Ambra, sai nuotare?

Una mattina al mare

Il sole da poco sorto scaldava timido l’aria che, di lì a poco, sarebbe stata cocente. Nella sua terra, le mattine d’estate erano sopportabili solo passate in riva al mare. Ambra al momento giaceva sdraiata sul letto, fissando il soffitto semi buio della sua cameretta. Si sentiva madida di sudore, sapendo di dover ancora fare i conti con la giornata canicolare che l’aspettava fuori casa. Niente paura e nessuna fatica, si disse ironicamente, ho ancora qualche giorno di ferie da godere! Ambra era in ferie dal giorno della maturità, quando entrò di diritto nella lista dei “precari senza lavoro”. Diligente e attiva non aveva mai smesso di cercare un’occupazione, ma trattandosi del periodo estivo una pausa credeva di meritarsela. La scuola era sprofondata all’inferno da un solo mese e lei aveva diciotto anni. Una splendida età di ventre piatto e seni alti, cosce sode e pelle liscia. Con la mano destra si carezzò la pancia incavata da cui sporgeva un delicato anello brillante, attaccato all’ombelico. Uno sforzo e si tirò su, un minuto al bagno ed eccola uscire con indosso il bikini color cammello che le dava un’aria da bellissima velina della televisione. L’abbronzatura staccava un po’ dal triangolo, il tanto giusto per mostrare quel filo di bianco un poco sexy che non guasta mai. Indossò un prendisole color pesca, le espadrillas gialle e la sacca leggera contenente il necessario per qualche ora di spiaggia. Non sapeva se avrebbe mantenuto la voglia di restare fuori casa anche la sera, tante volte si sentiva intristire da tanta baraonda oppure desiderava il fresco della casa chiusa alla giornata infuocata. A partire dalle tredici era insopportabile stare sotto il sole, ma le sue tasche vuote non le davano la possibilità di noleggiare un ombrellone. Era sempre e solo lei, il suo telo azzurro e la sacca. Più il chiasso della gente, come ovvio. Talvolta incontrava degli amici che, se arrivati con l’auto, portavano con se almeno un ombrellone e qualche sdraio. Questa mattina Ambra sperava tanto di vederli, anche per non restare sola tutto il tempo. Le sue amiche più care erano partite in vacanza con la famiglia, come ogni estate. Ripensandoci era una situazione un po’ triste, per una ragazza della sua età, non avere nessuno con cui scherzare o confidarsi per molti mesi. Trattandosi del periodo estivo, ciò includeva la rinuncia a feste e uscite notturne a cui da sola preferiva non partecipare.

Dopo dieci minuti di attesa dell’autobus e trenta di viaggio, scese alla fermata meno caotica del litorale. Erano le 9 del mattino e il sole già scaldava senza infastidire. Lo sciabordio delle onde le arrivava ovattato e continuo, come un amante che sospira al tuo orecchio dopo l’amore. Ambra sorrise e inspirò profondamente una lunga boccata di aria frizzante. Udiva transitare macchine e autobus, continuamente, bambini che piangevano e gridavano, le mamme che gli urlavano dietro e le risate volgari di alcuni ragazzi. Vedendo svanire la propria tranquillità, fece il primo passo nella sabbia ancora fresca che le si infilò tra il piede e la scarpa, provocandole un piacevole e leggero massaggio plantare. Puntò gli occhi su un’alta torre diroccata sita a metà spiaggia e le venne un’idea. Aumentò il passo per arrivare trafelata allo spazio ombroso che la costruzione creava posteriormente e, posando la sacca, sorrise compiaciuta. Superando il cumulo di vetro e bottiglie di cui era cosparso quel tratto di sabbia, si issò agilmente all’apice della torre tenendosi alle pietre in rilievo. Così facendo, riuscì inaspettatamente a trovare un vasto triangolo d’ombra grazie ad una parte semidistrutta della torre, in cui le grosse pietre fungevano da seggiola. Quello era un punto privo di cicche e lattine; probabilmente il sole tra poco l’avrebbe ustionata, ma il cielo era più vicino e il mare parlava solo a lei, sussurrando e fuggendo malizioso, solleticandola e volando via come musica lontana. Nessuno l’avrebbe notata, da sotto la torre, e il bello era proprio questo…sapere di aver raggiunto finalmente un punto inaccessibile a chiunque, tranne che a lei. Era un piccolo sogno di bambina,  in realtà, poichè altri avrebbero potuto avere la sua stessa idea avanzando la pretesa di dividere il posto ombreggiato. Ci si poteva ragionevolmente stare anche in quattro, ma lei sperava tanto di no. Distese il telo di spugna e si svestì, sorridendo serena e bimba come non mai. Cosa costa credere di avere il mondo in mano per qualche ora? Cosa c’è da dare in cambio quando si ha diciotto anni e le bambole stanno ancora sedute nel letto a farci compagnia, ogni notte e durante i nostri pianti di piccole grandi donne?  Ambra sorrise, soddisfatta di aver trovato una soluzione alla bolgia dei bagnanti e alla solitudine da nascondere. Le parve di aver trovato il posto giusto, in un luogo dove era sempre stata costretta a strattonare la felicità di un pezzo di mare da centinaia di mani sudate. 

Ambra sta in pace sulla torre, ma chi la vede da giù?

  • Un'ex compagna di classe un pò antipatica (62%)
    62
  • Un amico che la chiama sotto l'ombrellone (23%)
    23
  • Un cugino fastidioso (15%)
    15
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268 Commenti

  1. Credo non ci sia cosa più difficile, nello scrivere, che scrivere di un amplesso senza provocare sbadigli, disgusto o involontarie risatine (di compatimento). E senza usare l’orrido termine “umori”.

    (Tu ci sei riuscita. Con la consueta bella scrittura e con delicatezza; quasi con poesia).

  2. ambra non me ne volere, ma secondo me il nono capitolo era la conclusione perfetta della storia!
    ad ogni modo brava giorgia, mi piace come scrivi e spero di vederti presto all’opera con un altro racconto, nel frattempo vado a leggermi la versione estesa 😉

    • Ambra ti ringrazia, ma lei si è divertita di più al decimo! 😉
      A parte gli scherzi, ti ringrazio tanto Ang per avermi accompagnato nella stesura di questo racconto leggero e romantico. Ho intenzione di iniziare qualcosa per integrare una mia vecchia raccolta di racconti che ho già in antologia, ma sono ancora in alto mare. Allora a presto!

    • Breve perché l’ho fatto finire al IX? ehmmm 🙂
      Confessione: siccome il 20 è domenica e domani e dopodomani, nuvole permettendo, dovrei andare al mare, tempo per scrivere in grazia di dio non ne avrò…allora ho organizzato l’incontro in anticipo 😉 il decimo lo scriverò più tardi, per chiudere ma fuori tema ovviamente. Anche perché se no, come già ho scritto ad Ang, a questo punto dovrei cambiare genere e non si può.
      Comunque grazie, anche se tu ti aspettavi una cosa hot vero?

      • No, breve la scena ehm… come dire… privata. Storia per adulti mi aspettavo qualcosa di più bollente, lo ammetto.
        Anche perché non credo ti manchi saperla scrivere… 😛
        Però hai ragione tu, è un fantasy non un racconto erotico, quindi, ritiro l’obiezione vostro onore.

        • Immaginavo, anche perché qualche commento fa ci eravamo intesi in questo modo. Avevo intenzione di dare uno sviluppo erotico alla storia, dando più spazio alle scene hot, ma poi la trama ha avuto bisogno di maggiori preliminari 🙂 ci si è messo di mezzo il fratello che ha rallentato le cose, tra l’altro! Insomma, tante scuse per dire che non mi ci sono trovata stavolta, ma non disperiamo 😉 fai bene ad obiettare Gio, mi piace parlarne e grazie per l’interesse.

          • Wow… però!
            Te la cavi anche così, ma non è che avessi poi dubbi in realtà. C’è passione, si ok quella in un amplesso dev’esserci per forza, ma c’è molta poesia. Le frasi inframmezzate sono una bella trovata, non spezzano il ritmo a parer mio, ma elevano la scena a qualcosa di più che un mero atto fisico. Brava Gio, molto brava.
            Non è un finale… beh, non sono d’accordo, lasciare sfogo all’immaginazione del lettore, lasciare che, chiuso il racconto, continui a pensarci è una cosa bella. Nel tuo caso gli interrogativi che lasci sono molteplici: si rivedranno? Staranno insieme? E come, visto che sono due mondi diversi, due specie diverse? Potranno concepire? Eccetera…
            Insomma… tiro le somme e ti faccio tanti complimenti Gio, bravissima. Stanotte sognerò sicuramente una bella donna marina… 😉

            ps Napo tiè! Gli uomini marini non puzzano d’alghe… “sanno di mare” 😀

            • A napo fischieranno le orecchie oggi 😀 grazie gio per le tue parole, vedi desideravo scrivere una scena erotica tra i due, ma non era ancora tempo e sarebbe stata volgare…certo, solo una donna può dire una cosa del genere! 🙂 cmq sono contenta che abbiate gradito.

  3. Ero indeciso tra i due opposti mattina e notte (se opposti si possono definire). Alla fine, considerando la tua abilità di narratrice, oltre che scrittrice in genere, ho optato per la mattina. Concede più spazio per gli eventi cosa che, con i caratteri limitati, non guasta mica.

  4. Un altro splendido episodio, le descrizioni sono perfette, non hai nulla da invidiare agli scrittori affermati, complimenti. Mi spiace che siamo quasi alla conclusione, mi mancherà il mare, l’uomo marino e la ragazza che insegue l’impossibile. L’episodio secondo me inizia la mattina, tra l’altro è l’opzione più votata. Non mi spiego come mai la tua storia non abbia 200/300 incipitpoint… ma questo non toglie il valore che ha. A rileggerti, ti seguo come sempre.

    • Grazie Angela 😀 gli incipoints hanno tutta una storia, meglio lasciar perdere e accettare quelli che vengono! Come ti dissi precedentemente, per me l’importante sono i vostri commenti e, quando vengono come stavolta, gli apprezzamenti. Scrivere è trasmettere emozioni perciò, quando sai di esserci riuscita, null’altro conta.

  5. Quoto ang, si arrabbierà come una iena (calcando un po’ la mano deliberatamente) per poi spillargli un qualche genere di favore extra. Le donne la sanno lunga… 🙂
    Bello Gio, questo uomo marino mi sta simpatico nonostante non provi molta simpatia per i principi azzurri in generale.
    Ps A chi ti sei ispirata per questo fustacchione? Spot Dolce e Gabbana? 😉

    • Ti dico la verità, neanche io provo molta simpatia per i principi azzurri delle favole, forse perché non ci ho mai creduto. Però questo è un pò diverso.
      Il modello di D&G è sicuramente bello, ma non il mio tipo 😉 il mio tipo è Antonio Banderas da giovane, prima dei biscotti e di Rosita 😛
      A parte gli scherzi, nella versione estesa ho messo un lavoro grafico con una ragazza e le spalle di un uomo che potrebbero dar l’idea di quel che intendo…
      Grazie per la visita e il voto Gio 🙂

  6. Si lascia sopraffare dalla sorpresa 🙂 Il racconto procede bene ma, se posso permettermi di liberare qualche castroneria, credo che ti convenga pubblicare il settimo episodio il prima possibile. Dannati limiti del concorso!

  7. Ho votato per il fattore esterno, convinto che fosse l’opzione più votata. Con stupore ho visto che c’è un bel testa a testa con un’altra possibilità. Per carità, sono sicuro che saprai continuare il racconto egregiamente in ogni caso, ma molto egoisticamente spero che il fattore esterno abbia nuovi sostenitori 😀

  8. Ma sei sicura che questo racconto rientri nel genere Fantasy? Mi dà l’idea che stia virando verso l’Horror…
    Ho votato per il fattore esterno che potrebbe essere il divino Fattore, un animale da riproduzione o il gestore di un’azienda agricola (l’italiano – sono solito dirlo – è una lingua equivoca).
    Non ti perdono gli ?? e ?!. E poi basta con questi numeri scritti in cifre – 10 anni 🙁 – con la scusa che dovete recuperare battute.

    • Si è fantasy 😉 non vuole essere horror.
      Il fattore esterno non è un bracciante agricolo 😀 mi hai fatto ridere!
      Chiedo perdono per la punteggiatura e i numeri 🙁 hai ragione da vendere, non si usano le cifre, ma le lettere; però, giuro, non l’ho fatto per recuperare battute, è stata semplicemente una scelta superficiale. Sono certa che mi scuserai 😉 grazie per la visita Napo

  9. devo dire che nelle varie puntate di questo racconto ci hai regalato alcune immagini particolarmente belle ed evocative
    per quanto riguarda questo episodio, per come hai descritto l’incontro direi che ambra sarà di nuovo al molo dalla mattina presto!

  10. …incontrerà quello strano uomo marino.
    Sperando che quegli occhi neri come l’oceano di notte non sembrino da triglia di giorno!! 🙂
    Scherzo Gio, davvero carino questo capitolo!
    È ufficiale comunque, odio Barbara… possibile un risvolto thriller o drammatico in cui affoga?? 🙂

  11. Sebbene l’idea di locullo sui gorgoglii gutturali (t’ho trovato pure un modo per non chiamarli rutti :P) sia interessante, io ho più romanticamente immaginato un verso simile a quello dei delfini.
    Bellissime le descrizioni ambientali, curate nei dettagli e raffinate.

    ps Questa frase nel primo capitolo è semplicemente magnifica “Lo sciabordio delle onde le arrivava ovattato e continuo, come un amante che sospira al tuo orecchio dopo l’amore”

  12. Né il fantasy, né il rosa sono trai miei generi prediletti. Tuttavia questo incipit è scritto così bene – pieno com’è di immagini riuscitissime capaci di portarti lì dove l’autore vuole – che mi sono lasciato portare alla torre senza quasi che mene accorgessi.

    (Ora il problema sarà spiegare ad Ambra, che voleva restare sola, che ci faccio lì… Voto l’antipatica).

  13. Voto per il cugino fastidioso; non per altro, eh, solo che mi fa venire in mente Paperoga che personalmente adoro.

    Per quanto riguarda la storia, è ancora troppo presto per pronunciarmi, ma ti farò sapere nei prossimi capitoli.

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