Lo specchio del tempo

Dove eravamo rimasti?

Siamo all'epilogo: a quale canzone o frase associeresti il finale? Adesso tu (Ramazzotti) (67%)

La profezia

Il giorno successivo, come d’accordo, Anna e Aldo tornarono al Castello di Gradara.

Il cielo era sgombro di nubi spazzate via da un vento impetuoso.

“Meno male che tra poco si torna a Roma” disse Aldo.

Anna guardava gli alberi che agitavano i rami sottili e pensava che non sarebbe più tornata lì. Aveva voglia di piangere. Parcheggiarono vicino all’ingresso e si fermarono a far colazione nel borgo.

Il barista era giovanissimo, Anna lo guardò cercando i tratti di Paolo ma restò delusa.

“Si sono mai sentite storie di fantasmi al Castello?” chiese Aldo.

“Come no, Francesca viene tutte le mattine a far colazione da noi!” rispose la cassiera. La gente seduta ai tavolini rise, ad Anna sembrò che stessero ridendo di lei, si sentì ferita.

“Andiamo via” disse.

“Credevo volessi tornare al Castello”

“A fare cosa? Qui non c’è niente per noi. E poi sono stata diffidata, non mi farebbero entrare”

Lasciarono il Castello, Cattolica e la Riviera Romagnola, ma non il senso di inquietudine che ormai li accompagnava ovunque come un triste presagio.

Una volta a casa Tiziano li informò che le condizioni del padre era molto serie.

“Pa’ vuole parlarci, Aldo”

“Pensi che sia il caso di ricoverarlo?”

“Non vuole, dice che viene curato meglio a casa. Ma c’è da credergli, vedessi che infermiera che ha assunto…”

Tiziano non cambiava mai, era il solito ragazzino superficiale. Anna si chiese come avesse fatto a trovarlo attraente, era solo un bambino troppo cresciuto.

Il padre di Aldo viveva in una villa fuori città, sul mare. Era vedovo da molti anni e aveva una cura maniacale per la casa arredata con cura con mobili e oggetti di valore.

Anna non ci andava d’accordo, lui la faceva sentire inadeguata perché non era laureata come il figlio. Accompagnò Aldo ma restò nel salone. Se il vecchio avesse voluto vederla, sarebbe andata.

Aldo e Tiziano erano al capezzale del padre. L’infermiera, dopo avergli controllato al temperatura, lasciò la stanza.

Il vecchio guardò Aldo che era il suo prediletto. “Hai l’orologio fermo” disse.

“Acuto osservatore come sempre, è così da qualche giorno. Ma tu come stai?”

“Come mi vedi. Ho una confessione da farvi. Un’ammissione”

I figli si fecero più vicini.

Anna nel frattempo prese un libro dallo scaffale. Era la Divina Commedia di Dante.

Lo sfogliò cercando il quinto capitolo dell’inferno. Iniziò a leggere.

Poi mi rivolsi a loro e parla’ io,
e cominciai: «Francesca, i tuoi martìri
a lagrimar mi fanno tristo e pio.

“La vita è stata benigna, mi ha dato forse più di quello che ho meritato”

Aldo tentò di parlare ma il vecchio lo fermò con la mano. “Fammi continuare. La vita mi ha dato due figli meravigliosi, uno studioso, l’altro un figlio di puttana lussurioso come il padre”

Anna nel frattempo continuava a leggere e non si accorse di non essere più sola nella stanza. Qualcuno alle sue spalle, stava leggendo lo stesso testo.

Ma dimmi: al tempo d’i dolci sospiri,
a che e come concetette Amore
che conosceste i dubbiosi disiri?

Il vecchio ebbe un eccesso di tosse. Aldo e Tiziano lo aiutarono a mettersi seduto sul letto sistemandogli i cuscini deitro la schiena.

“Adesso non ti stancare pa’ “ disse Tiziano. “O ti porto via l’infermiera bona”

Il vecchio rise, poi tornò serio. “La vita mi ha dato voi due ma poiché il diavolo fa le pentole ma non i coperchi, ha voluto aumentare la posta”.

Il silenzio si tagliava a fette nella stanza.

“Sto dicendo che avete un fratello, Luca, poeta e scrittore”.

L’orologio di Aldo riprese a camminare, Anna si voltò e vide il giovane.

“Amor ch’a nullo amato amar perdona è la mia citazione migliore” disse lui.

Lei sorrise con la bocca, con gli occhi, con tutto il suo essere. Lui la trovò bella con le guance rosse e le fossette da bambina.

Il libro cadde, lui fece per prenderlo e trovò le mani di lei. Le strinse tra le sue, perse le briglie del suo cuore che iniziò a correre e saltare nel suo petto come un cavallino appena nato.

“Paolo, Paolo” pensò Anna pazza di gioia.

Così li trovò Aldo entrando nella stanza, mani tra le mani, occhi negli occhi.

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114 Commenti

  1. Non capirò mai perché hai “bruciato” questo bel racconto in pochi giorni. Sei una cattiva pr di te stessa: su TI devi lasciare tempo ai lettori per votarti, devi andare a cercare le anime gemelle e portarle da te. Per fortuna sei una buona autrice e questo vale molto più degli incipoints.

  2. Ammetto che mi ero ripromessa di leggere questo tuo racconto e finalmente ce l’ho fatta! Complimenti è davvero bello! Specialmente nel finale a sorpresa.
    Tifo per la seconda serie “Lo specchio del tempo 2”. Perché ora che Anna ha trovato il suo “Paolo” (cioè Luca) e Aldo li ha visti che succederà? Comunque ancora complimenti per la storia. 🙂

    • Grazie mille per il commento Danica 🙂 Però non credo che scriverò una seconda serie più che altro perché vorrei scrivere un racconto per ogni genere letterario, è una sfida che ho con me stessa. Dopo il giallo (ancora non concluso) e il fantasy penso che proverò con il rosa o l’eros. Vediamo. Quanto al finale, nella mia mente Aldo è uno dei tanti mariti che non si rassegnano alla separazione e finiscono per diventare delle persone violente. Un tema purtroppo molto attuale. A presto!

    • Grazie mille Giorgia per il tuo commento positivo. Ci tenevo molto a questo racconto, l’ho scritto con una vaga idea che poi è cresciuta durante la stesura anche grazie alle indicazioni che mi avete dato. Il risultato mi piace moltissimo, forse perché amo il genere. Non a caso le serie televisive che più ho amato sono “Il segno del comando” e “La baronessa di Carini” entrambi con Ugo Pagliai che hanno affrontato storie del passato, amori e tragici destini. A presto!

  3. Uffa mi sono persa tutti i capitoli! 🙁
    In compenso però ho potuto leggere gli episodi uno dopo l’altro senza mai perdere il filo e devo dire che sono rimasta davvero piacevolmente sorpresa! Complimenti!! 😀
    Spero di vedere in futuro altre tue storie…

    • Grazie mille Giulia, mi sono iscritta al concorso storie d’estate l’ultimo giorno se non erro, quindi è stata tutta una corsa per finire i capitoli. Gli ultimi due li ho scritti nello stesso giorno, la storia mi ha preso la mano a tal punto che era diventata un’ossessione. L’arrivo di Paolo è stato una liberazione, è come se avessi scritto il racconto solo per vivere il momento finale, mani nelle mani, occhi negli occhi. Cosa chiedere di più a una romanticona? A presto.

  4. Arrivo in ritardo e in parte mi dispiace.
    Dico “in parte”, perché così mi sono lasciato trascinare senza pause da una storia ben scritta, con personaggi interessanti e che sa coinvolgere (e anche far riflettere).
    Per non parlare del colpo finale 😛

    I miei più sinceri complimenti all’autrice 🙂

  5. Ed eccoci al finale. Avrei potuto attendere prima di scriverlo, tempo ce n’era prima della scadenza del 20 luglio, ma esattamente come Anna, anch’io ero ansiosa di incontrare Paolo. L’anima gemella, quella che incontriamo una sola volta e non in tutte le nostre vite. La persona perfetta per noi, quella che non ci verrà mai a noia, quella di cui non possiamo fare a meno, quella che sarà la più importante sempre, in vita come anche dopo la morte. L’unica in grado di attraversare tutte le barriere, di superare ogni confine superabile o insuperabile, compresa la morte. Ci sono amori che sono destinati a ripetersi perché tale è la loro intensità che non si estingue neanche in mille vite. Poeti e scrittori hanno reso immortali alcune di queste storie. Poi ci sono gli scribacchini come me che tentano di tenerle in vita. In fondo, qualsiasi storia che parla d’amore è degna di essere raccontata. Grazie a chi mi ha seguita e mi ha permesso di finire il testo con il proprio contributo. A Paolo e Francesca!

  6. E così eccoci al gran finale. Un peccato che la vicenda finisca così “presto”, ma capisco tutte le implicazione del caso. Considero Dante inimitabile, il più grande. La frase del canto V dell’Inferno, seppur spesso usata anche in situazioni erronee, è una delle più migliori eredità del poeta fiorentino. Credo che sia l’ideale per il finale del tuo splendido racconto 🙂

    • Grazie per il commento, mi ha fatto molto piacere. Non so perché questo racconto mi ha coinvolta così tanto, forse mi sono identificata troppo nel personaggio: l’insoddisfazione di vivere una vita piatta e la vaga consapevolezza che c’è (o c’era) dell’altro è una sensazione che mi appartiene da sempre. Aspettiamo gli altri incipit e poi affrontiamo… il fato.

  7. A me piacerebbe pensare che Anna e Luca siano antenati di Paolo e Francesca,e in quel luogo dove hanno vissuto ill loro amore, risvegliando le stesse sensazioni nei protagonisti,la stessa passione ormai assopita ma sempre presente.

  8. Ricambio con piacere la visita (sto facendo un’eccezione perché mi ero ripromesso di non farmi coinvolgere nel concorso nemmeno come lettore).
    La prima cosa che mi salta agli occhi è che segui la regola di mantenere gli episodi entro le duemila battute, regola “regolarmente” elusa dalla maggior parte dei concorrenti. Meriteresti un premio ad hoc.
    Seconda osservazione: sei una storyteller pura, non inserisci digressioni e considerazioni, lasci parlare i fatti. Uno stile che va benissimo per un racconto agile.

  9. Aldo assolutamente tornerà al castello, ma mi piacerebbe anche che Anna si invaghisse per il fratello del marito dato che la loro relazione è ormai in bilico… Mi incuriosisci sempre di più! 🙂

  10. L’attrazione mi sembra un po’ scontata, voto per far tornare il marito al castello.

    BTW, ci hai descritto cosa ha visto e sentito, sei uscita dal pdv di Anna e questo disturba un po’ (e ammazza la suspence).

    • Ho rispettato la scelta dei lettori di non informare Anna circa le visioni, però dal momento che ce ne saranno altre fino all’epilogo, ho preferito iniziare ad introdurle partendo da eventi che nulla hanno a che vedere con Paolo e Francesca. Per esempio una delle tante battaglie in cui ha partecipato Giangiotto (marito di Francesca). Spero di non aver “ammazzato” la suspense del tutto 🙂 Grazie per il commento!

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