Senza cuore

La cerimonia del Fuoco Nuovo.

Lo so da sempre.

Il Grande Sacrificio ha dato vita al mondo, e di era in era, gli dèi offrono le loro stesse vite per noi. Nasciamo in debito.

Viviamo un tempo che volge al termine, iniziamo un’era sapendo che dovrà terminare. Nasciamo, sapendo che dovremo morire.

Sono stato cresciuto e formato come uno degli sciamani della capitale. Ho combattuto numerose battaglie, fatto prigionieri, officiato cerimonie  e offerto innumerevoli sacrifici. Ma, ancora una volta, so che la Fine si avvicina. E il debito non si riduce mai.

Domani si celebrerà la cerimonia del Fuoco Nuovo. I più anziani hanno vaghi ricordi della precedente festa, avvenuta 52 anni prima, quando erano ancora degli infanti. La saggezza e la conoscenza di questa cerimonia è stata trasmessa dai precedenti sciamani e sacerdoti fino a noi.

Una cerimonia che si ripete, ciclicamente, la cui importanza incide sul corso stesso di questo mondo, di questa era e di questo tempo.

Ecco perché mi sono offerto, ecco perché ho scelto di essere io quello che sarà spinto in cima al tempio, quello che si sdraierà sull’altare di pietra, quello che accoglierà il pugnale di ossidiana e offrirà il proprio cuore agli dèi, implorando che la Fine venga ritardata, concedendoci un altro mezzo secolo di esistenza.

Io, Tenoch, sciamano e sacerdote, sarò il sacrificio umano della cerimonia del Fuoco Nuovo e offrirò la mia vita perché questa quinta era, quella del Quinto Sole, possa esistere ancora.

*

Tu-tum.

Il mio cuore batte all’impazzata. E’ la paura? O è forse la mia gioia per il sacro compito che mi spetta?

Bum, bum, bum.

Ai battiti del cuore si aggiunge il rumore cupo e ridondante dei tamburi, vibrante sotto il frastuono delle trombe e dei corni che suonano ininterrotti nel buio della notte che avanza.

Tu-tum-tu-tum-tu-tum.

Il cuore accelera, e mi sembra sovrastare gli strumenti suonati con foga selvaggia.

Due mani solide mi afferrano, una per braccio. E come un qualsiasi prigioniero, vengo trascinato a forza su per i gradini del tempio, verso il punto più alto della capitale.

Per un attimo vorrei chiedere più gentilezza, ma ricaccio subito il pensiero. Ormai, il mio corpo non mi appartiene. Sono già un sacrificio, sono già un’offerta del mio popolo per gli dèi. E’ giusto che io sia nelle loro mani.

Bum. Bum. Bum.

Il suono dei tamburi mi sembra più lontano, mano a mano che vengo trascinato in alto. Osservo le statue di pietra, idoli imperfetti dei nostri dèi supremi.

Mi guardo attorno, e dall’alto, riesco a vedere la città piombare nel buio. Tutti i fuochi vengono spenti per la cerimonia del Fuoco Nuovo. Sarà il mio corpo, all’alba, al sorgere del sole, a donare nuovamente il Fuoco, a riportarlo alle case, alle città e ai villaggi.

Tu-tum… tu-tum.

Il mio cuore sembra rallentare arrivato in cima. Ricordo quante volte mi sono trovato io lì, di fronte a quella fredda e irregolare lastra di pietra, attendendo prigionieri da sacrificare. Quante volte ho impugnato io il pugnale sacrificale. Quante volte ho inciso le carni? Troppo poche, per saldare il debito.

Tu-tum.

Ogni battito che sento, mi avvicina all’ultimo. Ma mi sento sereno.

Vengo sbattuto sulla pietra. Il freddo, dall’altare, mi penetra le carni, facendomi rabbrividire, accelerando il mio battito, come se il mio cuore volesse far sentire la sua voce, prima di separarsi da me.

Bum, Bum, BUM!

I tamburi intensificano il ritmo e il suono giunge a me attraverso le vibrazioni della pietra.

Vedo l’ultimo fuoco spegnersi e, nello stesso istante, quattro sacerdoti mi afferrano, due alle gambe, due alle braccia. Insieme mi immobilizzano, tirandomi nelle quattro direzioni, costringendomi a inarcare la schiena, rendendo la pelle del mio petto tesa e pronta ad essere perforata.

Tu-tum-tu-tum-tu-tum.

Il sacerdote capo afferra il pugnale di ossidiana. La sua lama nera, così fragile e tagliente al tempo stesso, viene alzata sopra il mio petto.

E’ mezzanotte, penso.E’ l’ora.

Tu-tum.

Ed è l’ultimo battito, prima che la punta del pugnale prema sul mio petto, trapassando prima la pelle, poi i muscoli e infine il diaframma.

Il respiro si interrompe, la vista si appanna e faccio appena in tempo a sentire una mano che mi entra dentro, per afferrare il mio cuore ancora caldo e pulsante.

*

Sollevo il cuore di Tenoch tra le mie mani. Il suo sangue caldo mi cola lungo il braccio. L’ultimo battito mi sfuma tra le mani.

Lo sollevo verso l’alto e lo mostro al mio popolo. I tamburi si sono fermati e posso avvertire il fiato sospeso della mia gente.

I quattro sacerdoti cominciano a prostrarsi agli dèi, dando inizio al loro canto propiziatorio.

E mentre nessuno vede, nascondo quel cuore nella mia bisaccia.

*

L’alba era prossima. Il sole stava per sorgere e quella sfera incandescente sarebbe stata il segno del sacrificio accettato. Avremmo avuto altri 52 anni di esistenza.

Ma non accadde.

L’ora passò e il sole non sorge. Il buio continua a opprimere il mondo.

Gli dèi hanno rifiutato il sacrificio. Gli dèi hanno rifiutato la mia vita, perché, pur senza cuore, sono ancora tra i vivi.

La cerimonia del Fuoco Nuovo è fallita. Tenoch, senza cuore, si risveglia in un'alba senza sole. Cosa succederà?

  • Tenoch si fingerà morto, sperando di riuscire a fuggire dal panico generale che si scatenerà. (53%)
    53
  • Si scatenerà il panico, ma il sacerdote capo riuscirà a mantenere la calma. (13%)
    13
  • Si scatenerà il panico e Tenoch sarà costretto a fuggire combattendo. (33%)
    33
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303 Commenti

  1. Mi sono persa gli ultimi due capitoli, era da un bel pò che non aprivo incipit in realtà, che dire è stupendo dall’inizio alla fine, poi hai sempre messo delle ottime opzioni, nel capitolo 9 quando hai creato quella sorta di bivio, stupendo sembrava un videogioco,è strutturato benissimo, anche il finale è stato significativo ç_ç “Una vita da sola non bastava, ma un legame può essere tutto.” Non poteva concludersi meglio!

  2. Bravo Francesco, sapevo che Tenoch non si sarebbe salvato, anche perché in quel caso la storia avrebbe perso di credibilità.

    Come va la rielaborazione con l’intrduzione del guerriero? Bene, o sei totalmente preso dal concorso estivo? Sono un po indietro con la tua storia, ma sti arrivando… Quindi ci vediamo anche da quella parte!

    Complimenti, la tua scrittura è decisamente migliorata, i dialoghi perfetti

    • Sì, Tenoch non poteva salvarsi, a meno che, subito dopo non fosse sopraggiunta la Fine. 😉

      La rielaborazione deve ancora cominciare. Tra il concorso e mille impegni è stato un periodo fin troppo pieno! Con calma, comunque, mi ci dedicherò, anche perché mi è stata richiesta la versione estesa anche di Mondiali 2154!

      Grazie per i tuoi complimenti! Mi fa piacere sentirmi dire che la mia scrittura è migliorata. Grazie poi per i tuoi preziosi consigli e commenti! Sei un lettore veramente prezioso! 🙂

  3. Un finale amaro, come è giusto che sia.
    Bravo Francesco, un bel racconto che, almeno all’apparenza, non si è fatto tentare dalle lusinghe di un seguito.
    Alla prossima storia.

    • Grazie mille Massimiliano, per avermi accompagnato fino a questo finale. Sei stato davvero un lettore prezioso e leggo con piacere il tuo “alla prossima storia”.

      Come dico alla fine di ogni storia scritta, non amo i seguiti. Al massimo farò una versione estesa. Anzi, la farò (anche perché mi è stata richiesta). 🙂

  4. Mm… queste notifiche che non arrivano! Uff ù.ù
    Ero lì che mi chiedevo come fosse possibile, ero sicura che Zoma avrebbe lasciato cadere il cuore di Tenoch nel vulcano e… e poi? Ero talmente presa che non mi aspettavo proprio l’arrivo di Toci 🙂
    Crudeltà degli dei o meno, c’è un equilibrio in bilico, un prezzo da pagare quindi… una fine per un’inizio; anche se la vera domanda è: quale fine? quale inizio?

    ps. ehi, non eravamo poi tanto fuori strada io e i miei vaneggiamenti 😛

  5. La fine di qualcuno potrà dare la possibilità di un nuovo inizio all’umanità.
    In ogni caso, non vedo come sia possibile un finale che vede Tenoch e Toci salvi e insieme.

    • La terza opzione l’ho messa, ma, ammetto che, se avessi potuto, avrei lasciato solo due scelte. Al tempo stesso, però, ho ritenuto giusto prevedere una terza possibilità. Comunque, a giudicare da come stanno andando i voti, per il momento è poco votata.

      Una fine per un Inizio… spero di sorprendervi! 😉

  6. Con questa scelta mi hai davvero messo in crisi fra…
    Ero combattuto, l’inizio per la fine? la fine per l’inizio?
    E poi quella terza scelta messa li, come una scappatoia…

    Alla fine ho scelto la fine per l’inizio. Forse ho tradito la filosofia di questo racconto, ma non potevo tradire la mia. Cito la frase di Jurassic Park: “La vita vince sempre”, perché ne sono fermamente convinto, la vita trova sempre un modo di andare avanti, di continuare, di evolversi, di mutare e adattarsi. E la fine è sempre la soglia di un nuovo inizio, se non per noi per chi verrà dopo di noi.

    Ps Complimenti anche per la bellissima copertina fra, inutile dire strameritata. Adesso… il gran finale!

    • Immaginavo di mettere in crisi molti! So che non è una scelta facile, ma essendo stato accompagnato fino a qui da tutti voi, ho pensato che era giusto lasciare a voi questa scelta.

      In realtà, scegliere la fine per l’Inizio non è detto che tradisca la filosofia di questo racconto! 😉 Ovviamente non faccio anticipazioni!

      Grazie mille per i complimenti! La copertina è stata una sorpresa ed è davvero bellissima! E’ anche merito vostro se c’è! 😀

  7. Un ricordo… adoro i ricordi “illuminanti”, e ormai è ora di luce, per capire.

    Guarda, Francesco, questo capitolo davvero mi è piaciuto tanto tanto.

    La figura del guerriero non mi fa impazzire, ma ne abbiamo già parlato: purtroppo per me è apparso troppo tardi, e non so dargli un gran senso (ma le regole del gioco sono queste: è difficile far quadrare tutto se, come hai fatto tu, metti dei bivi così “decisivi” e coraggiosi… io pecco, non lo faccio mai, sono un po’ vigliacco).

    Cosa mi è piaciuto? Beh, mi piace questa disintegrazione progressiva di Tenoch, il suo continuo “cadere a pezzi”. C’è una malinconia, un senso di impotenza, una tragica fine davanti a lui, che lasciano davvero di stucco. Mi piacciono le emozioni forti, e Tenoch è un protagonsita destinato al peggio, non c’è salvezza. Mi ricorda un sacco la figura di Ned Stark, che poco alla volta costruisce la propria morte, senza poter fare in modo di evitare il triste destino.

    Bene.

    • Sì, anche io sono dell’idea che è ora di fare luce! 🙂

      Grazie mille Boost! Molti mi hanno detto come questo capitolo sia veramente riuscito e sia quello che è piaciuto di più! Questo mi fa piacere anche perché mi fa credere che più scrivo e avanzo in una storia, più lo stile migliora.

      Mi dispiace che il guerriero non ti faccia impazzire. Io, devo dire che alla fine mi ci sono affezionato. Comunque è vero, a causa del gioco, mettendo scelte decisive, si rischia di forzare l’apparizione di alcuni personaggi o il crearsi di alcune situazioni. Sto cominciando a valutare, però, l’idea di riprendere in mano questa storia per provare a farne qualcosa di più grande. In quel caso, il guerriero potrebbe trovare un ruolo maggiore, apparendo anche prima. 😉

      Interessante il tuo paragone con Ned Stark! Già, Tenoch prosegue verso una continua distruzione, un vero e proprio cadere a pezzi. Sulla sua fine, però, ancora non mi esprimo. Vedrete voi stessi nei prossimi due episodi (il prossimo spero di trovare il tempo di scriverlo il prima possibile!).

      A presto! 🙂

      • Non è che non sia un buon personaggio, questo guerriero… il suo unico difetto è apparire dal nulla. Nelle regole di un buon giallo, l’assassino deve sempre apparire nei primissimi capitoli, proprio per permettere anche al lettore di arrivarci da solo (anche se poi da come la metterai giù, se sarai bravo, non ci arriverà mai), sennò si sente “tradito”.

        Ma guarda, basta poco: basta qualche indizio all’inizio, se riuscirai a inserircelo, e il problema sarà super risolto! 🙂

  8. Una sola parola, FANTASTICO! L’ho divorato dal primo capitolo D: E’ così originale e nuovo, l’idea del guerriero senza cuore, invincibile, che non può essere ferito, mi piace proprio tanto. Davvero rimarrà senza voce?? :C.. Sono curiosa del futuro chiarimento con Toci :S …Complimenti! Ti seguo! Sarebbe un libro perfetto.. Aspetto con ansia il seguito D: ..ah ho votato per il ricordo :3 una cosa più “soft” dopo gli ultimi eventi ^-^

    • Grazie mille Martina! Arrossisco a tutti questi complimenti! 😀

      Tenoch rimarrà senza voce! Come farà a chiarirsi? Ci riuscirà? E con Toci? 😉

      Per quanto riguarda un libro, non sei la prima a chiedermi se ho in mente una versione più estesa. Come già avevo detto, l’ho pensato solo per the incipit. Però, ormai arrivato alla fine, comincio a pensare che se ne potrebbe fare una versione più ampia.

      Spero di riuscire a trovare al più presto il tempo per scrivere e poi pubblicare il nuovo episodio, con il ricordo. Purtroppo in questi giorni sono molto impegnato e ho anche una storia in concorso a cui pensare! Comunque cercherò di non far aspettare troppo!

      Grazie ancora e a presto! 🙂

  9. ho letto tutto, dal primo capitolo, in un fiato. l’idea è originale e sviluppata molto bene, la scrittura ti scivola fluida sotto gli occhi e i personaggi si individuano immediatamente per come ce li vuoi presentare. bravissimo!
    vada per il ricordo 😉

  10. Mi adeguo al volere del popolo. Vada per il ricordo, anche se il rituale mi ha tentato fino all’ultimo.
    Questo episodio mi è piaciuto in modo particolare. Bravo Francesco.

  11. L’ultima parte è molto coinvolgente. Bravo.
    Mi è piaciuta molto anche l’espressione: “Ai tuoi occhi io sono come un sasso in un fiume: non devio la corrente.” Davvero efficace.
    Un appunto. Il complemento di vocazione è meglio isolarlo con la virgola. Ad esempio: “Ho un nome, Tenoch”.
    Secondo appunto. La storia del nome Xolotl appare un po’ confusa. Almeno a me. Prima dici che significa “schiavo” e poi “anticamente gemello”. Qual è la versione giusta?
    Comunque vai avanti così. Ti seguo.

    • Grazie mille per i complimenti! 🙂

      Devo ammettere che ero arrivato al limite dei caratteri e che una virgola in più mi avrebbe fatto sforare. Poi, facendo delle modifiche sono sceso sotto il limite, ma poi mi sono dimenticato di aggiungerla… Grazie, comunque, per la segnalazione!

      Mi dispiace che la storia del nome sia apparsa confusa. Cerco di chiarire. Il nome Xolotl ha un doppio significato. Il primo e più comune che Tenoch ricorda è “schiavo”. Alla fine, però, si ricorda che in antichità, quando la lingua aveva un uso diverso, il significato era “gemello”. Purtroppo i pochi caratteri costringono a dire le cose in maniera essenziale! Spero di averti chiarito! 🙂

  12. Bel capitolo! È molto dinamico 😀
    Mi è piaciuto il particolare del nome del guerriero, Xolotl, e il suo duplice significato, svelato man mano ^^’ ho una sorta di ossessione per queste cose…
    Ti segnalo un paio di cosucce che ho notato:
    abbastanza lontana per permettermi > credo che in questo caso sarebbe più corretta la reggenza con ‘da’ (abbastanza lontana da permettermi);
    una strattone > ‘uno’.
    Sembra una pazzia visto che siamo alle ultime battute ma ho votato per il ricordo!

    • Esci allo scoperto nel senso che mi stavi seguendo già da un po’? In ogni caso, grazie per essere passato!

      Sì, ci tengo a proseguire anche questa storia, a cui sono affezionato e grazie a cui mi sono avvicinato ad altri autori di the incipit, ricevendo preziosi consigli!
      Il concorso lo prendo come una sfida personale, anche solo per vedere se riesco a gestire più storie in contemporanea.

      Per curiosità, cos’hai votato?

      • Ho votato quello che finora hanno votato tutti: un ricordo.
        Certo che ti seguivo, anche se sono arrivato che eri già un bel po’ avanti.
        Invece devo dirti che non seguirò nessun racconto del concorso ND, nemmeno il tuo, un po’ per principio e un po’ perché adesso è arrivato locullo e quindi il concorso è già finito. Non si può competere con lui.

        • Sul discorso locullo sono abbastanza d’accordo. Per il fatto che non mi seguirai un po’ mi dispiace, non per i punti, ma piuttosto perché leggendo i tuoi commenti su altre storie li ho sempre trovati molto puntuali o interessanti e ho sempre sperato di averti tra i miei lettori per avere un confronto, critiche e/o consigli. In ogni caso, già averti qui è un onore per me.

          Se poi avessi voglia di leggere, senza votare o commentare e poi scrivermi in privato (mi trovi su facebook o nel caso ti do volentieri la mia mail) per le tue impressioni, apprezzerei molto. Ovviamente non ti chiedo di andare contro i tuoi principi!

        • “Hic sunt leones”, dicevano i Romani davanti alle mappe da conquistare.
          Francesco, non farti intimidire dal vate locullo! Ti porto un ottimo esempio che potrebbe farti cambiare idea: se Ken il guerriero non avesse creduto nelle sue capacità, non avrebbe mai ucciso Shin di Nanto, dato che tutti dicevano che era imbattibile.
          Fregato Napo.

  13. Si libera ma rimane ferito gravemente. A quel punto, andrà sicuramente da Zoci e cercherà di scoprire la verità.

    In questo capitolo non c’è praticamente azione, ma mi è piaciuto un sacco: il guerriero è una figura a tutto tondo, ben congeniata, realistica. Il suo odio e la sua incredulità sono palpabili. E’ un peccato non aver sentito parlare di lui prima, in modo da poter dire che non è “sbucato dal nulla” con la sua storia, perché avrebbe avuto tutto ancora più “forza”. Il problema è il “gioco”: neanche tu Francesco potevi sapere che ci sarebbe stato un guerriero. Peccato.

    Segnalo solo una cosa: è un po’ fastidioso il fatto che Tenoch dica per due volte di seguito “Di cosa stai parlando?”.

    Dai, andiamo su questo dannato vulcano! (posto perfetto per un finale, ce lo insegna anche Tolkien). 🙂

    • Zoci? Forse hai fuso Zoma e Toci! 🙂

      Mi fa piacere che ti sia piaciuto! Anche a me, scriverlo ha dato molta soddisfazione! Ammetto che hai ragione sul fatto del “gioco”. Io di solito prevedo degli eventi ma non tutti i particolari! Per cui se dovessi riscrivere conoscendo già lo svolgere degli eventi, probabilmente finirei per sistemare meglio certi collegamenti o personaggi.

      Sulla ripetizione, purtroppo, mi era sfuggita. E’ decisamente fastidiosa!

      In realtà sul vulcano ci si arriverà nel penultimo episodio. Ma vedrai tu stesso, perché a breve pubblico l’ottavo capitolo.

      P.s.: Ho iniziato anche una storia per il concorso. Sarei curioso di ricevere un tuo parere! 🙂

      • lo farò senz’altro!

        Scusa ma sono un po’ incasinato in questo periodo, e devo anche finire “Enkil” (mi manca l’ultimo capitolo che purtroppo metterò solo sul blog perché è l’undicesimo). Ho finito il decimo, ma aspetto quello a pubblicarlo.

        Quindi, arriverò con un po’ di ritardo ;)… ma arriverò

  14. Tenoch riceverà una ferita grave ma non riuscirà a sfuggire al guerriero… sì, perché non vorrai mica liberarti tanto in fretta di questo controverso personaggio, vero? Dovremo pur cercare Zoma! Il vulcano, poi, potrebbe rivelarsi di fondamentale importanza per gli sviluppi futuri… e, magari, anche per fornire qualche spiegazione sugli arcani irrisolti 😉
    Il delirio, la disperazione, la confusione e l’amarezza del guerriero emergono molto bene. Interessante anche lo spunto finale sull’abitudine. Inoltre, mi è piaciuta particolarmente l’immagine di Tenoch che traspira dal racconto dell’ex-camerata, la sua consapevolezza, sempre che sia reale…

  15. Non mi aspettavo che Tenoch fosse stato un guerriero tanto potente. Lo immaginavo come un uomo pacifico.
    Voto per la ferita grave senza riuscire a liberarsi.
    Sono curioso di vedere cos’ha in mente il suo nemico, e che danni può provocare una ferita grave al protagonista viste le sue condizioni.

  16. Riuscirà a liberarsi, ma riceverà una.ferita.grave.
    Avevo proprio preso lucciole per lanterne con la mia previsione… 🙂
    Beh… poco male, il capitolo mi è piaciuto tanto, e mi ha messo in testa più domande di
    quante ne ha chiarite!
    Curiosità… per favore vai via… 😉

  17. Ho scelto il guerriero, involontariamente unendomi alla massa. Non so ma mi ispirava… non ho colto malignità nel gesto del coltello, sai? Piuttosto qualcos’altro… vedremo, sono MOLTO curioso!
    Mi trovo in accordo con boost per quanto riguarda il coltello, perché lo spaventa? Solo sorpresa? Abitudine? Paura? E di cosa? Non certo della morte… altra curiosità!! 🙂

    • Non hai colto malignità? Interessante! 🙂
      Per quanto riguarda il coltello, comunque, come ho scritto anche a Boost, sono stato colpito dai vostri dubbi più che legittimi. Personalmente ho immaginato una paura quasi per abitudini. Poi, certamente, aggiugi anche la sorpresa. Effettivamente, però, sono domande che meritano di essere approfondite, a cui, sicuramente riserverò dello spazio!
      Grazie mille, come sempre, per voto, commento e per le tue impressioni, consigli e osservazioni! 🙂

  18. Ciao Francesco, credo la scelta più promettente (ma a quanto pare meno gradita) sia “un altro sacerdote”. Però a questo punto sono curioso di conoscere questo guerriero…

    Credo che il capitolo sia molto riuscito verso il finale, mentre avrei “abbreviato” un po’ la parte centrale, che a mio modesto parere è leggermente ripetitiva e non dice molto di più rispeto a ciò che sappiamo già…

    Avrei piuttosto approfondito la questione del coltello: perché Tenoch è spaventato dalla lama del coltello? In fondo, anche lui sa di non essere più vulnerabile come un tempo. O almeno, io avrei voluto sentire Tenoch che si poneva tale domanda. Una battaglia interiore, insomma.

    • Ciao Boost! Scusa per il ritardo con cui rispondo!

      Leggendo il tuo commento mi hai dato da riflettere: effettivamente hai ragione, la parte centrale poteva essere abbreviata.

      Per il coltello, invece, devo essere sincero: ho immaginato una paura data più dall’abitudine. Inoltre, per quanto non sia più vulnerabile, un taglio lungo il collo non è comunque auspicabile!
      In ogni caso, accolgo i tuoi dubbi (e più su anche quelli di Giovanni): cercherò di dedicare uno spazio anche a questo!
      Grazie come sempre per i tuoi commenti, consigli e osservazioni! 🙂

  19. Grande! A parte qualche ripetizione il testo mi sembra molto pulito 🙂
    Questo nuovo personaggio mi incuriosisce… subito ho pensato che fosse il padre di Toci ma evidentemente mi sono sbagliata! È stato difficile scegliere, alla fine, però, ho optato per lo schiavo (peccato che sia in netta minoranza) perché mi è parso strano che in una tale società potessero esserci liberti, dev’essere un tipo speciale se ha guadagnato quest’onore 😉

  20. Un altro sacerdote… ma vedo che sono in minoranza. Non mi dispiaceve l’idea di un nuovo “guardiano della porta” che in genere sono quei personaggi che servono a mettere i bastoni tra le ruote al protagonista durante il famoso “viaggio dell’eroe”, gli creano trappole, cercano di non fargli raggiungere la meta… però vediamo, sicuramente sarà qualcuno che in questo momento non ha un atteggiamento molto amichevole!

  21. Interessante anche questo sviluppo. Una cosa avrei forse evitato, ma è una pignoleria di cui si può anche non tenere conto: il sangue che fuoriesce dal collo di Tenoch appare un po’ strano, vista l’assenza del cuore.
    Per il seguito, direi la seconda: il guerriero.

  22. Mi sembra più plausibile (ed interessante) che sia un guerriero in precedenza amico di Tenoch.
    Scusa, ma non ho potuto non notare che il monte Iztach letto al contrario abbia un suono ben poco edificante 😉

  23. Ciao 🙂
    arrivando solo ora ti lascio una carrellata delle mie impressioni su tutti i capitoli usciti…
    |1| Qui I più anziani hanno vaghi ricordi della precedente festa, avvenuta 52 anni prima, quando erano ancora degli infanti i tempi, forse, andrebbero calcolati meglio perché un infante è un bambino piccolo piccolo, possibile che in questa società i più venerandi raggiungano a stento i 60 anni?
    Alcune ripetizioni sono enfatiche ma altre, secondo me, appesantiscono; qui la mia gioia per il sacro compito che mi spetta, ad esempio, mia mi pare superfluo.
    E’ è un errore più grave di quel che si pensi… ti consiglio di utilizzare la forma corretta È.
    Mi è piaciuto molto l’uso delle onomatopee e l’accostamento tra battiti del cuore e dei tamburi.
    Ci sono alcune imprecisioni nell’uso della punteggiatura, soprattutto per quanto riguarda gli incisi, e manca uno spazio (mezzanotte, penso.E’ l’ora).
    Molto bello lo switch del punto di vista! E anche la piega che prendono gli eventi, perché incuriosisce il lettore, riempiendolo di perché.
    |2| Il secondo paragrafo è un po’ confuso.
    Qua e là, non solo in questo capitolo, costruisci delle immagini molto belle.
    Quando parli della rinnovata maggior presa di coscienza del valore della vita da parte del protagonista ho avuto un flash, una sorta di presentimento sul perché il sommo sacerdote possa aver agito a quel modo ma terrò per me le mie folli speculazioni XD
    Si mette la mano in petto e poi si sfrega gli occhi? Non sono un patologo ma credo che il sangue dovrebbe essere ancora piuttosto fluido… e infatti dopo scorre.
    Introdurre l’Oracolo, un nuovo misterioso personaggio, è un buon modo per chiudere il capitolo.
    |3| Attento ai trattini, quelli che introducono e chiudono i dialoghi devono essere lunghi.
    È interessante l’anziano nella caverna; e mi pare che il dialogo scorra molto bene. Ah, l’Oracolo… un colpo di scena molto ben giocato.
    |4| Guarda sempre in alto XD
    Sei bravo a lasciare in sospeso, scegli molto bene gli stacchi e i cambi di scena.
    Omicida a sangue freddo… Tenoch deve davvero imparare quale immenso valore ha la vita umana, e la mia sensazione diventa seeempre più forte…
    La D eufonica non dovrebbe essere utilizzata quando le due vocali sono diverse (quindi, non ad essi ma a essi).
    Toci. La figlia del sommo sacerdote. L’amata di Tenoch(?). Il nome tracciato col sangue sulla volta rocciosa della caverna. Il mistero si infittisce 😉
    Ti è saltato uno spazio: Perché non avete accettato*me.
    Qui ,appena la polvere si alzerà, credo ci sia una svista… intendevi appena si abbasserà, giusto?

    Ti seguo!
    Fra

    • Vedendo il tuo commento non ho potuto non mettermi subito a rispondere! 🙂
      Innanzitutto benvenuta e grazie mille per essere passata! Grazie soprattutto per la tua attenta lettura e per il tuo commento così accurato!
      Passo a risponderti.

      1) Sul tempo so che può sembrare strano o troppo poco, però volevo proprio dare l’impressione di un popolo che ha vita breve. Sicuramente è difficile approfondire questi aspetti con così poco spazio, però mi ero immaginato una civiltà che si rinnova spesso. Tra i sacrifici e le guerre e, perché no, condizioni di vita non eccellenti, non ritengo così improbabile una vita media attorno ai 60 anni. Poi, forse è vero, la parola infante trae un po’ in inganno. Sarebbe stato meglio dire bambini, anche se avrebbe avuto un suono diverso.
      Per le ripetizioni, sì, hai ragione. A volte mi sfuggono e a volte calco troppo.
      Per l’uso di E’, so che non è corretto, ma scrivendo direttamente sul sito di the incipit non ho modo di aggiungere È (certo, potrei fare copia e incolla, ma, ammetto, mi spezza il ritmo nella scrittura). Solitamente, scrivendo su word, sto più attento anche a questo. In ogni caso, grazie per la segnalazione!
      La mancanza degli spazi, purtroppo, è frutto della mia rilettura veloce…
      2) Effettivamente, per quanto riguarda lo sfregarsi gli occhi dopo essersi infilato una mano nel petto non sembra essere la cosa più logica… Al tempo stesso, però, ho immaginato uno strano funzionamento nel corpo di Tenoch (che ho cercato di approfondire nei capitoli successivi). Forse, però, la scena andava riscritta meglio, facendo più attenzione a questi particolari.
      3) Per i trattini vale lo stesso discorso dell’E’: scrivendo direttamente qui sul sito, certi caratteri li faccio così come la tastiera consente. In realtà, di solito preferisco le virgolette basse.
      4) Sulla D eufonica, ammetto che tendo ad aggiungerla quando mi sembra “suonare” meglio nella lettura ad alta voce. Non sapevo che con vocali diverse non dovesse essere utilizzata, ma d’ora in poi cercherò di tenerlo a mente!

      Per la polvere, sì, è sicuramente una svista, dovuta al mio modo di scrivere. Tendo a scrivere di getto e, spesso, nell’emozione e nella soddisfazione di quanto fatto, tendo a non notare alcuni errori o sviste, come in questo caso!

      Grazie, poi, per tutti i tuoi complimenti, che fanno sempre piacere! Sarei molto curioso di sapere le tue ipotesi sul sacerdote-capo… se fossi disposta a scrivermele (anche in privato – nel caso mi trovi su facebook!) mi farebbe davvero molto piacere!

      Ti ringrazio ancora una volta e spero di tenerti qui fino alla fine, sempre con i tuoi preziosi consigli! 🙂

      • Ciao ^^’ scusa la replica tardiva, mi ero persa il commento…
        |1| Touché, in effetti, ripensandoci, hai perfettamente ragione sull’età, calza a pennello. Probabilmente mi ha tratto in errore la supposizione che i cicli fossero molto più ampi, anche perché un lungo intermezzo temporale avrebbe giustificato la scarsa o carente trasmissione di conoscenze tra generazioni.
        Quindi questa sarebbe una sorta di primissima stesura di getto?? Caspita, complimenti in questo caso hai un ottimo controllo. Però ti sconsiglio caldamente di scrivere la tua storia direttamente nel form di The iNCIPIT: è troppo rischioso! Ti sembrerò paranoica ma, davvero, basta un nulla per farti perdere tutto il lavoro… E poi pensa quanto potresti migliorare se ti prendessi un attimo per lavorare su te stesso… L’editing non è “una rottura che ammazza la spontaneità” ma un passaggio importante, un’occasione di crescita e di riflessione.
        |2| Non è che la sequenza ferita-occhi sia illogica… il punto è che mancano le conseguenze: le mani sporche, se non le pulisco in qualche modo, lordano la prima cosa che tocco. Per quanto riguarda il comportamento del corpo senza cuore, le stranezze ci stanno (tra l’altro ho dimenticato di scrivertelo prima ma questo particolare è molto interessante), tuttavia credo che sia comunque richiesta una certa coerenza: il fisico può reagire in modo anomalo (insensibilità, un’alta soglia del dolore, scariche di adrenalina, ecc.) ma mi sembra improbabile che una ferita sanguini mentre un’altra non lo fa. Dettagli che si perdono? Niente di più normale, anche per questo è importante una rilettura meno frettolosa, magari a distanza di qualche giorno (o almeno di qualche ora) per poter osservare il testo con più obiettività.
        |4| Guarda, generalmente affidarsi all’eufonica è un ottima strategia – rileggere a voce alta è utilissimo per esempio – e, tranquillo, esistono le licenze poetiche che, però, devono essere ponderate e consapevoli. Comunque è normale scoprire nuove regole lungo la strada, l’importante è non far finta di niente e lavorarci in futuro. Quando hai qualche dubbio prova a chiarirtelo con l’aiuto di fonti autorevoli come, ad esempio [questa è una delle eccezioni alla regola della D eufonica], l’Accademia della Crusca 😉
        Per quanto riguarda la mia teoria… non so, devo pensarci… non vorrei influenzarti (o complicarti la vita) perché per come la vedo è una colonna portante della narrazione, sì insomma, un’ossatura di fondo ^^’

        • Sì, la mia è una scrittura di getto. 🙂 Di solito, quando penso troppo a cosa scrivere divento macchinoso, togliendo energia e vitalità a quanto scrivo. Ciò non toglie, però, che dedicare più tempo alla rilettura e all’editing sia sicuramente fondamentale! Sono d’accordo con te, quando scrivi che l’editing è “un passaggio importante, un’occasione di crescita e di riflessione”. Mi rendo infatti conto che è l’aspetto su cui ho bisogno di lavorare. Talvolta mi trovo ad essere impaziente di iniziare sempre nuovi progetti, lasciando i precedenti non del tutto conclusi o accontentandomi di come sono venuti.

          Leggendo i tuoi commenti, mi hai fatto sorgere una domanda: lavori nell’editoria? La tua attenzione alla forma, anche solo nella lunghezza del trattino per i dialoghi, me lo fa pensare. Se non lavori in quel campo, però, non posso fare a meno di pensare che comunque ti interessi! Te lo chiedo perché a me affascina molto e presto inizierò proprio un master in editoria! 🙂

          Per la tua teoria: di sicuro non mi complichi la vita. Influenzarmi? Forse… ma, in fondo, su the incipit non ci si aiuta tra lettori e scrittori? 🙂 Comunque ho già un’idea di fondo che sto seguendo, per cui non credo che la tua teoria la modificherebbe.

          Nei prossimi giorni cercherò di pubblicare un nuovo episodio. Purtroppo le ultime settimane sono state molto piene e ho avuto poco tempo. Prometto che cercherò di stare più attento nella rilettura, prendendomi il tempo necessario 😉
          Grazie ancora, a presto!

            • Crepi! 🙂

              Allora devi aver avuto la fortuna di incontrare persone esperte e/o molto appassionate! Io, devo ammetterlo, prima di the incipit non ho mai avuto occasione di confrontarmi con altri scrittori. Adesso, invece, mi fa molto piacere poter costruire bei dialoghi e lo trovo molto formativo! 🙂

              Comunque, forse già oggi arriva il nuovo capitolo. Ho già finito di scriverlo, ma stavolta mi prendo più tempo per riguardarlo! 😉

  24. Ero anch’io, in un primo momento, per la seconda opzione: vengono scoperti e catturati. Però, poi, esaminando bene la prima, mi accorgo che in fondo anche la fuga non evita del tutto qualche futura sorpresa. Quindi, vado con la prima.
    Buona continuazione.

  25. Dico che riescono a fuggire senza (quasi) essere scoperti…
    Sono contento che si sia trasformato (pur rimanendo in chiave fantasy) in un quasi-giallo.

    E’ difficile comunque essere vicini al protagonista, cioè al fatto che sia triste per essere stato “risparmiato”. Il fatto è che sei bravo a ricordarci qua e là con queste pillole (ad esempio nel momento in cui implora gli dèi) che la cultura di questo popolo è molto differente dalla nostra! Bel racconto, davvero.

    Sto sorridendo perché mentre scrivo queste cose sto pensando a una parodia di questo racconto: cosa sarebbe successo se si fosse svolto a Napoli? Ciro Esposito sacrificato alle pendici del Vesuvio, in vista di un’eruzione che distruggerebbe l’intera città.

    “Ciro si sveglia, controlla bene… si tocca…. sì, è ancora vivo…Grazie, San Gennà!”

    Dopodiché inizia la storia: fatta di ambiguità, una cosa alla “Benigni”: tutti lo vogliono uccidere, perché solo la sua morte salverà la città. Lui invece deve fingere di essere d’accordo, ma in realtà cerca di salvare la pelle… al che si muove tra famigliari, conoscenti, compaesani, sfruttando la sua magistrale astuzia per venirne fuori vivo e mettere tutti, Santi compresi, d’accordo. Lieto fine e…

    Mio Dio qualcuno mi fermi sennò inizio a scriverla.
    Perdonami Francesco, è che la mia testa funziona così.

  26. Credono di essere fuggiti senza essere seguiti, ma…

    Che bello questo incontro, sei riuscito a trasmettere benissimo quel groviglio di sentimenti e sensazioni che provano i protagonisti: tra paura, smarrimento, disperazione, voglia di abbracciarsi, nostalgia…
    Evocativo!

  27. Entro adesso nella storia. Leggendomi tutti gli episodi precedenti, dico che sei stato bravo e che l’hai saputa rendere davvero avvincente e interessante. C’è solo una cosa che vorrei far rilevare: per quanto mi riguarda, l’uso dell’io narrante sia per Tenoch che per Zoma crea a volte un po’ di confusione. Io avrei preferito, distinguere i due piani narrativi. Ma è una faccenda tutta personale. Comunque, bravo,
    Per il seguito, direi che tutto sommato sarebbe più vivace che i due non si fidassero. Non so, mi piacerebbe che ad esempio, lei non si fidasse.

    • Innanzitutto benvenuto e grazie per essere passato!
      Per quanto riguarda l’uso dell’io narrante hai ragione, non sei il primo a dirmelo. Alcune persone che mi hanno commentato a voce me l’hanno fatto notare, quando, però, era ormai troppo tardi! Tornando indietro, effettivamente, potrebbe essere utile distinguere di più. Nei prossimi episodi, se dovessero esserci altri cambiamenti nei punti di vista, valuterò come procedere.
      Grazie mille per voto e commento! 🙂

  28. Sono perché entrambi si fidino l’uno dell’altra!
    Bel capitolo, bel ritmo come sempre. Dimmi la verità… questo racconto avrà un seguito, oppure stai immaginando un romanzo separato? Non finirà di certo in 10 puntate, ci sono troppe cose da capite e siamo quasi a metà!
    😉

    • Sì, ci sono due premi: il primo è creare un nuovo account, rivotare e sbloccare la parità, mentre il secondo è quello di farmi pubblicità, così qualcun atro vota! 😛

      No, scherzi a parte, grazie mille per voto e commento! Mi fa molto piacere che ti stia prendendo! Prende molto anche me a scriverla. 🙂

  29. Bravo Francesco, capitolo davvero ben scritto. Io sono per andare dritti all’oracolo… A dopo le spiegazioni e i punti di vista. Avverto però come un’idea di fondo, già decisa, il che mi fa ben sperare per un imminente colpo di scena!
    Bene… 🙂

  30. Questo inizio mi sembra molto promettente. Adoro il fantasy, anche se non comprendo ancora come questo possa “assestarsi” sui suoi binari… E’ un po’ fuori dalle righe. Il che, a mio avviso, è un buon motivo per seguirti e capire dove andrai a finire… bravo.

    • Grazie Boost!
      Mi piace molto il fantasy, anche se non ho mai scritto niente in questo genere, per cui è la prima volta che mi trovo a mettermi alla prova. La storia che ho pensato è sicuramente fuori dalle righe. Per quanto apprezzi le storie più “classiche” con elfi e nani, ho voluto evitare questi elementi per evitare di scadere in banalità o cose già dette. Ho quindi optato per una realtà diversa, sperando di ricavarne qualcosa di buono! 🙂
      E comunque… anche io sono curioso di capire dove andrò a finire! XD

  31. Fantastico inizio Francesco!
    mi è piaciuto lo scenario: lontano da elfi e nani, stereotipi del classico fantasy.
    Le descrizioni mi hanno fatto immaginare una di quelle tribù con la pelle ricoperta di disegni, maschere spaventose e piume variopinte. E poi la scena del sacrificio… sono riuscito a “vederla”!
    bravo fra, ti seguo ovviamente

      • Grazie mille Giovanni!
        Quando ho pensato questa storia mi sono detto che non volevo il solito fantasy, innanzitutto perché è già stato scritto tanto e poi perché mi piace sorprendere e trovare nuovi modi per proporre le cose. Mi sono infatti chiesto: se dico “fantasy” tutti pensano a magia, elfi, nani, ecc…, come posso rimanere fantasy ma evitando questi elementi ormai classici e a rischio di banalità? La mia risposta è stata quella di cercare un’ambientazione diversa, ispirata al mondo azteco (ecco perché hai immaginato una tribù con pelle ricoperta di disegni! 🙂 ).
        Sono curioso anch’io, comunque, di scoprire dove mi porterà questa storia, perché ammetto che è, da parte mia, un’azzardo, in quanto è un genere a cui non sono abituato.
        In ogni caso, spero anche io che vinca il combattimento… 😉

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