Il veliero in secco

Dove eravamo rimasti?

Filippo crederà a Raffaella? No, ma fingerà di crederci (56%)

Eterne Punizioni

Raffaella e Filippo si fissavano l’un l’altro senza parlare. Il ragazzo non sapeva come, non sapeva perché, ma dagli occhi dell’altra lesse un mondo intero di spiegazioni. Non volle crederci. Non volle credere a nulla di quanto raccontato. Comunque sorrise come un idiota e assunse l’aria più stupita che riusciva a mettersi in faccia.

«Dove avete intenzione di portarmi?» Chiese a bassa voce. Ancora non riusciva ad alzarsi in piedi.

«Dall’altra parte. Dobbiamo aggirare la scogliera, il portale si apre da lì»

«Portale?»

«Ma quante domande, signorino!»

Ormai era calata la notte e Filippo non riusciva a immaginare dove si trovasse la scogliera. In effetti non la vedeva da ore, da prima della poco piacevole nuotata in mare.

«Va bene, vengo con voi, voglio fidarmi anche se non ho capito cosa mi aspetta.»

«Secondo te cosa ti aspetta? Cosa può avermi spinto a venire a prenderti pur di non perdermi lo spettacolo?»

Dire che a Filippo a questo punto venne la pelle d’oca sarebbe sbagliato: lo pervase letteralmente un’ondata di puro terrore.

«Voglio vedere mio fratello…»

Non riuscì a terminare la frase che l’equipaggio scoppiò a ridere.

«Giordano è morto, rassegnati!» L’espressione di Raffaella non nascondeva il suo godimento per il panico del prigioniero.

«Beh anche io.»

Filippo riuscì a mettersi a sedere e intanto soppesava ogni singola parola di Raffaella.

«Sì ma lui in vita non è mai stato lo stronzo che eri tu. Mi dispiace, o forse no, ma non hai il permesso di incontrarlo. In realtà non lo vedrai mai più.»

Il primo ufficiale sorrise. Non poteva dire che a quella ragazza mancassero le palle nonostante il compito ingrato che le era stato affidato. Questo era il loro Purgatorio, dovevano tutti scontarlo. Filippo però era destinato ad altro e Giordano, che non aveva mai fatto male a una mosca, era lontanissimo da tutti loro.

Le nuvole lentamente svanirono e nel cielo lasciarono il posto a una fitta coltre di stelle luminose. Raffaella prese posto al timone e iniziò a dare ordini.

Filippo venne lasciato dov’era, con poca sorveglianza.

«Se lo perdiamo sarà un casino ritrovarlo.» Sussurrò un uomo all’orecchio del capitano.

«Lo so.» Rispose lei a bassa voce. «Tutto sta nell’arrivare al portale, poi è fatta.»

Filippo udì la conversazione, ma fece finta di niente. Riuscì con molta calma a mettersi in piedi e barcollando ancora stordito si avvicinò al parapetto della nave. Raffaella sorrise maligna osservandolo con la coda dell’occhio, ma lui non se ne accorse.

Sporgendosi come se volesse guardare l’acqua Filippo si lanciò in mare, di testa. Non era stata una mossa saggia perché in quel modo aveva sbattuto più volte contro il legno del veliero. Comunque si trovò in acqua prima di rendersi conto che sul ponte si era scatenato un putiferio. Nessuno osò gettarsi a sua volta.

Calarono in mare le scialuppe. Raffaella non si scompose di una virgola e iniziò a fischiettare allegra.

«Che facciamo? Non lo troveremo mai di notte.»

«Peggio per lui.»

«Ma così non raggiungerà la destinazione.»

«Sul serio? Pensi sul serio che possa sfuggire all’Inferno che gli si sta modellando intorno?»

Il primo ufficiale rimase pietrificato.

«L’hai fatto apposta. Tutte quelle spiegazioni di solito non si danno. L’hai portato tu a voler fare un tentativo disperato»

La giovane donna al timone non disse altro ma riprese a fischiare un motivetto monotono anche se allegro.

L’equipaggio della Bloody Moon cercò il prigioniero per tutta la notte. La luna era grande e luminosa e indicava al capitano la direzione per la scogliera.

Il portale era aperto, li aspettava paziente, ma presto si sarebbe chiuso e li avrebbe lasciati tutti in un limbo perpetuo dal quale non sarebbero più tornati.

All’alba Raffaella richiamò gli uomini sulla nave e il veliero oltrepassò il confine tra questa vita e il mondo dal quale venivano.

Filippo rimase incastrato tra i due piani, prigioniero delle sue stesse scelte. Raffaella aveva fatto in modo di negargli anche l’Inferno che lo attendeva dall’altra parte.

Il giovane semplicemente smise di esistere per come i viventi possono intendere l’esistenza e nella sua agonia senza fine iniziò ad annegare. Si sforzò inizialmente di tornare a galla ma fu tutto vano. Avvertì un dolore improvviso e lancinante al torace, sembrava che un’infinità di aghi si fossero infilati nei polmoni. Nessuno avrebbe resistito ma per lui non ci sarebbe stato termine all’agonia. Non solo l’aria mancava ma l’acqua ormai entrava nel suo corpo dal naso e dalla bocca.

Filippo annegava… mille volte… e ancora altre mille… annegava e nessuno avrebbe più potuto salvarlo. Ancora annega e così sarà per l’eternità.

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116 Commenti

  1. Alla fine non si può negare che Filippo abbia affrontato il suo destino, gli si è praticamente tuffato incontro. ;-P
    Mi dispiace per Giordano, intrappolato in una storia che lo vedeva estraneo, per Raffaella, che per questo forse passerà un po più tempo lì dove si trova, ma più di tutto mi dispiace che siamo giunti al termine di questa bella storia. 😉

  2. No, ma fingerà di crederci. Un “bravo ragazzo” come Filippo non potrà mica accettare di sottostare a Raffaella, quindi spero che ci delizi che un ultimo dei suoi colpi da uomo di grande caratura quale che è ;P

  3. Sarei tanto curioso di sapere dove “è andato” il buon Giordano e cosa abbia capito, comunque sia spero che non torni dato che tutta la storia sembra essere qualcosa che avviene solo per il caro Filippo.

  4. La storia si fa sempre più interessante anche se mi dispiace che ci stiamo avviando alla sua conclusione, questo horror a puntate è diventato un “piacevole” appuntamento.
    Complimenti per la forma che ora è di ottima caratura.
    Avrei voluto scegliere la risposta nella quale Filippo non lo saprà mai, tuttavia la risposta “Sì, tanto quanto Filippo” mi ha catturato, intrigato con i suoi molteplici modi per dimostrare che è vera, oltre ad essere di fondo ovvia che non ho saputo resistere al votarla quasi istantaneamente 😉

    • Io mi sono divertita tanto a scriverla e il fatto di proporla a capitoli mi ha aiutato a chiarirmi le idee di volta in volta. È stato un esperimento e sono contenta che mi sia piaciuto 😀 ora vediamo come divertirci ancora un po’ sulla pelle del macinato xD

  5. Sulla nave! Il Capitano ha detto che la sua punizione è appena cominciata… credo proprio che un tentativo di fuga fallito, il fatto di aver abbandonato suo fratello e quegli orribili ricordi siano solo la punta dell’iceberg ;P

  6. Di nuovo sulla nave, come se questa scena fosse un incubo dovuto ai rimorsi di coscienza (ben gli sta, aggiungo).
    Manuela brava, hai fatto un bel lavoro di editing accorciando i lunghi periodi di cui abbiamo parlato l’altra volta 😉 secondo me ora rende molto di più, e già prima era ottimo!

  7. L’avevo consigliato a Giordano di mollare Filippo ;P… Ora penso proprio che Filippo si concentrerà solo su stesso e tenterà la fuga in solitario.
    Complimenti per la forma che è migliorata diventando più fluida senza incespicamenti, grazie anche al uso di periodi più brevi. La storia, finalmente si può tirare un po’ il respiro dopo un ritmo serrato, incomincia a dipanarsi lentamente. Filippo conosceva il morto nella cambusa ?

  8. Il comandante soddisfatto della punizione, però mi piacerebbe che Filippo si rivelasse pavido e codardo diversamente dal fratello così potresti avere sviluppi interessanti nella trama.
    Mi è piaciuto molto, fanno davvero paura la nave pirata e la ciurma maledetta, solo la punteggiatura sarebbe da curare maggiormente.

      • Certo Manuela, ma voglio premettere che te l’ho fatto notare perché qua si usa farlo in quanto community, senza offesa, anche perché il tuo racconto è ineccepibile per tutto il resto:
        ES. “Si ostinava, non mollava la presa, non lasciò andare il fratello nemmeno quando l’equipaggio iniziò a tirarlo a bordo. Ma di certo agli uomini che da secoli popolavano la nave non mancavano le forze e i gemelli furono entrambi issati sul ponte prima che se ne potessero rendere conto.”
        Io avrei scritto “Ostinatamente non mollava la presa, tenendo il fratello anche quando l’equipaggio iniziò a tirarlo a bordo. Agli uomini, che da secoli popolavano la nave, non mancavano le forze: i gemelli furono entrambi issati sul ponte, prima che se ne potessero rendere conto.”
        Un altro “Il ragazzo svenuto si era ripreso, anche se sarebbe stato meglio per lui rimanere incosciente, l’altro insisteva nel suo tentativo di liberarlo.”
        Io avrei scritto: Il ragazzo svenuto si riprese, anche se sarebbe stato meglio per lui rimanere incosciente. L’altro insisteva nel suo tentativo di liberarlo.” Due periodi per dare importanza all’azione del salvatore, se no un pochino si perde nella frase precedente.
        Quanto esposto è solo il mio punto di vista perché do importanza alla punteggiatura, all’uso di avverbi e gerundi, ma il tuo racconto è per altri versi perfetto 😉

          • Un mio consiglio: scrivi, dopo un pò rileggilo ed elimina o correggi le parole inutili…leggi come se parlassi, facendo le giuste pause per le virgole, dando importanza alle azioni e i concetti esposti coi punti. Quando leggi un buon libro fai caso alla punteggiatura, a lungo andare ti verrà naturale 😉

  9. Ho votato per il capitano, sembra che abbia uno scopo per i gemelli e quindi non credo che se ne voglia disfare già di uno (oltre al fatto che mi sto incuriosendo). Filippo sembra aver già vissuto un’esperienza simile e nonostante la sua nota prontezza d’animo che l’ha distinto fin’ora credo che per questa volta non farà niente… tanto per cambiare ;P

  10. Credo che l’azione più verosimile, dopo tanta preoccupazione, sia quella di tornare da Filippo per liberarlo.
    Trascinante 🙂 mi ha un pò confuso la parte in cui usi il corsivo, ben descritta, ma non capisco perché l’hai separata così nettamente…

  11. Mi intriga la soluzione Giordano deve tornare da filippo per cercare di liberarlo. Detto qeusto ci poterebbero stare altre soluzioni, dipendenti da fattori ancora saggiamente non spiegati dall’autrice 🙂

    • Grazie Davide ^.^
      considerando che la storia si svolgerà in dieci capitoli è ovvio che già sappia quale sia la sua cornice ma ho bisogno di voi per muovermi al suo interno. Se svelassi ora le carte in gioco mancherebbe il potere decisionale del lettore, che poi è la cosa divertente qui *.* non trovi?

      • Certo è un buon esperimento di fusione tra lettore e scrittore, offre una chiave di lettura nuova quanto allo scrittore quanto al lettore, equilibrio che invece normalmente è compromesso, poichè i lettore è un recettore passivo

  12. Dovrebbe liberare il fratello e, entrambi, salire sul veliero e cercare di capirci qualcosa.
    Comunque è il caso che Filippo si dia una svegliata, se continua così rischia lui e mette in pericolo anche il fratello. Dovrebbe riprendersi e cercare di indagare sul veliero insieme al fratello. 🙂

  13. Eh.. l’avevo detto che era meglio buttarlo in mare subito…amore fraterno (2 fratelli) insegna ;P … ora come ora se non vuole vedere il fratello farsi un altro giro di chiglia sarà meglio che lo liberi.. poi magari con qualche preghiera il simpatico signore con gli occhi rubicondi (in realtà è una brava “Persona”, è solo un po’ alticcio) magari gli cala una scialuppa o altro per farli tornare a casa… o no ?

  14. Ho scelto per il probabilmente lo farà… ma in realtà aspetta solo per recuperare un po’ di forze (prosciugate??)… se proprio deve aiutare il fratello dovrebbe buttarlo in mare ora… il morto a galla gli dovrebbe riuscire senza problemi ;P

  15. Essendo un horror bisognerebbe pensare come un protagonista da horror!… quindi Giordano aspetterà qualche minuto che Filippo si riprenda, ma poi non notando miglioramenti (o addirittura peggioramenti) penserà bene di correre alla stazione lasciando il fratello al “sicuro” sul “gioioso” veliero… (magari chiudendolo in cambusa perché in realtà non ha mai sopportato dividere i regali.. ;P )

  16. il cadavere è il vero fratello di giordano. filippo è un impostore!!! e se fosse stato proprio filippo ad uccidere il vero fratello di giordano che aveva scoperto l’inganno, magari per motivi legati all’eredità della famiglia?

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