L’Ultima Estate

La Profezia nella Minestra

.Quando uscii dal mare con la mia logora tavola da surf sotto il braccio, venni assalito come al solito dalla torma di mercanti che affollava la battigia ogni sera. Chi voleva sapere se avessi pescato, chi voleva scambiare conchiglie con cibo e chi vetri colorati con beni di prima necessità. Non avevo pescato niente di niente, perciò rifiutai le loro offerte, li scansai e m’inerpicai sul promontorio est, quello che dava sulle Badlands. Lo spettacolo dell’entroterra velenifero, un deserto di crepacci verdognoli e ruderi irriconoscibili, corrosi dalle esalazioni letali, mi fece rabbrividire. O forse non era altro che il vento gelido della sera, che iniziava a soffiare dall’oceano sulla mia pelle bagnata. In fondo c’ero praticamente cresciuto, ammirando quello spettacolo desolante.

Mi arrotolai qualche foglia d’alga essiccata e accesi la sigaretta di fortuna con uno zippo semi-vuoto che mi era costato la bellezza di tre vongole.

Dovevo decidermi a smettere di fumare. Era un vizio troppo costoso e riduceva nettamente la mia capacità polmonare, continuando così addio pesca subaquea. E addio vita, subito dopo.

Gettai un’occhiata giù per il pendio sabbioso, verso il firmamento di fuochi da campo che illuminavano la spiaggia a perdita d’occhio.

L’ultimo rifugio dell’umanità.

Nemmeno dieci anni erano trascorsi dall’Incidente e miliardi di esseri umani erano finiti ad ammassarsi sulle spiagge di tutto il mondo come un gigantesco branco di otarie moribonde, senza più un entroterra in cui tornare, senza più risorse con cui costruire altre navi. Bloccati in attesa di morire.

Sospirando, spensi la sigaretta e nascosi accuratamente il mozzicone nella mia sacca impermeabile. Potevo finire di fumarlo più tardi.

M’incamminai sulla sabbia, scansando le persone addormentate e quelle intente a divorare il poco cibo che erano riuscite a strappare alle onde. Qualcuno si lamentò perché gli pestai un braccio, qualcun’altro mi mollò un calcio sullo stinco, facendomi imprecare.

Quando raggiunsi la tenda di Mama Cocha ero già stufo marcio del genere umano, come ogni sera. Nonostante durante l’Incidente fosse morto più del 75 percento della popolazione mondiale, eravamo ancora troppi per vivere su una striscia di terra così ristretta. Sudando copiosamente, un po’ per la rabbia, un po’ per il primo, vero caldo estivo, mi abbandonai con gioia alla penombra del mio rifugio adottivo.

– Hai preso qualcosa, chico? – mi chiese Mama, scrutando nel pentolone con la solita, composta intensità. Era una donna minuta, Mama Cocha. Un ex-cassiera di supermercato, si diceva. Prima di diventare una guida spirituale, s’intende. A vederla poteva anche sembrare una vecchia derelitta, ma dietro quegli occhi infossati brillava un’intelligenza vivace.

– Stai facendo una divinazione? – domandai.

– No, è una minestra di alghe, ma fa lo stesso. Chi ha il Dono può vedere il futuro nei gioielli o negli escrementi. Non cambia niente.

– E cosa ti dice la tua minestra? – scherzai.

Lei ci pensò su un istante. – Mmm. Mi dice che non hai preso un tubo, altrimenti non avresti così fretta di cambiare discorso.

Sospirai e fissai con aperta bramosia il pentolone di stufato ribollente – Non c’è più niente nell’oceano, Mama. – mugugnai – Siamo troppi, su queste spiagge. Forse in mare aperto potrebbe esserci ancora qualcosa, ma anche chi possiede una barca, ormai, torna spesso con la stiva vuota. – rimirai, rapito, i riflessi del fuoco sul suo volto rugoso – Credo che stavolta sia finita sul serio. Siamo al capolinea. Ho… ho sentito delle storie.

– Storie? – fece lei, senza mostrare molto interesse.

– Sì, storie. Storie dalle altre spiagge, capisci? Non c’è più cibo e sulla sabbia non si può coltivare. Inoltre sta arrivando l’estate e i desalinizzatori da campo non basteranno mai per tutti. Ci saranno un sacco di morti, come l’anno scorso. Probabilmente molti non arriveranno all’inverno.

– Non ci sarà alcun inverno, Dill. – disse lei, mescolando lo stufato con aria assente. Quelle parole mi gelarono il sangue nelle vene, nonostante il caldo.

– Che… che vuoi dire? – azzardai un sorriso, perché pensavo che scherzasse.

– Che questa è l’ultima. L’ultima estate.

Rimasi di sasso. Le profezie di Mama Cocha si avveravano tutte con una probabilità del 99,9 percento. Certo, di solito non pronosticava la fine del mondo, ma immagino ci fosse una prima volta per tutto.

– E’…

– Una premonizione, sì. L’ho avuta ora.

– Mentre parlavamo? – sgranai gli occhi.

– Sì, perché?

– Non mi sono accorto di niente.

– La prossima volta ruoterò gli occhi, griderò e sbaverò, così sarai più contento.

– Non intendevo questo. Quello che vorrei sapere è… non ci saranno più estati o questa sarà l’ultima perché moriremo tutti?

– Uhm… sì, la seconda.

Moriremo tutti? – gridai, scattando in piedi. Le persone che mangiavano i loro magri avanzi, fuori dalla tenda, si zittirono di colpo e tesero l’orecchio. Abbassai il volume e ripetei: – Moriremo tutti?

Vedi, Dill, mi sei sempre piaciuto perché sei svelto di comprendonio.

Dopo quelle parole Mama Cocha si coricò e non rispose più alle mie domande. In preda all'inquietudine mi chiesi che fare...

  • Raggiungere il mio posto segreto, ai Denti dello Squalo. Tanto chi poteva dormire con l'ombra di quella profezia in testa? (64%)
    64
  • Uscire dalla tenda e cercare il nostro capo tribù, Harold delle Cozze. Le autorità dovevano essere messe al corrente del pericolo. (14%)
    14
  • Andare a dormire e aspettare il giorno dopo per chiederle ulteriori dettagli. Non poteva mica darmi notizie del genere a quel modo! (21%)
    21
Loading ... Loading ...
Categorie

Lascia un commento

270 Commenti

  1. ohh ce l’ho fatta a leggere il finale! veramente bello e poetico, ma me lo aspettavo visti gli altri capitoli.
    Il mio pezzo preferito?’
    Dill?

    – Sì?

    – Grazie di tutto. – sussurrò – Non m’importa aver vissuto poco, se quel poco sono riuscita a trascorrerlo con te. Hai reso felici i miei giorni.

    Sorrisi e aprii la bocca per parlare, ma all’ultimo mi mancarono le parole e mi limitai a stringerla a me, soffocando la tristezza e la paura.

  2. Con molto rammarico non ho seguito questa storia dall’inizio ( ero presa dalla morte in attesa e col numeretto) e non mi ero resa conto di questo splendido gioiello di poesia unica nel suo genere ( un genere per altro battuto molte volte da altri ma mai così). Complimenti veri, Michele.

  3. Splendida storia Michele, gli ultimi due capitoli mozzafiato. Tanti spunti geniali, un forte messaggio, indubbia originalità sparsa ovunque.

    Peccato non sia un romanzo: devo a malincuore dire che hai “rovinato” con un racconto breve un potenziale successo…

    Bravo. Bravo bravo bravo.

    • Grazie mille come sempre, Boost! 😉 Vero, lo spazio era tiranno e ho calcolato male la portata della storia, quando ho scelto l’argomento. Forse seguirò il consiglio di qualcuno e ne farò una versione estesa, per prendere i giusti tempi e per dare il giusto spazio a tutti i personaggi! ^^ In ogni caso sono contentissimo che ti sia piaciuto!
      Grazie per il costante supporto, attendo con ansia il tuo prossimo lavoro! 😀 A presto!!

  4. Ho i brividi, davvero. Il finale è eccelso, poetico proprio come le mie aspettative. Tutti e dieci i capitoli non hanno mai tradito le mie aspettative, per quanto il racconto si sia leggermente modificato man mano che andavo avanti nella lettura. Sei stato dannatamente bravo.
    Non trovo altre parole per esprimerti quanto mi è piaciuto la tua storia. Basti dire che per me meriterebbe molta più visibilità di quella che ha adesso.
    Complimenti.

    • Ti ringrazio davvero, Cassandra! Sono già felice che abbia avuto il successo che ha avuto e sono onorato del tuo giudizio finale! ^^ Non so se merito davvero tuti questi complimenti, ma se sono riuscito a divertirti, commuoverti e lasciarti qualcosa con la mia storia allora posso dirmi pienamente soddisfatto! ^^
      Intanto grazie per avermi seguito e per il tuo continuo supporto! 😀 A presto!

  5. Uno dei racconti che mi sono piaciuti di più in questo contest.
    Mi mancheranno sia i personaggi che l’atmosfera ironico-drammatica de “L’ultima estate”.
    Spero di leggere presto altri tuoi racconti qua su The Incipit. Intanto clicco su “Segui l’autore” 🙂

  6. organismi bioluminescenti risaliti dagli abissi…
    michele, sei stato bravissimo a concludere in questa maniera, tutto molto triste ma conclusione condivisibile, anche come specie siamo di passaggio

    ps insomma alla fine ha vinto wyatt, ora può regnare incontrastato!

    • Grazie di cuore, Ang! 😀 Mi piaceva questa idea dell’estinzione e del nuovo inizio. In fondo non saremmo la prima razza che si estingue, su questo pianeta. La vita va avanti con o senza di noi e quando non ci saremo più ricomincerà dagli abissi del mare, o forse da qualche sottospecie di roditore a cui oggi non diamo alcuna importanza! ^^ Non importa quanto male facciamo alla terra, la vita è dura a morire! 😀
      Sì, di Wyatt non si è più saputo niente, ma se è sopravvissuto ora può dirsi una murena felice! ^^
      Grazie ancora per avermi seguito in questa avventura, ci vediamo presto! ^^

  7. Ecco qua, è finita. Spero che questa storia vi sia piaciuta e che non vi abbia rattristato troppo. ^^ La vita continua e continuerà anche quando l’umanità non ci sarà più. E chissà come sarà la specie che verrà dopo di noi, in un lontano futuro? Speriamo che abbia un po’ più di sale in zucca, come direbbe Mama Cocha! 😉 Godetevi quest’estate come se fosse l’ultima e in generale la vita, perché ogni istante è prezioso. Vi mando i saluti di Ling, Dill, Mama Cocha e Doc Holliday. E anche quelli di Wyatt, che è piaciuto a molti! ^^
    Grazie a tutti infinitamente per avermi seguito e per il supporto costante! A presto! ^^

    • Te possino, Michele. Sto toccando tutto ciò che ha l’effetto di allontanare la sfiga XD
      Come dissi precedenza, non sei solo un fuoriclasse della risata, ma riesci a narrare in modo perfetto anche una storia amara, capace di lasciare al lettore molti interrogativi coi quali confrontarsi: da dove veniamo? Dove stiamo portando il nostro pianeta? Meritiamo ancora di popolare la Terra? Possiamo fare qualcosa? Ma soprattutto: Mama Cocha avrà mai giocato al lotto? 😀
      Una storia che ci impone una riflessione sui difetti dell’umanità: il traffico, l’effetto serra, le doppie punte… ma anche il problema delle pensioni di donne e uomini che ogni mese sono costretti a passare intere giornate in attesa (col numeretto), solo per ricevere quattro kuKuz neanche sufficienti ad arrivare a fine mese.
      C’è però un Bardo che ha creato un eroe in grado guidare una sana rivoluzione galattica e che sta aspettando il nostro aiuto, quindi ricacciamo indietro il magone per il destino di Ling e Dill e corriamo tutti in posta! 😉

  8. Mi piace l’idea che l’umanità torni al mare e in effetti è sensato. Innanzitutto perché l’umanità disperata che tu hai descritto dipende totalmente dall’oceano, un mare che dà ed un mare che prendere; poi perché il mare è un simbolo fortemente femminile, rappresenta il grembo materno da cui si nasce e in cui legittimamente si muore.

    Ma istintivamente ho votato per un viaggio finale verso la luna. E’ un’immagine davvero troppo poetica per lasciarla solo come un’opzione non votata.

    Bravo, bravo davvero ancora una volta. Hai trasformato un capitolo che rischiava di cadere in facili sentimentalismi, in un racconto di dolcezza misurata e tenera fatalità.

  9. Visti i segnali, mi sa che finisce tutto in mare, volenti o nolenti.
    Il romanticismo sta prendendo il potere, ultimamente, su TI.
    Ad ogni modo, sono sicuro che non tutti ci lasceranno le penne (o le squame): Wyatt secondo me porterà a casa le branchie 😀

    • Ahahah! In realtà in risposta a un commento di Boost ho raccontato rapidamente la storia di Wyatt, che ho dovuto tagliare per ragioni di spazio. Purtroppo per la vecchia murena anche lei fa parte del vecchio mondo e in un modo o nell’altro ha incontrato la propria fine. Uno degli ultimi atti di distruzione della fauna marina perpetrato dall’uomo, a giudicare da come si è evoluta la situazione! XD
      Sì, è vero, c’è molto romanticismo, ma credo che quando si parla di estate sia una delle prime cose che vengono in mente, il che significa che abbiamo tutti dei bellissimi ricordi legati a questa stagione. L’altro segno particolare che ho notato è una certa attenzione ai temi della morte e del distacco. Evidentemente l’estate ci evoca anche una certa nostalgia! ^^

  10. Ho letto i commenti degli altri, ho pensato, mi sono arrovellato, ma alla fine non ho resistito, ho votato per la nave sulla luna. Dopo quest’ultimo capitolo (bellissimo, come sempre!), la nave mi sembra più poetica.
    Se poi l’anima deve andare da qualche parte, penso che non sia una parte di questo mondo, in quanto l’anima è un soffio, qualcosa di immateriale.
    Attendo il finale, ma già sento una certa nostalgia per questa storia. 🙂

    • Ti confesso che c’era un pezzo su Wyatt, ma l’ho dovuto tagliare per motivi di spazio. Visto che sei tu ti dirò che è successo alla murena. Dill ha cercato per ben sei volte di catturarla, ma senza successo. Alla sesta volta i due si sono feriti a vicenda. Dill ci ha messo due settimane a guarire, ma Wyatt si è rintanato nel suo buco e non ne è più uscito. Probabilmente è morto là sotto per le ferite riportate e Dill è stato di pessimo umore per giorni al pensiero di quello spreco imperdonabile. 😉

      Sono contento che la storia della tigre ti sia piaciuta! E’ una storiella buddista che mi è sempre piaciuta molto! ^^

  11. Nel mare da cui tutto è cominciato, anche se da morti non credo interesserà più a nessuno 🙁
    Non ti chiedo di salvarli ad ogni costo, ma se il caso volesse che dalla penna venisse fuori così…
    In bocca al lupo, qualunque cosa venga 😉

  12. Molto bello il tuo racconto. Ha un buon ritmo, bei personaggi e quel giusto pizzico di ironia. Mi sono piaciuti molto anche i titoli dei singoli episodi. Ti sei confrontato con una tematica per nulla facile e già molto praticata, ma sei riuscito a creare un’ambientazione credibile ed efficace, accompagnando il lettore dentro all’atmosfera della tua spiaggia. L’unica piccola osservazione che mi permetto di fare è all’inizio del rapporto tra Dill e Ling, forse un po’ affrettato, ma certo il limite del battutaggio non aiuta… Curiosa di scoprire come andrà a finire!

    • Grazie per il tuo commento, l’ho apprezzato moltissimo! ^^ E’ vero, inizialmente ho dovuto sacrificare un po’ di realismo per questioni di spazio, affrettando lo sviluppo del rapporto tra Dill e Ling. Anche il nono capitolo è praticamente un mega-riassunto di quello che succede tra luglio e agosto, mentre i primi sette capitoli si svolgono in giugno. 😀 Sono molto contento che la storia ti sia piaciuta (e anche i titoli! ^^), e spero di riuscire a scrivere un finale come si deve! 😀

  13. Sai che – pur partendo da un livello di scrittura decisamente alto, con l’uso di una lingua ricercata e musicale – nel corso del racconto sei cresciuto moltissimo, specie nei dialoghi, nell’intreccio e nell’evocatività?

    (Altro capitolo magistrale. Concordo con moneagiu: le anime non andranno da nessuna parte, sebbene ci sia da “chiudere” l’oscura profezia di Mama Cocha. Ma io sono per una sua chiusura laica: l’umanità – che ha ridotto la Terra a ciò che descrivi e che si scanna per un piatto di minestra – non merita alcuna speranza. Deve finire schiacciata sotto la sua stessa avidità).

    • Non puoi farmi una domanda simile poco prima del finale, dai! XD Ad ogni modo, nel caso dovesse succedere (sto solo ipotizzando, naturalmente) non odiarmi, d’accordo? 😉
      E’ davvero un bel pensiero, il tuo, molto poetico! ^^ Se fosse così e morissi domani probabilmente andrei a infestare l’Università di Venezia, come un fantasma! ^^ Sono stato felice, lì, anche se può sembrare strano. Però nel caso NON dovessi morire domani (e lo spero proprio) sicuramente troverò un altro posto felice in cui trasferirmi. La vita è lunga! (Come diceva Dill in primavera)

      Grazie mille del voto e del commento, Federica! ^^

  14. E se non andassero da nessuna parte? Perdona il mio bieco materialismo, ma mi hai dato la possibilità di sfogarmi e l’ho colta al volo. So che non c’azzecca nulla con il tuo racconto, ma l’uomo di fatto è costituito da una grande miscela di pochi elementi chimici. Anche la nostra coscienza, la nostra fantasia, ogni nostro ricordo altro non sono che cariche ioniche che fluttuanti in un ambiente acquoso. Perdonami davvero se ho espresso un parere altamente inutile, però non potevo perdere l’occasione. Per me, quella che chiamiamo anima, sparisce con noi.

    • E’ un commento perfettamente calzante, invece! Quando ho chiesto il vostro parere non intendevo necessariamente in relazione al racconto, ma in generale! 😀 Inoltre il tuo approccio scientifico non fa una piega. Credere all’anima e immaginare dove andrà è una piccola poesia che ci concediamo in vita, e proprio per questo credo che serva più ai vivi che ai morti. ^^ Godiamoci la vita e tutte le sue meraviglie finché ci sono. In fondo è proprio il succo di questa storia! 😉 Grazie mille per il tuo voto e per aver condiviso il tuo pensiero! 😀

  15. Essendo un forte sostenitore della teoria del multiverso, penso che l’esistenza in questo sia solo una delle infinite possibilità, e che quindi le “anime” che si spengono raggiungono le altre infinite anime sparse in altrettanti infiniti piani dimensionali.
    Non so se è chiaro, sicuro so che centra poco con la poesia di questo racconto… quindi a te la scelta Michele.
    Concludi questo meraviglioso racconto.

    • Cercherò di fare del mio meglio, Giovanni, grazie infinite! 😉 Ho capito benissimo e ti dirò di più: anch’io adoro la teoria del multiverso! Sarebbe bello se i morti ricominciassero a vivere in altri piani e poi ancora e ancora! Mille vite e mille avventure! ^^ Non so se accadrà questo a Ling e Dill, ma ovunque finiscano spero saranno insieme! 😉

  16. Mi è piaciuta molto la storia dell’uomo e della fragola. E ho apprezzato la delicatezza con cui hai descritto la tenera passione fra i due.
    Comunque, anche io eviterei una deviazione verso il rosa. Ancora non sono sicura del mio voto, perché vorrei vedere sia i preparativi di Mama Cocha (un personaggio geniale) sia i tumulti. Diciamo che potrei dare un boost per l’opzione di Mama!

  17. storia davvero bella e ben strutturata. anche se mi sono persa la possibilità di giocarla dall’inizio ti seguo per non perdere il resto 😉 ah, voto per l’ultima estate senza dubbio!

  18. questi tumulti in effetti iniziano a preoccupare, bisogna andare a controllare di persona; tra l’altro, c’entrano qualcosa con l’insolito comportamento di mama cocha? invece per quanto riguarda la fine del mondo (il loro intendo…), se succederà quello che penso allora non potranno fare proprio nulla per evitarlo e forse ha ragione la maggioranza, che si godano quest’ultima estate!

    • Grazie del tuo voto e del tuo commento, Ang! ^^ Eh, sì, la storia dei tumulti si è svolta in background e i voti hanno fatto concentrare l’attenzione su Ling e Dill, ma in fondo sono loro il fulcro della storia e quindi alla fine è giusto così! ^^ Chissà se la fine del mondo è proprio quella che pensi tu? All’ultimo capitolo mi dirai se avevi indovinato! ^^

  19. Michele, mi hai preso per uno sprovveduto? Ho capito perfettamente la morale della storiella, ed è: mai camminare nella foresta! XD
    Vedo che ti stai totalmente disinteressando delle poste. Vabbè, non pretendevo che tu risolvessi i problemi della burocrazia di Dremora, ma un minimo di attenzione, a mio parere, i kuKuz se lo meritano. 😀
    Ti perdono l’indifferenza dei confronti delle vicende di Sturgeon solo perché, se non l’avessi già fatto ai tempi del prode Dude, questo episodio mi avrebbe convinto a cliccare su segui autore 😉

    • Mwahahaha! Grazie dell’implicito complimento, Massimiliano! XD E complimenti per le tue capacità analitiche! Hai azzeccato in pieno la morale! XD
      Ebbene sì, sto trascurando un po’ il buon Sturgeon, ma solo perché la scadenza prossima del concorso estivo mi impone di pubblicare a tambur battente (ebbene sì, ho calcolato male i tempi). Devo assolutamente finire entro il 20 di luglio, altrimenti avrei alternato un capitolo di uno e uno dell’altro! 😀 Appena finisco qui mi fiondo su Sturgeon come se non ci fosse un domani, promesso! 😉

      • Ci conto. I complimenti però non erano affatto impliciti, mentre la morale lo era (ho dovuto chiedere al mio unico neurone a mezzo servizio di non finire la birra che stava trangugiando prima che avessi finito l’episodio, altrimenti probabilmente avrei creduto che il significato del racconto potesse essere qualcosa tipo Carpe diem. Eh, non la si fa al mio neurone quando è semi-sobrio 😉 )

  20. Sapere che tutta l’umanità finirà insieme a te rende meno triste sapere che devi morire. Per la serie: mal comune…
    Questa storia della vita vecchia che se ne va… evoluzione?
    Bellissimo capitolo, sempre più desideroso di avere un libro completo e approfondito di questa storia. Te lo compro già da ora… quanti kuKuz viene?

  21. mama cocha, una rivelazione!
    “scrutò la nostra ospite come avrebbe fatto con una zuppa d’alghe cucinata da un altro” signori, giù il cappello!
    ho votato per ling che fa perdere le sue tracce
    complimenti michele, davvero

  22. Carson? “Quel” Carson? Se assomiglia al suo illustre predecessore è meglio non litigarci. 😀
    “La rete di rughe sul suo volto di cuoio s’infittì” da sola vale il prezzo del biglietto (che io non ho pagato, perché avevo un ingresso omaggio, ma sono sicuro che mi hai compreso lo stesso).
    Ling non si vede da nessuna parte. Dove sarà andata?

  23. Dopo un momento di antipatia gratuita nei confronti di Ling, comincio a provare una vaga tenerezza per questo legame sottile che si sta creando fra i due.
    Ciò nonostante – non me ne voglia la rediviva Ling – sono più curiosa di sapere qualche informazione sull’imminente fine del mondo. D’altronde, se non voto in contrasto con la maggioranza non sono contenta!

    Bravo: sei capace di utilizzare più fili narrativi e non ingarbugliarti!

  24. Credo di essere, per ora, l’unico a volerne sapere di più sui cacciatori.
    Mama Cocha è un osso duro (oppure non sa molto più di quanto ha già detto), quindi non parlerà della fine del mondo, e se fosse una guaritrice verrebbero da lei invece che fare la fila alla post… cioè, davanti alla capanna di Doc.

  25. ling sembra avere un ruolo nella profezia di mama cocha, a questo punto il povero dill deve trovare una strada per farle sputare qualche altro pezzetto di puzzle (senza dimenticare che ancora non sappiamo cos’è stato l'”incidente” che ha cambiato il volto della terra (perché siamo sulla terra, vero?))
    insomma fai tu, pendiamo dalla tua tastiera

  26. Sei riuscito a introdurre sulla scena la figura di Doc in maniera impeccabile:eccellente 😀 Prendila come una riflessione per un’eventuale versione estesa del racconto, ma credo che questo personaggio meriti davvero più spazio nella vicenda 😀

    • Ciao! ^^ Wow, questa rivelazione ti ha proprio colpita! Il tuo era un commento che mi interessava in modo particolare, soprattutto visto il punto in comune tra le nostre due storie!
      Probabilmente ci sarà da piangere, nei prossimi capitoli, però ti posso assicurare che (anche se ora può non sembrare) il mio scopo con questa storia è trasmettere un po’ di serenità! Spero di riuscirci! ^^
      Grazie e a presto! ^^

  27. Attendere che Ling si svegli non mi sembra una gran cosa: toccherà poi a Dill informarla del suo male incurabile. E poi magari gli scapperebbe pure della profezia di Mama Cocha! Insomma, meglio andarsene e – perché no?- sfruttare il momento.
    In un simile momento di rabbia e (mezza) adrenalina, cosa c’è di meglio che sfogarsi e cercare di prendere quella dannata murena? Non solo ne deve metà al caro Doc, ma questa povera fanciulla dovrà pur mangiare qualcosa al suo risveglio!
    C’è una cosa, comunque, che non mi torna: perché Dill si affanna tanto per Ling? E’ l’avvenenza della ragazza ad avere colpito il giovane, oppure c’è qualche altro motivo?

    • Forse tutto ti sarà più chiaro nei prossimi capitoli, Cassandra! ^^ Credo Dill sia passato dall’iniziale curiosità verso Ling a qualcosa di più profondo. Forse si sente protettivo nei suoi confronti o, in questo caso, si sente semplicemente in colpa per aver avuto l’idea della pesca subacquea. Come ti dicevo, lo scoprirai presto! 😉
      Così voti per andare a pescare Wyatt, eh? Vedremo che succederà! ^^ Grazie mille di essere passata!

  28. bene (si fa per dire), allora facciamo in modo che questi 15 giorni siano indimenticabili! e poi, se non saranno gli ultimi, tanto meglio
    volevo portare dill a guardare l’oceano, sicuramente lo avrebbe aiutato a capire cosa fare, ma non potevo lasciare ling lì da sola
    ad ogni modo vedo che ti stai specializzando nelle file, prima alla posta, poi dal medico…!

  29. A quanto pare c’è qualcosa nell’aria, quest’estate, che ci fa essere tutti un po’ melodrammatici (vabbè io ho fatto proprio schifo…). Ma povera Ling, non solo il mondo sta finendo, lei batte tutti da malata terminale… a questo punto assistiamola, a pescare ci andiamo dopo.
    Scherzi a parte, hai sfornato un altro bellissimo capitolo Maicol. Bello bello.

  30. Caspita, butta proprio male! Il mondo sta per finire, uno trova una ragazza carina con la quale andare romanticamente a caccia di murene, e questa è più di là che di qua.
    Bah, e poi c’è chi si lamenta della fila in posta…
    La reazione più naturale mi sembra quella di aspettare che si svegli.

  31. E che tipo sarà mai questo Doc? La figura del guaritore l’ho sempre mal considerata, questa volta magari riesco a ricredermi. La storia procede sempre meglio, stimolando l’interesse del lettore ad ogni singolo passaggio. Bene così 🙂

  32. Perché “buttarla dalla scogliera” non è un’opzione?
    Nonostante la mia delusione per questa mancanza, devo dire che tutte e tre le opzioni mi allettano e in questo esatto momento, mentre scrivo questo commento, non ho ancora deciso.
    Sicuramente prima si interviene, meglio è per la sventurata fanciulla. Ma siamo sicuri che Dill abbia le competenze per farlo? Per quanto egli viva in un mondo che richiede le abilità più varie, saper rianimare una persona non è mica facile.
    Il Doc potrebbe essere una soluzione. Certo, è lontano e ciò potrebbe costare caro alla ragazza, ma almeno dovrebbe essere un’assicurazione di professionalità! Inoltre, mi ispira molto la parola “guaritore”, per quanto – come qualcuno faceva notare – portare un’estranea in quel lato della spiaggia potrebbe essere pericoloso.
    Mama Cocha ci deve delle spiegazioni (dannata lei). Si potrebbe unire l’utile al dilettevole portando da lei la giovane. Ma quali competenze ha in campo di rianimazione ed emergenze? Però lei sarebbe l’unica a poter confermare il mio sospetto…

    Bene, ho deciso! Tutti da Mama.

  33. Nel mare di racconti che ultimamente fluttuano incontrollati su TI, mi stavo quasi perdendo un episodio del Bardo (le notifiche si accumulano ed è un attimo che ne sfugga una).
    Ma ‘sta Ling non riesce a stare in acqua neanche un minuto? E meno male che ne voleva metà 😉
    Il guaritore mi sa di stregone, invece Mama Cocha sa sempre cosa fare.

  34. Ma come diavolo è potuto accadere che non ho ricevuto tre notifiche?? 🙁
    Dannazione!!!

    Comunque, rabbia a parte, vorrei tentasse la rianimazione. A volte è tutta una questione di tempismo… o no? 😉

    Questa storia è magnifica, è sprecata e limitata in questi pochi caratteri Michele. Io voglio, no, PRETENDO il libro completo!!!

  35. Credo che il primo tentativo sarebbe rianimarla da solo (opzione che ho votato), poi Mama Cocha, ma solo perchè lei mi piace, e come ultima spiaggia doc. Ho la sensazione che sarebbe pericoloso portare un’estranea in quel gruppo di disperati.

  36. Ho paura che la rianimazione auto-prodotta porti a una svolta romantica: già ci hai abilmente negato la pesca grossa hemingwayana/mobidickiana, ci mancherebbe solo il passaggio al rosa! 😀

    (Bravissimo D’Angelo, altro capitolo scritto benissimo. Voto il guaritore).

  37. Ciao Michi, rinnovo il mio commento precedente. Ho votato per la murena, perché mi sembra, cazzo, una questione maledettamente interessante.

    ps: “sto cercando un posto”… ammetto mi fosse sfuggito il senso, nel capitolo precedente. Avevo inteso “un posto in cui stare”, non che stesse “cercando un posto” in particolare. Forse sono stato tratta in inganno dal fatto che si trova profuga nella grotta di Dilinger, e quindi le manca una casa.

    Non amo la battuta finale del protagonista, sarò sincero. Forse era meglio “pensata”? O forse bastava un minimal “si era addormentata”. Questa fa un po’ “fine episodio” classico. Sciocchezze, comunque.

    ps: mi sono accorto che sei un manate del western, tranquillo 🙂

  38. Ciao Michele, scusa se ho aspettato tanto… ho appena letto il secondo capitolo. Davvero bellissimo. L’atmosfera, le descrizioni, i sentimenti dei personaggi sono così vividi e ben descritti, che mi si inumidiscono gli occhi… davvero.

    Adoro questa storia, e il modo in cui riesci a tenere incollato il lettore. Devo dire che sei bravo anche in questo genere. Maledettamente bravo. Oggi leggo il 3.
    Vorrei averla scritto io, questa storia.

  39. Non credo che uno scricciolo di ragazza denutrita possa aiutare Dill a pescare qualcosa di più grande di una vongola.
    Torniamo ad essere buoni, dunque: Mama Cocha saprà cosa farne di lei. E poi, chissà, magari questa ragazza con gli occhi a mandorla è l’Eletta che scongiurerà la fine del mondo!
    Il tuo episodio mi ha fatto venire fame.
    Bravo (da leggere alla francese).

    PS: “Un concerto per stomaco vuoto e orchestra”. Questa mi ha proprio uccisa.

    • Speriamo che Dill non abbia intenzione di usarla come esca! Ahahah! XD
      Um, l’Eletta, dici? Interessante punto di vista. Chissà cos’accadrà? 😉 Su questo manterrò il mistero più assoluto! ^^
      Sono contento che questo episodio ti abbia fatto venire fame, vuol dire che funziona! Soprattutto perché è difficile stimolare l’appetito con una zuppa d’alghe! Bleah… 😉

      Ti è piaciuto il titolo? Spero che ti abbia “uccisa” in senso positivo! XD

  40. Ho letto gli episodi solo ora, riemergendo dal mare di storie pubblicate. Sarò di parte perché adoro il genere, ma la tua è una gran bella storia. Ci sono tutti gli elementi per scrivere un racconto che vada ben oltre i 10 episodi. Per questa volta, ho scelto la pesca della grande murena.

  41. Orsù, comportiamoci da signori. Mangiare la minestra insieme è il primo passo per diventare amici.
    Bravo Michele, per quanto tu sia un fuoriclasse della risata dimostri di non essere da meno anche quando si diventa seri.

  42. Caspita, che lingua ricercata e bellissima: un vero piacere da leggere, specie parole come “cengia”, “crocchia”, “fortunale”, “umettai” e tante altre, per tacere della musicalità dell’allitterazione in “ch” che torna lungo tutto il capitolo.
    (Peccato solo avere esteso la ricercatezza ai dialoghi che ne risultano, a mio modesto avviso, poco credibili e spontanei).

    • Ti ringrazio moltissimo, è un gran complimento! Sì, a volte tendo a rendere i discorsi molto “letterari” e poco “reali”, devo ricordarmi che il parlato è diverso. Il problema è che quando parlo, cerco di usare sempre italiano corretto e lessico vario, proprio perché ne amo il suono. Perciò poi finisco per scrivere i dialoghi allo stesso modo di come parlo! ^^ Ci lavorerò su, comunque, ogni personaggio ha diritto di esprimere la propria personalità con dialoghi azzeccati! Grazie mille per il prezioso commento!

  43. Costruire un mondo post-apocalittico è difficile: innanzitutto bisogna fare uno sforzo di creatività notevole, pari forse a quello necessario per costruire un fantasy puro; in secondo luogo, è semplicissimo cascare nella trappola del “mondo post-apocalittico preconfezionato”, di quelli facilmente intuibili, hollywoodiani all’ennesima potenza. L’idea dell’umanità morente sulle rive del mare è a dir poco suggestiva. Bravo!
    Se io fossi Dill, in attesa del risveglio di Mama Cocha (che tu sia dannata!), mi rifugerei nel mio posto segreto per cercare un po’ di conforto. Avvisare il capo tribù sarebbe ancora più apocalittico!

    • Grazie mille, Cassandra! Sono molto contento che tu abbia apprezzato l’ambientazione e l’idea! ^^ I mondi apocalittici mi sono sempre piaciuti, perché tirano fuori il meglio e il peggio degli esseri umani. Si possono costruire personaggi interessanti e intensi, vederli combattere per sopravvivere e per mantenere intatta la loro umanità. Gli ho lasciato un tono leggero, perché penso che una fine inevitabile vada affrontata con il sorriso sulle labbra, se si è forti abbastanza! ^^
      Direi che la tua scelta ha vinto, ecco perciò il secondo capitolo, ambientato al rifugio di Dill! 😉

Questo sito usa i cookies per migliorare l'esperienza utente. Cliccando su Accetto acconsenti all'utilizzo di cookie tecnici e obbligatori e all'invio di statistiche anonime sull'uso del sito maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi