Paranoie Pasquali

Dove eravamo rimasti?

Giacomo fugge con i soldi e il delirio imperversa nel convento Paranoie pasquali (50%)

IL PARADOSSO DI ELIAUna specie di schiumetta affiorò sulle labbra del Frocca, che ne prese un po’ con le dita, la guardò e disse:
“Sono un bignè.” Poi cadde. Distingueva solo le sagome degli altri, e vide quella di Giacomo dondolare sulla sedia fino a cadere, fracassarla e svignarsela con un sacco col simbolo del dollaro. Ivo ed Elia erano svenuti ancora legati alle sedie, mentre l’Ambrogi e il Cannoli si accapigliavano per via delle orecchie di quest’ultimo. Cercò di dir loro qualcosa per dividerli, e fu in quel momento che lasciò la terra, perché tutto divenne confuso. Si sentì leggero, e prese il volo verso le stelle. Oltrepassò la via Lattea e atterrò al cospetto di una porta, sopra la quale campeggiava una targa recitante:
“Dott.Cav.Ing.Prof.Onnipotente.” E un’altra sotto, recitante:
“Lunedì – venerdì, 09.00 – 17.00.” Sulla porta era incisa circolarmente la scritta:
“…tutto so perché tutto vedo perché tutto posso perché…” Il Frocca entrò senza bussare e vide una scrivania fluttuante tra le nuvole, affiancata da un vecchio schedario, preceduta e seguita da alcune sedie. Era occupata da un signore con la barba bianca, in camicia bianca e pantaloni pitonati.
“Ah, Frocca” gli disse il signore. “Vieni, accomodati, prendi un sigaro.” Titubante, egli occupò una delle sedie. Subito dopo, la porta si aprì di nuovo, ed entrarono tutti gli altri.
“Ecco i tuoi compari, Frocca. Ed ecco Ivo ed Elia. Bene, bene, accomodatevi tutti.”
Il primo a parlare fu il maresciallo:
“Siamo…morti?”
“Macché” disse il signore, e tutti tirarono un sospiro di sollievo. “Solo il povero Ivo è morto.”
“Ma come? Ma porca puttana” gridò quello.
“Arresto cardiaco. Adesso calmati” disse il signore.
“Calmati un cazzo” bisbigliò quello.
“Guarda che ti sento lo stesso” disse il signore.
“Tu davvero sai tutto?” chiese il Cannoli. Il signore rispose rimirandosi le unghie:
“Questa è l’onniscienza, questa è l’onnipotenza. Sentite, il vostro amico Giacomo ha allertato l’ospedale, un bel gesto compassionevole. Avete ancora poco tempo da trascorrere qui: potete farmi tre domande.”
“Sei il buon Dio?” domandò il Frocca.
“Se volete, chiamatemi così. In quanto a ‘buono’,” disse passando una Bibbia al Frocca “hai mai letto questa? Leggi cosa succede quando mi fanno incazzare: pestilenze, piaghe, inferno, vendetta…da brividi, eh?”
“Perché siamo qui?” domandò l’Ambrogi.
“Una semplice esperienza pre morte.”
“Qual è il senso della vita?” chiese il Cannoli, emozionato. Il signore diede una copia della Bibbia anche al Cannoli e disse:
“E’ già tutto qui dentro, ma se proprio lo vuoi sentire da me, il senso della vita è scegliere di perseguire il bene o di perseguire il male, cosicché io vi possa giudicare.”
“Ma se sai già tutto e se vedi tutto, quindi anche il nostro futuro” intervenne Elia “allora sai già cosa ognuno di noi perseguirà in vita, se il bene o se il male, ancora prima della nascita. Quindi, che ci stiamo a fare qui?”
“Le domande sono finite” disse il signore. E al suo schiocco di dita, un lampo accecante fece svanire tutta la scena in un primo piano degli occhi azzurri del Frocca. Il suo e gli altri corpi vennero caricati su lettighe da dottori e portati all’esterno, e quando per un attimo incrociò Elia sulla sua lettiga, disse:
“L’hai proprio messo nel sacco, quello con la barba”
“daas aslòa df” biascicò Elia, sfatto.
“Questo ci è rimasto sotto” disse un infermiere portandolo via.
“Voi ricordate? Il signore, le nuvole?” chiese il Frocca agli altri due.
“Ho voglia di torta al mirtillo ” disse il maresciallo, inebetito.
“Mirtillo” gli fece eco l’Ambrogi.
“Imbecilli” disse il Frocca.
“Mirtillo” disse il Cannoli.
“Lavoro con delle teste di cazzo” disse il Frocca.
“Vorrei lavorare con dei mirtilli” disse il Cannoli. “Ma mangerei i colleghi.”
E anche quel giorno,il buio calò come un sipario su quella parte di mondo
E così delirando, uno dopo l’altro, caddero in un sonno morboso.
E così dormendo, tutto tornò alla normalità.
E così sognando, non se ne parlò mai più.

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109 Commenti

  1. Proprio qualche giorno fa io e i debosciati di Bologna parlavamo del tuo racconto e ci chiedevamo dove fosse finito il decimo capitolo! Spettacolo Ceo! Spero che tu abbia ancora tanta voglia di scrivere e che arrivi presto un nuovo racconto!

    “LA FORFORA NON LEGIFERA”

  2. S’è vendicato della domanda di Elia che era senza risposta ahahahah

    Bravissimo Ceo, il tuo racconto è davvero folle, ironico, bellissimo, uno dei miei preferiti (e non lo dico a tutti) 😉 di solito mi fermo al bellissimo.

    Grazie per il finale (che ieri ho chiesto e oggi mi hai dato) che è davvero spettacolare, degno di una grandissima storia (a cui avrei regalato almeno una volta il primo piano…)

  3. Bellissimo, quando Giacomo ha MISTERIOSAMENTE rifiutato da bere, mi sono scompisciato!!! Bravissimo, ma i complimenti si sprecano ogni volta, ormai non voglio annoiarti di complimenti!! Complimenti! 😛

    Sorpresa, non mi aspettavo un piano del genere e ora sono curioso di sapere il finale. Ho votato per Paranoie pasquali e vedo che sta vincendo con il 60%, perché la gente è portata psicologicamente a cliccare su quello nel mezzo 🙂 Delirio alla grande!!!!

  4. Della serie: non importa cosa sceglierete, il finale ormai è deciso 🙂
    Ho riflettuto un po’ sull’opportunità di votare/commentare/dirti quello che penso. Avrei potuto far finta di nulla, non lasciar traccia del mio passaggio e andare oltre.
    In effetti non ho riflettuto così tanto, perché ho deciso che invece ti scrivo.
    Premesso che:
    Scrivi bene
    La storia è divertente e ben strutturata.
    Sai bene quanto io ti abbia sostenuto per tutti e 8 gli episodi precedenti
    Proseguo dicendoti che questa “uscita” dell’ultima domanda con risposte multiple “annullata” non mi è piaciuta proprio per niente.
    Soprassiedo sul fatto che se hai una storia completamente preparata a monte , qui su Incipit può essere un’arma a doppio taglio: se da una parte hai la quasi certezza di offrire un prodotto sensato, dall’altra si perde il gusto ed il senso del gioco, a mio avviso (SONO SOLO MIE OPINIONI, sia ben chiaro), rischi di farti fregare dalle risposte a meno che non le piloti come si deve (e qui si ritorna a bomba sulla perdita dell’essenza di questo gioco); puoi chiedere a qualunque degli autori che abbiano avuto contatto con me qui sulla piattaforma e a tutti ho espresso questa medesima impressione. Alcuni mi hanno dato ragione, altri no, si tratta sempre e comunque di scelte che si fanno.
    Detto tutto ciò, anche ammesso che uno non voglia mettersi in gioco o abbia fatto una scelta di questo tipo (io stessa, con Awake, essendo prequel di un libro già scritto, sono vincolata nel proporre le scelte ai miei lettori, almeno sui punti cruciali, il che non esclude che io possa far cambiare altri elementi del racconto), credo che avrei apprezzato di più la presenza di tre opzioni vere, stupide magari, inutili, ma vere.
    Per questo non voto 🙂
    Con tanto affetto (virtuale) e stima
    L.

    • sì, hai ragione, in effetti mi sono un po’ pentito di aver annullato la scelta quando ormai la frittata era fatta…
      cmq questo racconto non è preparato a monte, ad eccezione della prima pagina, che era di una cosa mia vecchia, tutto il resto è stato lasciato al pubblicoe scritto ex novo in base alle votazioni. In questo caso, però, essendo praticamente finita la storia, questo decimo capitolo lo vedo un po’ come la traccia bonus in un cd…che avessi messo un’opzione o un’altra, sarebbe cambiato di poco. Cmq accetto la critica, sacrosanta, e farò meglio alla prossima:)
      E grazie per il sostegno fin qui!

  5. Io sono dell’idea che questa sia una delle storie migliori di Theincipit e putroppo poco pubblicizzata (a mio parere). Io da tempo ti avevo proposto per il primo piano… Un umorismo così sottile era da tempo che non lo leggevo.
    Questo capitolo poi, mi ha fatto morire (spadroneggiava perché l’aveva letto su wikipedia è bellissimo). Naturalmente come dire di no al piano di Giacomo, quando tu stesso lo definisci “incredibile” 🙂

  6. Sono combattuto tra due scelte. Vorrei vedere i mitici tre all’opera, però mi attira troppo vedere come Ivo vedrà questi tre simpaticoni 🙂
    Il tuo umorismo mi fa venire in mente Ilf’ e Petrov, due scrittori russi non molto famosi in Italia. Se li trovi ti consiglio due loro libri Il mistero delle dodici sedie (io l’ho trovato in libreria) e Il vitello d’oro (solo su Amazon) 🙂 ti dico solo che sono gli scrittori umoristici più famosi della storia della Russia, io ti accosto a loro 🙂 Complimenti!

    Il frate con l’erezione mi fa venire in mente un pupazzo che aveva mia nonna di un frate che se gli pigiavi la testa…immagina il seguito 🙂

    • Cheddì, grazie di nuovo per i complimenti..
      devo leggere assolutamente Ilf e Petrov, devono essere incredibili:)
      Avevo anch’io un pupazzetto-scimmia a pressione, acquistato da un ‘sordomuto’
      gitano in una pizzeria di Verona. Quello sì che è avere il senso degli affari: non ho potuto dire di no alla scimmia cazzuta…debolezze:)

  7. Riportato sulla buona strada da Ilaria (che col suo post mi ha fatto ricordare d’essere rimasto indietro d’un capitolo… e mi ha fatto sentire anche un po’ a disagio), ho letto, ne ho gioito e ho votato. Ovviamente per Antonia, che la fantasia mi ha sempre difettato.

    “Ma se la forfora pensa, anche a lei serve giustizia.”
    “Balle. La forfora non legifera.”
    Su questo sono morto. Come su loro che consultano gli orari dei bus e loro, sempre loro, che si fanno le foto di gruppo invece di quelle segnaletiche.

    Sei un cazzo di fenomeno e questo racconto, cazzo, è giustamente fenomenale.
    Saluti bolognesi,
    D.

  8. Scena bellissima! Il clan di oziosi filosofi, le scartoffie, le stelle…
    Sempre molto bello questo racconto!
    Le tre opzioni sono ugualmente allettanti! E’ davvero difficile scegliere, ma forse opterò per la bellissima Antonia, per il gusto di vedere i nostri amici alle prese col testosterone da domare!

  9. la riflessione sulla sporcizia è il momento più esilarante per me, hai concentrato umorismo satira politica e crimine allo stesso tempo per poi proseguire alla grandissima con le ridicole indagini dei tre mentecatti drogati. real ceo stai diventando un must!! ma adesso non so cosa votare, cavolacci, vorrei continuare con le indagini per ridere ancora un po’ anche se lo sconosciuto mi intriga.. don paolino può aspettare invece, chissà, i risvolti di una prigionia in un convento quali possano essere…

  10. All’improvviso uno sconosciuto ci sta…MA…

    VOGLIO UN LIBRO SUI 3 MENTECATTI!!!

    Mi sono immaginata la scena talmente bene che mi stavo pisciando addosso dal ridere e li vorrei conoscere sti tre idioti ahahahahah
    Personaggi stupendamente costruiti e soprattutto MOLTO reali.
    I Love “i tre mentecatti” <3

  11. Non so se c’è già stato ma questo racconto merita il primo piano, perché DEVE essere letto, una comicità incredibile, da lacrime!!! Complimenti The Real Ceo, l’ho scoperto per caso il racconto e sono contento di averlo iniziato!!! Ti leggo!!
    Naturalmente da fan di mai dire goal, scelgo All’improvviso uno sconosciuto 🙂

  12. Dai, ma com’è possibile che inizi solo ora a leggere il tuo racconto?!
    Cazzo, potevi scrivermelo da qualche parte che fa così tanto ridere e che da dipendenza.

    Molto ben scritto e molto molto molto divertente. I tre mentecatti sono veramente oltre e tutto il resto è… boh, Valecoro!

    Ti seguo e voto per lo sconosciuto.
    Scusa per il ritardo.
    D.

  13. Il tuo incipit mi ha incuriosito.
    Mi ha ricordato alla lontana un film tratto da un libro di King.. “La tempesta perfetta” o “La tempesta del secolo”..ora non ricordo..
    Giusta curiosità e giusta tensione.. vediamo che succede 🙂

    Ps. Ho votato per fare proseguire le indagini

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