Il Cerchio dei dannati

Il Civico N°8

Un fulmine e poi il rombo del tuono, squarciano il buio e il silenzio di quella notte scura. La pioggia cade copiosa e rende scivoloso il selciato di un vicolo vicino Piazza Navona. Un uomo corre a perdifiato, sembra inseguito, si odono passi a breve distanza. Gli occhi del poveretto sono carichi di terrore e frugano frenetici tra i portoni bui dei palazzi circostanti, cerca qualcosa o qualcuno in quelle tenebre. I passi si fanno sempre più vicini, li sente, deve trovare un punto ove nascondersi; il civico numero otto sfila al suo fianco, si ferma, cerca di spingere un battente del portone che sembra socchiuso e ci riesce, quindi s’infila dentro l’androne del palazzo: ce l’ha fatta è salvo, pensa tra se. Ma è proprio mentre sta chiudendo l’ingresso che qualcosa glie lo impedisce. Una forza sembra spingere  dal lato della strada, una forza che presto ha la meglio su di lui e lo getta a terra con violenza; l’uomo arranca e cerca di sollevarsi almeno con il busto dal freddo pavimento, ma un’ ombra si staglia davanti ai suoi occhi delineata da un fulmine. Grida l’uomo arretrando con mani e piedi, poi un tuono, una luce accecante e la voce della Natura si mescola con grida di dolore.

La pioggia sembra non voler dare tregua alla città di Roma e ai suoi abitanti; dopo il violento temporale di quella notte, ancora non aveva deciso di smettere. Si era calmata certo, ma non del tutto ed ora scende abbondante, bagnando le strade congestionate del centro cittadino e quella bella Mercedes classe “E” dal lampeggiante blu sul tettino, che sta svoltando per Via di Santa Maria dell’Anima. Sfila l’auto elegante lungo la strada, passando dietro la chiesa di Sant’Agnese in Agone, fino a fermarsi poco distante dal Vicolo dei Granari. La portiera posteriore si apre, accompagnata da un ombrello e sotto di esso vi è una donna sui trentaquattro anni, dai capelli castani di bell’aspetto e dai grandi occhi verdi. Angelica Bonuoli, commissario alle dipendenze della Questura di Roma, si avvia a passo spedito nel vicolo pieno di colleghi; c’è trambusto quella mattina e lei sa perché: in uno dei palazzi era stato trovato un corpo di un uomo ucciso, il portiere dell’edificio aveva subito chiamato le autorità e cosi il suo cellulare aveva squillato alle sette e trenta di quella mattina. Raggiunge il civico otto ed entra nell’androne del palazzo, stranamente non la raggiunge l’odore metallico del sangue come si sarebbe aspettata ma solo una tremenda puzza di bruciato. Gli occhi di Angelica si posano quindi sul corpo esanime della vittima, coperto da un telo bianco e circondato dagli uomini della scientifica. Una mano le tocca la spalla e la costringe a voltarsi, un uomo sulla cinquantina dai folti baffi sale e pepe, il Medico Legale Gianfranco Mariucci, l’ha raggiunta “Buon giorno Mariucci” lo saluta con la solita espressione e tono seri “Cosa mi sa dire a riguardo?” indica con un cenno del capo la vittima a terra; pratica e diretta al punto, non si perde in mai convenevoli e chi lavora con lei lo sa molto bene, tanto da essersi guadagnata – da parte dei colleghi – il nomignolo di Donna Ghiacciolo. “Buon giorno a lei Commissario” dice il medico in tono gioviale e regalandole un sorriso, era impressionante come quell’uomo sapesse restare sereno anche davanti all’omicidio più terribile, solo una volta l’aveva visto turbato…ma si trattava di un caso delicato, dove erano stati uccisi una madre con i suoi due figli piccoli. “La vittima si chiama Viktor Makarov, russo sui quarant’anni, dalle prime analisi sembrerebbe essere deceduto tra le due e le tre di questa notte ” dice il medico aggirando il cadavere. Angelica annuisce attentamente avvicinandosi al corpo e alzando il telo; gli occhi vitrei e l’espressione terrorizzata dell’uomo le mettono i brividi, di omicidi ne ha visti parecchi nella sua carriera, anche di violenti, ma questa volta avverte qualcosa di diverso nell’aria. “Ha qualche ferita?” non ne vede, ma vuole esserne sicura “No nessuna ferita, è questa la stranezza, oltre a quello che lei stessa può notare…” risponde Mariucci, cosi il commissario segue l’indice del medico legale e nota solo ora che attorno al corpo vi è una bruciatura circolare, formata da simboli sinuosi e misteriosi. Angelica aggrotta la fronte voltandosi verso il medico “Il marmo del pavimento è bruciato! Com’è possibile?!” esclama guardandolo negli occhi, Mariucci scuote il capo “Non ne ho la più pallida idea Commissario… e quei simboli…non riesco ad associarli a niente”. La donna si passa una mano sul mento pensierosa “Magari si tratta di una setta satanica o qualcosa di simile…” dice riflettendo sui vari casi che aveva studiato negli anni,  ma niente che possa essere associato a tali segni riaffiora alla sua memoria. Qualcosa però la distrae all’improvviso dalle sue riflessioni: delle voci di protesta provenienti dall’esterno la fanno voltare verso l’ingresso e nota cosi due poliziotti, che cercano di bloccare un uomo.

Chi è l'uomo che hanno bloccato i poliziotti?

  • Un parente della vittima (22%)
    22
  • Un giornalista che è quasi riuscito a scavalcare il cordone di sicurezza della polizia (33%)
    33
  • Un investigatore privato dall'aria misteriosa che sembra essere particolarmente interessato all'omicidio (44%)
    44
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62 Commenti

  1. Quando non seguo una storia e la becco al capitolo sei o cinque, provo a leggerla a ritroso, se mi prende faccio segui la storia se dopo tre capitolo non ho capito un h…lascio perdere. Per adesso ho letto solo questo….Mi prendo altro tempo per leggerti. Questo è un gran bel capitolo. Ora se riesco ad acchiapparti bene se non ci riesco ci vediamo al prossimo incipit di entrambe magari, anche io sono a storia avanzata il mio è al cinque. Ma i miei si possono slegare e ti sconsiglio vivamente di saltare i primi due anche il tre….

  2. Ops! Ho messo in pari le tre opzioni. Scusa! Comunque passavo di qua e ho letto tutto finora. È proprio avvincente e il soprannaturale si è insinuato in maniera del tutto inaspettata in una descrizione così coerente e curata del centro di Roma! Complimenti davvero. Aspetto di leggere il seguito.

  3. Mi sto affezionando molto ad Angelica e Davide… Questo vuol dire che riesci a descriverli molto bene! 🙂 comunque ho votato per la cameriera spaventata, così, per creare ancora più confusione!

  4. Hai uno stile particolare che si sa adeguare bene alle esigenze della narrazione, brusco e concitato durante le scene d’azione e tranquillo nella calma. Mi ha piacevolmente spiazzato l’uso che fai qualche volta a inizio frase e il conseguente cambiamento del ritmo.
    L’urban fantasy è un genere difficile da gestire, non so cosa hai in mente, ma uscirà qualcosa di interessante, opterei per un giornalista, magari lui questo caso lo segue già da un po…. 😉

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