Facciamo che fare

Il Gruppo

“Quanto Sole.” pensa Stefano. Dalla finestra di camera sua può vedere una grossa fetta del lato est di Torino. L’ospedale Molinette, poco più oltre il Valentino ed il Po, oltre ancora le colline. Tutto è schiarito con violenza dall’impeto solare.

“Quanto caldo.”

Una goccia di sudore scende dalla fronte alla guancia, poi sul mento e infine si lancia nel vuoto atterrando un metro e sessanta più in basso, sulla moquette.

Camera sua è piccola. Si potrebbe anche definire accogliente, se non fosse che d’estate è troppo calda e d’inverno è troppo fredda. Va bene solamente durante la primavera e l’autunno.

La camera-mansarda ha sempre dato a Stefano una discreta privacy, è impossibile salire la scaletta in legno senza far capire a chi vi sta che qualcuno è in arrivo, ma tutto ha un prezzo.

“Devo convincere i miei a comprarmi un piccolo condizionatore. Non si può andare avanti così, eccheccazzo!”

Una folata d’aria gli spettina ulteriormente i capelli disordinati, il piccolo ventilatore nell’angolo gli dà quella brevissima sensazione di sollievo che sparisce non appena rivolge le pale altrove, nel suo movimento costante e circolatorio.

Si volta, abbandonando lo scorcio torinese, e lo sguardo cade sui libri universitari sulla scrivania, chiusi. “Biologia molecolare della cellula…” avvicina la mano alla copertina, riluttante “No, troppo caldo.”

PUC!

La notifica di WhatsApp rompe la monotonia sonora del primo pomeriggio di Luglio, quando tutti, o quasi, stanno evitando attentamente il caldo della più torrida estate degli ultimi cinquant’anni.

PUC! PUC!

“Il gruppo si è svegliato.”

Stefano allunga subito il braccio a recuperare lo smartphone troppo “scrauso” per tenere aperte più di due app in contemporanea, con un gesto repentino sblocca lo schermo e, famelico di novità, lo avvicina al viso per leggere bene.

Tonyo: Cazzo fate? 14.45

Mikele: Niente 14.45

Tu? 14.45

Tonyo: Ho provato a leggere il libro che mi ha detto Ste ma mi sono subito rotto le palle 14.46

Stefano inizia a digitare velocemente una risposta, mentre un sorriso gli increspa il volto.

Ste: Questo perché sei abituato a leggere quella merda che scrive Fabio Volo 14.47

L’immagine del profilo di Tonyo lo vede a torso nudo, a mostrare i muscoli. Il bianco dei suoi denti è ulteriormente evidenziato dall’abbronzatura presa in vacanza ad Ibiza, 4 anni fa. È stato in quell’occasione che Stefano e Tonyo si sono conosciuti, presentati dal loro amico Giulio.

All’inizio il loro legame è stato molto superficiale, le passioni “commerciali” di Giuseppe Antonioli – detto Tonyo per via del cognome e perché ha la faccia simile a quella di Tonio Cartonio della Melevisione – ben si discostano da quelle più alternative e intellettuali di Stefano, ma col passare del tempo è venuta fuori una sensibilità inaspettata.

Tonyo: A volte ci vuole leggerezza e per me Volo è perfetto per distrarmi 14.48

Gio’: Finitela con questi discorsi, non ne posso più. Sentitevi in privato se volete litigare e poi fare la pace limonandovi. Sto giocando a FF7 e mi rompe sentire tutte queste notifiche 14.50

Mikele: Giò ma ancora che ci giochi? L’avrai finito 20 volte ormai 14.51

Gio’: 8 14.51

questa è la nona 14.51

Tonyo: boh basta, usciamo e andiamo a far qualcosa? Non posso fetere in casa tutto il giorno. 14.52

Ste: possiamo andare a recuperare Fab e poi farci un giro in centro. 14.52

Tonyo: va bene, basta che ci muoviamo. Ci siete tutti? Prendo la macchina e passo a prendervi. 14.54

È il pomeriggio del 22 Luglio. È piena estate e non c’è molto da fare, se non si è in vacanza. Torino è schiacciata dall’afa, è come una creatura immobile che respira lenta aspettando il tramonto. Ma, la realtà insegna, non importa quanto siano ostili le condizioni, la vita continua, in un modo o nell’altro, a fare il proprio giro di giostra.

Dove si trova al momento Fab?

  • In piazza Castello, con una ragazza (43%)
    43
  • Alla Società Scacchistica Torinese, a giocare a scacchi (21%)
    21
  • All'università, ha da poco concluso l'ultimo esame della sessione (36%)
    36
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106 Commenti

  1. Io ero per il lito fine stavolta, però anche questo finale malinconico non mi è dispiaciuto. Senza dubbio è molto realistico, non è sempre facile fare pace con una semplice pacca sulla spalla.
    Mi è piaciuto questo racconto incentrato sull’amicizia maschile, non se ne leggono spesso.
    Ora che il concorso è terminato, aspetto al conclusione di “Un lupo nella notte” 🙂

  2. Bel racconto il tuo, un vero peccato aver perso i primi episodi. Tra impegni universitari e stesura del mio scarabocchio, cercherò di essere ancora qui a giocare con questa storia. Per me la festa sarà a San Salvario 🙂

  3. Sulla fontana di Bambù ho applaudito. Se non sbaglio poi proprio in piazza Solferino c’è anche una fontana, poco giapponese, ma una volta ci ho fatto il bagno e me la ricordo sempre con un gran sorriso. Ho votato Tonyo, i ragazzi diretti sono sempre i miei preferiti. 🙂

  4. Già mi piace! una presenza femminile ci potrebbe stare, ma i festeggiamenti per la fine degli esami mi fanno sperare in qualcosa di avventuroso perciò…facciamo che andare all’uni. Ti seguo!

  5. Gran bel titolo.

    (Ci ho messo un po’ a capire la frase finale sulla “vacanza” poi mi sono ricordato, ripescando in un lontano passato, che questo termine per i giovani è sinonimo di villeggiatura e non di ferie. Voto gli scacchi, per i quali ho un debole).

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