Colpa del karma?

Il tempo scorre...

La mattinata si prospettava piena di intoppi: la batteria dell’auto mi aveva lasciato a piedi, il caldo afoso mi stava facendo letteralmente squagliare e dovevo arrivare a Napoli entro le 15.00. Considerando che erano le 14.21 e che la Circumvesuviana non funzionava se non a intervalli di quaranta minuti, sarebbe stata una vera impresa arrivare a Via Acton. Così, decido di telefonare a mio fratello e chiedergli un passaggio, ovunque lui fosse:

“Ciao Carlo!” esclamo raggiante appena risponde a telefono.

“Che vuoi?” mi domanda sospettoso, mi conosceva fin troppo bene.

“Ehm… la macchina mi ha abbandonato e alle tre devo essere a Napoli…. Non è che…” non mi fa finire la frase che risponde: “Donna fortunata, sono a via Diaz. Tra cinque minuti vieni in piazza”.

“Grazie!!” mi esalto, felice.

Detto ciò, chiudo il garage e mi avvio in fretta verso piazza Gravina, con i tacchi che strombazzano sotto i piedi e il sole cocente che mi alita sul collo. Quando arrivo al luogo dell’appuntamento, Carlo mi sta aspettando vicino al bar, stravaccato sul suo scooter, con il casco blu per me tra le mani.

“Dove devi arrivare?” mi chiede senza neanche salutarmi.

“A Via Acton” rispondo strappandogli il casco dalle mani e infilandomelo velocemente in testa.

Una volta in sella, lui parte in quarta e posso finalmente tranquillizzarmi, certa che arriverò in tempo. O almeno spero.

Durante il tragitto faccio mente locale di tutto ciò che ho in borsa, incrociando le dita di mani e piedi nella speranza di non aver dimenticato assolutamente nulla. Vorrei potermi beare dell’aria che mi sferza il viso, ma è così calda che sembra avere davanti un asciugacapelli gigante.

Arriviamo a via Marina, sono le 14.45, controllo l’orologio ogni dieci secondi nella vana utopia che il tempo si fermi; ovviamente c’è traffico, questo è un orario maledetto per muoversi in questa zona e, riflettendoci bene, se l’auto non mi avesse dato buca, probabilmente non sarei comunque arrivata in orario. Alle 14.52 siamo quasi fuori al porto. “Dai, dai, dai, spostateviiii!!!” trillo mentalmente.

Carlo sta facendo il possibile per farmi arrivare a Via Acton in tempo, lo slalom tra le auto è il suo forte, ma gli automobilisti  sembrano non amare particolarmente coloro che guidano il motorino, e quindi ci arriva qualche parolaccia. Sono le 14.57. Ho l’ansia. Cavolo, ma quanto è lunga la strada?!?!

 

 

Federica arriverà in tempo all'appuntamento?

  • Carlo e Federica hanno un incidente e lei salta del tutto l'appuntamento (25%)
    25
  • Un incidente li rallenta e Federica arriva in ritardo (50%)
    50
  • Arriva in tempo (25%)
    25
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