Jeanne: la santa che amava il diavolo

Dove eravamo rimasti?

Dove si recherà Jeanne? Dal re, per chiedere un nuovo esercito. (73%)

Il rogo

L’estate volgeva al termine, le giornate diventavano sempre più corte e il caldo opprimente lasciava il posto a giorni più freschi. Jeanne aveva vagato a lungo, senza meta, cercando di dimenticare l’orrore visto nelle segrete del castello. Gilles era diventato un pensiero martellante: temeva che l’avrebbe cercata per ucciderla, in modo che non potesse testimoniare contro di lui. Ancora più ossessivo era stato il pensiero di come aveva potuto innamorarsi di un uomo simile; non riusciva a darsi pace e quel sentimento maledetto non smetteva di bruciarle nel petto. Nonostante la scoperta della vera personalità di Gilles, lei continuava ad amarlo.

Decise di rientrare a Reims per chiedere a Carlo VII un nuovo esercito: la guerra dei cent’anni volgeva al termine e Jeanne voleva far parte di quel pezzo di storia. Sorprendentemente Carlo acconsentì alla sua richiesta, ma la liquidò con poche parole: “Ti concedo una manciata di uomini. Vedi di gestire al meglio la situazione” e, con un cenno di fastidio, la congedò.

Jeanne ripartì con il suo piccolo esercito, senza sentire però l’entusiasmo e la vocazione che l’avevano spinta a prodigarsi tanto durante le prime battaglie. Per quanto ci provasse, non riusciva a dimenticare tutti i momenti trascorsi con Gilles. L’episodio del castello sembrava essere un incubo così irreale che, a volte, credeva di averlo sognato davvero.

Passò quasi un anno, la primavera rinasceva ancora una volta e Jeanne non aveva più avuto nessuna notizia di Gilles. Continuava a combattere, ma il suo esercito diventava, di giorno in giorno, sempre più esiguo: tra morti e abbandoni, Jeanne era, ormai, affiancata da pochissimi uomini.

Un giorno, nei pressi di Compiègne, un soldato le chiese di poterle esporre i suoi dubbi: “Temo che non riusciremo a portare a termine questa guerra. Siamo rimasti in pochi, gli inglesi potrebbero prenderci da un minuto all’altro”. “Abbi fede in Dio”, rispose seccamente Jeanne e riprese a cavalcare senza degnare di uno sguardo l’uomo.

Non furono gli inglesi a fermarli; i Borgognoni, contrari al regno di Carlo VII, catturarono Jeanne appena mise piede a Compiègne. Dopo un lungo periodo di prigionia, fu venduta agli inglesi, che la sottoposero a un processo per eresia.

Il processo durò circa quattro mesi, durante i quali Jeanne subì pesanti interrogatori e una carcerazione durissima. Rispondeva alle domande dei suoi inquisitori con cuore puro, ribadendo di essere stata inviata da Dio per combattere contro gli inglesi. A nulla valse la sua onestà: Jeanne venne condannata al rogo.

Il 30 Maggio 1431, a Rouen, venne incatenata con cura a un palo di legno, in modo tale che non potesse svenire a causa del fumo, prima di ardere viva. Cadde in ginocchio pregando e chiese, con voce ancora ferma, una croce. La folla rimase pietrificata, ma un soldato inglese, impietosito, gliene porse una costruita in fretta con due rami intrecciati. Il fuoco cominciava a lambire la paglia sotto i piedi di Jeanne e lei iniziava a sentire un calore insopportabile. Sapeva di non avere scampo, nonostante avesse solo diciannove anni, aveva peccato troppo e Dio non l’avrebbe salvata. Mentre ardeva tra le fiamme, invocando il nome di Gesù, riusciva solo a pensare che non meritava alcuna pietà per aver amato a lungo il diavolo, nascosto sotto le membra del suo adorato Gilles.

 

 

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142 Commenti

  1. Pur sapendo come sarebbe andata a finire mi è dispiaciuto che Jeanne se ne sia andata con quel peso sul cuore. Già è dura morire bruciati, figuriamoci sapendo che la persona che si ama è un maniaco omicida e che dio non ci perdonerà mai per questo. 🙁 Ad ogni modo è stata una gradevolissima lettura, hai uno stile splendido e spero di leggere altre tue storie tra queste pagine! Grazie di tutto! 😀

  2. Finale catastrofico e trionfante! La degna coronazione di un racconto di grande qualità stilistica ed espressiva.
    “Bellissimo per fuoco e misura” -come definì Montale un racconto della Ortese- poiché trovo che l’elemento patetico del testo sia sempre calibrato da un buon controllo dello stile e della forma.
    Che dire..complimenti!
    🙂

  3. Ho letto gli ultimi tre episodi tutti d’un fiato. Il cambio repentino di Gilles è veramente ben descritto: dall’idillio all’orrore. Sono rimasto davvero sorpreso!
    Voto perché torni dal re per il nuovo esercito: forse tornare in battaglia ad espiare il male è un modo per riparare l’orrore che ha visto.

  4. Jeanne è una combattente e di orrori ne ha visti tanti. Questo forse è il peggiore, ma secondo me non si limiterà a fuggire. Non è da lei. Dopo essersi armata tornerà ad affrontare Gilles, chiedendogli una spiegazione. Dubito che qualunque cosa lui dica possa calmarla, ma in fondo è pur sempre l’uomo di cui è innamorata! ^^ Bellissimo capitolo, hai costruito perfettamente l’atmosfera, la tensione e l’orrore di Jeanne. Peccato per la tragicità di questo amore, ma sono l’ultimo a poter parlare! :p

  5. che bello questo racconto… fantastica l’ idea della domanda a fine capitolo!!
    Complimenti, mi sto appassionando e aspetto con impazienza di sapere che succedera’!!
    anche io sono sicura che si alzera’ per andare a vedere che succede ;-)!!

  6. Al castello anche per me! La tensione cresce, sarà dura per Jeanne non accorgersi di cosa combina il nostro buon Gilles nei sotterranei del suo castello! ^^ L’idea di guardare la storia proprio dagli occhi di Gilles è particolarmente intrigante. Questo racconto meriterebbe molto più spazio per essere sviluppato, di quello disponibile qui! Ottimo lavoro!^^

  7. Secondo me Carlo rimane indifferente. Per mantenere salda la corona nelle sue mani non può mostrare di dipendere da una contadina visionaria. Sa bene che Jeanne gli è utile, ma vuole legittimarla il meno possibile. In questo modo sarà più facile sbarazzarsi di lei, quando sarà divenuta troppo scomoda e non servira più.
    Capitolo splendido, mi è letteralmente volato! ^^

  8. Mi fa piacere che ci sia qualche racconto storico da queste parti! Utilizzare Giovanna d’Arco e Gilles de Rais come protagonisti è una scelta senza dubbio audace, ancor di più lo è creare quest’aura di desiderio insoddisfatto fra i due. Ma le scelte audaci sono sempre premiate!
    Per la mia visione romanzata della purezza totale della Pulzella d’Orleans, ho scelto l’opzione per cui Gilles starà fuori ad attendere l’alba.

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