Bologna-Francoforte, senza pietà

Dove eravamo rimasti?

Manca poco, quale ultimo ostacolo troveranno i nostri eroi? Dio (60%)

E quindi uscimmo a riveder le stelle

Marciamo.

In mezzo alla città, coi bagagli, lentamente marciamo.

Nella notte, in Germania, come degli stronzi marciamo.

– Vecchio! Mi fanno male i piedi.-

William e io lo ignorammo e continuammo.

La città si ergeva come una mano e i suoi grattacieli si chiudevano su di noi come dita fredde e senz’anima.

Dovevamo andare avanti. Solo continuando avremmo dato un senso a tutto. Per questo non ci fermiamo, per questo marciamo.

– Ragazzi, devo fare pipì.-

– Willy.-

– Oh!-

– Hai sentito cosa ha detto Archie?-

– No.-

– Archie, ripeti un pò a Willy quello che hai detto.-

– Vecchio mi fanno male le gambe e i pantaloni tirano al cavallo.-

Mi girai verso William.

– Ecco. Ora abbiamo 5 minuti prima della prossima lamentela.-

Marciavamo, inesorabili e convinti, ma più continuavamo, più sembrava ci stessimo spegnendo. Presto o tardi i nostri nervi avrebbero ceduto e se non loro, come minimo le nostre vesciche. A quel punto la disciplina sarebbe venuta meno e non ci sarebbe sta più possibilità di raggiungere Via Oederweg 14.

Hans era riuscito, incredibilmente, a traslare le indicazioni in italiano. Dritti fino al grattacielo davanti a voi. Sinistra, destra e di nuovo dritti, fino ad una piazza dal nome impronunciabile. Lì avremmo trovato la via in cui stava l’appartamento.

Ovviamente, il nostro obiettivo si trovava dalla parte opposta della città, rispetto a dove eravamo arrivati noi. Sembrava quasi che Dio in persona si opponesse al nostro viaggio.

– Alex?-

– Dimmi Willy.-

– Secondo te, quanti metri mancano alla piazza?-

– Non saprei. Trecento, probabilmente di più. Perchè?-

– Quando credi che ne manchino un centinaio, dimmelo che io tiro la volata.-

Eravamo stanchi. Eravamo provati, consumati. La città deserta, senza vita intorno a noi e quegli scambi banali ci ricordavano che eravamo vivi.

– Merda, credo di aver pestato una gomma!-

Quegli scambi banali e le lamentele di Archie ci ricordavano che eravamo vivi.

Per questo continuiamo, per questo marciamo.

Ogni passo accorciava le distanze fra noi e l’obiettivo, ma allo stesso tempo ci lasciava una strana sensazione. Come se una parte di noi fosse cambiata, trasformata in questo sporco viaggio.

Un viaggio ti cambia sempre. Ti muta, ti distorce e un giorno ti alzi ed inorridisci mentre guardi nello specchio, perchè quello che vedi non ti piace, ma non ci puoi fare nulla. Un viaggio comincia e quando è finito gli è sempre dovuto qualcosa.

Dio davanti a noi, casa alle spalle e nel mezzo noi, marciamo.

– LA PIAZZA!-

La stupida ed irritante voce di Archimede ci distolse dai pensieri e per la prima volta in tutto il viaggio ci restituì la speranza.

La piazza era davanti a noi. Enorme, sontuosa… vicina!

– Presto! Cercate Via Oederweg!-

Incitai i miei compagni con tutta la gioia che avevo nel cuore. Poco importava se una ventina di vie confluivano nello smisurato piazzale. Eravamo arrivati e nè Dio, nè nessun altro ci avrebbe fermato!

30 minuti dopo

Eravamo tutti e tre al centro dello spiazzo, seduti in circolo sulle nostre valige.

Io avevo le mani nei capelli e mi strofinavo nervosamente le tempie.

– Qualcuno… vuole essere così gentile da piegarmi quanto può essere difficile costruire una città? Ci metti le case e ci metti le strade. Le strade hanno un nome all’inizio e tutti sono felici. Case, strade, nome. Non mi sembra difficile. ALLORA PERCHè CAZZO IN QUESTA CITTà E IN QUESTA PIAZZA NON CI SONO I NOMI ALL’INIZIO DELLE STRADE! VENTI VIE E NEMMENO UN CARTELLO!-

Archimede si strinse alle proprie ginocchia.

– Non dovevamo partire… abbiamo sbagliato… abbiamo sbagliato… –

E fu allora che la nostra speranza crollò.

– AFFANCULO LA GERMANIA E I CRUCCHI! QUESTO VIAGGIO VA CONTRO TUTTO IL CREATO! NON CI SONO ALTRE SPIEGAZIONI, LASSù NON VOGLIONO CHE ARRIVIAMO! VOLETE VEDERCI MOLLARE?! COL CULO CHE MOLLIAMO! –

– Calmati Willy. Possiamo ancora farcela.-

Lui per reazione fece crollare ai fianchi le braccia e mi guardò con aria spenta.

– Ragazzi io ho deciso di mollare.-

Archie balzò in piedi vicino a me e gli afferrò l’altro braccio.

– No Willy… –

– Willy, non dire così… –

– No ragazzi. Sono stanco… sono… sono veramente stanco… Soprattutto di te Archie!-

– Dai Willy, manca poco ormai.-

– Meglio mollare che questa lotta persa contro Dio. Sempre con qualcosa di storto. Sono stufo! Sono veramente stufo! Soprattutto di te Archie!-

– Willy, adesso vienimi a dire che ho fatto per farti incazzare.-

–  Porca! Ora lo ammazzo!-

Willy mi afferrò le braccia mentre cercavo fi strangolare Archie.

Ormai eravamo alla frutta. Dio aveva vinto.

Fu allora, mentre cercavo di uccidere Archie che udimmo una voce.

– Ragazzi! Ragazzi!-

Alzammo lo sguardo e lo vedemmo. Hans in camicia da notte e ciabatte che ci correva incontro.

La rabbia svanì. Corremmo verso di lui e lo abbracciammo. Felici, sereni, nuovi.

Il viaggio è finito. Ci ha cambiati? Forse sì, forse no.

Una cosa è certa. Non importa cosa si metta sulla vostra strada: Dio, un chiosco di panini, un diluvio o Archimede. Per quanto lunga sia la strada, nulla è impossibile, se continuate a marciare.

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23 Commenti

  1. Non ho mai letto una storia più divertente!!! Il primo capitolo è fenomenale, specialmente la storia del campeggio! Veddrò gli altri.
    Peccato non averla trovata prima che finisse… cmq ti sei appena fatto una nuova lettrice ^^
    Complimenti

    • Purtroppo ho avuto dei gravi problemi indipendenti dalla mia volontà, che hanno causato la mancanza del segnale di connessione e ho potuto portare avanti la storia solo in tempi recenti. A questo punto, preferisco continuare con calma il racconto assieme a chi mi segue, piuttosto che fare in fretta e furia e dare un prodotto che non rispecchia lo spirito e la condivisione coi lettori. Grazie comunque per il sostegno.

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