Colpa del karma?

Dove eravamo rimasti?

Federica arriverà in tempo all'appuntamento? Un incidente li rallenta e Federica arriva in ritardo (50%)

Sfiga VS Federica

Troppo, davvero, inverosimilmente, lunga. In questi casi vorrei poter essere una strega e fermare il tempo come Piper Halliwell, in effetti è sempre stata la mia preferita quando da bambina guardavo “Streghe”; e se avessi potuto imporre le mani e fermare le lancette, non avrei neanche scomodato mio fratello e me ne sarei venuta addirittura a piedi a Napoli! Ma ahimè, non vivo in un telefilm.

Imbocchiamo Piazza Municipio. “Ok Federica, mancano cento o forse duecento metri, ce la farete!” mi convinco mentalmente. Ma sono già in ritardo.

15.08

Vabbè dai, per dieci minuti non è mai morto nessuno. Ma poi, ecco che il karma me lo mette a quel servizio. Tipico della vita di Federica. Un incidente, proprio lì, poco prima del semaforo, proprio a trenta metri dall’università. Polizia, ambulanza, due auto sfasciate.

“Non è possibile!!” strillo e Carlo, che si era fermato appena visto l’ingorgo, mi dice: “Oh io ho fatto il possibile eh” come se volesse scusarsi.

“Lo so, mica è colpa tua”

“Che fa se arrivi più tardi? Ora torno indietro e ti fai il tratto a piedi passando davanti al Maschio Angioino”

“Fa che non si darebbero appuntamenti a determinati orari se si potesse fare tardi!” rispondo stizzita.

“Ormai non hai fatto in tempo, è inutile arrabbiarsi. Facciamo come ho detto” mi dice, mentre fa dietro front e si butta per strada in controsenso. Supera i cantieri delle metropolitana che sono lì da dieci anni almeno, più che costruirla credo che la stiano cercando. In ogni caso, già depressa al massimo, arrivo ai piedi del Maschio, saluto Carlo e sfreccio per la stradina che mi fa sbucare a Via Acton.

Sono le 15.15. “Esprimi un desiderio Federica!” penso. “Che la sfiga non mi perseguiti, magari”. Arrivo alla Parthenope alle 15.19, voglio sprofondare all’interno del cortile, lo stesso in cui quest’inverno ho stappato lo spumante con una corona di alloro in testa; lo stesso in cui quasi investivo il bidello per spostare l’auto di Bea; lo stesso che ho consumato andando avanti e indietro dalla professoressa Balzoni per farmi correggere la tesi, sempre perché con la mia fortuna, lei odia la tecnologia e leggere delle e-mail le procurava troppo fastidio! Anche per questo mi sono laureata con quattro mesi di ritardo ma… è la mia vita no? La mia dannata vita, piena di imprevisti e sfortune. Mia madre, che adora le lingue, mi dice sempre che devo cercare la speranza nel mio nome: FEDE-RICA, “ricca fede”. La fa facile lei, si chiama Vittoria. Bene, pensare ai giochi di parole di mia madre, che mescola italiano e spagnolo, oppure inglese e greco, è davvero fuori luogo.

Arrivo in segreteria e chiedo del professor Rega. “Lo trova al terzo piano, nell’Aula 9” mi risponde gentilmente la segretaria, dopo aver controllato la tabella.

Sono così accalorata e sudata che temo di svenire da un momento all’altro; mi specchio in una finestra per controllare se ho aloni di sudore da qualche parte, cerco dei fazzoletti in borsa per asciugarmi la fronte e mi infilo in bocca un chewing gum. Una volta sistemata, clicco il pulsante dell’ascensore e abbasso lo sguardo sui miei piedi. Pensandoci bene, non è stato saggio mettersi i tacchi perché ho i talloni in fiamme, ma non potevo presentarmi (in ritardo per di più) ad un colloquio come una sedicenne. Sì, sì, perché senza tacchi e trucco è quello che sembro (sempre perché sono fortunata insomma). L’ascensore non arriva. E’ finto? Pigio il tasto ininterrottamente ed evidentemente sembro una pazza squinternata perché mi si avvicina un ragazzo con il sorriso sulle labbra e mi informa che l’ascensore è rotto. OTTIMO. DEVE SUCCEDERE QUALCOS’ALTRO OGGI??? Il bello è che se lo raccontassi a qualcuno non mi crederebbe neppure!

Ringrazio il ragazzo e prendo le scale. Inutile dire che dopo i tre piani a piedi sono di nuovo sudata, quindi prendo un altro fazzoletto e mi tampono il viso e il collo. Arrivo fuori alla benedetta Aula 9. Mi sembra un miraggio. Busso alla porta e…

Cosa trova oltre la porta?

  • Il professore irritato perchè in attesa da un po' (80%)
    80
  • Il professore che beve il caffè (0%)
    0
  • Il professore svenuto (20%)
    20

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