MarronMacchia

Un vecchio scatolone

“Mr.Flanagan, temo che per lei non ci sia nulla da fare.”
Flanagan sospirò; un poco se lo aspettava, ma la speranza è sempre l’ultima a morire.
Sei mesi e quattro giorni prima era stato contagiato dalla ‘MarronMacchia’ terribile malattia che lascia zero o quasi possibilità di sopravvivenza. Parte come una piccola macchiolina che piano piano si estende fino a raggiungere un diametro anche di venti centimetri.
A quel punto, di solito, si muore. L’alternativa è quella di agonizzare mentre questa continua a crescere, portando poi alla morte. Insomma, meglio prima che poi, pensava Mr.Flanagan.
“La ringrazio lo stesso dottore.” disse prima di uscire. Ma non lo pensava realmente: voleva strozzarlo, quel dottore così in salute mentre a lui restava ancora così poco da vivere.

Uscito dallo studio si fermò a meditare su come nascondere quel segno così evidente della sua malattia: non che fosse contagiosa, semplicemente non voleva che gli altri lo guardassero con aria di compatimento.
Odiava quelle cose.
La macchia era situata sul suo fianco sinistro, appena sotto il polmone; tra poco sarebbe iniziata l’estate e gli esseri umani avevano smesso di usare magliette in quel periodo dal 2087, l’anno delle Grandi Poppe: una centrale nucleare era esplosa in Canada, liberando una radiazione mirata (infatti qualcuno sostiene che non si trattò affatto di un incidente) che diffondendosi su tutto il pianeta fece crescere il seno di tutte le donne di età compresa tra i diciassette e quarantatré anni (ma quest’ultime solo se ben tenute). Non solo: aumentò vertiginosamente pure la loro libido e quella di ogni uomo. Così, dal 2087 fino al 2093 la specie umana non fece altro che fornicare senza sosta. In quei sei anni la società andò allo sfascio e gran parte delle informazioni risalenti al passato, ormai tutte digitalizzate, vennero cancellate e di conseguenza dimenticate; così che, nell’epoca di Mr.Flanagan era quasi impossibile distinguere il vero dal falso e molte opere di fiction come I Miserabili o i Pokemon vennero presi per storie realmente accadute appartenenti ad un altro tempo. Ma quello che interessava più a Mr.Flanagan e che, dopo sei anni di bum bum selvaggio si era persa l’abitudine d’indossare magliette. La gente le sopportava d’inverno e primavera, ma appena esplodeva l’estate se le toglieva gridando alla liberazione. Così che tutti avrebbero visto la sua malattia.
Immerso in questi pensieri, passò di fronte ad un negozio di tatuaggi.
Quant’era semplice la soluzione! Avrebbe coperto la macchia con un tatuaggio! Mr.Flanagan iniziò a correre come un ossesso verso la porta del negozio, ma inciampò in un vecchio scatolone lasciato in mezzo alla strada.
Caddero tutti e due, il secondo rivelando il suo prezioso contenuto: fumetti.
Fumetti risalenti al millennio scorso.
Con gli occhi che brillavano, Flanagan si mise a sfogliarne un paio: uno parlava di un uomo che riceve superpoteri dopo essere stato morso da un ragno radioattivo. Un altro, di un medico che ottiene il potere di un Dio battendo un bastone per terra. Ancora, un uomo cui esplode una bomba atomica in faccia e si trasforma in un bestione, prima grigio poi verde, con imbarazzanti pantaloncini viola.
Quello che più lo colpì, però, è che tutti loro erano sani. Sanissimi guerrieri.
Come detto, all’epoca si credeva reale ogni opera di fiction risalente al passato, anche le più improbabili come la storia di quell’indiano che riuscì a liberare il suo paese grazie alla non-violenza.
Così, un idea passò per il cervello di Mr.Flanagan…forse una cura alla sua malattia era possibile.

Come agirà adesso Mr.Flanagan?

  • Mr.Flanagan se ne infischia di tutto e va a farsi il tatuaggio (53%)
    53
  • Mr.Flanagan si fa esplodere una bomba in faccia per diventare l'incredibile Hulk (21%)
    21
  • Mr.Flanagan tenta di farsi pungere da un ragno radioattivo (26%)
    26
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177 Commenti

  1. E’ stato difficile riprendere la lettura dopo così tanto tempo.
    Il tuo racconto è stato originale, visionario e divertente come lo posso esserlo i fumetti a cui stilisticamente hai voluto offrire un tributo.
    Finale ottimista, nonostante la morte e un po’ didascalico con qualche chicca:
    – Dio che ha una storia con una barista;
    – “Due settimane dopo morì, consumato dalla MarronMacchia. Le sue ultime parole furono “Ms.Dupont, per piacere, fammi vedere le tette.”
    Grazie per essere tornato,

  2. Voto Piastrella.
    Scrivi: “Ma se si riesce ad immaginare un futuro diverso allora forse si può anche essere felici. E se si immagina abbastanza forte chissà che non diventi realtà. ” e lo trovo molto vero e molto sentito.

  3. Sei uno scrittore coraggioso se folle, la linea tra le due cose è davvero sottile. Hai proposto una storia particolare, hai osato, ogni capitolo rappresenta una sfida allo scrivere banale. La tua originalità merita di essere conosciuta e, seppur vada contro tutti i miei principi e non lo accetterei da parte di altri autori, ho votato per la tua pubblicità. Vedi di non esagerare però 🙂 Mr flanagan non può sparire così, mi spiego. La marronmacchia è una malattia mortale e per forza di cose la storia potrebbe concludersi in due modi: il protagonista sconfigge la malattia, oppure si attende e scompare. Tu hai le possibilità per trovare la terza opzione (non è pubblicità ad altre storie). Sono un estimatore dei fumetti e spero che non finiscano nel dimenticatoio. Per quanto riguarda alcune considerazioni sulla scrittura, qualche refuso ci è scappato ( cammino invece di camminò) e quel “faranno fare” non mi piace tanto, ma è solo un mio gusto personale. Ora Kim siamo al finale, continua così con questa storia fantastica, sono sicuro non mi deluderti 😀 scusa per errori grammaticali nel commento, ma non sono molto pratico con la piccola tastiera del cellulare.

  4. Mah, … mi lasci interdetta, Kim.
    La giustizia divina non incide sul libero arbitrio. Le scelte umane comportano rinunce e conseguenze, sì, ma la giustizia divina serve a renderle sensate.
    Sì, Dupont amerebbe un uomo condannato a morire in pochi mesi e questo le causerebbe dolore dopo, ma avrebbe avuto l’amore. (Che di solito non dura comunque e di cui la parte migliore è proprio l’inizio…)
    per cui voto per un tenero capitolo.

  5. Tu sei pazzo! Nel senso buono del termine, però.
    Hai coraggio, non te lo si può proprio negare.
    Anche io, come Michele, sono per il ‘fanculo all’universo (e MissDupont forever). Sperando che, nel frattempo, l’estate non sia finita…
    Il wc triste… ma come ti è saltato in mente? 😀
    Comunque, giusto per la cronaca, sappi che Dio non gioca a dadi… ma a poker. Se non mi credi chiedilo a Massimiliano…

  6. Trattandosi dell’ottavo episodio, credo che il prossimo capitolo dovrà dirci qualcosa in più sul piano dei Brolta. Il tuo Dio mi ha ricordato quello di “A volte ritorno” di John Nive. Non so se l’hai letto, ma mi permetto di consigliarlo perchè è davvero spassoso, nonostante sia affiancato da un valido messaggio morale. Io la tua storia la vedo come un divertentissimo susseguirsi di scene nuove, ad ogni puntata c’è qualcosa che non ti saresti aspettato. L’unica nota di dispiacere, in base ai miei gusti personali, è che si è persa l’idea del fumetto come manuale di automedicazione. Quello ero secondo me il punto da approfondire meglio, ma, la scelta non è mia, quanto tua: i lettori hanno votato 😀 Bravissimo comunque kim!

  7. vedo che stai facendo le acrobazie per tenere in mano il filo del racconto, non mollarlo, perchè qualsiasi cosa ti possano dire, la storia è tua. portala in fondo scivolando sugli ostacoli. sta cominciando a piacermi.

  8. Credo di aver capito, in qualche modo, la storia dell’anima nelle poppe… un qualcosa a metà strada tra idolatria del corpo femminile e complesso di Edipo?
    Comunque a questo tuo eroe, che sembra essere egli stesso uno dei personaggi di quello scatolone di fumetti, gli concedo di allietarsi la vista dinnanzi alle dolci rotondità della Dupont.

  9. La scelta più logica sarebbe andare alla ricerca di informazioni sul frigorifero, ma un principi di autolesionismo potrebbe essere davvero comico 😀 Kim, non prenderlo come una critica o come un rimprovero, ma questo capitolo mi sembra uno dei meglio riusciti scorrevole fluido accattivante (senza virgole, leggere tutto di fretta). Sono convinto che saprai rispondere ai numerosi interrogativi che ancora aleggiano sulla vicenda. Piccolo appunto: peccato davvero per quel “si sdraio sul divano”, un piccolo refuso che sfugge sempre al correttore

  10. Andrà alla Zyprex!

    Ho letto gli ultimi due capitoli in una volta: molto interessante, anche se sono un po’ disorientato. Il tono è molto cambiato rispetto ai primi capitoli, è calata la componente humor e il racconto si è fatto più serio. Però lo stile rimane sempre scorrevole e piacevole. Inoltre, ci sono ancora molti interrogativi, per cui attendo il seguito! Bravo! 🙂

  11. Deve capirne di più sui frigoriferi.
    Questo episodio era dispersivo. Non mi è stato chiarissimo. Spostare continuamente il punto di vista del personaggio da esterno a interno, rende ostica la lettura. Almeno a me. Anche se ho capito le tue intenzioni d’introspezione.

  12. Il tuo racconto nasce da un’idea fuori dagli schemi e molto simpatica, che sostieni bene grazie al ritmo che dai alla narrazione. Riesci a creare una bella suspance tra un episodio e l’altro coinvolgendo il lettore. La dimensione della surrealtà e del contesto in cui si muove il tuo protagonista è molto importante e decisiva per un racconto fantasy, occorre approfondirla maggiormente, non basta tratteggiarla qua e là, bisogna proprio entrare in quel mondo, respirare l’aria che tira e venire con te a vivere quest’avventura nel 2089!

    • Veramente era mia idea lasciare la cosa molto di sfondo. In futuro parlerò di qualcosa, ma non è lì che voglio focalizzare la mia storia, anche perché alla fine 50.000 caratteri sono molti pochi se si vuole impostare la narrazione in un certo modo.
      Grazie mille per l’analisi comunque, ne terrò conto! 😀

  13. Ho votato perché tu riprenda la storia del brolta.
    Poi, ti racconto una cosa di sceneggiatura:
    di solito all’inizio di una storia, al personaggio principale, si fa fare un “save the cat”;
    ovvero: lui ha pietà di qualcuno, dimostra di avere umanità, è debole per qualcosa o addirittura, al massimo del didascalico, salva qualcuno o un animale. Serve a rafforzare la visione che avremo del protagonista, lui è quello buono, diremo, oppure lui è quello perseguitato, o anche.. lui è quello maledetto ma che ha bontà in fondo all’anima. Ci serve per capire chi è il buono e chi il cattivo nella storia. Te l’ho raccontato perché ho notato che tu hai fatto esattamente il contrario: tu hai ucciso il gatto. 🙂
    WOW, coraggioso, davvero.

  14. Scatolone di fumetti! ^^ Questo pestaggio dei barboni non sarà stato gradevole umanamente, ma mi è piaciuto molto a livello letterario e di introspezione del personaggio. In fondo l’atto in sé non è stato solo tragico per i barboni, ma anche per Mr. Flanagan, che sta metabolizzando la propria morte in un modo tutto suo! Bello, mi è piaciuto molto!

    • Yup, ammetto che la cosa dei barboni possa non piacere a tutti; però voi cosa conoscevate prima di Mr.Flanagan? L’ho sempre descritto come una macchiolina, senza mai mostrare troppo del suo carattere o dei suoi pensieri. Una banderuola che, anche nel caso dei barboni, non ha fatto altro che farsi trascinare.
      Speravo di stupirvi, spero di esserci riuscito.

      Grazie per la lettura 😀

  15. Era da un paio di giorno che controllavo se tu avessi pubblicato il nuovo episodio. Di solito, mi arriva una notifica ma stavolta tardava. Ed eccoci qui infine 🙂
    La scena del pestaggio dei barboni è stata super divertente! Non hai affatto deluso le aspettative. Ora, però, come tu stesso hai sottolineato, è ora di tornare un po’ “seri”.
    Tutto è cominciato con lo scatolone e citando te stesso aggiungerei “chissà che in quei fumetti non ci sia la cura per lui…”.
    Volevo poi chiederti di soddisfare una mia piccola curiosità, dettata dalla mia più profonda ignoranza. Ma chi è che narra la storia? 😀 Alcune espressioni come “questa però è solo una mia supposizione, non mi disse mai cosa provò in quel momento” fanno pensare che chi ci racconta la vicenda sia un personaggio vero e proprio. Possibile che il narratore irrompa nella storia nei prossimi episodi? Vai così Kim 😀

    • Yeah!
      Scusa ma mi sono trasferito da due giorni quindi sto rubando il computer ad un amico, non so quando potrò tornare a scrivere con regolarità e leggere gli altri scritti.
      Mi spiace perché il tuo voglio godermelo in diretta 😀

  16. Con questo capitolo hai dato davvero una marcia in più al racconto, che era già partito benissimo! Grande Kim 🙂 voto per spiegare la storia del brolta perché più relata alla trama ma rimpiango di non vedere la scena del pestaggio dei barboni

  17. Sinceramente pensavo t’incartassi con le opzioni che avevi messo al 3 capitolo, invece… l’elogio c’è ed è abbastanza assurdo. Forse poco sperticato, ma è abbastanza insensato. Bravo!
    Comunque vorrei che spiegasse alla Ms dal lacrimogeno balconcino la storia del brolta.
    Anche se la cosa del picchiare i barboni… andiamo su, chi non ha mai passato una notte a picchiare i barboni in vita sua??

    • Pure io, sai?
      Ho romanticismo che mi trasuda da ogni poro in questo periodo; inoltre col fatto che vanno tutte in giro a poppe di fuori, un bell’elogio delle tette ci sarebbe stato da Dio.
      (senza che Dio se la prenda)

  18. Gradirei lo sperticato elogio alla malvagità, e bada bene che sia completamente privo di logica.
    Divertente al limite del non-senso, ti seguo.

    ps #Maiunagioia mi ha fatto tornare alla mente la protagonista del mio terzo racconto qui su THeiNCIPIT che, appunto, si chiama Maina Gioia 😀

  19. Kim,
    facciamo frigorifero.
    (occhio agli innumerevoli refusi, la prossima volta)
    Cosiglio/domanda:
    il tuo personaggio sta per morire a causa di una macchia. Questo è interessante poiché la macchia può rappresentare la “colpa” che è sempre visibile, perchè è scritta sul corpo. Come coprirla? Tu scegli di fargli fare un tatuaggio. Anche questa scelta è interessante: nascondere la colpa, mentire, camuffare. Tutto, pur di far innamorare Dupont.
    E qui viene la mia domanda:
    perchè lui non riflette sul tatuaggio che deve coprire la causa di tutti i suoi mali? Perchè pensa vagamente al banale tribale e poi si lascia consigliare su immagini classiche, come se dovesse fare una cosa di poco conto, quando per lui è molto importante? Quella macchia vuole ucciderlo e lui vuole dimenticarsene, almeno fisicamente… alla fine sceglie un personaggio marziano la cui missione è fallita poichè non ha trovato nulla di più che pietre, su Marte. Cosa significa, per te? Che anche la missione del protagonista fallirà?
    Il mio consiglio: quando usi degli indizi, dei dettagli, delle decisioni del protagonista, non farlo mai a caso. Ogni scelta deve significare qualcosa, è un SET-UP, che più avanti ci spiegherai e scioglierà ogni nodo.
    Vai avanti. Ti seguo sempre.

    • Farò tesoro del tuo consiglio! 😀
      Per quanto riguarda il set-up comunque alcune scelte sono già state pomderate bene, ma non posso ancora dire nulla.

      Capitolo refusi…hai ragione. Mea culpa. Shame on me. Ti copio cosa ho risposto più sotto (che comunque non mi giustifica però è utile per comprendere quanto io sia un tordo):

      Hai proprio ragione e non ho alcuna scusante. Cioè, si, una l’avrei: il fatto che sono idiota.
      Sottovalutando questo mio piccolo grande problema, avevo scritto su un foglio word prima versione (questa) e revisione. In pratica bim bam boom! ho fatto il copia incolla sbagliato e manco ho riguardato.

      Che idiota.

      Grazie mille per i consigli ed ancora scusa per i refusi 🙂

  20. Premesso che le mie opere fanno pena, se posso essere sincero, questo episodio mi è sembrato un po’ troppo affrettato. A testimonianza di ciò, vi sono alcune frasi che non sembrano essere scritte in maniera perfetta. Cito l’ultimo rigo: “quando si fanno sempre cose pazze quando si è innamorati”. La storia è davvero interessante, però, a mio avviso, hai avuto troppa fretta di pubblicare. La scrittura non risulta così curata come nell’episodio precedente. Sono sicuro che puoi fare di meglio, perché l’hai già dimostrato. Detto ciò, ho votato per il frigorifero, sperando ti piaccia. Sono fiducioso in un prossimo episodio a dir poco fantastico.

    • Hai proprio ragione e non ho alcuna scusante. Cioè, si, una l’avrei: il fatto che sono idiota.
      Sottovalutando questo mio piccolo grande problema, avevo scritto su un foglio word prima versione (questa) e revisione. In pratica bim bam boom! ho fatto il copia incolla sbagliato e manco ho riguardato.

      Che idiota.

      Comunque grazie mille 😀

  21. Ho votato per il tatuaggio perché mi sembra la cosa più logica. La MarronMacchia ha ucciso molte persone, difficile che lui ora trovi una cura così all’improvviso. La storia nel complesso è davvero originale e mi piace davvero. Non ho le competenze letterarie per aiutarti, ma ho notato qualche periodo un po’ troppo lungo. C’è poi qualche spiegazione di troppo: a mio parere, sarebbe meglio che le cose si capissero dai fatti, magari con qualche dialogo, piuttosto che grazie all’intervento di un narratore esterno.
    Seguo la storia e te come autore, aspettandomi grandi cose.

  22. Va a farsi il tatuaggio.
    Ti leggo e ti seguo.
    Attenzione alle frasi eterne, ai periodi lunghi e alle spiegazioni complicate. La storia è molto interessante, soprattutto il fatto che i super-eroi del passato vengano presi per veri, potrebbe portare a situazioni paradossali originali. Ma ti perdi nella narrazione. Frasi brevi, e spiega meno. Mostra, non raccontare. Facci vedere senza spiegare.
    Vai!!

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