Eclissi di luna

1.

In una calda e umida notte di giugno, Jess Patterson e la sua migliore amica Amy Sloane sedevano sotto il portico di una piccola casa alla periferia di Baton Rouge intente a fissare il cielo.

“Davvero inquietante” sospirò Amy cercando invano di far funzionare un piccolo ventilatore a batterie.

“Esagerata, è solo un eclissi di luna” rispose l’amica, impegnata a bere la sua birra seduta su una vecchia sedia a dondolo.

“Che coincidenza, un eclissi di luna proprio la notte del solstizio d’estate.”

“Ti prego, non iniziare con i tuoi discorsi da strega Wicca. Chissà quante volte è capitato.”

Amy nel frattempo continuava inutilmente ad armeggiare con il ventilatore in cerca di un po’ di refrigerio dal caldo opprimente della Louisiana.

“Hai sentito Lisa? Le ho lasciato un messaggio in segreteria ma non mi ha richiamata.”

Jess portò fuori il cellulare dalla tasca e diede un’occhiata distratta all’orario indicato nel display.

“Sono quasi le undici e trenta, a questo punto credo proprio che non verrà.”

“Sai cosa mi piace di lei?” continuò.

“No, cosa?”

“Il suo essere così prevedibile.”

“Che intendi dire?”

“Scommetto dieci dollari che ha perso nuovamente la cognizione del tempo mentre studiava in biblioteca.”

“Sarà anche prevedibile come dici tu, ma ho una strana sensazione” rispose Amy preoccupata.

Jess smise per un attimo di dondolare sulla sedia e guardò la sua amica negli occhi.

“Sul serio tesoro, sei diventata paranoica ultimamente. Che ti sta succedendo?”

“Niente. Dico solo che una ragazza non dovrebbe stare da sola la notte dentro una biblioteca pubblica. Sono praticamente certa che il sorvegliante dorma tutto il tempo, sai che servizio per la comunità.”

Jess scoppiò a ridere. Aveva conosciuto Amy e Lisa al liceo, durante un sit in di protesta contro la guerra in Medio Oriente organizzato da una confraternita della Southern University.

Dopo il college, lei e Amy avevano deciso di andare a vivere insieme, mentre Lisa aveva affittato un piccolo appartamento in centro per stare più vicina a Jim, il suo ragazzo, ormai ex.

Da qualche tempo però, entrambe la vedevano davvero di rado.

“Sono sicura che sta bene. Conosci Lisa, stai tranquilla.”

“Se lo dici tu” rispose Amy perplessa.

“Piuttosto” – incalzò Jess cercando di cambiare argomento –  “perché non mi parli dell’uomo misterioso che passa la notte in camera tua e che butti fuori ogni mattina prima dell’alba?”

“Cosa? Ma tu non dormi mai?”

“Credimi, vorrei non sentire. Dimmi almeno di chi si tratta, lo conosco?”

L’espressione di Amy si fece di nuovo pensierosa.

“È Nick” rispose a bassa voce.

“Buon Dio, Amy! Nick il poliziotto? Quello con una moglie, due figli e un cane? Quel Nick?”

“Hey, non urlare! Si, quel Nick. E per la cronaca lui e sua moglie si sono separati, quindi non faccio nulla di male. Chiaro?”

“Chiaro” rispose Jess in maniera poco convinta.

“Sei una vera rompipalle, te l’hanno mai detto?”

Le due ragazze si scambiarono un fugace sguardo d’intesa e tornarono entrambe a fissare il cielo.

 

 

                    *******************************************************

 

Il mattino seguente Amy preparò la colazione e si sedette sotto il portico a gustarsi la sua tazza di cerali. La giornata si prospettava torrida e afosa e per un attimo le balenò in testa l’idea di chiamare l’ufficio per avvisare Joe, il suo capo, che non sarebbe andata a lavorare. Non era riuscita a dormire quella notte e aveva decisamente bisogno di riposare.

Nel frattempo Jess accese la tv su canale otto per sentire le ultime notizie, come faceva ogni mattina prima del suo turno in ospedale.

Un giornalista dall’aria stanca e assonnata farfugliava qualcosa sul ritrovamento di un corpo nella palude del delta del fiume, a poche miglia da New Orleans.

Dal portico Amy riuscì a sentire solo poche parole, confuse ma sufficienti per attirare la sua attenzione.

“Alza il volume!” gridò a Jess, che stava preparando una colazione a base di uova fritte e  bacon.

Non proprio il più salutare dei pasti, ma assolutamente necessario per riuscire ad affrontare un turno di dodici ore al pronto soccorso del Promise Hospital.

La ragazza alzò il volume e la tv iniziò a gracchiare fastidiosamente.

Questa mattina la polizia di New Orleans ha rinvenuto il cadavere di una giovane donna riverso nella palude, appena fuori città. Sul suo corpo non sono stati trovati segni visibili di violenza, fatta eccezione per una strana scritta incisa sulla schiena forse prima della morte. Al momento non è ancora chiara l’identità della donna ma la polizia presume si tratti della vittima di un gioco sessuale finito male.”

Amy si affacciò sulla porta della cucina e appena vide le immagini del notiziario la tazza dei cereali le scivolò dalle mani, cadendo a terra.

Nello stesso istante, il cellulare poggiato sul tavolo iniziò a squillare e Jess, sotto shock, diede un’occhiata al nome che lampeggiava sul display.

“È Nick” disse.

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86 Commenti

  1. Il tuo racconto è scritto molto bene, immerge il lettore in una mare di giallo. Invidio e ammiro la tua tecnica. Sei un’abile scrittrice. Forse, però, sei fin troppo abile quando poni le opzioni ai lettori. Le prime due puntata si sono concluse con delle scelte palesemente scontata, dato evidenziato dalla larga maggioranza con cui si è imposta l’opzione vincitrice. In questo terzo capitolo, invece, sembri quasi voler mostrarti gentile con quel “vi farò scegliere”, che è di fatto un diritto dei lettori e un dovere per gli autori di the incipit. Qualunque sia poi la scelta del lettore, non influenzerà quasi per nulla la trama della vicenda. La tua storia, onestamente,di interattivo ha ben poco. Detto ciò, la mia non vuole essere una sterile polemica, bensì un invito a fare del tuo meglio. Come ho già detto, te la cavi veramente bene con la penna, ma qui le storie si costruiscono tutti insieme. Mi auguro che tu non ti offenda perché la mia era solo una calda raccomandazione per correggere questo tuo lato. Sono ora ansioso di leggere il prossimo episodio 🙂

    • Ciao! Ti ringrazio per i consigli e i complimenti, ma permettermi di dissentire su alcuni punti del tuo commento.
      Non credo sia corretto accusare il mio racconto di non essere una storia interattiva o accusarmi di non rispettare le regole di un gioco che conosco molto bene, esattamente come conosco molto bene i miei doveri di incipter e lettrice.
      Cerco di chiudere ogni episodio delle mie storie proponendo ai miei lettori tre opzioni da cui possano svilupparsi altrettanti rami narrativi, tutti ugualmente credibili e qualitativamente apprezzabili. Il fatto che un’opzione riesca ad attirare la maggioranza delle scelte rispetto alle altre è un caso. L’espressione “vi faccio scegliere” utilizzata in questo terzo episodio altro non vuol dire se non “vi faccio scegliere”, in conformità alle regole del gioco e in tendenza con i comportamenti adottati da voi altri incipiters. Non mi pare il caso di cercare nelle mie parole un significato nascosto che effettivamente non c’è. Quindi ripeto a te quello che ho scritto più in basso a locullo: le opzioni possono non soddisfare il tuo gusto personale, ma accusarmi che siano false non lo accetto. Ritengo che gli autori abbiano la facoltà di scegliere l’aspetto del proprio racconto su cui di volta in volta intendono far intervenire i propri lettori, quindi non capisco come mai le mie scelte stiano generando questo tipo di polemiche.
      Su questa piattaforma vedo praticamente di tutto e rispetto e tollero comportamenti che onestamente hanno davvero ben poco a che vedere con lo spirito del gioco.
      Sono sicura che qui ci siano autori capaci di affiggere i cartelloni nelle piazze principali della loro città pur di farsi votare (magari anche tu visti i voti che conta il tuo racconto per soli 6 episodi), o che creano doppi e tripli profili fasulli pur di racimolare punti e vincere una copertina. E non sarebbe una novità, è successo anche in passato. E allora in questo caso come la mettiamo con la correttezza?
      Mi pare che l’accusa che mi state facendo sia quella di non giocare secondo le regole.
      E lo ritengo piuttosto offensivo e fastidioso. Perchè non è nel mio stile, come persona e come incipiter.
      Forse dovreste cercare la scorrettezza dove effettivamente è presente.

      • Come temevo, ho offeso la tua persona, ma ti assicuro che non era mia intenzione. Se rileggi il mio commento, noterai che non ho parlato neanche una volta di scorrettezza, di regole violate o robe simili. Ho più volte specificato che il mio era un invito a migliorare l’unico aspetto dei tuoi racconti che non trovo piacevole. Sempre rileggendo il mio commento, noterai che ho ampiamente evidenziato la tua abilità, ti ho più volte lodato come scrittrice. Io credo che quando si va a commentare una storia sia necessario mettere in luce pregi e difetti della stessa. In quest’ottica, però, non vedrai alcuna accusa da parte mia, non è stata violata nessuna regola da parte tua! Ti chiedo scusa se ho lasciato pensare questo, ma non ho mai menzionato parole come imbroglio, regole, gioco sporco. Ho semplicemente sottolineato un lato dei tuo racconti che non gradisco, dopo che, ti ripeto, ho posto in risalto le tue doti di abile narratrice. Puoi credere quello che desideri, ma ti assicuro che vengo in pace. E verrò qui in pace anche per i prossimi episodi. Ti prego di rileggere il mio primo commento, sperando che capirai che non ti ho minimamente accusato ma semplicemente invitato a cambiare un aspetto delle tue narrazioni.
        Per quanto riguarda i manifesti, probabilmente seguirò il tuo consiglio e inizierò la mia personale campagna elettorale.
        Ribadisco, in conclusione, di aver commentato senza accusare nessuno, senza voler passare per un censore, ma soltanto per un utente che ha apprezzato alcuni elementi del racconto e non ne ha graditi altri.
        Ti auguro una buona e serena notte.

        • Ti ringrazio ancor una volta per i complimenti. Anche io esprimo il mio onesto parere sui racconti che leggo quindi ti ringrazio anche per aver espresso la tua sincera opinione sulla mia storia.
          Di fatto, rileggendo il tuo primo commento come mi hai chiesto di fare, mi è parso chiaro ancora una volta che i miei criteri per la scelta delle opzioni (che ti ho illustrato nel mio commento precedente) siano stati scambiati da parte tua come un modo per manipolare (passami il termine) il lettore a scegliere un’opzione piuttosto che un’altra. Converrai però con me nel riconoscere che nel momento in cui mi fai notare che cerco di pilotare il proseguimento delle mie storie scegliendo di proporre una rosa di opzioni tra le quali ne spicca sempre una che riesce a imporsi in maniera palesemente scontata sulle altre, allora un’accusa al mio modo di giocare e al mio rispetto delle regole la stai facendo eccome. Magari non hai nominato la scorrettezza in maniera esplicita, ma implicitamente ho percepito che fosse questo il tuo messaggio. Mi hai persino fatto notare che “le storie si costruiscono tutti insieme” quindi questo significa che dal tuo punto di vista non è quello che faccio o che ho fatto fino ad ora.
          C’è un ragionamento e un scelta logica dietro ogni decisione che prendo, anche se a voi lettori può non sembrare. Per cambiare il mio modo di gestire i racconti probabilmente dovrei modificare anche il mio modo di pensare, e non credo che questa sia una cosa fattibile.
          Apprezzo comunque molto il tuo consiglio (e la possibilità che mi hai dato di esprimere le mie opinioni su determinati aspetti del gioco). Stai pur certo che terrò presente le tue indicazioni, sperando in futuro di riuscire a proporre una rosa di opzioni che riesca a soddisfare i gusti di un po’ tutti i miei lettori.
          Buonanotte anche a te, a presto! 😉

  2. Grande, sembra proprio di essere in un giallo… Aspetta un momento… ma siamo in un giallo! Xp
    Mi è piaciuto molto come hai ricollegato questo capitolo al primo, facciamo un salto indietro nel tempo ma arriviamo poi allo stesso, medesimo, punto.
    Anche il patologo ti è venuto niente male, solo mi lascia un po’ perplessa (o perlomeno fa sorridere) che qualcuno che lavora tutti i giorni con i cadaveri si alteri per un po’ di fango melmoso.
    Alla prossima!

  3. Povera Lisa… 🙁
    Ok, posso dire che adoro come scrivi? Sei davvero brava e mi dispiace che a volte non riesca a rendertene conto. Penso sinceramente che tu sia la migliore in questo sito. Preferisco i tuoi racconti a quelli di altre persone che magari hanno il doppio o il triplo dei tuoi punti.
    A presto Queen!

    • Ciao Lizzie! Ti ringrazio per le belle parole, sei gentilissima 🙂
      Hai letto anche tu alcuni commenti che ho lasciato qui sotto, vero? Probabilmente le mie parole sono state male interpretate perché chiunque le abbia lette mi ha fatto un discorso simile al tuo.
      Non ho mai detto che non mi piacciono i miei racconti o che sono talmente brutti da far scappare i miei lettori, ci mancherebbe altro. Se avessi pensato una cosa del genere non mi sarei mai spinta oltre il primo capitolo dell’ormai vecchissimo rosa. 🙂
      Erano solo delle battute, nulla di più. Immaginati il putiferio che scoppierebbe se qui dentro si prendessero tutti troppo sul serio. In fondo non è una gara di bravura 🙂

      Ti ringrazio ancora davvero tanto per le belle parole 🙂

          • Io nego, Vostro Onore. Risolutamente nego.

            (Sarò più circostanziato: il tuo racconto rosa non l’ho letto, raramente leggo il tuo genere. Tuttavia ne leggiucchiai un capitolo, senza commentare, e decisi di tenerti d’occhio. Feci bene perché uscì Il soffio del maestrale, che ho seguito da capo a fondo, e credo anche di aver sempre commentato, oltre che votato. Infine, è uscito – peraltro in coincidenza col mio periodo di disintossicazione – A family affair, che mi ha colpito molto per il linguaggio usato: epperò mi sembra che lì sia stata tu a esserti fermata, no?)

            • Hai fatto bene a non leggerlo. Gli ho dato una rilettura veloce proprio qualche giorno fa e più che un rosa mi è parso un horror.
              Per quanto riguarda il Soffio del Maestrale mi sa che sei sparito e poi ricomparso all’ultimo episodio, ma se ti può consolare non sei stato il solo. A Family Affair l’ho ripreso da poco ma è meglio non nominarlo, ha contribuito a far dileguare buona parte dei miei lettori 🙂

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