L’ultima estate

L’inizio...

Alcuni vedono l’estate come l’inizio della propria vita; tre mesi di svago e libertà, lontani dall’opprimente tran tran quotidiano fatto di pomeriggi rinchiusi in casa a studiare per un sistema educativo sempre più inefficiente e impegni lavorativi di ogni sorta. L’estate trasforma questi pomeriggi in ore in cui è possibile oziare sul divano, o giocare a pallone sotto il sole cocente nei cortili afosi delle scuole ormai vuote. I bambini escono nelle piazze per scaricare le energie accumulate nei nove mesi delle stagioni precedenti, i ragazzi sono liberi dalla corvè delle superiori, persino gli adulti aspettano con ansia l’arrivo delle ferie estive. Io invece la vedo come la fine.
La fine delle illusioni, la fine della vita quotidiana, un crudele quanto necessario faccia a faccia con te stesso. Le ore oziose in cui l’afa vince su tutto sono un mezzo per riflettere, e capire che qualcosa nelle precedenti stagioni è andato perduto per sempre.

Davamo tutto per scontato fino a quell’estate. Pensavamo di aver affrontato tutto ciò che la vita aveva da offrirci. Procedevamo avanti nella nostra esistenza per forza d’inerzia, vivendo le nostre brevi vite a piccoli momenti, tenendo basso il fuoco del nostro ardore. Oggi mi fermo a pensare che continuerò a vivere per dimenticare. Dimenticare quell’estate.

Era un’afosa giornata di giugno. Le superiori erano finite da qualche settimana, e con la mia comitiva uscivano pomeriggio e sera per svagarci. Ci divertivamo come matti girando per le strade della città, parlando dei nostri problemi, dei nostri sogni, delle nostre avventure quotidiane. Eravamo un bel gruppo. C’ero io, il ragazzo più grande, entusiasta e pieno d’interessi, ma sensibile ai bisogni e ai sentimenti degli altri. C’era Saverio, un ragazzo più colto della media e molto pragmatico, cintura nera di Aikido ma indifferente e individualista. C’era Ugo il tamarro iperattivo del gruppo, che sotto sotto era amichevole e buono con tutti. Michelangelo era un mago del computer e incarnazione dello stereotipo del nerd relegato in casa intento a programmare da solo il suo PC. Anselm, un ragazzo albanese tranquillo e taciturno, con vera e propria fissa per filmini porno e YouTube Poop, un tipo di video mash-up realizzato modificando video preesistenti in chiave comica. Poi c’era Piergiorgio, amichevole, cordiale e caloroso ma facilmente influenzabile. Infine c’erano due persone abbastanza problematiche, e chiave di ciò che sarebbe accaduto. Antonio: un tipo bassino, non era il leader del gruppo ma lo teneva unito poiché tutti avevamo una relazione in comune con lui, ma era veramente sgradevole stare in sua presenza. E’ un ragazzino omofobo, viziato e dalla mente chiusa sulle sue posizioni, mentre Giovanni è quasi il contrario: mentalmente aperto, simpatico ma debole nel difendere se stesso ed era la vittima preferita delle umiliazioni e delle offese di Antonio. Non ci facevamo molto conto in realtà. In comitiva capita sempre che ci siano degli screzi, e cercavamo di superarli facendo tutti insiemi ciò che ci appassionava. E quello che più ci appassionava e ci regalava emozioni era entrare nella distilleria abbandonata nel pomeriggio presto.

Poco dopo pranzo non c’era quasi nessuno in giro, a parte i soliti drogati nei pressi della stazione o gruppi di ragazzini in cerca di emozioni forti come noi. La distilleria era un complesso di edificio immenso abbandonato da decenni; per quanto fosse facile orientarsi all’esterno, la disposizione delle strutture era intricata, e tutto ci appariva come un grande parco giochi dove potevamo fare quello che volevamo. Anche il pomeriggio in cui cambiarono le nostre vite e la distilleria ci sembrava ciò.

Quella però fu l’ultima volta…

Cosa successe quel pomeriggio?

  • Furono beccati mentre entravano nella distilleria (0%)
    0
  • Videro qualcosa che non dovevano vedere (33%)
    33
  • Accadde qualcosa di brutto ad uno dei ragazzi (67%)
    67
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18 Commenti

  1. Mi pare di aver capito che chi ottiene più incipitpoint ha un discreto numero di follower e segue diversi racconti. Bisogna spenderci tempo e farsi degli amici.
    Ovvio che chi ha 1.000 contatti su facebook prende voti esterni e schizza in classifica. Punta sulla qualità, segui gli autori che ti piacciono e fregatene della classifica, tanto non ci guadagni niente.

    • Ci spero. Non voglio fare una polemica inutile, nè andare contro le condizioni d’uso del sito, ma era una cosa che tenevo dentro da troppo tempo. Cioè, alla fine poco importa che abbia perso l’occasione, pazienza, ce ne saranno altre, ma non mi sembra giusto che si debba pubblicare capitoli su capitoli andando ad intasare la barra dei nuovi capitoli e azzerando la visibilità di quelli già presenti. Se si potesse io chiuderei anche l’account, ma non so come si fa.

  2. La scelta è tanto difficile per i ragazzi quanto per noi lettori. Ho votato per andare dalla polizia, sperando di trovare un commissario (o chi per lui) piuttosto ragionevole. Bel capitolo, mi aspettavo che qualcosa andasse storto, ma l’addio del povero Antonio è stato un duro colpo. Ora sono curioso di sapere che cosa accadrà ai ragazzi…

  3. Alla fine ha vinto la mia opzione preferita, bene così 🙂 Questa volta vorrei, invece, che i ragazzi almeno provino a tirare Antonio fuori dalla vasca. Mi sembra naturale come azione, ma non è detto che il tentativo andrà a buon fine 😉

  4. Non me ne vogliano i ragazzi ma ho votato per qualcosa di brutto… Ma mi aspetto un evento orribile eh! Sarò macabro ma anche nella mia storia ho messo un tocco di malinconia, contrariamente all’idea dell’estate di divertimento e relax. Grande incipit!!

    • Tranquillo, neanche io voglio male ai ragazzi, ma il popolo è sovrano. Ti capisco quando parli di malinconia: anche io sono incasinato con gli esami universitari, e l’estate non è proprio il divertimento ed il relax che cercavo. Grazie dell’interessamento.

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