Estetica

Dove eravamo rimasti?

Ultimo episodio. Ci concentriamo principalmente su: Greta e Giorgio che finiscono col fare l'amore. (47%)

Dieci - Ciò che resta

Tinte screziate di giallo e nocciola, era così che diventavano i suoi occhi d’estate. Simona le diceva: – Il tuo ragazzo ci si perderà un giorno, in questi occhi grandi, grandi.

– Terrei degli occhi più piccoli, se solo potessi togliere un po’ di questi. Rispondeva Greta, toccandosi i fianchi.

L’estetica non contava niente alle elementari; i brutti erano carini mentre le bambine belle spesso erano impopolari, in quegli anni regnava il caos della forma, era facile stare al mondo. A tredici anni qualcosa era cambiato, Greta e Simona avevano cominciato a guardarsi negli specchietti delle automobili, a scrutarsi reciprocamente. Cominciavano a ricevere complimenti, ma anche i primi rifiuti e da quel tipo di sguardi, non si torna indietro mai.

Erano le nove di sera, Greta aveva indossato la gonna nera corta e una camicetta rossa. Prima di uscire si guardava un’ultima volta nella camera dei genitori, dove c’era lo specchio grande. Sentiva di voler condividere con qualcuno la gioia che provava per aver fatto pace con la sua Simona. Quel qualcuno abitava poco distante, in cima a una salita.

In genere i ragazzi s’incontravano in piazzetta, verso le dieci, ma quel giorno c’era qualcosa di diverso.

Mentre pedalava e sentiva le cosce indurirsi, Greta pensava a cosa avrebbe detto a Giorgio. Avevi ragione, non potevamo dividerci per uno così. Le stesse parole sembravano ben salde nella sua mente, anche mentre spingeva la bicicletta nel vialetto.

Poi, Greta lo aveva visto, sdraiato sull’amaca, in pantaloncini, diverso da come sembrava a tutti gli altri ed era riuscita solo a dire questo:

– Perché non me l’hai detto?

Giorgio si era alzato ed era corso ad aprirle. Poi aveva indossato la maglietta nera dei Ghostbusters, appallottolata sull’amaca.

– Detto cosa?

Greta aveva posato la bicicletta accanto al vaso di gerani, senza smettere di guardarlo.

– Scusa, ho letto i tuoi messaggi.

– Sul cellulare? Quando?

– Stamattina, mentre facevi il bagno.

– E perché l’hai fatto?

– Me l’ha chiesto anche Simona, non ho risposto.

Greta e Giorgio erano in piedi, uno di fronte all’altra, l’amaca ciondolava. Lei avrebbe voluto toccargli il ventre, come la sera prima, cercare di capire qualcosa in più, approfondire quei suoi sguardi, quelli che non riservava a nessuno. Invece, aveva detto soltanto:

– Non c’è nessuno, in casa?

– No, sono tutti a Roma. La nonna aveva una visita.

Giorgio avrebbe voluto dirle ciò che aveva sentito la sera prima, mentre la sua mano era posata su di lui. Non aveva nulla a che fare con Arianna, non aveva niente a che vedere con nessuno. Avrebbe voluto dirle che, molte volte, durante l’inverno, pensava ai suoi occhi. Invece l’aveva abbracciata, senza proferire verbo.

I cuori sono oscillatori, aveva pensato Giorgio, mentre stringeva Greta e immaginava di poterla difendere da tutto: dalle sbornie, dalle delusioni che avrebbe attirato se avesse continuato a sorridere in quel modo, ad avere una tale, istintiva, fiducia nelle persone.

Forse sente questo, quello che provo io, aveva pensato lei, mentre Giorgio la stringeva.

Non lo sapevano ancora, nessuno dei due, quanto è raro essere insieme, davvero, nello stesso momento.

Non lo sapevano, mentre salivano le scale ed entravano in camera di Giorgio.

– Vieni, ti aiuto.

Giorgio teneva ben salda la scaletta del letto a castello. Greta sentiva la gola stringersi, non poteva dire nulla.

Giorgio le aveva sfiorato le gambe, stesi sul letto le aveva toccato le cosce, ancora pallide, nonostante il mare.

– Non guardarmi, sei molto più magro di me.

– Sei bellissima. Aveva bisbigliato Giorgio, nell’orecchio di Greta.

Mentre Giorgio e Greta facevano l’amore, Lorenzo progettava di comprare un regalo a Claudia, qualcosa che le facesse capire; intanto, Simona, si preparava per uscire e pensava a settembre. Era stufa dell’estate, per fortuna sarebbe arrivato l’autunno, la maturità, il ragazzo giusto, magari.

Giorgio e Greta erano nudi, si coprivano con i loro corpi. Da fuori non filtravano luci, Giorgio aveva accesso un lume piccolo. Voleva guardarli quegli occhi, ora che poteva, ora che li aveva vicini. La maglietta dei Ghostbusters se ne stava intrappolata tra il secondo e il terzo gradino della scaletta, la gonna di Greta era finita sotto il cuscino.

Greta non avrebbe ricordato ogni cosa, negli anni a venire. Non si può vivere senza dimenticare. Ciò che resta, in genere, sono i dettagli, come il profumo di cotone pulito delle lenzuola, la mano di Giorgio mentre lei saliva la scala.

Perché, in fondo, quella era stata la sua prima volta. Non parliamo del sesso, quello conta, bisogna pur cominciare in qualche modo, ma per la prima volta, Greta, non aveva sentito il bisogno di sistemarsi, di prendere lo specchietto. Ecco cosa rimaneva.

Era bellissima, l’aveva detto lui.

Potevano starsene abbracciati ancora un po’, aspettare che i cuori si sincronizzassero.

Anche il Castello era bellissimo quella notte, se ne stava immobile, tra il mare e la via Aurelia. Niente avrebbe potuto scalfirlo. O almeno, dite a quei ragazzi che è così.

Categorie

Lascia un commento

268 Commenti

  1. Complimenti Serena. Non avevo votato per questa opzione, ma posso comunque dire che ci hai regalato un finale davvero emozionante.

    Ciò che resta, i dettagli, i particolari… è vero! Bella, poi, la frase “non si può vivere senza dimenticare”. Ti leggerò con piacere anche nei tuoi prossimi racconti! 🙂

  2. Anche se non avevo votato per il finale romantico devo dire che mi è piaciuto molto.
    Le mie frasi preferite del capitolo:
    “…in quegli anni regnava il caos della forma, era facile stare al mondo…” ;
    “…quanto è raro essere insieme, davvero, nello stesso momento…”;
    “…aspettare che i cuori si sincronizzassero…”.

  3. Finale stupendo! Dvvero sei stata bravissima, in così poco tempo sei riuscita a mettere su un racconto davvero emozionante, pieno di ricordi, memorie, stati d’animo, crescite adolescenziali e profumi d’estate. Bellissimi questi cuori oscillatori che forse alla fine riescono a sincornizzarsi. 🙂

  4. Bellissimo finale per questo bellissimo racconto. Questo è stato il capitolo che mi è piaciuto di più, con diverse frasi che avrei sottolineato sulla carta stampata.
    E’ stata dura scrivere con questi ritmi ma ce l’abbiamo (quasi) fatta.
    Sono contenta di aver condiviso quest’avventura con te.
    E non vedo l’ora di leggere il tuo prossimo racconto.
    Lacrimuccia
    G. :-*

  5. So di essere nella minoranza, ma ho comunque votato perché le due amiche vadano a ballare fuori Santa Severa. In fondo mi sembrano loro le due protagoniste di questo racconto, e quest’ultimo capitolo me lo suggerisce ancora di più. L’opzione più romantica, però, attira troppo l’attenzione!
    In ogni caso, sono sicuro che ci regalerai una conclusione stupenda! 🙂

  6. Bel capitolo, S., mi sono piaciuti un sacco i dialoghi.
    E questo pezzo in particolare: “bambini e i ragazzi servono per riempire i silenzi degli adulti, per impedire che si litighi parlando di politica o che si sbadigli di fronte all’ennesima constatazione sul clima.”
    Ho votato per l’opzione più romantica, mi sembra la conclusione migliore.
    :-*

  7. Bell’episodio, bravissima. Confesso che l’idea della montagna è davvero bella, per quanto io non sia una donna ho davvero visto la scena come se fossi lì, coi miei occhi. Sarà la mia idea del caldo e confortevole riparo di una baita in montagna, davanti al fuoco.
    Voto per loro che facciano l’amore, avrei scelto anche una opzione meno diretta, che lasciasse presagire il tutto, ma volevo essere sicuro che Giorgio e Greta fossero i protagonisti, per cui ho votato quella 🙂

  8. Ovviamente ci prova spudoratemente! 🙂 Bellissimo questo capitolo, come hai descritto il loro rapporto, il loro non gaurdarsi e al tempo stesso avere la consapevolezza che non si sarebbero mai separate. Ma la parte più bella per me è l’ultima frase, così vera e perfetta! 🙂

  9. Che bello il modo in cui le amiche si “chiariscono senza chiarirsi”, come solo chi si conosce da tanto e si vuole bene può fare.

    Ho votato per la scoperta della cosa….ho una mezza idea, chissà…. 😉

    Aspetto il prossimo! 🙂

  10. Ha letto il cellulare di Giorgio. Cosa che non si dovrebbe MAI fare, però, a quell’età, ci sta.
    Bellissima (e vera) la frase conclusiva del capitolo: “Perché non si ama sempre allo stesso modo e bisognerebbe fuggire da chi afferma il contrario.”
    Siamo già a meno due. Mi mancheranno Greta & co.
    Brava S.

  11. Confido nella tua abilità di narratrice e voto per qualcosa di segreto nei messaggi. Non deve trattarsi di qualcosa che occupi molti caratteri, sua perché si tratta di messaggi, sia perché siamo già al nono episodio. Continua così!

  12. Nonostante non ci sia stato il bacio non mancava proprio nulla a questo bel capitolo, che atmosfera! 😉
    Ho optato per la partita di beach volley, poteva essere una sorta di “confronto alternativo” ma, ahimè, sono come al solito in minoranza! 🙁

  13. Nooooo 🙁 sono nella minoranza romantica che voleva il bacio!

    A parte questo… che te lo dico a fare che mi è piaciuto tantissimo questo capitolo?

    “L’unico rumore che si udiva era lo stridio dei grilli. Quello e il battito dei loro cuori, niente di più.”
    Punto e basta. 😉

  14. I tre luoghi irremovibili sono una cosa che secondo me tutti hanno, ma pochi capiscono d’avere.
    Io voglio ascoltare i tuoi..e poi voglio dirti i miei. Davanti a un’altra birra, solo noi due.

    Arriva Lorenzo. Il bacio ancora non ci sta. È così bello il momento in cui lui dice di aver impedito al papà di togliere l’amaca per lei. La conquista e neanche lo sa. Lei ne è conquistata e sicuramente impiegherà meno tempo di lui a capirlo.

  15. La nonna che arriva mi sembra una piacevolissima “intrusione”. Evocativo come non mai questo capitolo, personaggi e scorci prettamente estivi e sognanti, come bellissima è la descrizione del mercato con il bancone del nonno e le fragole. In attesa del prossimo! 🙂

  16. Hai scelto un’ambientazione estiva molto “classica”: il falò, il gruppo di amici adolescenti, i primi amori, la notte di San Lorenzo. Ma sei riuscita a descriverla molto bene senza risultare scontata, ottimo lavoro. C’è un po’ di confusione nei dialoghi: serve più precisione negli scambi di battute di gruppo in modo tale che il lettore non corra il rischio di perdere il filo.
    Quello che risulta slegato dal tema del racconto è il titolo “Estetica”, come mai questa scelta? Proverei forse a cercare un titolo più centrato…

  17. OH…….. cel’ho fatta a trovare la tua storia! e pensare che volevo leggerla tra le prime perché ambientata vicino a dove vivo io!
    però così l’ho letta tutta d’un fiato godendomela appieno!
    Mi piace moltissimo il tuo modo di narrare, soprattutto le descrizioni dei luoghi! QUOTO! ti seguo d’ora in poi così non mi sfuggiranno i prossimi capitoli! 😉

  18. La colonna sonora mi commuove.
    La citazione mi aggancia.
    “Non sarà uno che porta le collanine a dividervi” mi ha fatto sorridere dentro.

    L’amica può pure venire lei. Sono nella fase “chi mi ama mi segua” 😉

    …andiamo da te, in giardino

  19. Altro bel capitolo, S. Mi è piaciuto il ricordo del nonna alla festa di compleanno, la citazione di Chanel, il fragolino, i dialoghi tra Greta e Giorgio.
    Per me è arrivato il momento di affrontare le proprie paure, Greta parla con Simona.
    Per me risolveranno tutto con una risata.

  20. Le mie immagini preferite del capitolo:
    “Avevo bisogno di non mostrare fuori, come mi sento dentro.”
    “superando le barriere della sua spessa coltre di mascara ”
    Ho votato il giardino…galeotte furono sempre le fresche frasche… 🙂

    PS: potresti mettere un’opzione alla G.R.R. Martin >>> all’improvviso muoiono due dei personaggi principali
    PPS: riflessione: Estetica = Estate + Etica? > come l’etica dei rapporti interpersonali viene indebolita dalle melliflue tentazioni vacanziere?

    • Mio caro,
      innanzitutto grazie per la lettura attenta e per l’analisi rigorosa. Per gli apprezzamenti sulle immagini che gravitano nella mia testolina in questo giorno di pioggia.
      Le fresche frasche ti attirano, come darti torto 😉
      Per quanto riguarda l’opzione alla Martin, ci penserò. I miei lettori nerd ne sarebbero lieti penso. Sarebbe divertente 🙂
      Per ciò che concerne la tua ultima riflessione, che dire, sei un piccolo genietto e sicuramente, quando mi intervisteranno, utilizzerò questa tua visione, facendo finta di averla studiata a lungo prima di cominciare a scrivere.
      baci,
      S.

  21. 🙁 non ha preso il mio commento la prima volta.
    Votai per un incontro tra lei e Giorgio nel giardino di Greta… ma ora credo che voterei al cinema all’aperto… ed ovviamente sarei comunque in minoranza… va beh, poco male… almeno non ti ho portato in parità!

  22. Non me ne vogliano le povere di carne, ma le rotonde regnano sovrane… si profila un bell’intreccio amoroso nella Capeside del litorale laziale… come la città che in questo momento ti ospita anche Santa Severa ha i suoi luoghi mistici… vorrei incarnarmi in tutti i personaggi, nessuno escluso… grazie per i ricordi che stai spolverando divina S. Xo Xo

  23. Greta che dorme con le dita sulle labbra come se utilizzasse la notte per riflettere, è un’immagine davvero bella.
    E anche i cuori oscillatori, perché è vero. Lo sono.

    Volevo che scegliessi un film per me, ma sono in minoranza!

  24. “D’altronde i cuori sono oscillatori” mi piace tantissimo 🙂
    Un capitolo dal ritmo più sospeso, in cui i postumi alcolici e non vengono fatti decantare nell’attesa della prossima serata.
    Io ho votato la seconda rotonda se non altro per vedere dove il biondo crine di Claudia porterà Lorenzo che osservo con invidia: pianoforte, fumetti, nuoto, immunità all’hangover e ragazze su cui lascia un’ impressione fugace ma evidentemente intensa…insomma ce le ha tutte!

  25. Stai sempre più azzeccando i finali, brava! Belle le tue considerazioni, in particolare:
    “… la sbornia triste, quella è pura sincerità, è una poesia poco lirica, con tutte le virgole al posto giusto e senza bisogno di andare a capo…” anche se credo che la sincerità non possa che essere figlia del momento e non abbia un valore assoluto e costante.
    Io continuo a voler vedere il “sangue” e quindi ho votato il confronto al femminile 🙂

  26. Mi piace molto la considerazione sulle differenze dei rapporti a seconda delle stagioni…lo spogliarsi metaforico (e non) dell’estate contro il ‘peso’ dei propri abiti invernali, quelli del trantran quotidiano, due momenti diversi ma che ci appartengono entrambi.
    Sei sempre molto immaginifica e acuta nell’analizzare le relazioni umane.

  27. L’ora blu mi ha ricordato i miei falò. Le mie categorie di persone e le ragazze belle. Quelle ci sono sempre, ed è vero che non si portano l’asciugamano. Ste stronze!

    Comunque, se è un falò, qualcuno vomita. È inevitabile. 🙂

  28. Buonasera devocka, la mia scelta è andata sull’approccio spavaldo con Simona… devo ammettere che l’opzione spuntata è suscitata da un ricordo di qualcosa che cos’è non so, ha il rumore della micia quando miagola, io lo voglio chiedere a Dodò… quei tre individui sono miei amici, chi più chi meno, lo sento…

  29. Mi sono piaciute molto come al solito le immagini che usi come “…preoccupazione che non lasciava libero neanche un piccolo lembo di pelle”…ha un che di sinestesico. Mi ha fatto spisciare anche “Ti amo Costanza, ma senza speranza”!

    Non so perché ma ho votato ci prova con Simona, forse per vedere cosa succede a Greta se viene punta da un altro tipo di ape.

Questo sito usa i cookies per migliorare l'esperienza utente. Cliccando su Accetto acconsenti all'utilizzo di cookie tecnici e obbligatori e all'invio di statistiche anonime sull'uso del sito maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi