L’autobus dei ricordi

L’inizio del viaggio

L’ultima corsa dell’autobus 14 si avvicina alla fermata: sono l’unica a salire. Percorre tutte le sere la stessa tratta: trenta chilometri di strada quasi completamente rettilinea, che attraversa diversi paesi fantasma. Un tempo erano pieni di vita e alcuni prosperavano. Con il passare degli anni gli abitanti hanno a poco a poco abbandonato le loro case, andati chissà dove.  

Mostrato il mio biglietto all’autista prendo posto in fondo, come di consueto. Mi piace molto guardare le persone: immagino chi possano essere, da dove vengono e dove stanno andando.

L’autobus riparte lentamente. Percorre con fare annoiato la strada di sempre: conosce tutte le buche, le curve e sà persino in quale punto dovrà schivare un ostacolo.

Il caldo è soffocante: per questa tratta la società dei trasporti non si è certo data pensiero nel mettere a disposizione dei viaggiatori un mezzo dotato di aria condizionata, visto che l’estate è appena incominciata. Pertanto si viaggia con i finestrini abbassati, con il risultato che il vento sferzante fa volare i miei capelli in modo disordinato.

Ad un tratto l’autobus inizia a “tossire”. No, vi prego, no! Mi aggrappo ad una piccola speranza: forse un vecchietto seduto più avanti sta tossendo, ma no. Purtroppo ogni mia speranza svanisce quando sento le imprecazioni dell’autista.

L’autobus ha un guasto.

Dopo diversi sballottamenti a singhiozzo causati dal continuo tossire del mezzo, ci fermiamo. L’autista scende, pronunciando parole irripetibili.

Scendiamo anche noi: mi guardo intorno e mi sento sprofondare. Ebbene si, siamo in aperta campagna, più o meno a sei chilometri dal paese abbandonato più vicino e si, ci siamo fermati proprio nella zona d’ombra. E’ una zona estesa circa dodici chilometri nella quale i cellulari non prendono e gli orologi si fermano. Nessuno è mai riuscito a spiegare questo mistero.

“Ascoltatemi tutti” dice l’autista. Ha stoicamente preso in mano la situazione, penso: “La radio sull’autobus non funziona, domani mattina verranno sicuramente a cercarci. A questo punto potete risalire. Dormiremo qui” conclude, con mia grande delusione.

Gli altri passeggeri sono confusi. Chi propone di andare al villaggio più vicino. A fare cosa, penso, visto che è completamente deserto. Chi propone di camminare per ben dodici chilometri verso un punto in cui i cellulari hanno campo. Chi infine propone di tornare sull’autobus.

Timidamente prendo la parola: “Scusate, non sembra anche a voi un vecchio fienile, quello laggiù?” dico, indicando con l’indice una costruzione dal tetto viola. Qualcuno risponde: “Si, sembra proprio un vecchio fienile. E mi sembra di vedere anche un pozzo, in effetti ci servirebbe dell’acqua, andiamoci”. E fu così che ci incamminammo tutti verso il fienile dal tetto viola.

L’interno non era male: c’erano diverse balle di fieno circolari e quadrate, ancora profumate. Ciascuno ne prese un po’ e si preparò il proprio giaciglio per la notte. Qualcuno accese un fuoco all’esterno e ci ritrovammo tutti intorno ad esso, con in mano una tazza di acqua e un cielo stellato sopra le nostre teste. C’era anche qualche snack, penso condiviso dai passeggeri.

Dopo qualche minuto di silenzio, proposi un gioco per passare il tempo: “La notte sarà lunga, propongo di raccontarci delle storie, quello che vogliamo”. Mi guardai intorno e capii dalle espressioni allegre dei passeggeri che la proposta incuriosiva. “Vorrei iniziare io” disse una persona del gruppo. 

Che tipo di storia sarà la prima?

  • La storia di un uomo coraggioso che sventò una rapina solitaria (29%)
    29
  • La storia di un’estate che cambiò la vita ad una bambina (57%)
    57
  • Una storia d’amore ambientata in un’estate del dopoguerra (14%)
    14
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189 Commenti

  1. Accidenti che finale, Federica.
    Mi sono venuti i brividi.
    Sì, non lo sapevi, ma io ti ho letta un po’ alla volta. Io e te abbiamo qualcosa in comune con la luce dell’anima, vedo. ( vedi finale buio totale). Complimenti!

  2. mi ero persa dei capitoli di questa storia nel mezzo del casino del concorso, quindi l’ho riletta tutta oggi.
    mi è piaciuta molto e poi lascia con la gioia della speranza, sono davvero felice che tu l’abbia fatta risvegliare. un po’ di positività non guasta, soprattutto nelle storie! evviva il lieto fine!!!!

  3. Un bel lieto fine, che ho gradito nonostante avessi votato diversamente.
    Bello il finale, come la storia tutta, riconosco che fino all’ultimo non mi era chiaro cosa fosse l’autobus, scoprirlo è stata una bella sorpresa.
    Adesso aspetto di sapere di Simon e dell’ing. Boris, eh?! 😉

  4. Grazie a tutti coloro che hanno letto questa storia e che hanno partecipato attivamente (commenti) e non (voti anonimi) alla creazione dei diversi capitoli. E’ stato divertente partecipare e conoscere autori di tante altre storie molto belle.
    Ora posso tornare a capofitto sulla storia in corso!!
    Grazie a tutti!!!!! 🙂

  5. Comunque avevo indovinato: avevo proprio pensato che lei fosse in una sorta di al di là, pronta a trapassare.
    In ogni caso, anche avendolo indovinato, sono comunque rimasto colpito ed emozionato.
    Non so proprio cosa scegliere… lascerei quasi fare a te, che finora ci hai sorpreso. Ma dovendo scegliere, voto perché resti in coma, opzione che potrebbe lasciare aperto il finale rimanendo nell’incertezza, tra il treno e le luci.
    Brava!

  6. Abbiamo ancora diecimila caratteri a disposizione, usiamo tutti. Raccontiamo una bella storia nel nono episodio e nel decimo saranno approfonditi tutti i dettagli, chiarito ogni dubbio, chiusa tutta la vicenda…. Forse?

  7. Che particolare insolito la stampante 3D… non posso non votarla!! 🙂
    Il fienile dal tetto viola in ogni racconto… mumble mumble… che siano tutti collegati i racconti mi pare lapalissiano da sottolineare, ma il perché ancora mi sfugge. Tieni il mistero ancora alto, federica, brava. 😉

  8. Bisognerebbe reclamare al sito un app che renda facile il poter rispondere dal telefono (grrrrr)
    direi che vorrei la storia di un astronomo…. magari specializzato nella nostra via lattea. 🙂 o magari che so, qualche matto fissato con gli anelli di Giove (avrà anelli? bah!) o magari con Saturno (sarà contro?)
    Ok… sono stordita… ma magari no. 😛

  9. Voto per il quadro misterioso, uomo o donna non fa differenza. Scommetto anch’io che sul quadro sarà raffigurata la fattoria con il tetto viola. 🙂
    Solo un paio di cose. Verso la fine hai scritto una frase in terza persona “aveva”. E’ voluto? No perché fino a adesso hai sempre scritto in prima persona. E poi hai invertito un paio di lettere e da “buio” è uscito “buoi”. Ora sarà una fattoria, ma non credo intendessi quello.
    Per il resto mi è piaciuto questo episodio!

  10. finalmente son riuscita a leggere anche il tuo lavoro. bella l’idea dei racconti nel racconto e anche l’unione di tanti sconosciuti che si ritrovano per forza insieme a condividere un’esperienza. io ho votato per la storia della donna in Libia 😉

  11. Bellissima trovata quella di raccontare una storia di tante storie diverse… mi ha fatto venire in mente il film Stand by me, anche se non so il perché…
    Ti seguo Federica, votando per l’uomo che fondò un’azienda di successo (probabilmente non la stessa che ha costruito quell’autobus :))

  12. La donna racconta una storia che conosce.
    La sua?
    Chissà…
    Mi piace l’imprevisto che nasce in situazioni possibili.
    Mi piace che ci si racconti delle storie!
    E mi incuriosiscono i passeggeri di cui ancora non si sa nulla

  13. La storia di un’estate che cambiò la vita ad una bambina.
    Molto carino e ben scritto, mi chiedo solo…non c’è nessuno tra questi viaggiatori che sia preoccupato perché non può avvisare a casa, qualcuno che avesse un appuntamento importante e ora si senta un pò inc#? Sai io mi immedesimo, sarei nera e anche un pò spaventata! 😀 ti seguo

  14. Il genere “avventura” è gettonatissimo per questo concorso 🙂
    Ma sai che a me è capitato davvero di rimanere bloccata su un autobus in aperta campagna? Solo che per fortuna non ci ho dovuto passare la notte! 🙂
    Ho scelto la storia dell’uomo che sventò la rapina 🙂

    • Ho fatto in modo che il guasto fosse accompagnato da una serie di eventi che li ha bloccati, per fortuna sulla tua tratta non c’era alcuna zona d’ombra!! Il genere avventura forse richiama il periodo estivo, la mia non è solo avventura, ma non sapevo dive inserirlo! Grazie di essere passata!

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