Cronache del mese di metagitnione

Tempesta in Cornovaglia

Morgana era inquieta. Negli ultimi tempi la condotta di sua sorella minore l’aveva turbata profondamente. Una grande finestra la proteggeva dal vento pungente della Cornovaglia, mentre guardava fuori, verso la spiaggia. A un centinaio di metri di distanza c’era la sagoma di una ragazza che leggeva un libro, avviluppata in una grossa coperta di lana cotta. Le nuvole in cielo si muovevano veloci e Morgana, nonostante la distanza, percepì il fruscio degli abiti di Sirilla che si alzava e percorreva velocemente la distanza che la separava per raggiungere la loro casa sulla spiaggia. 

«C’è aria di tempesta là fuori Molly!» Sirilla si strinse nelle spalle e sprofondò nel divano del salotto. Guardò la sorella e chiese speranzosa «Non mi faresti un té, magari?»

«Ne ho giusto preparate due tazze poco fa, ma dobbiamo fare in fretta Lilla, ho prenotato un volo per stasera.»

«Un volo? Per dove?»

«Partiamo per le vacanze! Roma, ci ospita Bella.» Morgana finse grande entusiasmo nella speranza che la sorella non pensasse che quella fosse un’improvvisata dovuta a qualche amore finito male.

«Dovresti finirla di andare a letto con gli idioti Molly» Sirilla, la guardò da sopra il libro e notò che il viso della zia arrossiva per l’imbarazzo. Si sentì leggermente in colpa, perciò decise di acconsentire: «D’accordo, il sole dell’Italia sarà una buona alternativa ai bombardamenti dell’Iraq quest’anno. Vado a preparare la valigia.»

«Non ce n’è bisogno, l’ho già fatta io. Prendiamo il  tè e filiamo in aeroporto, siamo praticamente già in ritardo.»

Sirilla si insospettì, sentiva che la sorella non le stava dicendo tutta la verità. Temeva che l’ultimo uomo di Molly fosse stato più mascalzone del previsto. Meditò mentre si sedeva al tavolo della cucina con l’altra che le versava il tè nella tazza. «Non è che dobbiamo levare le tende prima che arrivi qualcuno di indesiderato?»

«In un certo senso, sì.»

«Coso… come si chiama? Ah, Samuel… Sta venendo qui e tu non hai il coraggio di lasciarlo, o qualcosa del genere?»

Morgana abbassò lo sguardo, arrossì di nuovo, mentire ad un’altra divinità non era facile come mentire agli umani. Si portò la tazza alle labbra e, simulando nonchalance, rispose: «Qualcosa del genere. Smettila di farmi la predica Lilla, non sai nulla tu di queste cose, non hai neanche vent’anni.»

Pochi minuti dopo stavano già salendo sulla loro Jeep nera. Mentre Morgana schizzava verso l’aeroporto più vicino, Sirilla giocava col cellulare, ma una sensazione di stanchezza e un sonno sempre più prepotente si invaghì di lei. La ragazza si abbandonò sul poggiatesta, addormentandosi di colpo.

Morgana controllò che Sirilla dormisse. In quell’istante le nubi  che erano arrivate dal mare si abbatterono sulla costa. Un fulmine precipitato le tagliò la strada, fu costretta a sterzare per evitarlo, sfiorando il guard rail che proteggeva l’auto da un volo di un centinaio di metri giù dalla scogliera. Morgana si riassestò, calma, fece un numero sul cellulare. «Afr.. volevo dire, Bella. Bella stiamo arrivando.»

«Chi?! A casa mia?!» Esclamò una voce squillante, evidentemente presa alla sprovvista.

«Io e Sirilla. Avvisa Ishtar di raggiungerci. E’ importante Bella, davvero. Metti in fresco una bottiglia e butta l’amante fuori dal letto. E’ questioni di minuti.»

«Sirilla?!» esclamò di nuovo Bella, sempre più sgomenta.

«L’ho addormentata. Non ti preoccupare. Non si sveglierà prima di domani. Arrivo.» Morgana infilò il cellulare in borsa. Un altro fulmine si schiantò vicino a lei. Fermò la macchina. Aveva cominciato a piovere in modo così fitto che i fari della macchina non riuscivano ad illuminare neanche la strada. Sganciò la cintura di sicurezza e scese dall’auto. Aprì la portiera di Sirilla e la fece sdraiare sull’asfalto ormai inondato dalla pioggia. La luna era interamente nascosta, la luce delle stelle inghiottita nel cielo coperto da nuvole cariche di lampi. I capelli fradici le si appiccicavano al viso mentre cercava di scrutare intorno a sé per attingere energia sufficiente al sortilegio. Il temporale la distraeva, guardò oltre il guard rail, giù dalla scogliera onde sempre più grandi si infrangevano contro le rocce pungenti, raggiungevano quasi l’altezza della strada. Doveva sbrigarsi, prima di far annegare Sirilla in tutta l’acqua che si raccoglieva sulla strada. Morgana si mise intorno alla spalla un braccio di Sirilla. Cominciò a focalizzare la casa di sua sorella Bella, ma si scontrò con una coscienza molto simile alla sua. Si spaventò, cercò di ritrarsi, immaginando il sortilegio troppo pericoloso in quelle condizioni. La coscienza che aveva cominciato a bussare alla sua mente non glielo permise e alla fine  riconobbe il tocco di Ishtar. Si rasserenò. Ishtar le mandò l’immagine di una chaise longue sulla quale era sdraiata Bella, intenta a sfogliare una rivista. Dietro di lei una finestra aperta e acqua che scrosciava giù dai tetti romani. Morgana si concentrò. Strinse i denti. 

Cosa succede a Morgana nella strana tempesta?

  • Ishtar compare davanti a lei (60%)
    60
  • Entra in gioco un sortilegio (40%)
    40
  • Viene attaccata (0%)
    0
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