Eclissi di luna

Dove eravamo rimasti?

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3.

Dopo qualche ora, il luogo del ritrovamento pullulava di ficcanaso e di accaldati giornalisti che cercavano di ricostruire in maniera approssimativa la dinamica dell’omicidio, avendo cura di sottolinearne l’efferatezza e di generare panico tra i presenti utilizzando espressioni come il killer della palude” oil mostro della Louisiana”.

Un triste e consueto circo mediatico al quale il capitano Sanders e i suoi uomini erano riusciti a sottrarsi appena in tempo per recarsi a casa della vittima.

Da quando Jim Ross l’aveva tradita con una spogliarellista di Monroe, Lisa Parker aveva deciso di lasciare il suo confortevole e moderno appartamento di Baton Rouge per trasferirsi nella soffitta di un vecchio edificio nel Quartiere Francese di New Orleans, un buco umido e scuro lontano dal suo ormai ex fidanzato.

La vecchia soffitta si presentò agli uomini della Omicidi esattamente come tutte le altre topaie della città: una grande stanza ammuffita che fungeva da cucina, salotto e camera da letto. 

L’aria era satura di fastidiosi profumi. Alcune bacchette di incenso erano state sistemate proprio accanto alla porta di ingresso, mentre decine di candele erano sparse un po’ ovunque sul pavimento.

“Che diavolo è?” chiese stupito l’agente Robson.

“A te cosa sembra? L’appartamento di una ragazza. La mia ex moglie comprava candele in continuazione” rispose il capitano Sanders.

“Magari faceva parte di una di quelle sette guidate da santoni psicopatici che costringono gli adepti a vestirsi con tuniche di juta e a cantare canzoni deliranti in giro per la città. Questo spiegherebbe l’atmosfera New Age” ipotizzò il tenente Jefferson.

“O magari prima di formulare un’ ipotesi sarebbe meglio ispezionare l’appartamento. Mettetevi tutti al lavoro” rispose Nick prima di dirigersi verso le due porte sul lato destro della stanza.

Dietro si celavano un minuscolo ripostiglio pieno zeppo di cianfrusaglie, con annessi topi e scarafaggi, e un bagno claustrofobico senza alcuna finestra che però risultava pulito e in ordine.

Non aveva mai avuto occasione di conoscere veramente Lisa, ma gli pareva comunque strano che una ragazza della sua estrazione sociale e con un livello di istruzione così elevato avesse deliberatamente deciso di vivere in una soffitta fatiscente, in compagnia di ratti e insetti, solo per evitare di incontrare il suo ex.

Mentre il Capitano si accingeva a perlustrare le superfici del bagno alla ricerca di una qualsiasi traccia che potesse rivelarsi utile ai fini delle indagini, il tenente Jefferson leggeva affascinato i titoli di alcuni libri che erano stati abbandonati ancora aperti sul tavolo.

Ne afferrò uno e lo sfogliò distrattamente, lasciando cadere a terra alcuni fogli contenuti al suo interno.

“Scommetto che questo lo conosci anche tu. L’antropologia nella storia e la diversità culturale” affermò beffardo.

“Certo, Tenente. Lo leggo alle mie figlie ogni sera prima di metterle a letto” rispose l’agente Robson senza distogliere lo sguardo da alcune gocce di liquido giallo rinvenute sotto alla finestra.

“Tenente” aggiunse “di questo passo non troveremo mai niente. La serratura della porta d’ingresso non è stata forzata, non ci sono schizzi di sangue sulle pareti e tutto sembra essere al suo posto. Credo che la vittima fosse solo una studentessa come tante, senza scheletri nell’armadio.”

“Ah, si? Allora quello strano liquido ai tuoi piedi come lo spieghi?”

“Prenderò un campione per farlo analizzare, ma credo sia urina di cane. O di gatto, non ne sono sicuro.”

“Come fai a dirlo? Non vedo animali in giro.”

“C’è una ciotola piena d’acqua sotto al lavandino, e dall’odore sembra proprio urina.”

“Bene. Quindi abbiamo una studentessa morta impiccata e un animale scomparso. Direi che facciamo progressi.”

Frustrato per la perdita di tempo che sembrava comportare la perquisizione della soffitta, Jefferson raccolse da terra i fogli di quaderno e li sparpagliò sul tavolo. Su alcuni di essi campeggiavano delle frasi in stampatello, probabilmente appunti presi di fretta stando al tratto spigoloso e irregolare della grafia, altri invece contenevano qualche scarabocchio senza senso e piccoli disegni che parevano raffigurare piante e animali.

Devono essere davvero noiose queste lezioni di antropologia” pensò.

Voltatosi in direzione del letto, la sua attenzione venne attirata da una piccola scatola di latta sistemata sul comodino.

Faticò ad aprirla, a causa della ruggine che ne stava divorando le pareti, ma dopo qualche tentativo andato a vuoto il contentuto di quello scrigno metallico apparve ai suoi occhi in tutta la sua raccapricciante stranezza.

“Cazzo. Capitano, penso proprio che dovrebbe vedere questo!”

Vi farò scegliere il nome di un personaggio che introdurrò prossimamente:

  • Moses (35%)
    35
  • Saul (12%)
    12
  • Zacharia (53%)
    53

Voti totali: 17

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86 Commenti

  1. Il tuo racconto è scritto molto bene, immerge il lettore in una mare di giallo. Invidio e ammiro la tua tecnica. Sei un’abile scrittrice. Forse, però, sei fin troppo abile quando poni le opzioni ai lettori. Le prime due puntata si sono concluse con delle scelte palesemente scontata, dato evidenziato dalla larga maggioranza con cui si è imposta l’opzione vincitrice. In questo terzo capitolo, invece, sembri quasi voler mostrarti gentile con quel “vi farò scegliere”, che è di fatto un diritto dei lettori e un dovere per gli autori di the incipit. Qualunque sia poi la scelta del lettore, non influenzerà quasi per nulla la trama della vicenda. La tua storia, onestamente,di interattivo ha ben poco. Detto ciò, la mia non vuole essere una sterile polemica, bensì un invito a fare del tuo meglio. Come ho già detto, te la cavi veramente bene con la penna, ma qui le storie si costruiscono tutti insieme. Mi auguro che tu non ti offenda perché la mia era solo una calda raccomandazione per correggere questo tuo lato. Sono ora ansioso di leggere il prossimo episodio 🙂

    • Ciao! Ti ringrazio per i consigli e i complimenti, ma permettermi di dissentire su alcuni punti del tuo commento.
      Non credo sia corretto accusare il mio racconto di non essere una storia interattiva o accusarmi di non rispettare le regole di un gioco che conosco molto bene, esattamente come conosco molto bene i miei doveri di incipter e lettrice.
      Cerco di chiudere ogni episodio delle mie storie proponendo ai miei lettori tre opzioni da cui possano svilupparsi altrettanti rami narrativi, tutti ugualmente credibili e qualitativamente apprezzabili. Il fatto che un’opzione riesca ad attirare la maggioranza delle scelte rispetto alle altre è un caso. L’espressione “vi faccio scegliere” utilizzata in questo terzo episodio altro non vuol dire se non “vi faccio scegliere”, in conformità alle regole del gioco e in tendenza con i comportamenti adottati da voi altri incipiters. Non mi pare il caso di cercare nelle mie parole un significato nascosto che effettivamente non c’è. Quindi ripeto a te quello che ho scritto più in basso a locullo: le opzioni possono non soddisfare il tuo gusto personale, ma accusarmi che siano false non lo accetto. Ritengo che gli autori abbiano la facoltà di scegliere l’aspetto del proprio racconto su cui di volta in volta intendono far intervenire i propri lettori, quindi non capisco come mai le mie scelte stiano generando questo tipo di polemiche.
      Su questa piattaforma vedo praticamente di tutto e rispetto e tollero comportamenti che onestamente hanno davvero ben poco a che vedere con lo spirito del gioco.
      Sono sicura che qui ci siano autori capaci di affiggere i cartelloni nelle piazze principali della loro città pur di farsi votare (magari anche tu visti i voti che conta il tuo racconto per soli 6 episodi), o che creano doppi e tripli profili fasulli pur di racimolare punti e vincere una copertina. E non sarebbe una novità, è successo anche in passato. E allora in questo caso come la mettiamo con la correttezza?
      Mi pare che l’accusa che mi state facendo sia quella di non giocare secondo le regole.
      E lo ritengo piuttosto offensivo e fastidioso. Perchè non è nel mio stile, come persona e come incipiter.
      Forse dovreste cercare la scorrettezza dove effettivamente è presente.

      • Come temevo, ho offeso la tua persona, ma ti assicuro che non era mia intenzione. Se rileggi il mio commento, noterai che non ho parlato neanche una volta di scorrettezza, di regole violate o robe simili. Ho più volte specificato che il mio era un invito a migliorare l’unico aspetto dei tuoi racconti che non trovo piacevole. Sempre rileggendo il mio commento, noterai che ho ampiamente evidenziato la tua abilità, ti ho più volte lodato come scrittrice. Io credo che quando si va a commentare una storia sia necessario mettere in luce pregi e difetti della stessa. In quest’ottica, però, non vedrai alcuna accusa da parte mia, non è stata violata nessuna regola da parte tua! Ti chiedo scusa se ho lasciato pensare questo, ma non ho mai menzionato parole come imbroglio, regole, gioco sporco. Ho semplicemente sottolineato un lato dei tuo racconti che non gradisco, dopo che, ti ripeto, ho posto in risalto le tue doti di abile narratrice. Puoi credere quello che desideri, ma ti assicuro che vengo in pace. E verrò qui in pace anche per i prossimi episodi. Ti prego di rileggere il mio primo commento, sperando che capirai che non ti ho minimamente accusato ma semplicemente invitato a cambiare un aspetto delle tue narrazioni.
        Per quanto riguarda i manifesti, probabilmente seguirò il tuo consiglio e inizierò la mia personale campagna elettorale.
        Ribadisco, in conclusione, di aver commentato senza accusare nessuno, senza voler passare per un censore, ma soltanto per un utente che ha apprezzato alcuni elementi del racconto e non ne ha graditi altri.
        Ti auguro una buona e serena notte.

        • Ti ringrazio ancor una volta per i complimenti. Anche io esprimo il mio onesto parere sui racconti che leggo quindi ti ringrazio anche per aver espresso la tua sincera opinione sulla mia storia.
          Di fatto, rileggendo il tuo primo commento come mi hai chiesto di fare, mi è parso chiaro ancora una volta che i miei criteri per la scelta delle opzioni (che ti ho illustrato nel mio commento precedente) siano stati scambiati da parte tua come un modo per manipolare (passami il termine) il lettore a scegliere un’opzione piuttosto che un’altra. Converrai però con me nel riconoscere che nel momento in cui mi fai notare che cerco di pilotare il proseguimento delle mie storie scegliendo di proporre una rosa di opzioni tra le quali ne spicca sempre una che riesce a imporsi in maniera palesemente scontata sulle altre, allora un’accusa al mio modo di giocare e al mio rispetto delle regole la stai facendo eccome. Magari non hai nominato la scorrettezza in maniera esplicita, ma implicitamente ho percepito che fosse questo il tuo messaggio. Mi hai persino fatto notare che “le storie si costruiscono tutti insieme” quindi questo significa che dal tuo punto di vista non è quello che faccio o che ho fatto fino ad ora.
          C’è un ragionamento e un scelta logica dietro ogni decisione che prendo, anche se a voi lettori può non sembrare. Per cambiare il mio modo di gestire i racconti probabilmente dovrei modificare anche il mio modo di pensare, e non credo che questa sia una cosa fattibile.
          Apprezzo comunque molto il tuo consiglio (e la possibilità che mi hai dato di esprimere le mie opinioni su determinati aspetti del gioco). Stai pur certo che terrò presente le tue indicazioni, sperando in futuro di riuscire a proporre una rosa di opzioni che riesca a soddisfare i gusti di un po’ tutti i miei lettori.
          Buonanotte anche a te, a presto! 😉

  2. Grande, sembra proprio di essere in un giallo… Aspetta un momento… ma siamo in un giallo! Xp
    Mi è piaciuto molto come hai ricollegato questo capitolo al primo, facciamo un salto indietro nel tempo ma arriviamo poi allo stesso, medesimo, punto.
    Anche il patologo ti è venuto niente male, solo mi lascia un po’ perplessa (o perlomeno fa sorridere) che qualcuno che lavora tutti i giorni con i cadaveri si alteri per un po’ di fango melmoso.
    Alla prossima!

  3. Povera Lisa… 🙁
    Ok, posso dire che adoro come scrivi? Sei davvero brava e mi dispiace che a volte non riesca a rendertene conto. Penso sinceramente che tu sia la migliore in questo sito. Preferisco i tuoi racconti a quelli di altre persone che magari hanno il doppio o il triplo dei tuoi punti.
    A presto Queen!

    • Ciao Lizzie! Ti ringrazio per le belle parole, sei gentilissima 🙂
      Hai letto anche tu alcuni commenti che ho lasciato qui sotto, vero? Probabilmente le mie parole sono state male interpretate perché chiunque le abbia lette mi ha fatto un discorso simile al tuo.
      Non ho mai detto che non mi piacciono i miei racconti o che sono talmente brutti da far scappare i miei lettori, ci mancherebbe altro. Se avessi pensato una cosa del genere non mi sarei mai spinta oltre il primo capitolo dell’ormai vecchissimo rosa. 🙂
      Erano solo delle battute, nulla di più. Immaginati il putiferio che scoppierebbe se qui dentro si prendessero tutti troppo sul serio. In fondo non è una gara di bravura 🙂

      Ti ringrazio ancora davvero tanto per le belle parole 🙂

          • Io nego, Vostro Onore. Risolutamente nego.

            (Sarò più circostanziato: il tuo racconto rosa non l’ho letto, raramente leggo il tuo genere. Tuttavia ne leggiucchiai un capitolo, senza commentare, e decisi di tenerti d’occhio. Feci bene perché uscì Il soffio del maestrale, che ho seguito da capo a fondo, e credo anche di aver sempre commentato, oltre che votato. Infine, è uscito – peraltro in coincidenza col mio periodo di disintossicazione – A family affair, che mi ha colpito molto per il linguaggio usato: epperò mi sembra che lì sia stata tu a esserti fermata, no?)

            • Hai fatto bene a non leggerlo. Gli ho dato una rilettura veloce proprio qualche giorno fa e più che un rosa mi è parso un horror.
              Per quanto riguarda il Soffio del Maestrale mi sa che sei sparito e poi ricomparso all’ultimo episodio, ma se ti può consolare non sei stato il solo. A Family Affair l’ho ripreso da poco ma è meglio non nominarlo, ha contribuito a far dileguare buona parte dei miei lettori 🙂

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