Jeanne: la santa che amava il diavolo

Una cavalcata nei boschi

“A cosa pensi Jeanne?” chiese Gilles con voce carezzevole. Nonostante i tormenti che si agitavano dentro il suo petto, Gilles era, in apparenza, un uomo buono e mite. Il sole caldo del pomeriggio  aveva, rapidamente, fatto aumentare la temperatura, ma i due, riparati dall’ombra degli alberi, cavalcavano lentamente uno di fianco all’altra, godendosi il fresco del bosco. 

Jeanne avrebbe voluto dirgli che era confusa, che non riusciva a capire il sentimento che nasceva in lei ogni volta che lo guardava negli occhi. Percepiva la complicità che si era creata tra loro in quei lunghi mesi di battaglia ed era certa che, in condizioni diverse, il loro destino sarebbe stato differente. Era fortemente combattuta: Dio le aveva assegnato un compito e non poteva disattenderlo, ma le lunghe conversazioni che aveva avuto con Gilles, l’avevano indotta a pensare, con un velo di tristezza, che la sua vita avrebbe potuto prendere una strada molto diversa.

Respirando a fondo, cercando di controllare le emozioni che le si affastellavano tra il cuore e la testa, si voltò verso Gilles che aspettava da qualche minuto una sua risposta.

“Penso ai morti che ci siamo lasciati alle spalle, a quante vite abbiamo spezzato, in nome della libertà del nostro paese”.

Gilles la guardò stupefatto, quell’affermazione sembrava così strana detta da lei. Jeanne era così valorosa, non si fermava davanti a niente e a nessuno, proseguiva senza cedimenti nella sua missione e non esitava mai ad affondare la sua spada nel cuore di un nemico.

Aprì leggermente la bocca per risponderle, ma non disse nemmeno una parola. Trovò che, in quel momento, il silenzio fosse più adeguato. Ripensò allo sguardo azzurro e fiero di Jeanne che scendeva, con un salto improvviso, da cavallo per lanciarsi addosso a un giovane soldato inglese, pallido e impaurito. Provava sempre una certa eccitazione quando vedeva il sangue sgocciolare dalla spada di Jeanne, quasi quanta ne provava ad uccidere con le sue mani un uomo.

Gilles pensò a quanto sarebbe stato bello fermarsi con lei in una locanda, non solo per mangiare e bere, ma, essendo profondamente devoto a Dio, capiva bene che non sarebbe stata la cosa giusta da fare.

Proseguirono fianco a fianco, in un silenzio rotto solo dal rumore degli zoccoli dei loro cavalli, entrambi di un nero luccicante, fino all’imbrunire. 

“Ho fame Gilles e sono stanca” disse Jeanne. ” Perché non ci fermiamo a riposare da qualche parte fino a domattina?”. Gilles sentì un brivido violento attraversargli la schiena, mentre lei gli poneva quella domanda.

Che cosa risponderà Gilles a Jean?

  • Propone a Jeanne di accamparsi nel bosco, di accendere un fuoco e di andare a caccia di qualche coniglio per procurarsi la cena. - (38%)
    38
  • Le chiederà di proseguire il cammino fino all'alba, per raggiungere prima del previsto la città in cui si stavano dirigendo. (23%)
    23
  • Le proporrà di cercare una locanda, assecondando così il suo desiderio inconfessato di trascorrere una notte con lei. (38%)
    38
Loading ... Loading ...
Categorie

Lascia un commento

142 Commenti

  1. Pur sapendo come sarebbe andata a finire mi è dispiaciuto che Jeanne se ne sia andata con quel peso sul cuore. Già è dura morire bruciati, figuriamoci sapendo che la persona che si ama è un maniaco omicida e che dio non ci perdonerà mai per questo. 🙁 Ad ogni modo è stata una gradevolissima lettura, hai uno stile splendido e spero di leggere altre tue storie tra queste pagine! Grazie di tutto! 😀

  2. Finale catastrofico e trionfante! La degna coronazione di un racconto di grande qualità stilistica ed espressiva.
    “Bellissimo per fuoco e misura” -come definì Montale un racconto della Ortese- poiché trovo che l’elemento patetico del testo sia sempre calibrato da un buon controllo dello stile e della forma.
    Che dire..complimenti!
    🙂

  3. Ho letto gli ultimi tre episodi tutti d’un fiato. Il cambio repentino di Gilles è veramente ben descritto: dall’idillio all’orrore. Sono rimasto davvero sorpreso!
    Voto perché torni dal re per il nuovo esercito: forse tornare in battaglia ad espiare il male è un modo per riparare l’orrore che ha visto.

  4. Jeanne è una combattente e di orrori ne ha visti tanti. Questo forse è il peggiore, ma secondo me non si limiterà a fuggire. Non è da lei. Dopo essersi armata tornerà ad affrontare Gilles, chiedendogli una spiegazione. Dubito che qualunque cosa lui dica possa calmarla, ma in fondo è pur sempre l’uomo di cui è innamorata! ^^ Bellissimo capitolo, hai costruito perfettamente l’atmosfera, la tensione e l’orrore di Jeanne. Peccato per la tragicità di questo amore, ma sono l’ultimo a poter parlare! :p

  5. che bello questo racconto… fantastica l’ idea della domanda a fine capitolo!!
    Complimenti, mi sto appassionando e aspetto con impazienza di sapere che succedera’!!
    anche io sono sicura che si alzera’ per andare a vedere che succede ;-)!!

  6. Al castello anche per me! La tensione cresce, sarà dura per Jeanne non accorgersi di cosa combina il nostro buon Gilles nei sotterranei del suo castello! ^^ L’idea di guardare la storia proprio dagli occhi di Gilles è particolarmente intrigante. Questo racconto meriterebbe molto più spazio per essere sviluppato, di quello disponibile qui! Ottimo lavoro!^^

  7. Secondo me Carlo rimane indifferente. Per mantenere salda la corona nelle sue mani non può mostrare di dipendere da una contadina visionaria. Sa bene che Jeanne gli è utile, ma vuole legittimarla il meno possibile. In questo modo sarà più facile sbarazzarsi di lei, quando sarà divenuta troppo scomoda e non servira più.
    Capitolo splendido, mi è letteralmente volato! ^^

  8. Mi fa piacere che ci sia qualche racconto storico da queste parti! Utilizzare Giovanna d’Arco e Gilles de Rais come protagonisti è una scelta senza dubbio audace, ancor di più lo è creare quest’aura di desiderio insoddisfatto fra i due. Ma le scelte audaci sono sempre premiate!
    Per la mia visione romanzata della purezza totale della Pulzella d’Orleans, ho scelto l’opzione per cui Gilles starà fuori ad attendere l’alba.

Questo sito usa i cookies per migliorare l'esperienza utente. Cliccando su Accetto acconsenti all'utilizzo di cookie tecnici e obbligatori e all'invio di statistiche anonime sull'uso del sito maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi