altre sorprese! 🙂

  30. Mi viene da pensare che non abbiano alcuna possibilità giocando sette contro undici, pardon quindici.
    Se però hai inserito anche le altre due opzioni vuole dire che i cloni hanno qualche asso nella manica.
    Per il principio del voto utile (se scelgo la sconfitta va a finire che mi trovo da solo) opto per il pareggio, così evitiamo che le cose precipitino precocemente.

  31. Ammetto di aver titubato tanto davanti alla scelta dell’opzione. Il cuore mi diceva “vittoria per la cina, il cervello mi suggeriva invece sconfitta”.
    Ho votato per il pareggio, in modo da (s)contentare tutti e due.
    Bellissimo capitolo, ma non mi stupisce che lo sia del resto. 🙂

  32. Beh, in quasi perfetta sincronia con il dentro o fuori contro l’Uruguay!

    Credo che una delle cose più difficile da rendere attraverso il linguaggio del romanzo sia la descrizione di una partita di calcio, o comunque di uno sport di squadra: trovare il taglio e la misura è opera di alta sartoria. Più facilmente, si finisce nell’imbuto del cronachistico o nell’effetto cartone animato à la Holly e Benji. L’unico romanzo che ho letto con vere e proprie descrizioni di partite è il bellissimo L’inattesa piega degli eventi, di Enrico Brizzi: io l’ho amato moltissimo, ma l’effetto Holly e Benji l’ha subìto perfino lui.

    (Occhio a uno “smarcò” in luogo, ritengo, di “scartò”. Voto la vittoria della Francia).

    • Sì, riconosco che rendere uno sport di squadra non è cosa facile! Inoltre ho il timore di averlo scritto un po’ in fretta (in questi giorni sono sommerso di cose da fare, per cui ho dovuto ritagliarmi il poco tempo a disposizione!). Non so, infatti, se ci sono riuscito o no. Dal tuo commento, comunque, non ho capito se sono riuscito a rendere l’idea, o se invece anche io sono caduto nell’effetto Holly e Benji.

      Per quanto riguarda “smarcò” hai ragione: era corretto “scartò”!

      Grazie mille locullo! Mi segno il titolo di Brizzi, e lo aggiungo alla lista dei libri da leggere! 🙂

  33. Sai la cosa davvero sfiziosa (e paradossale) qual’è?
    Che se un clone è il doppione di qualcuno, allora questo qualcuno deve avere delle doti calcistiche conclamate e fuori dal comune. Se lo troverà davanti in partita, magari sfigurato?
    E se non è così, allora il suo “originale” non sa di averle le doti calcistiche, ma lo scoprirà vedendolo in squadra ai mondiali. E se uno dimostra che il proprio clone gioca ai mondiali non ha delle speranze di entrare nel mondo del calcio?
    O forse Han e tutti i suoi compagni sono grandi glorie calcistiche del passato (e non lo sanno) e allora tutti li riconosceranno dal loro aspetto.

    Divertentissimo 🙂
    Voto la partita, ovviamente, per vedere come reagisce il pubblico.

    • In realtà non è detto che l’originale abbia le stessi doti calcistiche! Per essere così, quelle doti dovrebbero essere trasmissibili geneticamente. Oppure, nel duplicare la memoria si potrebbero mantenere. Han, invece, non possedendo la memoria del suo originale è cresciuto come fosse un individuo nuovo. Le sue doti, quindi, potrebbero essere frutto di un’educazione, piuttosto che di un corredo genetico.
      In ogni caso non è da escludere che ci siano Cloni di precedenti campioni.

      Grazie mille per il tuo commento e le tue osservazioni, mi aiutano a definire meglio la mia storia!
      Nel nuovo episodio appena pubblicato c’è la partita! 🙂

      • Ed è proprio questa la questione veramente profonda a cui risponde un clone (più alcune varianti legali che ebbi modo di scoprire e approfondire in un geniale romanzo di fantascienza sull’argomento): quanto è educazione e quanto genetica nelle doti “fuori dal comune” di qualcuno?
        Se il genio è in buona parte talento allora non si può negare la trasmissione genetica.
        Ed è ipotizzabile un mondo distopico in cui si fanno cloni dei neonati (neonati ricchi ovviamente, eredi di casate, figli di capi di stato o star del cinema e dello sport :P) a crescita accelerata per valutare le loro potenzialità e indirizzarli al meglio?

        Ho anche un dubbio, che ti sottopongo. Tu scrivi che il clone non ha memoria, il che significa che è stato sottoposto a crescita accelerata, altrimenti, se fosse un neonato, non avresti un problema di cancellazione di ricordi. Quindi ha ricevuto anche un’educazione “accelerata” ? ossia è stato educato in età adulta, quando apprendere qualsiasi cosa è infinitamente più difficile?

        L’argomento è una miniera di spunti di ogni genere e non vedo l’ora di scoprire quali hanno ispirato te 🙂
        Ora vado a leggermi la partita!

        • Quante osservazioni e quante domande stimolanti! 🙂

          Per quanto si possa immaginare un mondo distopico, dove c’è crescita e/o educazione accelerata, questo non vuole essere il mio caso.
          Il fatto che Han non abbia memoria non lo vedo così legato alla crescita accelerata. Inoltre non ho parlato di “cancellazione di ricordi”, quanto di “duplicazione”, per cui intendo una sfumatura ancora diversa. In questo senso, Han può anche essere “nato” come neonato e cresciuto in un ambiente diverso dall’originale sviluppando così nuove esperienze e nuovi ricordi. Chi, invece, ha memoria dell’originale potrebbe aver ricevuto una particolare educazione o un’ulteriore manipolazione (in questo caso cognitiva, più che genetica), ricevendo, appunto i ricordi duplicati.

          Spero di averti risposto e spero di tenerti qui fino alla fine con le tue domande, davvero utili a fare chiarezza, innanzitutto nella mia testa! 🙂

  34. Hai creato un “orfano di se stesso”,
    una figura assolutamente affascinante e – paradossalmente – vincente.
    Il suo originale lo disconosce, gli umani lo discriminano, i suoi genitori adottivi sono impossibilitati ( come tu scrivi) a procreare, quindi non avrà fratelli o sorelle. Lui è solo. Solo con la sua ferita che sanguina, con le sue lacrime che bruciano e col suo talento che scalpita e che emergerà sul campo. La metafora del campo di gioco, che equivale al campo della vita, con le stesse leggi e le stesse regole, se te la gestisci bene diventa una partita col destino. Complimenti.
    Voto per restare in allenamento.

    • Grazie mille Alessandra, per i tuoi complimenti e le tue osservazioni! La tua analisi è molto bella, e non posso non essere d’accordo, anche se, lo ammetto, scrivendo la storia non ho pensato a tutto questo! 🙂

      Alla fine ha vinto la partita e spero tu lo possa comunque trovare un episodio interessante!

      P.s.: Ho visto la tua copertina: bellissima! Complimenti!

      • Eccomi. Ho letto la partita… sapresti gestire una telecronaca meglio di me, non ci sono dubbi. 🙂
        a parte gli scherzi… la scena dell’ombelico mi è piaciuta molto. Non lasciare al caso il dettaglio che hai usato, però. Fallo tornare più avanti, dagli un significato che non sia solo “la loro identità” e la “scusa per offendere un clone”; rendilo saggio set-up.
        Ho una domanda: i cloni di cui racconti sono in tutto e per tutto umani come i loro originali o sono più potenti, hanno caratteristiche superiori?

        • L’aspetto dell’ombelico è per ora accennato, ma ho intenzione di approfondire! 😉

          I Cloni sono in tutto e per tutto umani, non hanno caratteristiche superiori. Rispetto agli uomini hanno però qualche differenza (e non solo fisica come l’assenza di ombelico), ma avrò modo di chiarire più avanti.

          Grazie mille per il tuo commento! 🙂

  35. Passo di qui per leggere il seguito di questa bella storia e ritrovo tra i commenti un post di Boost che mi imbarazza un poco: Tarud, Boost è bravissimo a scrivere e anche come critico non è male. Però ti meriti esempi migliori di quelli che tira fuori lui… Lol!

    (Voto per la partita: voglio vederli giocare. Peraltro, mi stavo chiedendo se all’epoca in cui ambienti il racconto, il Presidente della Fifa sarà ancora Blatter…)

    • Che Boost sia bravissimo e sia anche un bravo critico non ho dubbi, però anche l’esempio che mi ha presentato mi sembrava ottimo! 😉

      La partita è l’opzione più votata, per cui vedremo come andrà! 🙂 Per il Presidente della Fifa, non so se gli dedicherò spazio, ma potrebbe essere interessante pensare che è ancora Blatter, o, meglio, un nuovo Blatter. 🙂

  36. Tifosi contrari ai cloni. Voglio un po’ di sano scontro.

    Ciao Francesco, devo dire che la tua storia è davvero originale e azzeccata, soprattuto dato il periodo in cui ci troviamo… ho fatto anche due conti veloci per vedere se nel 2154 ci sarebbe effettivamente stato un mondiale: deformazione da precisino! 🙂

    C’è una sola cosa che non avrei fatto: dare così tante informazioni sulla situazione attuale nel mondo. E’ vero che ti permettono di entrare e capire la “scnografia” del racconto, ma secondo me sarebbe stato meglio lasciare che il lettore capisse o venisse a sapere di queste cose, durante la narrazione.

    Mi raccomando: in bocca al lupo per il concorso, 30 giorni sono pochi dovrete fare in fretta! Non sarò molto attivo da qui in avanti nei commenti, siete davvero tanti a partecipare, ma di sicuro leggerò le vostre storie e voterò con piacere. Bravo, comunque!

    • Ciao Boost! Che piacere trovarti anche qui!

      Sentirmi dire da te che la mia storia è originale mi fa davvero onore! Per la data dei Mondiali pensa che all’inizio l’ho pensata a caso, poi ho verificato e, senza saperlo, ho scelto bene! 🙂

      Per quanto riguarda la tua osservazione ti chiedo una cosa. Tu le avresti distribuite nel corso del racconto perché trovi che appesantiscano? O per una tua scelta di stile? Personalmente ho preferito fornire queste informazioni un po’ per dare un contesto più definito e un po’ per lasciare spazio ad altri aspetti che voglio approfondire più avanti.

      Crepi! 🙂
      30 giorni sono pochi, ma ho già fatto i miei conti: se pubblico un episodio ogni martedì e ogni venerdì finisco entro la scadenza. E’ un bel ritmo, ma voglio accogliere la sfida, anche per mostrare a me stesso che riesco a rispettare le scadenze, senza sacrificare la cura o la qualità. Spero di riuscirci! 🙂

      Grazie come sempre Boost! A presto! 🙂

      • Ti dirò quello che penso, ma considera che io sono un novizio, quindi la mia parola non è esente da potenziali errori.

        Esiste una “bruttura”, chiamiamola così, che porta il nome di infodump. Quando cioè molte informazioni vengono presentate in maniera discorsiva, a mo’ di cronaca. Premetto che è più facile accorgersi di questa cosa quando si legge il lavoro altrui, che il proprio, e che è un “errore veniale” in cui è facile cadere.

        In ogni caso, è molto più forte e significativo per il lettore (lo avvicina proprio alla tua storia, e la rende più veritiera) se queste informazioni vengono conosciute durante la narrazione, oppure se sono espresse dai personaggi durante la trama.

        Esempio di infodump: “Enema: la storia di Efrem” (Nicolewriter)
        https://theincipit.com/2014/03/enema-la-storia-di-efrem-nicolewriter/7/

        (non me ne voglia l’autore, se prendo questo esempio). Leggi tutto il capitolo, non ti sembra che in fondo, la storia diventi un po’ poco credibile, con tutte quelle informazioni poco utili?

        Esempio del contrario: “Tropico Balcanico” (locullo)
        https://theincipit.com/2014/06/tropico-balcanico-locullo/

        “Chino sul bancone, le mani intrecciate intorno al bicchiere, fissava da ore una vecchia locandina bruciacchiata. Vecchia di vent’anni. Pubblicizzava, con grafica ingenua e colori sbiaditi, il gruppo che avrebbe dovuto suonare quella notte. La notte della granata. La notte in cui lui non c’era.

        Vedi le parole in corsivo? Locullo potrebbe aver detto (lo so perché ho letto “Surviving Sarajevo”) perché Max non c’era effettivamente quella notte. Avrebbe potuto dire (spoiler):

        “… la notte in cui lui non c’era, dal momento che era scappato sulle colline ad aiutare gli assedianti.”

        Ma non l’ha fatto. E’ un’informazione minore, ma il lettore si chiede adesso: “Come mai non c’era? Dov’era?”. Il chiederselo lo pone molto vicino al racconto, lo rende partecipe, e stimola la curiosità. In futuro, locullo potrebbe far incontrare Max con un altro personaggio, che lo accusa di essere un traditore, gli dice “che è stato un bastardo, quella notte, a stare dalla parte del nemico sulle colline.”. Stessa quantità di informazioni, però giostrate molto meglio. E il lettore, capitoli più avanti, si ricorderebbe di questa cosa, e farebbe il suo “aaaaaaa” di stupore.

        Spero di essere stato chiaro.

        Nel tuo caso, senti di dover dare molte informazioni, ma secondo me, ti dico, non ce ne è bisogno. Puoi usare tanti escamotage per diluirle lungo il racconto: chessò, il protagonista passa davanti a uno col giornale, e sulle pagine c’è un articolo che parla del problema dei cloni. Oppure, invece di dire che “ci sono 7 cloni in squadra”, il protagonista potrebbe avere uno scontro con un giocatore normale, che gli dice “voi 7 siete un problema, per la nostra squadra, ci fate sfigurare davanti a tutti”. Insomma, cose così.

        Ovviamente, le soluzioni migliori le puoi trovare solo tu. 🙂

        • Grazie Boost per essere stato così preciso ed esauriente! 🙂

          Leggendo il tuo commento e riguardando i primi due episodi, effettivamente devo riconoscere di avere un po’ esagerato con le informazioni. Ho voluto spiegare troppo, mentre potevo trasmettere in altro modo le stesse cose.
          Cercherò nei prossimi episodi di fare tesoro dei tuoi consigli e di trovare un modo meno “didattico”! 🙂

  37. Voto per la partita, con la speranza di vedere come giochino i cloni e come si sia evoluto il calcio in così tanto tempo.
    Gran racconto, originale ma che all’inizio mi ha rimandato alla pubblicità della Nike.
    Bella l’introspezione psicologica e il personaggio di Han, clone ma con dei sentimenti propri.

    • Spero di riuscire a rendere bene la partita (visto che ormai sembra l’opzione vincente).
      Non sei il primo a segnalarmi la pubblicità della Nike: prima di iniziare il racconto non l’avevo mai vista. Se me ne fossi accorto, devo ammettere che non so se avrei concretizzato questa idea. Ma visti i vostri commenti, mi convinco di aver fatto bene! 🙂

      Grazie mille per il tuo commento! 🙂

  38. ho votato per vedere l’allenamento; un dubbio, ma sono tutti cloni della stessa persona?
    c’è solo un aspetto che non mi convince, che i giornalisti possano avere una qualche influenza sui tifosi mi sembra sì fantascienza!
    comunque buon seguito, sono curioso di conoscere come potrà svilupparsi questa storia

    • No, non sono tutti Cloni della stessa persona! Se riesco cercherò di chiarire meglio anche questo aspetto.
      Sì, capisco che sembra surreale il fatto che i giornalisti abbiano un’influenza sui tifosi. Infatti ho cercato di dare l’idea che ai giornalisti facesse comodo la rabbia dei tifosi e che la folla si calmi più per gli oggetti che finiscono, che non perché vogliono calmarsi. Forse, però, ho scritto male quel pezzo, rendendo poco chiaro questo aspetto. Grazie per le tue osservazioni! 🙂

      • … ecco una dimostrazione di quanto facilmente la mente (almeno la mia) viaggia da sola: nella mia testa erano tutti cloni della stessa persona, per questo (sempre nella mia testa) erano facilmente distinguibii dagli altri giocatori… pessimo testimone ad un processo!
        ancora complimenti per l’idea e per come stai portando avanti il racconto, aspetto con impazienza il prossimo martedì

  39. Ottimo episodio, ero sicuro non avresti delusione aspettative! Mi piacerebbe vedere come giocano i cloni, non per le abilità calcistiche, ma per vedere come si comportano durante la partita in quella atmosfera surreale. Bravo davvero Francesco!

  40. Direi entrambi, i giornalisti te li aspetti un po’ ovunque in manifestazioni di quel genere, ed i facinorosi pure…

    Che bella idea fra, davvero originale. Non amo il calcio e non lo seguo (nemmeno la nazionale…) ma la fantascienza si, eccome!! Quindi come non seguirti?
    Non spreco parole in domande, semplicemente rimango in attesa di leggere il resto.
    Complimenti

    • E infatti in questo episodio ci sono entrambi!

      Grazie mille Giò! Come ho scritto qualche commento più sotto, anche io non amo il calcio alla follia: non sono uno di quei fan sfegatati che sta male se la sua squadra perde. Al tempo stesso, però, trovo molto affascinanti i Mondiali, che seguo sempre con piacere, in quanto danno un interesse comune a paesi, culture e persone diverse!
      Unire tutto questo alla fantascienza, poi, mi sembrava proprio una bella idea! E a giudicare dai vostri commenti, direi che è così! 🙂

    • Grazie mille per essere passato (o passata?) nonostante non ami il calcio! Personalmente devo ammetterlo anche io: non sono un amante del calcio, però trovo che il Mondiale abbia un fascino particolare, dal momento che coinvolge più paesi e che unisce persone lontane ad un interesse comune.

      Comunque ho appena caricato il nuovo episodio, per cui vedrai come se la sono cavata i Cloni! 🙂

  41. Voto per entrambi.
    Dimmi ( refusi a parte che devi controllare!)
    se lui è un clone, dov’è il suo originale? Lo inserirai?
    (sembra che ogni uomo creato in laboratorio sia generato dalla clonazione del DNA umano di un altro soggetto di ricerca. Dunque questi è vivo. Esiste. Ma potrebbe non servirti, è solo una domanda)…

    • Grazie mille per essere passata anche qui Alessandra!

      Per i refusi mi scuso, cercherò di controllare meglio la prossima volta! (Quando ne trovi, comunque, non esitare a segnalarmeli!).

      Per quanto riguardo la tua domanda, ancora non ti rispondo. Essendo un clone certamente c’è un originale. Se lo inserirò o no, però, ancora non lo dico. Ti dirò solo che ho in mente di approfondire questo aspetto!
      Grazie per le tue osservazioni! 🙂

  42. Francesco, mi costringi agli straordinari per seguirti su due fronti 😉
    Questo racconto mi ha fatto venire in mente l’ultimo spot della Nike (anche se le premesse sono differenti).
    Mi chiedo chi sia “l’originale” di cui Hang è il clone. Un campione anche lui?
    Per quanto mi riguarda, sono certo che la folla sia composta si da giornalisti che da facinorosi 🙂

    p.s.: ho dato un’occhiata al regolamento, che consiglia una lunghezza di 2000 battute per episodio (veramente pochissimo). Ho capito male io (al solito) o pensi, in caso di vittoria, di rivedere il racconto (che dovrebbe essere men che dimezzato, cosa che a me sembra inattuabile)?

    • Spero siano straordinari graditi! 🙂

      L’ultimo spot della Nike non l’ho presente…
      Per scoprire di chi è il clone ci sarà da aspettare. 😉

      Per il regolamento io ho capito che consiglia una lunghezza di 2000 battute, ma non è certo un obbligo! In caso di vittoria devi rivedere il racconto, ma non per accorciarlo (se ho ben capito) ma per correggere eventuali errori. Se dovessi ridurlo, effettivamente, lo troverei inattuabile!

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