Anime di latta alla fermata del treno

Dove eravamo rimasti?

Nell’ultimo episodio… Jake si risveglia e Tom gli svela qualcosa di scioccante (90%)

L’ inizio...

Jake si risvegliò, e quando apri gli occhi il terrore lo pietrificò. Si trovava ancora in un letto, come quello in cui l’avevano sedato, prima di usarlo per i loro scopi. Quanto tempo era passato da allora? Sembrava sera, forse un giorno…Non riusciva a muoversi: nella testa gli sembrava di avere un clacson assordante che non gli dava tregua, tutte le sue fibre nervose sembravano in sciopero e aveva un tubo che gli andava giù per la gola. Si sentiva svuotato, inerte e la gola gli bruciava come se fosse in fiamme. Si accorse che gli stavano iniettando qualcosa, e si strappò la cannula dal braccio più velocemente che poté. I suoi occhi sembravano fare cilecca e il collo era tanto debole da non permettergli di alzare lo sguardo e osservare con cura tutto l’ambiente: dall’orologio fissato alle protezioni laterali del letto cercò di capire che giorno fosse. Da quanto si trovava li? Possibile che fosse un mese? Sgranò gli occhi e si accorse anche che nella stanza c’erano una decina di mazzi, e per la maggior parte portavano il biglietto della Globe, tranne due. Alcuni sembravano ormai del tutto appassiti, con i colori spenti e gli steli dei fiori stufi di starsene dritti dentro un vaso. All’improvviso, entrò una figura femminile che lo guardò entusiasta e si bloccò sull’uscio della porta, raggiante. Spiegò a Jake che si trovava in ospedale, in modo gentile e chiaro. Disse che sarebbe venuto presto il medico a visitarlo e che tutte le sensazioni fisiche che sentiva, come il dolore alla testa e il bruciore in gola, erano dovute all’incidente e alla ventilazione meccanica. Jake, a quel punto, fu invaso dai ricordi, che lo travolsero come un gruppo di animali imbizzarriti: quando l’infermiera stava andandosene, la trattene con uno sforzo che gli sembrò sovrumano e tentò di chiederle qualcosa. I suoni che emetteva non erano chiari, se ne rendeva conto, ma possibile che non capisse davvero nulla? Perché non la smetteva di dirgli che non poteva parlare? Lo sforzo di Jake era tanto grande quanto inutile: si accorse che le lacrime gli stavano solcando le guance, quando l’infermiera, arresa, uscì dalla sua stanza.

Dov’era Armony? Cosa le aveva fatto? L’ultimo ricordo che aveva di lei gli sembrava un incubo irreale.

Passò qualche ora e tutta l’equipe sanitaria gli assicurò che ormai era fuori pericolo: qualcuno gli accese la televisione e poco a poco capì a cosa aveva dato la caccia. Soldi e potere, erano quelle le mire che giustificavano quegli uomini senza alcuno scrupolo. La rabbia e l’incertezza gli ribollivano nel sangue e non vedeva l’ora di poter tornare a parlare.

La mattina seguente, quando si riaprì gli occhi, lei era lì. Viva, sorrideva, con le spalle avvolte da una canottiera di seta, semplice. Sembrava, però, che le avessero preso a pugni l’anima: la sua faccia era scavata dall’attesa, dalla speranza ma anche dalla sconfitta. Accanto a lei, c’era Tom. “Sono davvero contento di vedere che sta bene, signor Feller. Mi spiace per la botta in testa, non ho trovato alcun altro modo per impedire che….” Tom si bloccò, imbarazzato, poi continuò “Sono sollevato, i medici dicono che lei starà di nuovo bene, e presto”. Jake notò che Tom aveva le man sudate e sembrava sempre più sotto pressione.“Ora, è necessario che le dica qualcosa, prima che lo faccia l’Intelligence. Sua moglie, Meg, intendo….la sua vera moglie. Lei era tra i nomi di quelli che hanno organizzato tutto, e credo che abbia inscenato il suo incidente, nove mesi fa, per sparire definitivamente. Il suo corpo è stato ritrovato in un’altra loro base, dodici giorni fa. Si pensa sia stata uccisa, ma devono ancora approfondire le indagini. Mi dispiace, signor Feller, Armony ha insistito che fossimo noi a dirle una cosa del genere, perché altrimenti…”. Armony si girò verso Tom, lo fissò per un istante, ma lui capì immediatamente e si congedò. Aveva fatto il lavoro sporco, pensò Tom, e dopo tutto ciò che Jake aveva passato a causa sua, un po’ glielo doveva.

Intanto, Jake iniziò a piangere, sempre in quel silenzio assordante cui era costretto, con solo le lacrime che gli rimanevamo per esprimere la rabbia verso Meg, la gioia di vedere Armony viva, il sollievo di essere al sicuro, la tregua da un nemico dai contorni indefinibili. Armony gli strinse la mano, forte, e rimase così, per un attimo o per ore, senza dire quasi una parola, finché le lacrime di Jake non si esaurirono.

Epilogo, qualche tempo dopo…

L’estate si era conclusa, e quella mattina avrebbe rivisto le facce rilassate dei suoi studenti, compresi Allen e Robert: non poteva esserci niente di meglio, pensò Armony, che guardare alcuni di quei ragazzi negli occhi e sapere di avergli evitato un’esperienza terribile. Prima di andare alla scuola, si fermò dal panettiere. “Eccoti, mattiniero come al solito, tutto bene?”. Jake le sorrise, senza rispondere, e la baciò di sfuggita. Le mise due panini farciti in mano e si sistemò il grembiule, guardandola andare al lavoro mentre serviva i clienti.

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153 Commenti

  1. Sparirà fino al mattino successivo.
    Mi sembra l’opzione più adatta al senso di mistero che aleggia intorno a quest’uomo e alle ombre che nasconde dentro.
    Finalmente Armony smette di essere trascinata dagli eventi, e diventa parte attiva nelle vicende. Chissà cosa l’aspetta…

  2. brava! Jake se ne va. sparendo nella cabina del teletrasporto fino alla marina successiva e intanto telefona! comunque sempre più interessante e emozionante. sono dentro. fai un personaggio stupido che si chiama sberzibellus. ahaaha

  3. Ecco, il mio pensiero è diametralmente opposto a quello nel commento sotto, di fulella. Io credo che, per una volta, sarebbe una cosa buona fare alla vecchia maniera. Sai… quelle cose che si dicono, quelle frasi col punto interrogativo alla fine, quelle che servono a capire cosa pensa una persona senza l’aiuto di strani pulsanti verdi. Una domanda, insomma.

  4. Schiacciò il pulsante verde e, riorganizzando i pensieri che leggeva nella sua testa, la seguì, facendole un segno di assenso.
    Invece di tremila parole gli basterà un attimo per capire il motivo di tanta fretta.

  5. Non è che potresti prestarmi quel marchingegno? Mi farebbe davvero comodo 😀 Hai scritto una storia davvero interessante, intrisa di modernità ma con un tocco di tradizione. Mi vedrai qui anche nei prossimi episodi 🙂

  6. bussiamo alla porta della signora freeman!
    una curiosità, come fa armony ad accorgersi che “Robert e Allen, i suoi due studenti, la stavano già aspettando in classe”? in ogni caso inizio interessante, sono curioso di sapere come entrerà in gioco un treno in un modo in cui esiste il teletrasporto

  7. Facciamo che si teletrasporta in classe, ma con i pensieri sempre rivolti alla signora Freeman

    Bell’incipit, la fantascienza ha su di me lo stesso effetto di una venere acchiappamosche…
    Mi piace molto il tuo stile scorrevole, leggero ma al tempo stesso curato.
    Ti seguo quindi.
    Un solo piccolissimo appunto: occhio all’infodump, in questo capitolo non è eccessivo, ma ho notato una certa tendenza… 😉
    A presto
    Giò

    • @Giò, ti ringrazio davvero: sono alle prime armi e ho dovuto cercare addirittura “infodump” su google per capire il tuo commento…in effetti hai ragione, e cercherò di farci più attenzione!! Grazie per l’utile consiglio!

    • @Mario de Prisco… Sono felice del paragone con il fumetto Bonelli, anche se non credo di meritarlo..per quanto riguarda l’omicidio, ci penserò su e tu…beh, stai ben attento a che voto darai! 🙂

    • Ahahahahah @Marta Donati: effettivamente i tratti caratteriali di Armony non sono ancora così chiari da giustificare delle orribili scarpe color cammello… spero che fra un po’ diventerà tutto più chiaro!… Anche se dipende tutto da voi!… 🙂
      …In ogni caso, nessun commento verrà dimenticato!…

  8. @peterava, contenta che ti piaccia!! Cosa intendi per vecchietta all’antica? In ogni caso, se hai scelto l’opzione giusta avrai modo di verificare se la signora Freeman è una vecchietta all’antica o meno!

    • @peterava, contenta che ti piaccia? Cosa intendi per vecchietta all’antica? In ogni caso, se hai scelto l’opzione giusta avrai modo di verificare se la signora Freeman è una vecchietta all’antica o meno!

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