L’autobus dei ricordi

Dove eravamo rimasti?

Il finale è a vostra scelta. Accetto qualsiasi opzione, positiva o negativa Martina si impone di seguire il marito verso le luci fastidiose (si sveglia) (40%)

La rinascita

Sola, ripenso ai ricordi relativi alla mia famiglia. Storie che anni prima mi sono state raccontate da nonni e zii. Strano, non ho ricordi della mia famiglia più stretta: i miei genitori sono morti in un incidente quando io e mio fratello eravamo piccoli e nessuno ci ha mai raccontato nulla di particolare di loro. Questa cosa mi rattrista un poco.

Sono in piedi, Federico mi ha lasciata sola. Dice che sono in coma e che forse non mi sveglierò: le ferite riportate sono serie.

Indecisa sul da farsi, mi siedo sull’erba bagnata dalla rugiada notturna e mi guardo intorno: un paesaggio bellissimo, prima non lo avevo notato. Estese di campi e prati pieni di fiori. In lontananza c’è il fienile dal tetto viola: quanto ci abbiamo giocato io, mio fratello e i miei cugini. Quante avventure intorno a quel piccolo edificio che per tante persone è stato scenario di vita. Se potesse parlare avrebbe un sacco di storie da raccontare anche lui.

Poco lontano l’autobus mi sta aspettando: è un autobus giallo, che spicca nella notte. L’autista attende paziente il mio arrivo, sembra non avere affatto fretta. Ora l’autobus funziona, il guasto si è risolto quando ho ricordato tutto.

Infine guardo in alto: il cielo è stellato e una luna bellissima dal colore argenteo occupa una porzione ampia della volta. Accanto alla luna noto un varco molto luminoso, invitante.

La mia curiosità mi spinge ad andare dall’autista dell’autobus, per scambiare due chiacchiere.

“Lei chi è in realtà?” chiedo, immaginando già la risposta. “Sono incaricato di portare le anime dei defunti nell’aldilà, dove vengono liberate in un luogo dove né spazio né tempo esistono più”

 “Quindi se salgo sull’autobus, decido di morire?” chiedo senza alcuna emozione. “Si, se sali ora sull’autobus non potrai più scendere e la tua vita sulla terra terminerà” mi risponde fissandomi.

“Ho capito. Senti, credo non sia ancora il mio momento, pertanto ti chiedo di andartene. Magari torna più avanti per vedere se cambia qualche cosa. Io non voglio morire ancora” rispondo in maniera risoluta. “Guarda che a questo punto non sei tu a decidere. Tutto dipende da cosa sapranno fare i medici sulla terra. Ti aspetto qui, non ho fretta” mi risponde l’autista.

Dopo averlo salutato, mi dirigo verso la luce intensa. Più mi avvicino e più dolore sento: le ossa mi fanno male come se si stessero frantumando, inoltre ho dolore alla testa e allo stomaco. La luce è invitante, ma il dolore è troppo forte. Decido per il momento di aspettare.

Mi allontano e mi dirigo verso il fienile dal tetto viola. E’ molto bello, rischiarato dalla luna. Mi avvicino e mi accorgo che l’interno è illuminato. Guardo dentro e vedo delle persone. Incerta sul da farsi, decido di entrare.

Quello che vedo mi lascia a bocca aperta: avevo dimenticato i loro volti, che avevo ormai associato a vecchie fotografie.

“Ciao Martina, perché sei qui?” mi chiede mia madre venendomi incontro. Anche mio padre si avvicina: sono giovani, come quando sono morti. Racconto loro cosa mi è successo. “Ma voi, cosa ci fate qui?” chiedo. Essendo morti dovrebbero essere altrove, secondo quanto spiegato dall’autista. “Ti abbiamo percepita e abbiamo chiesto il permesso di venirti a parlare” mi risponde mio padre.

“Quindi se resto qui, resterete con me anche voi?” chiedo speranzosa: sarebbe bello rivivere una nuova vita con loro. “No, a breve dovremo andarcene. Siamo qui solo per aiutarti a fare la scelta più giusta”.

Ci sediamo e inizio a raccontare loro la mia vita e di Federico, di come ci siamo conosciuti e di come stiamo bene insieme. Finito di parlare si alzano, e sorridendo dicono: “Martina, ora sai qual è la scelta giusta da fare. Vai verso la luce, non temere, tutto si risolverà. Sarai felice” e svaniscono nel nulla.

MI alzo, rifletto sulle mie ultime parole: la mia vita è troppo importante per sprecarla. Devo svegliarmi dal coma e tornare da Federico, ora ricordo quanto sono felice con lui. Con tutto il mio coraggio mi dirigo verso la luce intensa. Più avanzo e più il dolore si fa insopportabile, ma ormai sono decisa.

In lontananza le luci nel fienile si spengono e l’autobus riparte. Tutto diventa buio.

Apro gli occhi e vedo accanto a me Federico. Mi tiene la mano ma sta dormendo appoggiato accanto a me. Basta un piccolo movimento delle dita per farlo svegliare. Mi sorride raggiante e sento che chiama i medici.

Mi accorgo di non potere parlare, ma so che con il tempo tutto andrà per il meglio. 

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189 Commenti

  1. Accidenti che finale, Federica.
    Mi sono venuti i brividi.
    Sì, non lo sapevi, ma io ti ho letta un po’ alla volta. Io e te abbiamo qualcosa in comune con la luce dell’anima, vedo. ( vedi finale buio totale). Complimenti!

  2. mi ero persa dei capitoli di questa storia nel mezzo del casino del concorso, quindi l’ho riletta tutta oggi.
    mi è piaciuta molto e poi lascia con la gioia della speranza, sono davvero felice che tu l’abbia fatta risvegliare. un po’ di positività non guasta, soprattutto nelle storie! evviva il lieto fine!!!!

  3. Un bel lieto fine, che ho gradito nonostante avessi votato diversamente.
    Bello il finale, come la storia tutta, riconosco che fino all’ultimo non mi era chiaro cosa fosse l’autobus, scoprirlo è stata una bella sorpresa.
    Adesso aspetto di sapere di Simon e dell’ing. Boris, eh?! 😉

  4. Grazie a tutti coloro che hanno letto questa storia e che hanno partecipato attivamente (commenti) e non (voti anonimi) alla creazione dei diversi capitoli. E’ stato divertente partecipare e conoscere autori di tante altre storie molto belle.
    Ora posso tornare a capofitto sulla storia in corso!!
    Grazie a tutti!!!!! 🙂

  5. Comunque avevo indovinato: avevo proprio pensato che lei fosse in una sorta di al di là, pronta a trapassare.
    In ogni caso, anche avendolo indovinato, sono comunque rimasto colpito ed emozionato.
    Non so proprio cosa scegliere… lascerei quasi fare a te, che finora ci hai sorpreso. Ma dovendo scegliere, voto perché resti in coma, opzione che potrebbe lasciare aperto il finale rimanendo nell’incertezza, tra il treno e le luci.
    Brava!

  6. Abbiamo ancora diecimila caratteri a disposizione, usiamo tutti. Raccontiamo una bella storia nel nono episodio e nel decimo saranno approfonditi tutti i dettagli, chiarito ogni dubbio, chiusa tutta la vicenda…. Forse?

  7. Che particolare insolito la stampante 3D… non posso non votarla!! 🙂
    Il fienile dal tetto viola in ogni racconto… mumble mumble… che siano tutti collegati i racconti mi pare lapalissiano da sottolineare, ma il perché ancora mi sfugge. Tieni il mistero ancora alto, federica, brava. 😉

  8. Bisognerebbe reclamare al sito un app che renda facile il poter rispondere dal telefono (grrrrr)
    direi che vorrei la storia di un astronomo…. magari specializzato nella nostra via lattea. 🙂 o magari che so, qualche matto fissato con gli anelli di Giove (avrà anelli? bah!) o magari con Saturno (sarà contro?)
    Ok… sono stordita… ma magari no. 😛

  9. Voto per il quadro misterioso, uomo o donna non fa differenza. Scommetto anch’io che sul quadro sarà raffigurata la fattoria con il tetto viola. 🙂
    Solo un paio di cose. Verso la fine hai scritto una frase in terza persona “aveva”. E’ voluto? No perché fino a adesso hai sempre scritto in prima persona. E poi hai invertito un paio di lettere e da “buio” è uscito “buoi”. Ora sarà una fattoria, ma non credo intendessi quello.
    Per il resto mi è piaciuto questo episodio!

  10. finalmente son riuscita a leggere anche il tuo lavoro. bella l’idea dei racconti nel racconto e anche l’unione di tanti sconosciuti che si ritrovano per forza insieme a condividere un’esperienza. io ho votato per la storia della donna in Libia 😉

  11. Bellissima trovata quella di raccontare una storia di tante storie diverse… mi ha fatto venire in mente il film Stand by me, anche se non so il perché…
    Ti seguo Federica, votando per l’uomo che fondò un’azienda di successo (probabilmente non la stessa che ha costruito quell’autobus :))

  12. La donna racconta una storia che conosce.
    La sua?
    Chissà…
    Mi piace l’imprevisto che nasce in situazioni possibili.
    Mi piace che ci si racconti delle storie!
    E mi incuriosiscono i passeggeri di cui ancora non si sa nulla

  13. La storia di un’estate che cambiò la vita ad una bambina.
    Molto carino e ben scritto, mi chiedo solo…non c’è nessuno tra questi viaggiatori che sia preoccupato perché non può avvisare a casa, qualcuno che avesse un appuntamento importante e ora si senta un pò inc#? Sai io mi immedesimo, sarei nera e anche un pò spaventata! 😀 ti seguo

  14. Il genere “avventura” è gettonatissimo per questo concorso 🙂
    Ma sai che a me è capitato davvero di rimanere bloccata su un autobus in aperta campagna? Solo che per fortuna non ci ho dovuto passare la notte! 🙂
    Ho scelto la storia dell’uomo che sventò la rapina 🙂

    • Ho fatto in modo che il guasto fosse accompagnato da una serie di eventi che li ha bloccati, per fortuna sulla tua tratta non c’era alcuna zona d’ombra!! Il genere avventura forse richiama il periodo estivo, la mia non è solo avventura, ma non sapevo dive inserirlo! Grazie di essere passata!

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