Fiori del Male a Sanremo

Dove eravamo rimasti?

scopriamo qualcosa di più sulla bambina (50%)

Fragile come il fior di vetro

“ma papà, cosa fai? ho quindic’anni!” urlai staccandomi dalla morsa di mio padre che mi strattonava via dalla spiaggia. Potevo camminare da sola e sopportare la sgradevole scena della tragedia appena consumatasi.

Non è vero, quella notte non riuscii a dormire, un violento temporale preannunciava sconvolgimenti in città come quelli che pervasero la mia mente. Mi alzai all’alba: il cielo livido, la linea del mare che si scorgeva appena , quel mare che sembrava si vergognasse a farsi rivedere dopo ciò che aveva fatto alla bambina. Comunque, sarei tornata alla spiaggia e fanculo ai miei se non me l’avessero permesso.

Così fu, dopo una lunga e silenziosa colazione famigliare, andammo allo stabilimento ma non ci fu permesso entrare. Curiosi allungavano il collo come fans davanti alla passerella del Teatro Ariston il primo giorno del Festival, l’area era transennata alla bell’e meglio, un nastro rosso imbastiva l’orlo tra la massa vacanziera e quel luogo di morte.

Una giornalista della tv locale, dalla  voce squillante, attirò l’attenzione dei più: stava intervistando gli avventori del bagno 14, che  fornivano testimonianze discordanti e a tratti artificiosamente appassionate. Tutti avevano visto e sentito qualcosa, taluni dichiararono di conoscere bene la madre della bambina, a quanto pareva una depressa irrecuperabile. Ma nessuno parlava della vittima per nome .

Una donna maestosa, con grandi occhialoni da sole arancioni, un caftano viola sgualcito e infradito dorate si avvicinò alla giornalista, afferrò il microfono sentenziando: “voi non sapete nulla! Io ho letto tutto nelle carte, ogni cosa mi è chiara, la piccola Sole non è morta per una fatalità, né un incidente “.

Dunque, finalmente un nome. La giornalista la snobbò sprezzante, si riappropriò del suo microfono e la dribblò a gomito alzato, come un’attaccante furioso contro il terzino di turno. Alcuni spettatori risero, altri si misero le mani sulla bocca quasi a soffocare la loro sorpresa. Alcuni la riconobbero e annuirono convinti della veridicità delle sue parole. Infatti, la donnona era una nota astrologa/cartomante con studi a Torino, Milano e Sanremo e vantava un notevole numero di clienti.

Mi avvicinai alla cartomante, che già mi era simpatica per aver suscitato tanto clamore, e le chiesi come sapeva il nome della bimba. Mi rispose semplicemente che gli astri glielo avevano rivelato.

Venne smentita in breve tempo, i notiziari di mezzogiorno diedero qualche dettaglio: la bambina  si chiamava A.R., solo le inziali per rispetto della famiglia, la chiamarono con un nome di fantasia: “Margherita”.  Aveva 9 anni, veniva da Collegno ed era in vacanza a Sanremo da due giorni assieme alla madre. Andava benissimo a scuola ma spesso era assente perché soffriva di una forma di asma cronica, era afflitta da spasmi bronchiali che solo l’aria di alta montagna o il mare potevano sedare. Nessun riferimento al padre. Le altre informazioni si concentravano maggiormente sulle ricerche del corpo, che si stavano spingendo fino alla Costa Azzurra; considerate le pessime condizioni del mare della  notte prima, c’era da credere che la piccola fosse già stata portata a diverse miglia di distanza.

***

Pranzammo in un piccolo ristorante vicino al mercato dei fiori: finalmente ne potei sentire la fragranza vibrante, vigorosa: che paradosso – pensai – profumo di vita da fiori recisi.

Osservai un vaso di fior di vetro Nuova Guinea, tra i preferiti di mia madre, e non potei non pensare alla piccola Sole – per me si chiamava così- tanto fragile.

Dal piccolo televisore del ristorante si sentì la sigla di tg: erano le 2 del pomeriggio passate ed era in edizione straordinaria: le immagini della madre di Sole portata fuori dalla caserma dei Carabinieri. Dietro di lei, con Ray Ban scuri e sorriso beffardo, un tipo noto: Luca.

Che ci fa lì Luca?

  • È persona informata sui fatti (33%)
    33
  • È legato alla mamma di Sole (67%)
    67
  • È il figlio del Comandante dei Carabinieri di Sanremo (0%)
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21 Commenti

  1. Complimenti sinceri a Mafalda, il suo incipit giallo mi ha già catturata, sono davvero curiosa di scoprire l’implicazione di Luca in questa disgrazia accaduta apparentemente alla luce del sole… voglio sapere di più di quel torbido Luca, insinuato tra quelle acque cristalline!

  2. Io vorrei sapere della bambina 🙂
    Complimenti Mafalda, la tua scrittura è davvero scorrevole e piacevole! Non sono la persona più adatta per dare consigli, mi dispiace… però sappi che questo primo episodio mi è piaciuto davvero molto e continuerò a seguirti con piacere 🙂

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