L’estate della coscienza

Atto Primo

(NB: I personaggi descritti in questa storia sono di pura fantasia; dovessero esistere realmente sarebbe solo un puro, sfortunato caso.)

Dal diario di Edward McLuster, 22 agosto 2009.

Mi trovo rinchiuso nel manicomio criminale di Manchester da ormai tre anni. In una serata di luglio insolitamente afosa del 2006 alcuni cittadini di ritorno da una serata di beneficenza mi trovarono che vagavo e deliravo per la strada, in stato di shock. Non ho ricordi ben precisi dei momenti in cui venni arrestato e costretto all’interno di una di quelle tute dove vengono relegati i pericolosi pazzi criminali che si vedono spesso nelle serie televisive. Non facevo altro che proclamare la mia innocenza, mi agitavo strillando; forse ho anche morso qualcuno degli agenti che cercavano di tenermi fermo. Ciò che posso dire per certo è che venni accusato di aver ucciso Sheldon Murphy, il mio migliore amico, dilaniandone il corpo e riducendolo letteralmente a brandelli. Il mio miglior amico! Ci conoscevamo fin da bambini perché abbiamo frequentato le stesse scuole fino al diploma. Avevamo gli stessi interessi, a parte il calcio: lui era da sempre tifoso dello United, io del City; nonostante questo la nostra amicizia andava alla grande. Quando mi presero giurai su ogni Divinità esistente sulla faccia della Terra di non essere stato io. L’ho ripetuto tante di quelle volte che c’erano dei giorni in cui lo cantavo a squarciagola fino all’esaurimento, a tutte le ore; nessuno mi dava retta. Ad un certo punto il Direttore di questo posto, stanco di sentirmi, ha ordinato agli infermieri di mettermi un bavaglio per 16 ore al giorno e che per le restanti venissi sedato. Questa punizione, come io la chiamo, è durata circa un mese; loro dicono che sono un pazzo, ma di sicuro non sono stupido. Li ho fregati tutti. Tutti! Per primo quel Direttore che mi guarda sempre dall’alto verso il basso che crede di aver capito tutto della mia mente. Mi sono calmato, ho fatto il bravo proprio come loro volevano da me. Sono stato al loro gioco. Ci sono cascati! Da qualche mese il direttore mi ha concesso di utilizzare una penna senza punta e mi regalato dei fogli di carta: mi ha detto che è un premio perché negli ultimi tre anni ho fatto davvero da bravo, non ho creato alcun tipo di problema a nessuno. Grazie, mio caro Direttore! A forza di stare in questo posto avevo la sensazione di essere veramente sulla buona strada per la follia, ma ora ho speranza di salvare la mia mente. Devo a tutti i costi mettere nero su bianco ciò che ricordo di quella notte, solo così potrò sperare di capire ciò che accadde quella notte. Spero che questa storia possa aiutare qualcuno di voi a non commettere i miei stessi errori.

Dove iniziano i ricordi di Edward?

  • La finale dei Mondiali 2006. (43%)
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  • Dei fuochi d’artificio illuminano la serata. (14%)
    14
  • Un gatto nero taglia la strada ai due amici; Sheldon lo insegue gridandogli contro, mentre Edward va dietro l'amico più restio e titubante. (43%)
    43
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18 Commenti

    • Grazie moneagiu; le tue parole sono da incentivo per scrivere con impegno sempre maggiore 🙂 ! Far finta di nulla e cambiare strada a volte può evitare di vivere situazioni nuove. Bisogna vedere se la strada nuova sia meglio di quella che si conosce già almeno in parte.

    • ciao Francesca, grazie per il commento 🙂
      Il gatto nero nelle storie horror calza a pennello, anche se al momento quest ipotesi non è la più votata. Vedremo come si evolverà la storia, ti confesso che sono io la prima ad essere curiosa!
      Questo è il mio primo esperimento di scrittura in prima persona, spero di dare il meglio.

    • si anche per me è la prima esperienza, non con la scrittura, ma con questo tipo sì. Sto lottando contro l’obbligo dei 5000 caratteri ed ora che sono a metà storia lotto già per reprimere le troppe idee, per rimanere nel limite delle 10 puntate. Ma anche questo è il bello della sfida! 🙂

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