Brace

Dove eravamo rimasti?

Chi sono i primi ospiti di Brian? Qualcuno che è stato invitato per sbaglio e che in realtà mai e poi mai avrebbe dovuto esserci. (50%)

Mai fare i conti senza...

Mentre Brian, ad occhi chiusi e trattenendo a stento le lacrime, pregava in tutte le lingue dell’Universo che almeno le salsicce Gosh si salvassero, l’astronave fermò la sua corsa a soli due dico due millimetri terrestri dall’antenna plurisatellitare di casa O’Neill. Dall’apertura ovale che apparve sullo scafo scese una semplice scaletta a pioli e subito dopo da questa scese Placido Nefasto, lo jettatore più temuto di tutto lo spazio intergalattico.

Brian fece appena in tempo a toccarsi gli zebedei, pensando a quanto fosse stato abile Placido a frenare l’astronave con tanta precisione, che questa  – con uno strano suono che pareva un ghigno satanico – terminò l’atterraggio letteralmente sbriciolandogli casa.

«Ehilà, gente!!!» salutò garrulamente il Nefasto agitando la tripla mano, mentre tutti si affannavano a fare scongiuri, piroette su se stessi recitando mantra e nascondendo figli e beni di prima necessità.

La fama di Placido Nefasto solcava gli universi ormai da tempo immemore. Se è vero il detto che recita “l’erba cattiva non muore mai” nel caso di Placido era la conferma più palese e incontrovertibile del creato: non solo era brutto, ma veramente brutto a vedersi e a toccarsi, ma aveva un pessimo senso dell’umorismo, una sorta di tendenza a far avverare le disgrazie solamente pensandole e – last but non least – era praticamente IMMORTALE! Non c’era proprio verso di scavarselo dalle palle e… a Brian sorse un tremendo dubbio.

«Lizzie, hai forse dimenticato di dirmi qualcosa?» chiese Brian al CDB, che “casualmente” stava tentando di mimetizzarsi dietro al vaso delle ortensie, miracolosamente rimasto intatto dopo l’impatto con l’astronave.

 

– ecco, io… –

 

«Tu…» incitò con malcelata impazienza Bigbamboo avvicinandosi a Lizzie con atteggiamento poco amichevole.

 

– Uhm… ti ricordi quel file di indirizzi che avrei dovuto cancellare ma che involontariamente non ho cancellato, eliminando invece la lista di inviti che avevi preparato per quest’anno e che sempre involontariamente avevo chiamato con lo stesso nome? Ecco, devo aver involontariamente spedito gli inviti vecchi anziché quelli nuovi –

 

«Ehi, ma quelle ortensie sono fa-vo-lo-se!» esclamò Placido. Brian si voltò, l’espressione atterrita sul volto, poi si rivoltò verso il vaso superstite giusto in tempo per vedere i fiori cominciare a tossire, riempirsi di bolle, subire l’attacco dei famelici bruchi Voracitex e morire.

«Placido, ascolta…» tentò di chiedere Brian con tutta la cautela di cui era capace «riusciresti ad evitare di parlare per qualche min…»

«Ehi, dove sono quelle simpaticissime salsicce Gosh?» chiese il Nefasto.

«Noooooooooooooooooooooooooo!!!» fu l’urlo proveniente sia dalle povere creature che dagli ospiti che già assiepavano il giardino, dopodiché un fulmine a ciel sereno balenò sulle loro teste e colpì tutti ma proprio tutti i teneri insaccati, che si ritrovarono istantaneamente grigliati a puntino.

«Ehi, eccoli!» gridò tutto contento Placido, nel senso che Placido era tutto contento, non che era placido e contento… sì insomma.

«Ehi, ma tu guarda, chi l’avrebbe mai detto che con una così bella giornata…» cominciò il Nefasto, ma il cielo si coprì all’istante di immensi e minacciosi nuvoloni bordeaux, quelli composti da azoto liquido e zolfo, e a quella vista tutti coloro che non si chiamavano Placido Nefasto cercarono riparo sotto qualsiasi cosa.

Benjamin la tartaruga di cristallo fu la più fortunata, anche se perse una delle zampe, quella che teneva in mano un salsicciotto Gosh, mentre la famiglia di conigli Rufoliani perse circa il 50 percento della progenie e Lizzie la sua bella cromatura lucida.

«Ehi…» cominciò Placido (questa volta placido davvero, visto che la pioggia di azoto e zolfo non si sa come nè perché non lo sfiorò minimamente, scivolandogli accanto come per magia), ma Brian lo zittì all’istante.

«Ennò! Ennò, ora basta!» sbottò indicando con l’indice tremante di rabbia l’alieno a quindici mani (tre per arto), «passi che mi hai fatto fuori casa, passi che hai tolto ai miei ospiti il piacere del lancio della salsiccia sulla graticola, passi che dovrò rifare la carrozzeria del mio computer di bordo, ma se pronunci di nuovo la parola “ehi” giuro che ad uno ad uno ti infilerò quei Gosh su per il…» terminò senza terminare la frase che a tutti sembrò abbastanza palese anche così.

Non si sa se fu la velata minaccia o la visione della grossa vena sulla fronte di Brian che pulsava vistosamente, fatto sta che Placido Nefasto si ricompose, infilò quel che rimaneva del salsicciotto in bocca, infilò le mani nelle tasche della tuta spaziale, infilò il portellone della sua astronave e senza nemmeno salutare ripartì così come era venuto.

«Ooooooooh…» esclamò Brian Bigbamboo O’Neill osservando l’astronave lanciarsi nell’iperspazio, poi si voltò verso i suoi ospiti: «Ehi, che ne dite di cominciare a fare sul serio?» domandò.

La festa continua, ma...

  • ... una comunità di buddislamicinduistebrecattolignostici cercherà di convertire tutti al loro credo. (75%)
    75
  • ... deve ancora arrivare Zizzozzazzo, l'animatore pazzo (13%)
    13
  • ... arriva un dispaccio: il comune ha deciso che le grigliate sono fuorilegge (13%)
    13

Voti totali: 8

Vota la tua opzione preferita

Loading ... Loading ...
Categorie

Lascia un commento

33 Commenti

Questo sito usa i cookies per migliorare l'esperienza utente. Cliccando su Accetto acconsenti all'utilizzo di cookie tecnici e obbligatori e all'invio di statistiche anonime sull'uso del sito maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi