Eu-genio

Dove eravamo rimasti?

Dino vuole esprimere un desiderio che gli permetta di tornare nel suo corpo, liberare Jasmine e vendicarsi di Eugenio. Volete che: tutte e tre le richieste vengano soddisfatte. (50%)

Equilibrio

Erano di nuovo soli. Sorpresi, confusi, ma almeno soli.

– Cos’è successo? – domandò Dino, che ancora non aveva capito.

– Lascia perdere e dimmi il desiderio che hai pensato, presto!

– D’accordo, ascolta…

Dino iniziò a spiegare la propria folle idea. Un solo desiderio che avrebbe compreso e racchiuso in sé i suoi tre obiettivi. La sua idea era audace, coraggiosa, ma estremamente rischiosa. La ragazza, infatti, ascoltando l’idea, esclamò: – E’ una follia! Non funzionerà!

– Come fai a dirlo? Io dico di sì!

– E va bene, va bene… provaci… e speriamo bene!

Sfregandosi le mani tutto contento, Dino si preparò.

– Eugenio! – chiamò. – Voglio esprimere il mio terzo desiderio!

Come già era successo, dopo il buffopuf, apparve Eugenio, questa volta in piedi a braccia conserte.

– Meno male che mi hai chiamato! – esordì, sollevato. – Non ne potevo più, sai! Quel direttore che ha preso il tuo posto è così logorroico…

– Preparati Eugenio, ecco il mio terzo desiderio!

– Ehi, quanta fretta!

– Io voglio… – iniziò Dino, col cuore che gli batteva all’impazzata. – Voglio che venga riportato equilibrio nelle nostre vite!

Eugenio sbiancò, Jasmine trattenne il fiato e Dino sorrise vittorioso.

Ciò che accadde da quel momento fu imprevedibile! Il caos si riversò nelle esistenze dei tre poveri sfortunati.

Per cominciare Dino riassunse il suo aspetto. La sua esistenza, infatti, riversatasi in un altro corpo, provocava un notevole squilibrio. In secondo luogo, Jasmine si trovò in mano un contratto in cui si leggeva che il suo lavoro sarebbe durato ancora diversi anni, per l’esattezza un numero sufficiente a far pareggiare gli anni in cui non aveva lavorato con quelli di lavoro. Eugenio, infine, scoprì, con sua grande gioia, di essere veramente in pensione. L’ultimo desiderio di Dino l’aveva liberato dai suoi vincoli. C’era qualcosa, però, che lo lasciava perplesso.

Jasmine stava per protestare per il pessimo esito del folle desiderio, quando l’equilibrio richiesto continuò a modificare le loro esistenze.

Improvvisamente Dino si trovò più magro, Eugenio si sentì praticamente uguale e Jasmine, con suo orrore, si trovò ingrassata. Ora, senza rendersene conto, pesavano tutti 68 kg, la media delle tre masse.

Lo stesso avvenne con l’altezza. Jasmine fu sollevata: allungandosi, distribuì in modo più regolare il proprio peso. Eugenio, invece, inorridì vedendosi più basso di almeno 10 cm. Dino, invece, restò della sua media altezza.

L’effetto più evidente del desiderio, però, fu sui capelli: quelli di Jasmine si ritrassero incredibilmente, fino alle spalle (prima arrivavano fino ai glutei!). A Dino, invece, crebbero i capelli, facendolo assomigliare ad una rock-star. Eugenio, infine, si commosse vedendo una folta chioma raggiungere le spalle.

Una volta che i loro corpi si trovarono in un discreto equilibrio, i tre pensarono che l’effetto del desiderio si fosse finalmente esaurito. Ma si sbagliarono.

Una incredibile fitta alla testa li colse. Appena il dolore ebbe termine, si accorsero, con angoscia, di avere in memoria ricordi estranei. Dino poteva rievocare e rivivere episodi del passato di Eugenio e poteva, al tempo stesso, comprendere e descrivere cosa significasse essere una donna e avere le prime mestruazioni. Lo stesso potevano dire Eugenio e Jasmine.

Infine, tutto si calmò. Era finita?

I tre si scambiarono degli sguardi spaventati, delusi, arrabbiati, disorientati, confusi. Ormai, grazie al desiderio, era come se si fossero conosciuti da sempre, come se fossero una sola persona. Non avevano bisogno di parlarsi per capire che cosa stavano pensando e cosa stavano provando.

La prima a rompere il silenzio, comunque, fu Jasmine: – Dino… cosa-hai-fatto? – chiese, calcando ogni singola parola.

– Io? E’ stato Eugenio ad esaudirlo!

– Ma tu ad esprimerlo!

– Io volevo essere libera dal mio lavoro! – protestò Jasmine.

– Lo sarai! – la rassicurò Dino.

– Sì, grazie! – confermò, ironica. – Ma lo sai fra quanti anni?

Dino tacque, imbarazzato.

– Adesso mi sento in colpa anche io! – dichiarò Eugenio, a disagio. – Tutta colpa dei tuoi ricordi, Dino!

Poi, dopo un brevissimo momento di silenzio, aggiunse: – Ma come faccio ad arrabbiarmi con te, con tutto quello che hai passato…

Anche Jasmine, con un tono più tenero, disse: – Già… e tu, Eugenio! Esaudire i desideri degli altri senza che nessuno esaudisse i tuoi…

– Mi dispiace! – dissero tutti e tre in coro.

Poi, come un fulmine a ciel sereno, una voce disse: – Adesso puoi esaudirli i tuoi desideri, numero 37.

Voltandosi, videro il direttore, apparso all’improvviso.

– Cosa intende? – domandò Eugenio.

– Avete chiesto equilibrio. Dino ha già espresso 3 desideri. Ma né tu, né Jasmine l’avete fatto. Quindi, per riportare equilibrio…

Eugenio e Jasmine si guardarono, raggianti, e insieme dissero: – Vogliamo che Dino non abbia mai espresso i suoi desideri!

E l’intesa appena trovata svanì, insieme alla stanza, ai ricordi e a tutti gli eventi, finché Dino, non si trovò da solo, in casa propria, mentre suonavano alla porta.

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157 Commenti

    • Grazie mille Annalisa! Grazie soprattuto per aver letto tutta la mia storia nonostante fosse già finita!
      Non so se farò un sequel, ammetto di non amarli particolarmente. Inoltre preferirei cominciare una nuova storia. Ultimamente ho varie idee, ma nessuna che mi convinca a fondo. Inoltre sto concludendo prima un altro scritto a cui sto dando la precedenza. In ogni caso, meglio non escludere nulla! 🙂

  1. Molto divertente il modo in cui hai conciliato i tre desideri… E il finale mi piace davvero tanto: possiamo pensare che sia stato tutto un sogno, oppure immaginare come evolverà la “seconda versione” della storia! Addirittura lascia spazio per un possibile sequel: di solito non mi piacciono, ma in questo caso non sarebbe fuori luogo.
    Bravissimo!

    😀

  2. Guarda non credevo fosse possibile trovare un modo per soddisfare le tre richieste ma ce l’hai fatta… Invece ti devo fare le mie più sincere congratulazioni! Acuto e ironico, con un finale che lascia spazio al sogno ed alla fantasia. Ti seguirò anche nei tuoi prossimi lavori, contaci!

  3. Bello. Bello. Bello. Piano piano ogni tesserina del puzzle trova il suo incastro. Mi ha fatto sorridere questa cosa…ed immaginare un eventuale prossimo racconto, che inizia con Dino che va ad aprire la porta, visto che qualcuno vi aveva appena suonato… 🙂

    Gran bella storia Francesco… grazie 🙂

  4. Per diffidenza immotivata non mi ero avvicinato al genere humor ma questo racconto l’ho trovato… Eu-geniale!! Complimenti per tutto, reinventare un soggetto delle mille e una notte in chiave moderna è notevole!
    Voto un gran finale con tutte le tre condiIoni soddisfatte!
    Go go go!!!

  5. Meraviglioso capitolo, il più divertente!
    Sia per il modo in cui Dino valuta le possibili vendette, sia per l’immagine di Eugenio catapultato al suo cospetto, ancora intento a palpeggiare uno scomparso fondoschiena.
    Sono curiosissima di scoprire cosa accadrà nel prossimo episodio, che immagino nuovamente esilarante. Ho votato per ben due Eugeni. 🙂

  6. Harrison Ford. Mi fa pensare a “The Wishmaster” (orribile film splatter che mi ha rovinato la digestione, e che in comune col tuo racconto (bello e divertente) non ha nulla a parte l’esaudire i desideri… Mi era piaciuto soltanto il fatto che i desideri venissero esauditi, sì, ma nel modo più terribile immaginabile
    “Stai attento a ciò che desideri: potrebbe avverarsi”

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