Il dono di Tsukuyomi

Dove eravamo rimasti?

Chi sarà il proprietario della Menina alla fine della storia? Tsukuyomi (57%)

Il dono di Tsukuyomi

– Jorge-san.

Si svegliò di soprassalto. Era sudato nonostante il freddo. Non sapeva dove fosse. Già, il daimyo lo aveva fatto rinchiudere e incatenare.

– Isamu?

– Sono io.

Si stropicciò gli occhi. Nonostante il buio pesto lo vedeva bene, come se fosse illuminato da una lampada. Era vestito di bianco e teneva le mani al ventre. Aprì le braccia e il sangue fu libero di scorrere sulle sue vesti. Jorge non cercò nemmeno di trattenere le lacrime. Isamu era morto ed era lì davanti a lui che gli sorrideva.

– Ho tradito il mio signore consentendoti di spezzare l’incantesimo. E ho tradito i miei insegnamenti invocandolo. Ero nel tempio e di colpo ho ricordato tutto. Non potevo sopportarlo. Ma avrei voluto ringraziarti e sono stato accontentato. Ti ho chiesto molto, Jorge-san

– Non me l’hai chiesto.

– Spero che mi perdonerai.

Annuì. Isamu era morto. Non riusciva a convincersi.

– E adesso?

Isamu distolse lo sguardo. Rifletteva.

– I kami ubbidiscono a leggi diverse da quelle dei mortali. Tsukuyomi non può liberare sua figlia, perché la magia che la nasconde, in parte, è nata al di fuori della nostra terra.

– I frati?

– Già. Non so come farai, Jorge, come non sapevo come avresti spezzato l’incantesimo di dimenticanza. Ma solo tu puoi aiutarlo.

Isamu stava svanendo. Era morto, ed era la terza volta che se lo ripeteva.

– Aspetta…

– Non posso, Jorge-san. È stato un onore.

– Anche… – Isamu sparì e tutto tornò buio. – Anche per me, amico mio.

***

La porta si aprì. Prima che potesse fare domande, Machiko si inginocchiò davanti a lui e gli aprì la catena.

– Alzati, e vieni con me.

– Machiko-sama? Dove…

– Non c’è tempo.

Gli uomini del daimyo, fuori, erano a terra. Uscendo pestò una pozza di sangue.

– Cosa…

– Sbrigati.

Quelli attorno al carro del dono sembravano invece addormentati. Ne urtò uno, che si rovesciò come un sacco di riso.

– Cos’è successo?

Lei sospirò, in piedi davanti al carro. Si girò verso di lui.

– Sono stata io. Stanotte, ho avvelenato e accoltellato.

Gli mostrò le mani.

– Voi?

Machiko annuì e prese un grosso respiro.

– Non ora. Adesso… – si girò verso il carro – adesso, grande e venerabile Tsukuyomi, io ti invoco. Tua figlia è qui.

Tremava. Jorge l’afferrò appena in tempo prima che cadesse.

– La madre era una mia dama di compagnia. Non le ho creduto quando mi ha detto chi era il padre. Poi è morta e io ho rapito sua figlia. Lo shogun ci ricattava.

Si diede un contegno. Si voltò e scoprì il carro.

– Sei libera.

Aya si tirò addosso il lenzuolo. Furia sbucò da dietro di loro e saltò sul carro.

– Ryu! – Aya lo abbracciò. – Sei diventato uno yokai.

– Lo ha fatto per cercarti, figlia mia.

La voce veniva dalle loro spalle. Jorge spostò di lato Machiko. Tsukuyomi si avvicinò al carro e abbracciò sua figlia.

– Sono qui, piccola mia.

– La mamma è morta.

– L’ho saputo.

Tentò di farla scendere dal carro ma non ci riuscì. Stupito, si girò verso Jorge, che gli ripeté le parole di Isamu. Gli occhi di Tsukuyomi divennero rossi.

– Mi serve qualcosa della tua terra che io possa assorbire. Un oggetto magico.

Jorge scosse la testa.

– Un amuleto, qualsiasi cosa!

– Io.

– No. Sei l’unico che voglio salvare.

Furia saltò giù dal carro e si allontanò. Tornò poco dopo con la sua sacca. Jorge la svuotò.

Tsukuyomi allungò la mano. Jorge la ritrasse. La Menina era l’unica cosa che possedeva.

– Compirete la vostra vendetta?

– Pensi di negoziare con me, uomo?

– Libererete Aya grazie a me.

Tsukuyomi gli afferrò il braccio e lo costrinse a lasciargli la pistola.

– Hanno ingannato anche te.

– Lo so, ma mi sta bene così. È l’unica cosa che possiedo, fatene buon uso, Tsukuyomi-sama.

Jorge si inchinò. Tsukuyomi rise, afferrò Machiko per la mano e le sussurrò all’orecchio. Lei sgranò gli occhi.

– Non acconsentirà mai.

– Va’ da tuo padre, adesso. E ricorda: nessuno avrà ciò che voleva.

Machiko corse via. Tsukuyomi sparò in direzione del carro e infranse la barriera. Sorrise. Lui e sua figlia sparirono.

***

Il pianto di Machiko raggiungeva tutta la casa e non cessò che al mattino.

Jorge sedeva sulla fontana quando la vide arrivare.

– Prendi il carro, Jorge-san.

Si alzò e afferrò le redini. Lei ci mise due spade e lo coprì.

Un corteo dimesso si presentò davanti allo shogun. Machiko si inginocchiò e lui tossì prima di parlare.

– Vediamo.

Lei scoprì il carro.

– Mio padre non ha esaudito la vostra richiesta e ha rimesso la sua vita nelle mani dei kami.

Lo shogun annuì, sorridendo.

– Il feudo verrà riassegnato, quindi.

– L’accordo era con mio padre, non con me. Sposerò quest’uomo e lo renderò signore delle mie terre.

Indicò Jorge, che si stupì come tutti.

– Come osi, Machiko? – urlò lo shogun.

Lei si scoprì la mano: c’era impressa una falce di luna.

– Non sono io a volerlo.

Lo shogun fissò il marchio di Tsukuyomi. La tosse si fece più forte. I servitori portarono dell’acqua, ma lui non riuscì a berla.

***

A sera i banditori, in strada, annunciarono la morte dello shogun.

Jorge sedeva alla fontana con in braccio Furia. Machiko si avvicinò e carezzò il gatto.

– È davvero un bravo yokai, non trovi, Jorge-sama?

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92 Commenti

    • P.S.: dimenticavo… Concordo con i tuoi commenti su WD. Io mi sono già cancellato da TI una volta, per le tue stesse motivazioni sul circolo chiuso, i commenti buonisti, gli incipoints che non premiano la qualità, gli spammer e i per sui socil network.
      Però sono tornato. In fondo chi se ne frega degli incipoints? L’importante è trovare dei buoni lettori che ti diano giudizi spassionati, magari critici ma costruttivi. Sono pochi ma preziosi. E poi c’è il gioco dell’interattività che è comunque sfidante.
      Non andare via.

      • A me piace il fatto dell’interattività, aiuta a scrivere storie. Ed è divertente. Mi piacerebbe poterlo fare con storie più lunghe.
        Comunque no, ho un’altra cosa che avrebbe proprio bisogno di un posto così per andare avanti. 🙂
        Non a brevissimo purtroppo. E con molta molta più calma. 😀

  1. Allo Shogun L’imperatore va bene dove è, fa il Kami del Giappone e giustifica il potere dello Shogun stesso che se non erro agisce (formalmente) in nome del discendente di Amaterasu.

    Uno nella posizione dello Shogun non dovrebbe avere problemi di soldi, alla peggio ha mezzi per non chiederli a prestito.

    La salute invece…

    Bellissimo l’oggetto magico!

  2. bello questo capitolo! io voto per la salute… anche se non è esattamente l’idea che avevo…. magari più che salute conferisce immortalità, invulnerabilità, capacità di padroneggiare le menti altrui… va beh stop con la fantasia, meglio che fai tu che sceglierai sicuramente meglio! mi piace leggere questo genere ma dubito che saprei scriverlo
    🙂

  3. Ho passato il tempo a chiedermi se avrei dovuto specificare che NON è anziano nonostante i capelli bianchi, ma poi sono stata vittima del numero di caratteri e ho lasciato perdere.
    Mi accorgo che invece avrei dovuto. 🙂

  4. Oni oni oni oni! (grazie 🙂 )

    Attentato no, anche se a Venezia conservano uno strano ordigno con armi a ruota che fece parte di un attentato fallito. O forse ci stava, ma ho votato per l’isola di Java… Una maledizione che mi perseguita?

  5. Avevo adocchiato il tuo racconto qualche giorno fa, poi per un motivo o per un altro, l’ho perso di vista. Fortunatamente sei passata dal mio e, leggendo il titolo sotto il nickname, mi sono ricordato di averlo lasciato in sospeso.
    E devo dire che non mi pento affatto della cosa. Molto bello, tutto: ben scritto, bella idea, belle ambientazioni, il tutto dettagliato con cura. Ottimo in definitiva.
    Ho votato per Furia che butta dall’imbarcazione Jorge.
    Ti seguo

    • Un attimo, un attimo… ho letto… dov’è il Fantasy? Questo racconto mi piace, accidenti se mi piace. Peraltro amo i felini, tutti.
      Ho votato per l’incendio, anche se la tempesta come alternativa non è niente male. Il demone è troppo Fantasy e perciò…
      Vediamo se riesci a convincermi: ti seguo con riserva.
      (I generi su TI in realtà sono pochi e l’inquadramento non sempre è facile)

  6. Ora sono proprio curiosa di capirci di più, mi ha lasciato la voglia di vedere che succede ed in fondo lo scopo di chi scrive è proprio questo no? ^.^
    Per me andrà a salutare il porto, non lo so è così “romantica” come alternativa.

    ps.
    Qui mi hai strappato un sorriso 🙂
    ” Il daimyo Saikai mi ha fornito un lungo elenco di dispiaceri che potrebbero capitarvi se il suo favore vi venisse meno, ma sapete, sono un frate, le minacce non si adattano al mio abito.”

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