Agua

Prologo

L’edificio in cui entro è fatiscente: murales alle pareti e sporcizia ovunque. A ogni passo che muovo sento il pavimento scricchiolare, timide proteste di un legno troppo vecchio che vorrebbe solamente riposare. Mi avvicino alla porta semichiusa davanti a me portando una mano dietro la schiena, a estrarre il coltello ricurvo dal suo fodero. Lo lascio dentro per metà, tenendo saldamente il manico mentre con la mano sinistra spingo la porta spalancandola.

Il puzzo che arriva mi prende prima le narici e poi la gola.

Dentro è buio.

Aspetto sulla soglia facendo abituare i miei occhi a quell’oscurità. Inizio a vedere i contorni dell’ambiente oltre la porta: una scala porta giù verso quella che dovrebbe essere la cantina.

Estraggo il coltello e lo porto dinnanzi a me.

Inizio a scendere i gradini, uno per volta, facendo attenzione a dove metto i piedi. Le condizioni precarie in cui verte l’edificio mi fanno tenere alta la guardia. Scendo l’ultimo gradino e resto in attesa.

Silenzio.

Nessun suono, nessun rumore, interrompe il silenzio che regna nella cantina. L’ambiente in cui mi trovo è spartano. Un tavolo è accantonato a una parete, la gamba mancante a pochi passi. In fondo un armadio con un’anta socchiusa.

Mi avvicino, il coltello tra il mio corpo e l’anta.

I miei passi lenti, come i battiti del mio cuore.

Succede tutto in una frazione di secondo: l’anta si spalanca e un uomo schizza fuori brandendo una mannaia. Non ne distinguo bene i lineamenti, la mente lascia spazio al corpo che si muove agile a sinistra schivando il fendente.

L’uomo incespica ma non gli do tempo di cadere.

Gli scivolo alle spalle passandomi il coltello dalla mano destra alla sinistra. Passo il braccio intorno al petto dell’uomo e la lama sulla sua gola, aprendogli uno squarcio irregolare sulla pelle chiara.

Lascio cadere il corpo a terra.

Rimango a osservarlo: la pelle diafana, quasi trasparente, tesa sulle ossa.

Vado verso l’armadio e spalanco le ante.

Ecco il motivo per cui sono venuta: una bottiglietta d’acqua piena per metà. 

Cosa vorreste leggere nel prossimo episodio?

  • Dove siamo e cosa sta succedendo. (29%)
    29
  • La protagonista continua nel suo viaggio. (29%)
    29
  • Chi è la protagonista del prologo e cosa fa. (43%)
    43
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70 Commenti

  1. botte da orbi, figliolo! non guastano mai…

    Sono d’accordo com Massi, ma a dirti la verità, avevo capito che questo era solo un assaggio… e molto intrigante.

    Solo una cosa: ti prego, dimmi che almeno ci hai provato a fare alt+1 ( « ) e shift+alt+1 ( » ), ma non ti è piaciuto! 🙂

  2. La terza! Mi viene un po’ di magone pensando a cosa avresti potuto fare con questo racconto utilizzando almeno le 5000 battute standard.
    Te la stai comunque cavando egregiamente.

  3. Ciao Valerio, bel capitolo. Vorrei vedere questo rifugio.

    Occhio però a questa cosa: non c’è acqua, non piove, ma la vegetazione è ovunque.

    Altra cosa, in un mondo senza liquidi, anche il sangue umano io non lo disdegnerei!
    Ok, mi sono fatto schifo da solo.

  4. Si dirigerà al rifugio, per capire in cosa consiste.
    Sulla stessa line del primo episodio, mi piace molto. Mi permetto solo un pò di incredulità, scusami, per il fatto che, essendosi prosciugate tutte le fonti idriche naturali, gli esseri umani non siano tutti morti. O ci siamo vicini? 😉

  5. Com’è il rifugio? Chi ci vive?
    Bravo Valerio, anche perché, per quanto non segua molti racconti legati al contest, credo tu sia l’unico che ad avere il coraggio di misurarsi col limite delle 2000 battute.

    • Ciao Massimiliano. Si, quella è una parte che incuriosiva anche me. A dir la verità ci sono tantissimi aspetti che mi piacerebbe approfondire. Come si è sviluppato l’organismo umano che – come sappiamo – ha bisogno dell’acqua per vivere?

      Ne ho letto qualcuno e – di questi – tutti superano abbondantemente le 2’000 battute. Non vorrei dire cavolate ma se non sono l’unico ci puoi contare sulle dita di una mano. Misurarmi con questo limite (rispettabilissimo se si lavora su di un racconto con lunghezza massima di 20’000 battute ma abbastanza restrittivo per un racconto su questa piattaforma) è una bella sfida nella sfida.

  6. Veramente interessante l’idea dell’acqua come valuta corrente.
    Vorrei seguire la protagonista e scoprire un po’ alla volta i misteri di questo nuovo racconto.
    Ottimo Valerio (ma che te lo dico a fare 🙂 )

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