Estetica

Uno

Di giorno i graffiti si vedevano bene, per lo più si trattava di frasi incompiute, epiteti amorosi, perché romantico lo era il Castello, soprattutto di sera, dopo il tramonto, nell’ora blu.

 

–       Non esiste nessuna ora blu.

Simona lo aveva detto con convinzione, come pronunciava quasi tutte le sue parole, gli zigomi alti le conferivano un’aria elegante: erano il suo orpello primitivo, la rappresentazione estetica della sua persona, per questo non si truccava spesso, nonostante i diciassette anni.

 

–       Certo che esiste. Se ti ricordi, ho fatto un corso.

Nel voltarsi verso gli scogli, Greta aveva lasciato cadere i capelli sulle spalle, l’elastico le stringeva il polso, mentre cercava di raggiungere il loro masso, quello dove si scorgeva il fondale più cristallino.

Una volta Simona le aveva scattato una foto in quella posizione lì: meditativa, con il profilo da principessa.

 

–       Andiamo a prendere il sole?

–       Vieni a prenderlo qui

–       Non ci abbronziamo sugli scogli, ci scottiamo e basta.

 

Simona era rimasta con i piedi affondati nella sabbia, in una zona d’ombra immune al calore del primo pomeriggio. Ogni volta che Greta decideva di guardarla, rinunciava alla vista del mare. Ti amo Costanza, ma senza speranza era l’unica scritta visibile, sulla parete del Castello, da quella distanza.

 

–       Guarda che tra poco arrivano le api

Simona si era servita dell’unico monito in grado di far avvicinare l’amica, perché non c’era nulla che spaventasse Greta più delle api. Non per via di una qualche allergia; quella paura proveniva, come spesso accade, da un micro trauma infantile, non così gravoso da dover essere affrontato seriamente, ma abbastanza da poter essere inserito in una biografia.

A quei tempi, Greta aveva cinque anni e stava andando in montagna con i genitori e il fratello. Il papà guidava, di tanto in tanto incrociava lo sguardo della figlia nello specchietto retrovisore. Teneva il volante e faceva le facce che la divertivano. La mamma, accanto al papà, era adagiata nell’abito a fiori e in una caratteristica espressione malinconica. Il vestito le lasciava scoperte le spalle, mentre i lineamenti erano cosparsi da quel principio di tristezza mista a preoccupazione che non lasciava libero neanche un piccolo lembo di pelle. Nonostante ciò, le lentiggini color marrone la rendevano più giovane, illuminandola. Era impenetrabile, di una bellezza feroce.

Il fratello di Greta cercava di sfogliare una rivista, in quel periodo era posseduto dalla passione per le Ferrari. Prima c’era stata quella per la pallacanestro, poco dopo sarebbe giunta quella per Michael Jackson. La strada dissestata rendeva difficile la lettura, così Andrea, qualche volta, alzava lo sguardo o cercava di leccare il naso di Greta. Quello era il loro gioco, la sfida costante che li caratterizzava: bisognava riuscire a leccare il naso dell’altro, destando stupore, fastidio, risate conseguenti.

Greta guardava dietro, a volte salutava gli sconosciuti nelle automobili, ma lì non ne passavano molte. Era qualcos’altro a distrarla, stava giocando con un piccolo animaletto, immersa nella contemplazione di un’ape che le stava camminando tra le dita.

L’equilibrio era stato frantumato dall’urlo della madre, Andrea aveva chiuso il giornale rapidamente e il papà aveva dovuto far pressione sul volante per evitare di sbandare.

Greta era rimasta immobile mentre la macchina accostava, la mamma le prendeva la manina e tentava di liberarla dall’ape. La bambina aveva continuato a guardarsi le dita per un po’.

Questo episodio, Simona non lo conosceva, non è un argomento interessante a diciassette anni.

 

–       Ti ricordi del falò?

–       Ho capito, arrivo

–       Dobbiamo comprare qualcosa, almeno un paio di bottiglie

–       E la legna?

–       A quella ci pensano i maschi

–       Allora stiamo fresche

–       A quella ci pensa Diego.

 

Ecco un argomento interessante, a diciassette anni. Diego era molto abbronzato e aveva un paio di anni in più rispetto alle due amiche. Simona e Greta lo conoscevano da un paio d’estati, ma solo pochi giorni prima lui si era degnato di guardarle. Era successo vicino alle docce del loro abituale stabilimento. Greta si stava sciacquando e Simona aspettava il suo turno.

Tutti i rapporti affrontano delle prove di diversa entità, costantemente, ma nell’estate dei loro diciassette anni non avrebbero potuto esserne consapevoli.

Nell’ora in cui di solito giungevano le api al Castello di Santa Severa, Simona e Greta avevano deciso di andare al supermercato nel centro della cittadina, forse il rum poteva andare bene per un falò, avrebbero comprato anche del succo di frutta, per dare l’impressione di due abituate alle feste alcoliche.

Pedalavano lentamente, rimanendo affiancate l’una all’altra, come facevano sempre, da quando avevano imparato.

Il sole era quello delle cinque di pomeriggio, i bambini piccoli si svegliavano dai riposini, le rotonde di marmo rosa erano semivuote e, per la prima volta, le due amiche si stavano nascondendo qualcosa.

Che combina Diego, durante il falò?

  • Si ubriaca parecchio e brucia un ombrellone (35%)
    35
  • Ci prova con Greta (20%)
    20
  • Ci prova con Simona (45%)
    45
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268 Commenti

  1. Complimenti Serena. Non avevo votato per questa opzione, ma posso comunque dire che ci hai regalato un finale davvero emozionante.

    Ciò che resta, i dettagli, i particolari… è vero! Bella, poi, la frase “non si può vivere senza dimenticare”. Ti leggerò con piacere anche nei tuoi prossimi racconti! 🙂

  2. Anche se non avevo votato per il finale romantico devo dire che mi è piaciuto molto.
    Le mie frasi preferite del capitolo:
    “…in quegli anni regnava il caos della forma, era facile stare al mondo…” ;
    “…quanto è raro essere insieme, davvero, nello stesso momento…”;
    “…aspettare che i cuori si sincronizzassero…”.

  3. Finale stupendo! Dvvero sei stata bravissima, in così poco tempo sei riuscita a mettere su un racconto davvero emozionante, pieno di ricordi, memorie, stati d’animo, crescite adolescenziali e profumi d’estate. Bellissimi questi cuori oscillatori che forse alla fine riescono a sincornizzarsi. 🙂

  4. Bellissimo finale per questo bellissimo racconto. Questo è stato il capitolo che mi è piaciuto di più, con diverse frasi che avrei sottolineato sulla carta stampata.
    E’ stata dura scrivere con questi ritmi ma ce l’abbiamo (quasi) fatta.
    Sono contenta di aver condiviso quest’avventura con te.
    E non vedo l’ora di leggere il tuo prossimo racconto.
    Lacrimuccia
    G. :-*

  5. So di essere nella minoranza, ma ho comunque votato perché le due amiche vadano a ballare fuori Santa Severa. In fondo mi sembrano loro le due protagoniste di questo racconto, e quest’ultimo capitolo me lo suggerisce ancora di più. L’opzione più romantica, però, attira troppo l’attenzione!
    In ogni caso, sono sicuro che ci regalerai una conclusione stupenda! 🙂

  6. Bel capitolo, S., mi sono piaciuti un sacco i dialoghi.
    E questo pezzo in particolare: “bambini e i ragazzi servono per riempire i silenzi degli adulti, per impedire che si litighi parlando di politica o che si sbadigli di fronte all’ennesima constatazione sul clima.”
    Ho votato per l’opzione più romantica, mi sembra la conclusione migliore.
    :-*

  7. Bell’episodio, bravissima. Confesso che l’idea della montagna è davvero bella, per quanto io non sia una donna ho davvero visto la scena come se fossi lì, coi miei occhi. Sarà la mia idea del caldo e confortevole riparo di una baita in montagna, davanti al fuoco.
    Voto per loro che facciano l’amore, avrei scelto anche una opzione meno diretta, che lasciasse presagire il tutto, ma volevo essere sicuro che Giorgio e Greta fossero i protagonisti, per cui ho votato quella 🙂

  8. Ovviamente ci prova spudoratemente! 🙂 Bellissimo questo capitolo, come hai descritto il loro rapporto, il loro non gaurdarsi e al tempo stesso avere la consapevolezza che non si sarebbero mai separate. Ma la parte più bella per me è l’ultima frase, così vera e perfetta! 🙂

  9. Che bello il modo in cui le amiche si “chiariscono senza chiarirsi”, come solo chi si conosce da tanto e si vuole bene può fare.

    Ho votato per la scoperta della cosa….ho una mezza idea, chissà…. 😉

    Aspetto il prossimo! 🙂

  10. Ha letto il cellulare di Giorgio. Cosa che non si dovrebbe MAI fare, però, a quell’età, ci sta.
    Bellissima (e vera) la frase conclusiva del capitolo: “Perché non si ama sempre allo stesso modo e bisognerebbe fuggire da chi afferma il contrario.”
    Siamo già a meno due. Mi mancheranno Greta & co.
    Brava S.

  11. Confido nella tua abilità di narratrice e voto per qualcosa di segreto nei messaggi. Non deve trattarsi di qualcosa che occupi molti caratteri, sua perché si tratta di messaggi, sia perché siamo già al nono episodio. Continua così!

  12. Nonostante non ci sia stato il bacio non mancava proprio nulla a questo bel capitolo, che atmosfera! 😉
    Ho optato per la partita di beach volley, poteva essere una sorta di “confronto alternativo” ma, ahimè, sono come al solito in minoranza! 🙁

  13. Nooooo 🙁 sono nella minoranza romantica che voleva il bacio!

    A parte questo… che te lo dico a fare che mi è piaciuto tantissimo questo capitolo?

    “L’unico rumore che si udiva era lo stridio dei grilli. Quello e il battito dei loro cuori, niente di più.”
    Punto e basta. 😉

  14. I tre luoghi irremovibili sono una cosa che secondo me tutti hanno, ma pochi capiscono d’avere.
    Io voglio ascoltare i tuoi..e poi voglio dirti i miei. Davanti a un’altra birra, solo noi due.

    Arriva Lorenzo. Il bacio ancora non ci sta. È così bello il momento in cui lui dice di aver impedito al papà di togliere l’amaca per lei. La conquista e neanche lo sa. Lei ne è conquistata e sicuramente impiegherà meno tempo di lui a capirlo.

  15. La nonna che arriva mi sembra una piacevolissima “intrusione”. Evocativo come non mai questo capitolo, personaggi e scorci prettamente estivi e sognanti, come bellissima è la descrizione del mercato con il bancone del nonno e le fragole. In attesa del prossimo! 🙂

  16. Hai scelto un’ambientazione estiva molto “classica”: il falò, il gruppo di amici adolescenti, i primi amori, la notte di San Lorenzo. Ma sei riuscita a descriverla molto bene senza risultare scontata, ottimo lavoro. C’è un po’ di confusione nei dialoghi: serve più precisione negli scambi di battute di gruppo in modo tale che il lettore non corra il rischio di perdere il filo.
    Quello che risulta slegato dal tema del racconto è il titolo “Estetica”, come mai questa scelta? Proverei forse a cercare un titolo più centrato…

  17. OH…….. cel’ho fatta a trovare la tua storia! e pensare che volevo leggerla tra le prime perché ambientata vicino a dove vivo io!
    però così l’ho letta tutta d’un fiato godendomela appieno!
    Mi piace moltissimo il tuo modo di narrare, soprattutto le descrizioni dei luoghi! QUOTO! ti seguo d’ora in poi così non mi sfuggiranno i prossimi capitoli! 😉

  18. La colonna sonora mi commuove.
    La citazione mi aggancia.
    “Non sarà uno che porta le collanine a dividervi” mi ha fatto sorridere dentro.

    L’amica può pure venire lei. Sono nella fase “chi mi ama mi segua” 😉

    …andiamo da te, in giardino

  19. Altro bel capitolo, S. Mi è piaciuto il ricordo del nonna alla festa di compleanno, la citazione di Chanel, il fragolino, i dialoghi tra Greta e Giorgio.
    Per me è arrivato il momento di affrontare le proprie paure, Greta parla con Simona.
    Per me risolveranno tutto con una risata.

  20. Le mie immagini preferite del capitolo:
    “Avevo bisogno di non mostrare fuori, come mi sento dentro.”
    “superando le barriere della sua spessa coltre di mascara ”
    Ho votato il giardino…galeotte furono sempre le fresche frasche… 🙂

    PS: potresti mettere un’opzione alla G.R.R. Martin >>> all’improvviso muoiono due dei personaggi principali
    PPS: riflessione: Estetica = Estate + Etica? > come l’etica dei rapporti interpersonali viene indebolita dalle melliflue tentazioni vacanziere?

    • Mio caro,
      innanzitutto grazie per la lettura attenta e per l’analisi rigorosa. Per gli apprezzamenti sulle immagini che gravitano nella mia testolina in questo giorno di pioggia.
      Le fresche frasche ti attirano, come darti torto 😉
      Per quanto riguarda l’opzione alla Martin, ci penserò. I miei lettori nerd ne sarebbero lieti penso. Sarebbe divertente 🙂
      Per ciò che concerne la tua ultima riflessione, che dire, sei un piccolo genietto e sicuramente, quando mi intervisteranno, utilizzerò questa tua visione, facendo finta di averla studiata a lungo prima di cominciare a scrivere.
      baci,
      S.

  21. 🙁 non ha preso il mio commento la prima volta.
    Votai per un incontro tra lei e Giorgio nel giardino di Greta… ma ora credo che voterei al cinema all’aperto… ed ovviamente sarei comunque in minoranza… va beh, poco male… almeno non ti ho portato in parità!

  22. Non me ne vogliano le povere di carne, ma le rotonde regnano sovrane… si profila un bell’intreccio amoroso nella Capeside del litorale laziale… come la città che in questo momento ti ospita anche Santa Severa ha i suoi luoghi mistici… vorrei incarnarmi in tutti i personaggi, nessuno escluso… grazie per i ricordi che stai spolverando divina S. Xo Xo

  23. Greta che dorme con le dita sulle labbra come se utilizzasse la notte per riflettere, è un’immagine davvero bella.
    E anche i cuori oscillatori, perché è vero. Lo sono.

    Volevo che scegliessi un film per me, ma sono in minoranza!

  24. “D’altronde i cuori sono oscillatori” mi piace tantissimo 🙂
    Un capitolo dal ritmo più sospeso, in cui i postumi alcolici e non vengono fatti decantare nell’attesa della prossima serata.
    Io ho votato la seconda rotonda se non altro per vedere dove il biondo crine di Claudia porterà Lorenzo che osservo con invidia: pianoforte, fumetti, nuoto, immunità all’hangover e ragazze su cui lascia un’ impressione fugace ma evidentemente intensa…insomma ce le ha tutte!

  25. Stai sempre più azzeccando i finali, brava! Belle le tue considerazioni, in particolare:
    “… la sbornia triste, quella è pura sincerità, è una poesia poco lirica, con tutte le virgole al posto giusto e senza bisogno di andare a capo…” anche se credo che la sincerità non possa che essere figlia del momento e non abbia un valore assoluto e costante.
    Io continuo a voler vedere il “sangue” e quindi ho votato il confronto al femminile 🙂

  26. Mi piace molto la considerazione sulle differenze dei rapporti a seconda delle stagioni…lo spogliarsi metaforico (e non) dell’estate contro il ‘peso’ dei propri abiti invernali, quelli del trantran quotidiano, due momenti diversi ma che ci appartengono entrambi.
    Sei sempre molto immaginifica e acuta nell’analizzare le relazioni umane.

  27. L’ora blu mi ha ricordato i miei falò. Le mie categorie di persone e le ragazze belle. Quelle ci sono sempre, ed è vero che non si portano l’asciugamano. Ste stronze!

    Comunque, se è un falò, qualcuno vomita. È inevitabile. 🙂

  28. Buonasera devocka, la mia scelta è andata sull’approccio spavaldo con Simona… devo ammettere che l’opzione spuntata è suscitata da un ricordo di qualcosa che cos’è non so, ha il rumore della micia quando miagola, io lo voglio chiedere a Dodò… quei tre individui sono miei amici, chi più chi meno, lo sento…

  29. Mi sono piaciute molto come al solito le immagini che usi come “…preoccupazione che non lasciava libero neanche un piccolo lembo di pelle”…ha un che di sinestesico. Mi ha fatto spisciare anche “Ti amo Costanza, ma senza speranza”!

    Non so perché ma ho votato ci prova con Simona, forse per vedere cosa succede a Greta se viene punta da un altro tipo di ape.

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