Lo specchio del tempo

Dove eravamo rimasti?

Che succede a mezzanotte? Il bar scompare e al suo posto ricompare la magione col suo padrone fuori dal tempo (100%)

Lo specchio.

Un incantesimo. Una maledizione. Iniziai a non distinguere  più le sfumature di significato.  La paura astratta  di ciò che non conoscevo , di ciò che si stava materializzando davanti ai miei occhi, prese vita in un unico viso. Tutto ciò che credevo razionale scomparve come la cenere  che si dissolve nel  vento, per annullarsi.La mia lucidità credevo venisse meno come il mio corpo più leggero. Impietrita mi ritrovai davanti alla magione . Sola. Non c’era nessuno in grado di vedere quello che i miei occhi spalancati avevano appena visto farsi reale ? Un incubo può mai essere cosi vivo?  Così affascinante nella sua oscurità inspiegabile?

L’uomo passa metà della sua vita a non comprendere il motivo dei suoi gesti. Quindi quasi giustificandomi col futile pretesto di non comprendere,entrai per capire l’incomprensibile e l’impossibile. In realtà non fu necessario. Fu l’irrazionalità, un ricordo lontano e sfocato a venire da me. L’uomo corvino aprì la porta. Era al corrente di tutto, della mia pazzia, della mia incredulità ma mi accolse ugualmente. Le parole mancarono, come potevano farsi coraggio? Nulla aveva più significato tra” paura” e “inconoscibile”. 

-Io ho visto qualcosa che…

 Ma le mie labbra furono fermate da una gelida giacca nera. Mi strinse al petto, come se avesse ritrovato qualcuno perso. Mi allontanai e forse, con occhi pazzi lo fissai, lo scrutai negli occhi per farmi spazio nella sua anima, in quella povera anima sconsolata, sconosciuta. Come se fosse scritta la sua storia  all ‘interno delle sue pupille.

-Sono felice che tu sia tornata.  Desideravo un’altra possibilità per farti capire.

-Cosa  sei e cos’è la tua casa? Prima non c’era, io non so se sono pazza, ma adesso è comparsa dal nulla, cosa sta succedendo e perché lo vedo solo io? Io so quello che ho visto.

In realtà no, non ne ero affatto sicura. Forse sarei stata felice di essermi detta che sono pazza.

-Io e la mia magione non ci siamo mai mossi da qui.

-Stai mentendo. Io voglio solo capire se è reale quello che ho visto. Non prenderti gioco di me.

Ma non lo stava facendo. La sua espressione era quello di un bambino che per la prima volta scopre il mondo.

Gli leggevo chiaramente in volto che non sapeva cosa stessi dicendo. Caddi nello sconforto e con esso mi accasciai a terra, col capo chino e il dolore sulle ginocchia.

Sentivo la paura crescere dentro di me. Perché l’ho visto? Così giovane e già così pazza?

Appoggiò delicatamente la sua giacca sulle mie spalle.

-Forse posso cancellare i tuoi dubbi, se me lo concedi.

Mi allungò la mano guantata di bianco e essendo ormai pazza, afferrai la sua mano come un’ancora su cui aggrapparmi in balia delle onde.

Rividi il sorriso gentile  che ormai avevo fatto mio. Mi condusse per mano, sulla lunga scalinata tinta di rosso.

Cominciai a risentire la paura che prepotente si faceva strada nel mio cuore, man mano che ci avvicinavamo in cima alle scale lei sobbalzava dal mio cuore. Cos’altro di soprannaturale avrei visto? Le cose inspiegabili mi terrorizzavano. Mi strinsi il viso tra la faccia, stavo ricadendo. Ma l’uomo corvino prese entrambe le mie mani dal volto,  abbassai il volto e vidi le mie mani scomparire nelle sue.  Riprendemmo ad avanzare.

Lungo un corridoio che pareva infinito, perso nel rosso, una porta sola vi era.  Mi strinse a se mentre apriva la porta con l’altra mano, io alzai lo sguardo perso verso di lui, ma il suo sorriso ancora una volta mi rassicurò.

Era in grado di emanare una simile bontà attraverso quel semplice gesto.

La porta rivelò un’ultima scalinata in legno.

Era una stanza vuota con solo uno specchio appeso al muro. Uno specchio con una cornice quasi barocca, dei riccioli dorati si intersecavano tra di loro. dando dei ghirigori.

Non capii bene il senso, come poteva aiutarmi uno specchio?

-Questo ti renderà tutto più chiaro, vieni.

-Non capisco è uno specchio, cosa dovrei farci?

-Tu fidati, le parole non basterebbero per renderti cosciente della situazione, fidati e seguimi.

Si tolse il guanto con i denti perfettamente bianchi e con un dito per poi poggiare tutto il palmo, sfiorò lo specchio.

Forse il pazzo era lui. Osservai  la  nostra immagine riflessa  nello specchio, mi stringeva ancora teneramente a se,e io, col giaccone nero sulle spalle, ero ancora del tutto persa, La nostra immagine cominciava ad ondulare, fino quasi a fondersi e poi sparire, Il cuore mi batteva all’impazzata. L’immagine di un bosco  aveva preso il nostro posto e la sua mano oltrepassava lo specchio ormai senza vetro.  La stanza iniziò  a girarmi attorno e come cenere al vento, caddi leggera verso lo specchio, attraversandolo. cadendo nel turbine dell’irrazionalità. Eppure la perdita dei sensi non mi privò dell’ultima sensazione, una presa salda che mi permise di cadere in un sonno senza più Paura a farmi compagnia.

Una volta attraversato lo specchio, cosa troviamo?( sembrano opzioni lontane l'una dall'altra ma alla fine sono collegate:P )

  • Un castello in decadenza immerso nella natura (100%)
    100
  • Una strada lunga da percorrere per giungere nel cuore della città tutta da scoprire. (0%)
    0
  • Una casetta in legno, spersa nel bosco (0%)
    0

Voti totali: 2

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19 Commenti

  1. Kim ti ha già fatto notare tutto ciò che non andava nel primo episodio, nel secondo ho visto che hai recuperato benissimo, brava! Perciò non mi resta che dirti: continua così Martina, che la storia mi intriga! Tifo per l’opzione A, visita a Chiara nel cuore della notte 🙂

  2. Ti dirò, come formattazione cerca di dare più spazio: è tutto attaccato e da fastidio.
    Per i dialoghi, ad esempio, va a capo.

    -Ehilà!- disse Marcobruno.
    -Salve, allegro lupacchiotto dal viso sciupato e tendente al ceruleo.- rispose sua madre.

    Ok, è un esempio un po’ del cipsios ma penso tu abbia capito.
    Altra cosa che mi sento di dirti è: taglia. Hai uno stile troppo ridodante, ricorda che il lettore capisce molto di quello che lasci sottinteso, se ti fai prendere dall’ansia di spiegare tutto e descrivere ogni minimo particolare si sentirà preso per scemo. O per un bambino di quattro anni a cui devi dire tutto.
    Fidati del lettore, suvvia! 😀

    Scusa la critica forse dura ma, vedendo la tua biografia e considerata la tua giovane età, penso tu abbia del talento: sarebbe un peccato sprecarlo 😉

    A rileggerci!

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