L’estate non esiste

Dove eravamo rimasti?

Chi c'è, pronto a sconvolgere di nuovo la vita di Cristina? Massimiliano (67%)

L’estate non esiste e neanche tu...

“L’estate non esiste… ma esistiamo io e te, Cristina”. Esordisce, quando mi decido a raggiungere il portone del mio palazzo, con la mano che tortura le chiavi con cui dovrei aprirlo e le gambe che mal mi sostengono. “Esiste quello che sento e proprio, non posso più fare finta del contrario”.

Massimiliano sta facendo quello che ho sempre sperato e che, me ne accorgo adesso che mi sta guardando dritto negli occhi, ho aspettato invano, per mesi. Mi sta dicendo quello che sente, senza schemi, senza giri di parole inutili, senza doppi sensi… ed è serio, infinitamente serio.

Rimango a guardarlo, continuando a giocare nervosamente con le chiavi, mentre le pulsazioni impazzite del cuore non mi danno tregua.

Anche lui non si muove, è appoggiato alla parete ma non si sposta, così come non toglie lo sguardo dal mio. “Ho chiesto di te ad uno dei nostri contatti in comune e l’ho convinta a dirmi dove avrei potuto trovarti, la perdonerai, voglio sperare”. Aggiunge. “L’ha fatto a fin di bene”.

“Per sua sicurezza, non dirmi chi è”. Ribatto, schermando l’emozione che sto provando con un’espressione e un tono scherzosi. “Cosa vuoi?”. Domando, subito dopo, tentando di proteggermi.

“Se rispondessi che è te che voglio, rischierei fisicamente?”. Anche Massimiliano gioca la carta dell’ilarità e abbozza un sorriso preoccupato.

“Se rispondessi che vuoi me, dovrei chiederti che ne è stato della tua relazione ufficiale… della tua fidanzata”. Affermo, più che determinata a non concedergli attenuanti.

Gli leggo negli stessi occhi con cui mi sta dicendo che mi desidera che non è cambiato niente… niente di ciò che mi costringe a mantenere le distanze ma mentre ne prendo atto, con un gesto inaspettato e veloce, si muove e mi sposta al suo posto, premendomi contro alla parete e cominciando a baciarmi.

Lo sento eccome il desiderio che gli avevo letto negli occhi e se volessi concentrarmi meglio, sentirei anche del sentimento. Sento un po’ di quella sincerità che lo accusavo di negarmi e soprattutto, sento il corpo rispondere al suo e in maniera piuttosto indecente.

Ci scambiamo respiri, inutili e silenziose promesse e saliva, mentre le nostre mani giocano istintivamente sulla pelle lasciata scoperta dagli abiti estivi che indossiamo e accade quasi l’irreparabile, fino a quando non recupero la forza che ci vuole per allontanarlo e frappongo una distanza, spingendolo con una mano che mantengo aperta sul suo petto. A fatica, recupero anche il fiato che mi serve per parlare e facendolo, mi do persino quasi fastidio. “Non puoi farmi questo”. Affermo.

Massimiliano si passa una mano sulle labbra bagnate, sconcertato dal mio rifiuto. “Perché no?”

“Perché non è giusto. Per me e per la tua fidanzata”. Rispondo, pur detestandomi per il vuoto che so già che mi avvolgerà quando se ne sarà andato. “Lo so che non la lascerai e che, comunque, non potrei chiederti di farlo per me… io e te, non abbiamo un futuro”.

“Perché non abitiamo nella stessa città?”. Mi domanda, amabilmente confuso dall’eccitazione che ho interrotto troppo bruscamente.

“Non soltanto per questo… è il momento, forse, ad essere sbagliato”. Replico, accesa dello stesso desiderio che riflette sul mio viso.

Posa la mano sulla mia che è ancora aperta sul suo petto e capisco che se ricomincerà a toccarmi, non saprò respingerlo di nuovo, allora sorrido e scivolo via dalla parete, tenendo le chiavi che ho ancora nell’altra e raggiungendo il portone.

“Lo sai che non mi arrenderò”. Lo sento dichiarare, mentre apro la serratura e spingo il portone per socchiuderlo. Lascia che mi ci infili, prima di muovere quel passo che gli consente di posarmi una mano sulla spalla. “Tornerò a cercarti, prima o poi”.

Non devo voltarmi o sarà finita e non lo faccio. “Non farlo”. Gli chiedo, prima di spingere indietro il portone per costringerlo ad andarsene.

“Lo farò”. Lo sento ribadire, pur nel totale rispetto della mia decisione, mentre attende che richiuda e ponga tutta la distanza che ci serve per restare lucidi.

Aspetto di sentire il rumore della serratura che scatta e solo allora, mi giro e resto a fissare il portone che mi ha concesso di rifiutare un sentimento da cui preferisco continuare a scappare. Massimiliano non può lasciare una fidanzata per una persona che non accetterà di essere usata come un ripiego o di essere vissuta come un’avventura anche se sarebbe piacevole ed io non glielo chiederei.

Mentre respiro profondamente, ancora scossa dalle nostre effusioni appassionate, mi osservo allungare la mano che stringe la chiave con cui potrei aprire di nuovo il portone che ci separa e sospiro. Non so se rinunciare o cogliere semplicemente l’attimo. Davvero, non lo so. Forse, l’estate esiste e forse, esiste anche l’amore.

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