L’INCREDIBILE ESTATE DI ANDREA

Un vecchio e una valigia

Era ormai luglio inoltrato e mancavano ancora due mesi e mezzo al termine di quel supplizio.

Già! Mentre tutti si godevano le meritate vacanze, Andrea, vagava senza meta nella piazza pedonale del paese, cercando una panchina all’ombra che non fosse occupata da capannelli di anziani borbottanti.

La scuola era finita, i campi estivi volgevano al termine; in città, ormai, di bambini non se ne vedeva l’ombra e un anziano lamentoso non era la compagnia che Andrea andava cercando.

Quanto gli sarebbe piaciuto preparare una valigia tutta sua per andare chissà dove… Non aveva una meta precisa ma qualunque posto sarebbe stato meglio di quella piazza afosa, assolata e semideserta!

Suo papà, purtroppo, aveva perso il lavoro per motivi che Andrea si era sforzato di capire ma non aveva compreso appieno ed, ora, aiutava il fratello, lo zio Ulpio, a ristrutturare una casa che doveva essere bella e pronta per il mese di settembre.

La mamma lavorava in un supermercato e, una volta accettato il fatto che le vacanze quest’anno non avrebbero potuto permettersele, si era offerta di coprire i turni più assurdi: a breve sarebbero arrivati altri due fratellini e un po’ di soldi in più servivano di sicuro.

Così Andrea passava le sue giornate solo, pensando a quanto si sarebbe divertito il suo amico Mario in montagna, a quanti bagni avrebbe fatto la bella Serena al mare, al castello di sabbia che avrebbero potuto costruire insieme…  ma anche a quanto gli mancassero i suoi nonni e le estati trascorse in loro compagnia nella vecchia casa in campagna. 

Assorto nei suoi pensieri, non si accorse che accanto a lui si era seduto un vecchio: aveva un cappello viola, lunghi capelli bianchi legati in un codino, occhiali quadrati con montatura arancio, una t-shirt bianca, pantaloncini di jeans sdruciti e un paio di sandali verde acido. Teneva gli occhi chiusi, come se stesse riposando, ma le sue labbra sussurravano qualcosa di indecifrabile per Andrea. Il suo singolare aspetto era completato da una valigia malandata, sulla quale erano appiccicati stickers provenienti da tutti i paesi del mondo: Andrea riconobbe un toro madrileno, una renna finlandese, un canguro australiano, la Tour Eiffel, una piramide, il Big Ben… Doveva proprio aver viaggiato molto! Beato lui…

La curiosità lo spinse a rivolgergli la parola: “Ciao io sono Andrea e ho 9 anni. Dove vai con quella valigia?”

Aspettò la sua risposta, ma il vecchio non parlò.

Così alzò la voce: “SALVE! IO SONO ANDREA!…”

“NON SONO SORDO!” rispose a gran voce il vecchio “Sto solo pensando…”.

Andrea non si diede per vinto: “A cosa pensi?”

“Alla vita avventurosa che ho avuto, alle persone meravigliose che ho incontrato e ai posti incredibili che ho visto” disse con lo sguardo perso nel nulla e accennando un sorriso.

Andrea non credeva alle proprie orecchie: finalmente un vecchietto che non si lamentava di dolori e pensione, che non sedeva triste e solo, ma che aveva un sacco di cose da raccontare… storie che lui non vedeva l’ora di ascoltare!

Però il vecchio, completamente immerso nei propri pensieri, non sembrava così ansioso di parlare…

Chi è costui e cosa porta nella valigia?

  • Il vecchio è un viaggiatore solitario che cerca qualcuno con cui condividere le sue avventure. (40%)
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  • Il vecchio ha con sé una valigia magica che non può più utilizzare, data la sua età. Ma Andrea potrebbe provarci… (60%)
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  • Il vecchio è un artista di strada, capace di raccontare storie meravigliose e la valigia contiene il materiale di scena. (0%)
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35 Commenti

  1. Una fiaba così non si legge spesso, complimenti davvero per come sei riuscita a rendere moderno il genere, senza assolutamente privarlo della sua essenza. Ho votato per il viaggiatore solitario, che, magari un po’ malinconico, avrà molto da raccontarci.

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