L’ESTATE ASTUTA

Dove eravamo rimasti?

Chi sopravviverà all'estate astuta? Tutti (100%)

SIMMENTHALMENTE BUONA! (La Comunione della Carne in Scatola)

Gita al Faro. Martinengo in vacanza. Il papà, la mammà: la famiglia Martinengo in vacanza. 

La mammà col papà,
la nanà col gagà,
sulla vecchia balilla s`avanza,
la famiglia Brambilla in vacanza.

È fri-fri, è fri-fra,
è cri-cri, è cri-cra,
passa monti, paesi e città,
la famiglia Brambilla che va.

Marlon Martinengo con i suoi pantaloni all’inglese. Il babbo porta la valigia-tavolo; calza scarpe bicolore: bianche, con la mascherina nera – o, più probabilmente, viceversa. Sono calzature regolamentari per l’estate a sud; a nord appaiono meno consuete, in un certo senso “inglesi”. Qualunque cosa significhi. Anche la mamma non veste da borghese in vacanza. Nessuno dei Martinengo, infatti, è un Brambilla. La mamma di Marlon potrebbe passare per attrice: molti, che pure non hanno mai frequentato i palcoscenici londinesi, sono portati a definirla attrice del West End. Il trio piuttosto sofisticato s’inerpica lungo il sentiero verso il faro. Si fermeranno a metà strada per il pic nic. Si fermeranno subito dopo il castello detto Castello Brown. Dai nuovi proprietari, i britannici Brown. Il cestino di vimini da pic nic che ben figura al braccio della signora Martinengo è pieno di cose buonine preparate da Ortensia.

Ma Ortensia dov’è finita se Ortensia non è mai esistita? Qui a Roma, in una trattoria, che sarebbe però un’osteria. Qui a Roma, dunque, in quest’osteria sotto casa sua: è suo anche il locale, che si chiama Da Ortensia. Lei no, non si chiama così: si chiama Giulia. Ortensia era sua madre, magari. Giulia stava navigando quando è entrato questo cliente tardivo: l’ha preso per un mezzo americano. Impressione tosto confermata dall’ordinazione: in un’osteria celebre per le puntarelle all’Ortensia! Mamma mia, in un esercizio famoso per i carciofi alla giudìa! E questo tale sai che cos’ha ordinato? Un’insalata nizzarda con la carne in scatola al posto del tonno! Ortensia, anzi, Giulia, ansiosa di tornare al suo pc, gliel’ha fatta preparare subito dal cuoco incazzoso: pomodorini Pachino, patate al prezzemolo e via seguitando, con aggiunta di carne Simmenthal. 

Che cosa sta gridando Ortensia ritta sulla boa, mentre aspetta Marlon con l’accappatoio, che cosa diavolo sta gridando a Martinengo? Gli grida: non si fa il bagno quando garrisce la bandiera rossa, stasera ti mando a letto prima di Carosello e se non esci subito dall’acqua lo dico al babbo e domani niente Gita al Fato! 

L’italo-americano, a giudicare dall’accento, ha talmente gradito l’insalata con la carne in scatola che s’è alzato dal tavolo per andare a complimentarsi con Ortensia, cioè con Giulia e non pareva proprio che volesse prendere per i fondelli, come si diceva quando Berta filava (Berta che non è mai esistita, proprio come Ortensia). E Giulia, inquieta di suo per quel che le è toccato leggere on line, ha voluto sfogarsi con il cliente, al quale ha offerto un nocino, mettendosi a sede al suo tavolo. E Nicky Sarno, così si è presentato l’estimatore di carne in scatola in gelatina, la sta ad ascoltare. 

Simmenthalmente buona! esclama il ragazzino Marlon in segno di vistoso apprezzamento per l’insalata con la carne in scatola preparata da Ortensia, apparecchiata dalla mamma sulla valigia-tavolo con sedie e stoviglie incorporate approntata dal papà. Tutto eccitato, Marlon ha continuato a citar Carosello per tutta la durata della Gita al Faro: dolce/cara mammina/dammi/ la caramellina, fino a sera, le stelle sono tante/milioni di milioni…

Al terzo nocino, Ortensia, che si chiama Giulia, racconta la sua vera prima volta a Nicky, contrapponendola alla versione mascalzona gettata urbi et orbi in  internet da quel tal Martinengo, uno sfigato dei tempi della compagnia del mare, ma io lo denuncio, giuro che lo rovino. Nicky ha calmato la proprietaria dell’osteria Da Ortensia spiegandole, da regista, che la trama di quel tal Martinengo al cinema funzionerebbe meglio del based on a true story secondo l’autobiografia di Giulia, che si lascerà portare poi a letto dal Sarno su a casa sua, pur non tenendoci particolarmente. In quanto a Nicky, magari ha fatto i conti senza l’ostessa.

 Le stelle sono tante

milioni di milioni

la stella di Negroni

vuol dire qualità.

La stella di Negroni brilla in fronte a Marlon Martinengo, bevitore occasionale di Negroni sbagliato, milioni di milioni di stelle brillano nel cielo romano, la stella di Negroni brilla alta su Villa Martinengo, dove una Jacob, Julia o Janet, è andata a recuperare la sorella, Janet o Julia, su indicazione delle gemelle. 

– Scusate, anch’io ho commesso un errore: non ho usato Brillantina Linetti -: la battuta del signor Martinengo ha esilarato la moglie, mentre il figlio ha fatto soltanto finta di divertirsi. Finisce così questa storia. Ma l’estate astuta continua. 

Ogni volta, ogni volta che torno, 
non vorrei, non vorrei più partir, 
pagherei tutto l’oro del mondo 
se potessi restarmene qui. 
Ho negli occhi il color del tuo mare, 
ho nel cuore l’azzurro del ciel, 
ogni volta che devo partire 
io mi porto il ricordo di te. Sanremo 1964

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