Direzioni Diverse

Dove eravamo rimasti?

Una volta a Brasilia, aspettano la settimana cercando informazioni, e scoprono che in realtà il Serpentario.. ..non esiste. Nè mai esisterà. (43%)

Passi avanti

“..e quindi mi stai dicendo che siamo su questo aereo diretto a Brasilia secondo queste supposizioni?”
Annuii.
“Adam era il nome d’arte di mio padre quando scriveva. Scriveva perlopiù racconti brevi, e ognuno di loro portava via con se un insegnamento, come quando ti aspetti la morale semplice e limpida alla fine del film”
Mentre raccontavo, l’oceano era silenzioso e accompagnava le mie parole guidato solo dal rumore dell’aereo.
“Parigi, Helsinki, Poovo, Lubjana, sono tutte le città che mio padre ha visitato in gioventù, prima di sposare mia madre ed avere me. Prima di dimenticarsi completamente dei propri sogni..” conclusi sospirando.
“E tu come lo sai?” chiese Mario, curioso.
“Ogni sera mi raccontava dei suoi viaggi, di quelli programmati e di quelli che avrebbe voluto fare con me, poco prima di andare a dormire. All’età di 15 anni avevo una sola immagine di mio padre: l’avventuriero alla Antoine de Saint-Exupéry che con il suo aereo viaggiava per il mondo portando soccorsi a chiunque. Nel caso di mio padre era un camion” precisai “ma era più o meno la stessa cosa per un quindicenne che vede solo albe e non tramonti, per il suo futuro”
Mario, accanto a me, sospirò rassegnato.
“E perchè proprio Brasilia allora?”
Continuai a guardare le nuvole che, saltuariamente coprivano ed interferivano nella mia conversazione con il tappeto oceanico.
“Uno dei suoi racconti riguardava un viaggio fatto con mio nonno nel 1982, in Brasile. Adam, in questo caso, era andato lì perchè il padre, mio nonno, commerciava con i brasiliani pellicole di film italiani neorealisti: Visconti, Rossellini, De Sica, persino qualche pizza di Mario Camerini”
“Pizza?”
“Sì, le custodie delle pellicole cinematografiche.. lui gestiva le traduzioni in brasiliano, e mio padre scambiava i soldi con le pizze. Purtroppo in quel periodo si giocava il mondiale di calcio in Spagna. Penso che mio padre sia l’unico a ricordare con sofferenza quel periodo. Perchè il 5 Luglio del 1982, Paolo Rossi fece piangere il Brasile con una tripletta. Presi dalla rabbia, alcuni dei soci di mio nonno bruciarono le pellicole appena acquistate e costrinsero mio padre a tornare da solo in Italia, perchè il suo, di padre, pagasse una tortura che da solo, per la nazione, doveva scontare”
Mario rimase fermo ad ascoltarmi per tutto il tempo.
“Brasilia è rimasta nelle prigioni della parte più scura del cuore di mio padre. E non se n’è mai andata. Immagino che in tutti questi anni abbia elaborato una sorta di piccolo piano per..”
“..per?”
I miei occhi si aprirono per il terrore.

In Hotel non ci rivolgemmo la parola.
Mario aveva capito perfettamente le intenzioni di mio padre, e purtroppo aveva capito anche le mie: volevo assolutamente onorare mio nonno.
Lui aveva pagato per una vittoria calcistica. Mio padre aveva pagato crescendo senza padre. Io dovevo concludere il circolo vizioso.

“Perchè l’Hotel?”
Durante la terza notte, Mario mi fece questa domanda, spezzando la tregua silenziosa che si era creata.
Mormorai di lasciar perdere, ma lui insistette.
Alla fine mi decisi.
“Voleva studiassi al tecnico industriale. Io volevo fare il classico. Mi costrinse. Mi ritrovai a studiare qualcosa che non volevo, andando avanti, anno dopo anno, portandomi dietro tre debiti ogni anno. Quando mio padre decise di partire, lasciando mia madre, io presi una direzione diversa dalla sua. Lasciai l’ITIS tecnico e passai all’alberghiero”
Silenzio.
Poi conclusi “..non me l’ha mai perdonato”

La notte prima del fatidico giorno spulciai ogni lettera, cercando ulteriori particolari importanti.
Poi pensai “e la centesima lettera?”
Rovistai ovunque, cercando qualcosa. Nulla. Erano effettivamente 99.
Una volta lette, una settimana prima, diedi per scontato che la centesima era nel borsone, ma fu proprio la pen’ultima lettera a farmi capire, quindi non ci pensai, bloccato dall’ansia e dal’intuizione.
Presi la foto insanguinata. Mio padre sorrideva. Io gli baciavo la guancia.

15 Agosto. Palàcio do Planalto. Sede della presidenza brasiliana.
Dall’ufficio entrano ed escono impiegati stanchi, nessuno fa caso a noi due.
“Mi dispiace di essere stato invadente in questi giorni, ma nonostante il terrore che mi stai bloccando ogni parte del corpo in questo istante, volevo capire”
“È logico, no?”
“Sì, ma scusa comunque”
Il caldo ci stava uccidendo, nonostante fosse pieno inverno in Brasile.
Improvvisamente notai un gruppo di dipendenti in doppiopetto avvicinarsi a noi con uno sguarda più che torvo. Gelammo dal terrore.
Poi mi sentii scivolare qualcosa in tasca e vidi scappare un barbone, poco prima che gli impiegati ci raggiungessero.
Ci attraversarono letteralmente, senza nemmeno degnarci di uno sguardo.
Sudavo freddo, a 40 gradi all’ombra.

100. Iniziava così la lettera. 100.
Me l’aveva infilata in tasca quel barbone.
“100.
Non sei costretto.
Non è la tua guerra.
Non fare l’eroe.
Cerca di fare solo una cosa: ricordarmi.
Ti prego.

Papà”

Cosa faranno Carlo e Mario ora?

  • Indagheranno sull'unico dato disponibile: il racconto del padre e dell'accaduto. (38%)
    38
  • Cercheranno il barbone. (63%)
    63
  • Entreranno a Palàcio do Planalto per capire qualcosa. (0%)
    0

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23 Commenti

  1. Troppa, troppa, troppa punteggiatura.
    Anch’io, come Shesanalien, mi sono perso ed alcuni passaggi ho dovuto rileggerli. Prova a farlo anche te; rileggi quel che hai scritto. Ti accorgerai che la punteggiatura è eccessiva, spezzi troppo le frasi e questo produce anche dei salti logici difficili da capire.
    Purtroppo, Alberto, questa terza parte proprio non mi è piaciuta.
    Sorry ma preferisco essere onesto 🙂

  2. Voto le altre cento lettere.

    Alberto, un consiglio: per il momento ti sei limitato a descrivere solo la situazione, senza però fare immergere il lettore nella storia. Non ci sono punti di contatto con chi legge, né hai lasciato spazi in cui possa inserirsi. Cerca di lasciare più spunti, porre domande, lasciare qualcosa in sospeso…di solito funziona!
    Ciao!

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