In Their Memory

Replay

Quando arrivi al punto in cui il cervello collassa e la realtà si distorce fino all’inimmaginabile, non ti resta che arrenderti. In quello stato di sconfitta non puoi far altro che guardare ciò che il tuo immaginario hard disk interno ha registrato.
Certo, molti dati nel tempo si sono frammentati, compromessi, cancellati. Ad alcuni potresti aver applicato password che nemmeno ricordi.

Ero un uomo come tanti. Dividevo la giornata tra interminabili ore in ufficio e Rea, la donna con cui stavo progettando il matrimonio. Lei lo progettava, io lo finanziavo, ad essere sinceri.
Tutto è cominciato una mattina, mentre mi sorbivo il suo briefing matrimoniale.
Alla tv è passata la pubblicità di un casco di realtà virtuale, Morfeo, della I.O.M, Interactive Operating Memory. Sembrava diverso, lo presentava una tipa con degli occhi viola e turchesi bellissimi.
Ho scoperto poi che si chiamava Ravena, quando sono andato alla loro sede.
Ho acquistato Morfeo. Ho ucciso Rea dentro Morfeo.
Ma Morfeo mi ha anche mostrato un mondo che respira, una realtà di cui ci siamo dimenticati, circondati da Habitat perfetti.
Poi tutto è cambiato.

Vivevo nell’attico 123, Blocco C, uno degli Habitat più sicuri, secondo il Dipartimento di Controllo. La sicurezza degli Habitat domestici è per gran parte gestita dalla H.S.H., Home Sweet Home, ma loro non hanno accesso all’archivio, possono solo dirti quali codici sono in sospeso.
Quel giorno qualcuno era in casa mia. Al Dipartimento mi hanno detto che ero sotto effetto di allucinogeni, contenuti nella soluzione necessaria ad ogni uso di Morfeo.
Quando sono tornato a casa, però, il mio mondo ha cominciato a vacillare. Nel display dell’ascensore ho letto qualcosa che non esisteva, qualcosa che mi avvisava che la sostanza indicata dal Dipartimento non poteva avermi causato allucinazioni. E un codice: 137 0705
Poi la corrente è mancata e le luci di emergenza si sono spente.
L’ascensore è ripartito di colpo verso un piano fantasma: il 505.

Ero in cima al grattacielo più alto che avessi mai visto. Una voce mi ha parlato. Sono quasi stato schiacciato contro il cielo per poi svegliarmi nella piscina di una villa di lusso.
Lì ho conosciuto Ania, la bionda a capo della HSH che mi ha fatto notare una cosa raccapricciante: ho un dispositivo sottocutaneo alla base del collo. Lo istalla Morfeo al primo utilizzo, pare. Tramite questo chip rubino codici bancari, informazioni e accessi a banche dati private
Ho firmato qualcosa riguardo questa truffa.
Ania si è offerta di prenotarmi gratuitamente un intervento per rimuoverlo, offrono questo servizio a tutti coloro che sono stati danneggiati dalla IOM.

Qui i ricordi, già assurdi, perdono di senso.
Sulla porta di casa trovo un biglietto scritto a mano: 137 0705
Entro e Rea non c’è. Sto per chiamarla e la tv si accende da sola su un canale che mi dice che la IOM è stata chiusa,  il Dipartimento di Controllo è intervenuto a sorpresa arrestando tutti quanti. E c’è lei, Ravena. Pare che mi guardi e, prima di essere spinta in una vettura, apre, chiude e riapre una mano. 5 0 5. Di nuovo.
Morfeo è dichiarato illegale, va consegnato. Mentre la notizia scorre, mi chiama Rea. Sta arrivando con un agente del Dipartimento.
Panico.
Non so perché, non ricordo o non capisco. Ogni volta un mal di testa mi punge le tempie e mi ricaccia indietro.
Ho preso Morfeo e me ne sono andato prima che arrivassero. Non ho portato con me neanche il pad, l’ho gettato. Qualcosa, però, mi ha spinto ha scrivere un messaggio: Scusa. 017153.
Sono infilato nell’ascensore distraendomi con le notizie mostrate sul display.
Numerologia… ironico eh? E ancor di più il fatto che il numero fosse il 123, quello del mio Habitat.
Liberatevi di tutto ciò che vi fa sprecare tempo, soldi ed energia. Eliminate ciò che vi impedisce di realizzare lo scopo della vostra vita.
Poi la corrente è mancata e, come allora, l’ascensore è ripartito verso il piano 505.

Sono qui, teso come un ladro.
Sarò considerato ricercato, un complice della IOM, quando potrei esserne succube. Non so cosa mi hanno impiantato, so solo che le risposte sono collegate a questo casco.
Non so se mi attende un altro tuffo in piscina.
Non lo saprò mai.

Improvvisamente l’ascensore si blocca. I numeri sullo schermo sfarfallano, poi una pioggia di scintille esplode dal pannello. Lo stomaco mi sale di colpo in gola.
Sto precipitando.
Ho paura. Paura di morire sfracellato in mezzo ai resti di un ascensore in caduta libera.
Poi un rumore di metallo contro metallo minaccia di spaccarmi i timpani. Chiudo gli occhi urlando imprecazioni mentre una pioggia di scintille illumina il buio.
Basta cazzo, basta!
Un odore di bruciato invade l’aria. Sono fermo.
Lentamente una striscia di luce si apre, un arnese sta aprendo di forza le porte dell’ascensore. Non sono sul piano, mi trovo sotto l’apertura.
Così, dal basso, nella luce chiara del primo o del secondo piano interrato dei garage, mi trovo lei, che mi fissa e mi tende una mano come fosse il mio angelo custode.
Come cazzo è possibile?

Chi gli tende una mano?

  • Ania (11%)
    11
  • Ravena (56%)
    56
  • Rea (33%)
    33
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40 Commenti

  1. E so che rimarrà aperto il finale, ma onde non fare una terza serie di 10 capitoli qui, concluderò la storia e poi chi vorrà leggerla la troverà per kindle aggratis X3
    Con le vostre scelte avete fatto deviare la storia in maniere inaspettate e avete contribuito a renderla più ingarbugliata e complessa di quanto mi fossi prefissa inizialmente. Grazie! <3

    (e comunque io avrei votato il dottore ò.ò)

        • Io di solito rincorro la testa invece. In testa le storie e i personaggi non si fermano perché non ho tempo o non ho voglia di trasporre quello che fanno o pensano.
          Per me è uno sforzo notevole frenarli e aspettare, se non una settimana, almeno qualche giorno prima di continuare.
          Per fortuna al momento sto lavorando anche su altro, così tengo la testa impegnata anziché lasciarla libera di escogitare come distruggere psicologicamente (spero almeno sopravviva fisicamente) il povero Mathias XD

  2. Ciao, incipit interessante.
    Ho notato che prima però, è necessario leggere un racconto precedente: “In our memory”, giusto?
    Ho anche sbirciato gli account che hai linkato nella tua bio, complimenti per i tuoi progetti! Soprattutto i disegni.
    Ti seguo, non dico cosa ho votato! 😉
    ps: magari, appena avrò tempo, leggo anche l’altro… buona continuazione.

  3. Si ricomincia, sull’onda della salute più stabile del solito, diamo fondo alle energie e all’ispirazione. Scopriamo insieme chi manovra la realtà, cosa sono questi codici, dov’è la verità… se c’è n’è una sola.
    Sballottiamo ancora un po’ il nostro Mathias, sperando che non gli prenda una crisi di nervi… o magari possiamo augurargliela, potrebbe venirgli in mente qualche folle gesto interessante XD

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