Cronache del mese di metagitnione

Dove eravamo rimasti?

Il party si chiude, ma Marco propone a Sirilla di proseguire la serata con Adrian e i suoi amici. Sirilla accetta, ma litiga con uno dei due (50%)

Champagne

Sirilla era esultante. I bicchieri di champagne l’avevano resa meno timorosa, più brillante e spontanea. Si sentiva libera dalle insicurezze, il mondo era più veloce e meno preciso,  e questo, stranamente, la faceva sentire a suo agio. Marco era un oratore fenomenale, aveva opinioni su tutto, faceva commenti interessanti che la facevano ridere. Non è poi così male, si ritrovò a pensare Sirilla. Talvolta il suo sguardo si incrociava con quello di Adrian, erano momenti molto brevi che la facevano sorridere. Pian piano il flusso di gente in entrata scemò e la situazione si capovolse. Erano baci e complimenti a ospiti che si allontanavano. E, rapidamente, calò il silenzio. Sirilla sedeva rilassata su una poltrona, Marco davanti a lei chiacchierava tranquillamente con Adrian che finiva di raccogliere i bicchieri usati.
“Quanto ti manca amico?”
“Un paio di minuti.”
“Ottimo” commentò soddisfatto Marco, “Sirilla vieni con noi vero?”
“Dove?” La ragazza era stupita, l’ora era già tarda, non pensava che quei due avessero ancora forze per uscire.
“In un posto carino, incontriamo dei nostri amici. Dai non farti pregare!” la guardò Marco con sguardo falsamente stucchevole, giocoso.
Sirilla fece spallucce, “Forse, devo chiedere a Bella” Marco scoppiò a ridere “Tua sorella sarà impegnata per un po’…” con un cenno della testa indicò un corridoio in penombra che portava alla camera da letto di Bella.
“Ho finito. Possiamo andare. Forza Sirilla, dai.” Adrian si avvicinò a lei, le prese un braccio con delicatezza e determinazione costringendola ad alzarsi. Marco si sistemava guardandosi allo specchio dell’ingresso. Sirilla in quel momento si vide. Dimenticato il nervoso accumulato durante la giornata con Bella, la frustrazione, l’imbarazzo per l’insolito look, si accese in lei una scintilla di vanità. Si specchiò, notando gli effetti della lampada abbronzante che Bella l’aveva obbligata a fare e che risaltava i suoi capelli biondo miele. Seguì la linea delle sue labbra carnose, un po’ secche. Il trucco non era dei migliori, ma il suo corpo stretto nel vestito lungo e sfavillante la faceva sembrare grande. Uscì, soddisfatta, in strada. La piazza era vuota, Marco fece una chiamata col cellulare, Adrian le offrì una sigaretta, ma lei rifiutò. Il buio della notte non abbracciava la fontana di Trevi, l’acqua continuava il suo flusso monotono. Sirilla, accaldata, provò il desiderio di entrarci e danzare con le monetine che i turisti lanciavano.

Un taxi accostò e i tre salirono. Sirilla, seduta tra Marco e Adrian, si sentiva stretta, in imbarazzo. Chiacchierarono, gli occhi azzurro-grigi di Adrian brillavano, intelligenti e sagaci. Dal colore della pelle Sirilla capì che era un mulatto, avrebbe voluto conoscere le sue origini, la sua storia. Il suo sorriso gentile la spingeva a fidarsi. Il taxi si fermò, Marco, brillo, allungò una banconota al conducente. Erano lontani dal centro, in una via secondaria. Fecero qualche passo e si imbatterono in un piccolo drappello di ragazzi. Da questi si staccò una ragazza, corse loro incontro e si aggrappò di slancio ad Adrian. Marco le presentò e Sirilla provò disagio osservandola. “Questa è Rebekah, la fidanzata di Adrian.” Era bellissima, una bellezza esotica e quasi esoterica. I capelli rosso rame mossi sulle spalle, un fisico sensuale con curve precise, risaltate dalla maglietta corta che indossava e dai jeans stretti all’ultima moda. Sirilla pensò al suo abito lungo e si sentì fuori luogo.
Si avviarono tutti insieme fino ad un piccolo locale da cui usciva musica pompata al massimo volume. Rebekah prese Adrian per la mano e lo trascinò dentro, in mezzo al caos. Marco, invece, le offrì da bere e lei accettò di buon grado. 
“Ti stai divertendo?” Le chiese tranquillamente, con uno sguardo disarmante.
“Molto Marco, ti ringrazio.” Chiacchierano benevolmente, da soli, finché lui le domandò se le interessasse Adrian, lei immediatamente disse di no, coprendo l’imbarazzo con una risata leggera. “Bene, altrimenti non potrei fare questo…” Marco le si avvicinò, Sirilla stupita, non si accorse subito che stava per baciarla. Le loro labbra si sfiorarono, ma subito lei si ritrasse al tocco.
“No, scusami non posso.” abbassò il capo per evitare lo sguardo di Marco, “come non puoi? E’ un bacio, solo un bacio.” Il ragazzo provò a sollevarle il mento, cercando di nuovo il contatto. Sirilla si scostò. “Forse è meglio se ti trovi un passaggio per andare a casa” le disse freddamente, alzandosi e scomparendo in mezzo alla folla che ballava.

Sirilla rimase interdetta, spaesata, decise di uscire. Le veniva da piangere, non voleva offenderlo, ma neppure baciarlo. L’aria, fuori dal locale, fu come una doccia fredda. I sensi ripreso piano il loro ritmo. Una voce amica la chiamò. Adrian era appoggiato ad un pilastro dell’ingresso, fumando una sigaretta.
“Sei sicura di non volerne una?”
Sirilla accettò, le dita di Adrian le sfiorano la pelle mentre le avvicinava l’accendino alla bocca. 

Sirilla tornerà a casa in taxi, risentita nei suoi confronti e verso Marco. Cosa succederà tra i due?

  • Marco, frustrato per essere stato rifiutato, pretenderà da Sirilla delle scuse. (0%)
    0
  • Marco, dispiaciuto, deciderà di fare una sorpresa a Sirilla per farsi perdonare. (0%)
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  • Marco si scuserà per il suo comportamento, aveva bevuto troppo ma ora si è reso conto di aver esagerato. (100%)
    100

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