E all’improvviso… niente

Dove eravamo rimasti?

Chi guida il veicolo in questione? Rifletteteci attentamente. Deisi (60%)

A spasso con DeisiNon c’erano dubbi, non potevano essercene.
Poco più di due metri di lunghezza. Tre porte. Altrettante ruote. Un manubrio al posto del volante.
Quello era un Sulky Casalini. Color vomito, per di più.
Giech era incredulo.
– Dai, cazzo. Non posso arrivare in Cadillac e andarmene su un triciclo…
La risata arrivò improvvisa e roca, alle spalle dello strano trio. Il signor Mecchenzi li aveva seguiti ed ora si stava gustando la reazione di Giech, divertito e strafottente.
Troppo strafottente, pensò Deisi. In un unico movimento, la donna estrasse la pistola e sparò il primo colpo da quando era arrivata a Wikiville. Il signor Mecchenzi smise di ridere. Ma anche di respirare, di pensare, di essere. Tipo per sempre.
Messa via l’arma, Deisi si voltò verso gli altri due, sfregando le mani l’una contro l’altra, quasi allegra.
– Bene. Si va?
Così dicendo, si mise al posto di guida, gli altri due ad incastrarsi nel poco spazio che restava dentro al Sulky. La Solfa si mise di fianco alla donna, Dag – piegato come la L del Tetris – dietro.

Forte d’una velocità di punta pari a 45 km/h, il Sulky si trovò ben presto tallonato non solo da diverse macchine della polizia, ma anche dal camion dei gelati e da un tizio in abito da cerimonia a cavallo d’una mucca vestita da sposa.
La fortuna dei fuggitivi la fece la conformazione stessa di Wikiville. Deisi, sfruttando al meglio quelle stesse caratteristiche che facevano del Sulky una delle auto più brutte della storia, lo spinse a tavoletta in un dedalo di vicoli sempre più stretti, con curve a gomito dalle quali solo loro, due metri di ferraglia sotto le terga, potevano uscire indenni. E infatti così fu. Gira e rigira, tra una sgommata ed un muggito, da quel labirinto emerse solo il Sulky, la sua nuance color vomito a brillare sotto gli ultimi raggi del sole.

Lasciata Wikiville, i tre erano ormai certi di non essere più seguiti. La lunga strada, dritta come una Route 66 in miniatura, era deserta.
Seguendo con gli occhi la striscia gialla che correva sull’asfalto, Deisi fu la prima ad accorgersi di quel lontano puntino che sembrava diventare sempre più grande.
Quello che si stava avvicinando era il pullman degli Uriah Heep, senza alcun dubbio. In primis perché si trattava proprio di un pullman, e poi per via di quella gigantesca decalcomania col nome della band, di dubbio gusto ma esplicativa.
Con nonchalance, Deisi portò il Sulky sulla carreggiata sbagliata della strada, in rotta di collisione con il solo altro veicolo nel raggio di chilometri. Che fosse una sfida era chiaro a tutti.
Il sole s’era ormai abbassato sulla linea dell’orizzonte, regalando al cielo colori densi come miele. Deisi sorrideva, sguardo fisso davanti a sé, le dita a tamburellare sul manubrio, il riflesso del pullman sempre più grande sulle lenti dei suoi Ray-Ban.
La donna e il capellone che guidava il pullman potevano ormai guardarsi negli occhi, tanto erano vicini, e fu esattamente quello l’attimo in cui Deisi capì d’aver vinto.
Il piccolo e traballante Sulky continuò infatti ad andare dritto, imperterrito. Il grosso e massiccio pullman degli Uriah Heep sterzò invece bruscamente, sfilando transatlantico di fianco al treruote e finendo nel fosso a lato della strada, poggiato su una fiancata.
Il sorriso di Deisi divenne amaro e la donna parlò a mezza voce, rivolta a nessuno.
– Una volta erano una band cazzuta.
Deisi si accese una sigaretta e offrì il pacchetto a Giech. Questi non aveva mai fumato in vita sua, ma aveva sempre voluto iniziare, credendo che la propria professione lo richiedesse. Dopo un attimo d’esitazione, La Solfa si portò una sigaretta alle labbra e l’accese, aspirando e tossendo un poco.
Dag, svenuto, stava sognando d’una giornata di sole.

– Dove stiamo andando, Deisi?
– A far visita al Capo, Giech.
– Dici che sarà contento di vederci?

I due sorrisero. Il Sulky color vomito continuava, lento, a macinare chilometri su quella strada sempre dritta.
E questa è la storia di come Giech La Solfa iniziò a fumare.

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902 Commenti

  1. Mi sono imbattuto, quasi per caso, in questo racconto. Davanti a me avevo due scelte: andare a letto e dormire un’oretta in più o leggermi il racconto. Sono felice di aver scelto di leggere il racconto, davvero stupendo. L’unico rimpianto è non aver avuto l’opportunità di votare le varie opzioni.
    P.s. il tuo humour è superlativo.

  2. Non sono un’oca. Sono una che sa quello che giudica e tu sei bravissimo o non avresti vinto il nostro contest casalingo 🙂 🙂
    complimenti. Se ti racconto quanti ne abbiamo letti per arrivare a te…. che sei il migliore.
    Continua così… !!!!

  3. Racconto eccezionale, letto in questa domenica di Novembre mentre fuori il sole tramonta.

    La copertina mi era sempre piaciuta tanto e oggi ho letto anche il contenuto del libro. Che non poteva essere da meno, infatti era da più, molto di più. Talmente di più che la copertina ora mi fa schifo. eh eh eh
    Se in assoluto il mio mito.

  4. Wow, che dire… Ho letto ora tutto il racconto e potrebbe essere riassunto con una sola parola: geniale! Hai uno stile unico! Descrittivo, realistico, accattivante, divertente. Leggendolo mi sembrava proprio di essere lì a guardare la scena. Complimenti, davvero! Mi dispiace di non essere arrivata prima e di non aver potuto votare, perché anche la scelta delle domande era fantastica! 🙂

  5. Ok ok, lo ammetto: continuavo a rimandare pensando che non avrei mai avuto il tempo di leggere l’intero racconto, invece ci ho messo meno di un quarto d’ora a divorare tutti e dieci gli episodi… E ammetto anche di aver tirato un sospiro di sollievo alla comparsa di Deisi dal bagno,se avessi potuto l’avrei votata già dal primo episodio. Peccato solo per la macchia rossa.
    Che dire? Geniale, assolutamente geniale e divertentissimo. Ti fa venir voglia di guidare un Sulky, al diavolo la Ferrari, e di farti un bel Triple Big Bang Menù (King Size, ovvio), al diavolo la dieta. Ti trascina fino al decimo episodio, qui ti fa sperare in un sequel, per poi spiazzarti con l’ultimissima frase…

    Certo però che uno spin-off sul matrimonio mucchesco potresti anche concedercelo.
    😀

    • Aspasia!
      Che bella sorpresa questo tuo commento, qui. Grazie d’esserti messa a leggere tutti e dieci i capitoli.
      Sono contento che questo racconto, un po’ strambo e venuto fuori sull’onda dell’improvvisazione, ti sia piaciuto. Io, a scriverlo, mi sono divertito un sacco e se qualcosina di questo divertimento è arrivata anche a voi che l’avete letto… beh, non posso che ritenermi soddisfatto. Enormemente soddisfatto.
      L’ultima frase, lo ammetto, è stata un escamotage, però sembra reggere, quindi non mi lamento.
      Lo spin-off lo lascio all’immaginazione, non potrei mai batterla sul tema di un matrimonio con mucca. 🙂

      Ciao e grazie davvero.
      D.

  6. Uno strano virus con delle bollicine tipo moetsciandon mi ha detto di rimanere a letto perché se mi alzo potrei avere problemi di erezione. Allora per scacciare via la noia sto leggendo come un leggitore adulto. Ho scaricato l’epub sul mio cellulare e con il rischio concreto di diventare orbo l’ho letto… tutto d’un fiato. Non saprei come definirlo. È divertentissimo (ma veramente troppo davvero), originalissimo, ironico e schizzato al punto giusto. Un linguaggio innovativo, anzi la definirei proprio una prosa 2.0 o 2.5. Per un attimo ho pensato “ma questo l’ha scritto Bill Hicks”, poi mi è venuto in mente che…
    Se il Sulky color vomito fosse stato inseguito anche da Pretty Woman a cavallo in abito da sposa sarebbe stato più… Uendi, tesoro, luce della mia vita. Ma va bene anche così.
    Peccato non averne seguito gli sviluppi dalla stanza 237.
    Complimenti davvero.

        • La storia non poteva che finire in questo modo con un Sulky che si allontana nostalgicamente ( sulky, tra le altre cose vuol dire imbronciato in inglese… e io non ho ancora la patente ) a coronare il tutto che avanzava verso direzioni ignote…Ammetto di essermi spesso chiesta dove fosse diretto il filo narrativo, scorrevole, sì, ma intriso di interrogativi. Ci voleva davvero un simile twist in the tail. O tuist in de teil, come l’avresti messa tu.
          Insomma, mi sono resa conto di amare questo racconto solo dopo aver letto l’ultima frase perché per tutto il tempo impegnata a chiedermi cosa sarebbe successo alla fine. Mi sono servita di una citazione di Stefano Benni perché ne sentivo, non so come, la presenza.
          chapeau, bricoleur
          Tout simplement
          Perla

          • Niente, io i tuoi commenti li adoro.

            Sul filo narrativo spesso congelato, in questo strambo racconto, non posso che darti ragione: me lo sono chiesto più volte pure io dove diavolo volevo andare a parare. Trovando poi risposta nel non-sense della scena finale e, soprattutto, dell’ultima frase, che è un po’ un “tana libera tutti” (e anche un volano per “Ferocia illuminata”, ma non diciamolo a nessuno). Un “tana libera tutti” che arriva alla fine di quello che era nato come esercizio di stretching e poi si è invece rivelato il mio ricadere in una vecchia dipendenza (non scrivevo da anni, parecchi, prima di “E all’improvviso”)… e, già solo per questo, al racconto non posso che voler molto bene.
            Di conseguenza sono entusiasta che ti sia piaciuto, davvero. E la citazione di Benni non può che onorarmi.

            Mersì bocù Perla,
            D.

  7. Senti, mi è piaciuto da morire. Rimasto incollato dalla prima all’ultima parola (trascurando il lavoro), ho rivisto sprazzi del miglior Tarantino, unito alla genialità di Welsh e alle ambientazioni torride del far west. Spero di leggerti ancora perchè hai talento, gusto e fantasia. Questa potrebbe essere la buona base di un futuro romanzo cult. In bocca al lupo!

    • Vox, grazie!
      Bellissimo ricevere un commento così all’improvviso e pensare che qualcuno s’è messo lì e si è letto tutti e 10 i capitoli di questa mia storia stramba…
      Grazie, ovviamente, degli accostamenti. Impegnativi ma galvanizzanti.
      Dovesse davvero venirti voglia di buttare un’occhiata a qualcos’altro di mio, da queste parti puoi trovare i primi tre capitoli del mio secondo racconto, Ferocia illuminata… lo sto scrivendo lentissimamente, però, ti avviso. Ed è anche parecchio “spostato” rispetto a questo.

      Grazie ancora, crepi il lupo e buon weekend,
      D.

  8. Mi stavo chiedendo se si possa commentare un racconto che è già finito!…Lo scoprirò se il pulsante scrivi il tuo commento funzionerà…Mi sono accorta che mi era sfuggito l’ultimo spericolato capitolo! aaarghh 🙂 !!!Comunque ora l’ho letto e posso farti i complimenti sia per quello, sia per l’estrosa e divertente follia con cui ci hai raccontato le vicende di questa improbabile coppia criminale!! E W Dag che finalmente se ne sta andando da Wikiville, (in ottima compagnia devo dire)! Ci si becca dall’altra parte dal tuo nuovo racconto 🙂 a presto!

    • Ciao Amaranta.
      Non solo il tasto SCRIVI IL TUO COMMENTO ha funzionato, ma sei anche il mio incipoint numero 850!
      Grazie della lettura e dell’interazione, io mi sono divertito un sacco a scrivere questo racconto (che, tra l’altro, ha segnato il rinascere del mio amore per la scrittura, visto che ero fermo da qualcosa come 5 anni) e sono contento che sia piaciuto e abbia fatto ridere. L’intrattenimento è tutto e il non-sense s’è rivelato una seconda pelle.

      Grazie ancora e a presto,
      D.

    • Ciao Amaranta.
      Mettendo da parte la mia ritrosia all’idea di rompere le scatole alla gente, ti scrivo per segnalarti che questo racconto (assieme agli altri due che compongono la trilogia di Giech) sta provando a diventare romanzo e, per questo, è stata lanciata una campagna di crowdfunding.
      Naturalmente te lo faccio presente e basta, per far girare la voce, per il resto… zero pretese.

      https://bookabook.it/projects/linsolito-la-solfa/

      Ciao ciao,
      D.

  9. Gran finale al femminile con tanto di scena demenziale e tragicomica della sfida sulki/autobus..super! mi spiace un po x mecchenzi ma qualcuno doveva morire . giusto cosi!
    Caro Bricoleur da voci di corridoio so che stai lavorando ad un nuovo interessantissimo progetto che non vedo l’ora di poter votare…e non mancheranno le sorpresine!
    Ciao alla prossima!

  10. “Tipo per sempre”. Quanto mi piace questa espressione. Se potessi la utilizzerei in ogni frase.

    Spero che NON scriverai un seguito. Non serve.
    Ed è stato un piacere leggere i tuoi episodi. Il giallo non c’è, è vero, ed è proprio questo a far funzionare la storia. L’umorismo come genere è sottovalutato. La gente ama prendersi sempre troppo sul serio. Che cavolo. Viva il nonsense!

    Be’, allora a presto!
    Marco

  11. “E questa è la storia di come Giech La Solfa iniziò a fumare.”
    E con questo mi hai steso. Una chiusa geniale come poche per una delle storie che entra decisamente tra le mie favorite (lo era già più o meno dal capitolo 1 a dire il vero).

    Ora non mi resta altro che augurarmi che tu possa tornare quanto prima!

  12. aaaaaaaaaaaaaaa
    DISPERAZIONE
    è finita T_T
    (immaginami piangere sulla scrivania, ora. E SENTITI IN COLPA!)

    tra i miei tre racconti preferiti in assoluto qui dentro, e ci sono sin da prima che nascesse 😀 🙂

    hai steso Mecchenzi in una riga. poetica, ma una riga. senza pietà tu, come la tua Deisi.
    avrei scommesso che il duello con il bus fosse per rubarglielo, e non abbatterlo. ma con la battuta Deisi mette a posto tutto, di nuovo.
    e il finale, tu, FURBONE, lascia aperta la strada per il sequel, con il sapore della vendetta di Kill Bill. che poi me lo motivi come il modo con cui Giech ha cominciato a fumare, confermi il tuo gran stile, che ti devo dire.

    basta. ti ho fatto fin troppi complimenti.
    per almeno una mezz’ora buona non ti dico più niente.

    • emme.
      Che strana sensazione aver chiuso questo racconto, che – come sai – è il primo che scrivo dopo un sacco di tempo.
      Sul sequel, ragazzi, non me la sento di garantire. Però a breve o medio-breve termine vedrò di tornare attivo con un secondo racconto. Già che ho preso la ruzzola…
      Per il buon vecchio Mecchenzi… beh, è colpa vostra! Datemi 500 battute in più e gliele regalo tutte, giuro.

      Piccola annotazione tecnica: di giallo, a questo mio racconto, non è rimasto nulla se non l’idea, abortita, che avevo in mente iniziando a scrivere. Se volete, d’ufficio, spostarlo nella sezione Humor, dato il non-sense dilagante, per me va bene. Se invece resta tra i gialli, mi va benissimo lo stesso. Forse il giallo potrebbe essere proprio quello della tutina di Uma in Kill Bill, chissà…

      Grazie di tutto, emme. Possibilità di scrittura, lettura, voti, commenti e risate. E scusa per le pezze via mail.
      D.

  13. Perfetto, c’è poco altro da dire se non perfetto l’ultimo capitolo e bellissimo tutto (e tu lo sai quanto mi costi farti dei complimenti). E meglio che io mi decida a dedicare un po’ di giorni alla distruzione dei tuoi neuroni (e ovviamente anche dei miei) come si faceva un tempo, che se continui così mi diventi troppo bravo…hehehehe

  14. Ho letto tutti i commenti precedenti… ecco, fondili insieme, appiccicali con un po’ di chewing-gum, aggiungici un bell’ “Accidenti a te!” dei miei – o forse una quindicina – e otterrai il grado di sollucchero che in questo momento ha preso possesso delle mie papille gustative.
    Credo che renda bene. O forse devo paragonarti a una fornitura annuale di cannoli siciliani?
    Fai tu. Io ora mi limiterò a scoprire dove abiti e assoldare un sicario per farti scrivere sotto minaccia il sequel. 😉

  15. .. ma questo è jazz!!! (cit.)

    Grazie per il racconto ed anche per i tuoi commenti 🙂 credo che la bellezza di THE INCIPIT stia proprio in questo, la possibilità di mantenere viva la fantasia di un racconto attraverso la persona che si nasconde dietro la tastiera.
    Adesso mi vado a preparare per il matrimonio anche io: sarò quella seduta davanti a Steven Seagal con il cappellino rosso con il fiore masticato dalla mia capra di accompagnamento.
    Claudia

  16. Oh – mio – Dio!
    Ora spiegami, per favore, come farò a proseguire la mia inutile ed insensata esistenza ora che il racconto è terminato. Quando esce il film? E la serie TV? E la premiazione agli Oscar quando? I Grammy? (Lo so, i Grammy sono un’altra cosa, ma vuoi che un racconto simile non vinca anche un Grammy, il nobel per la letteratura e una gigantografia della Fatina dei dentini con un baloon che recita “Io lo conosco?”) Eh? Me lo spieghi?
    XD

  17. Ti dico solo che il mio cervello ha smesso di funzionare alla 4 riga. Per il resto del racconto, la prima volta che l’ho letto, ha solo pensato “oddio… un sulky casalini. Un sulky.”
    Per il resto, davvero, strette di mano un sacco, tanto sono gratis, e un buono di trecento euro per il posto Gusto, se mai s’aprirà.
    Il titolo del tuo racconto mi si palesa solo ora, nel più completo non-senso di questo capitolo, di questo finale, di questo tutto.

    “Forte d’una velocità di punta pari a 45 km/h, il Sulky si trovò ben presto tallonato non solo da diverse macchine della polizia, ma anche dal camion dei gelati e da un tizio in abito da cerimonia a cavallo d’una mucca vestita da sposa.” per quanto mi riguarda, questa è la scena madre. Da oscar per l’idiozia.

    E il fatto che finisca così, mi fa ben sperare che ci sia un seguito. Daje!

    • Col tuo primo commento mi avevi fatto preoccupare, un po’. E un po’ avevo anche iniziato a sentirmi in colpa. Poi, per fortuna, mi hai tolto dalla graticola.
      Il bonus da 300 euro fa di me il più grande tifoso de “Il Posto Gusto”, sappilo. Sono anche disposto a fare l’uomo-sandwich per portare clienti.

      Sul racconto… non so nemmeno io che dire, la storia mi si è liquefatta in mano e il risultato è questo. Di certo mi son divertito, mettiamola così. Se poi è piaciuto, tanto meglio. Comincio a pensare che scoprire d’aver dentro tutto questo non-sense possa essere la spiegazione a molti dei miei triboli. Chissà…

      Intanto, grazie della lettura, dei commenti e delle risate.
      Ciao ferdinandode,
      D.

  18. Perchè la genialità, che comincia già in un titolo così, poi non si smentisce. Un finale da tenere gli occhi incollati e il sorriso a paresi. Io non osso fare altro che complimentarmi con il creatore di un racconto magistrale. E poi gli Uriah Heep…
    🙂
    grazie mille per questo bel viaggio

  19. “Smise di ridere, di respirare, di essere. Tipo per sempre.” è una cosa di una qualità che capiranno in pochi secondo me! 🙂

    E poi, la mucca vestita da sposa dove cavolo l’hai pescata???

    Anche io da svenuta voglio sognare di una giornata di sole…

    Frase finale epica.

  20. Capolavoro, questo racconto è davvero un capolavoro e mi piace molto il finale inaspettato: Tutta questa storia, i dieci capitoli, solo per dire come lui abbia iniziato a fumare. Colpo di fulmine per me 🙂

    Ti dirò, quando ho letto il titolo del decimo capitolo, mi sono messo a ridere da solo, il ché, dopo FarmTown, è almeno sospetto (il ridere da solo) 😀

    Vorrei riempirti la bacheca di commenti solo per darti meritati voti e farti arrivare a mille, ma penso che basti così, aspetto un’altra storia, questa me la tengo nel cuore tra le mie preferite su The incipit.
    Ciao, D. (e stavolta ti frego la firma, ahahaha)

  21. Sono il solo che stasera si farà un cicchetto alla memoria di Mecchenzi?

    Direi, comunque, che questo capitolo risponde decorosissimamente a tutti i quesiti aperti prima, ponendone finalmente di nuovi e più rovellosi (che non se se si possa dire in internet) tipo che ne è degli Uraiah Heep? Sul loro bus c’era anche Remy Shand? Dag sognava la giornata di sole al mare, in montagna o all’Ikea?
    Insomma, i presupposti per un sequel, o forse un prequel, o forse ancora un remake in cui La Solfa ha le tette, Dag è un latin lover, Deisi un cesso e Mecchenzi è già morto ci sono tutti!

    Voto: *****

  22. Stavo pensando… Ma se recuperassi i tuoi vecchi scritti (che di sicuro ho da qualche parte tra i miei backup) e li vendessi sottobanco ai tuoi millemila fan di THe iNCIPIT??? 😀
    Dai, prometto di girarti metà del ricavato… 😉

    Aspetto con curiosità l’inizio del tuo nuovo progetto!

  23. Tu sai che amo le citazioni e anche che amo l’arte di buttare lì dettagli per ampliare il background di una storia e lasciare intendere al lettore che ci sia dietro un intero universo da scoprire (vedi la sparatoria di quel lontano Natale ’83).
    Sono queste le chicche che piacciono a me… 😉

    Ho votato Deisi, ma credo che mi divertirei anche con Giech alla guida. Più che altro non credo che ormai il racconto possa finire al decimo capitolo…e tuttavia confesso anche di non amare molto l’idea di scrivere “E all’improvviso niente 2”. Piuttosto scrivi un romanzo con questi personaggi ma non una serie di racconti concatenati. La tua prossima fatica su THe iNCIPIT (se ci sarà, ma penso di sì) a mio avviso deve cambiare storia, ambientazione e stile. E sorprendere tutti, tié! 🙂

    P.S: Ovviamente poi il romanzo su Giech, Dag e Deisi a me lo farai leggere in privata sede! 😛

  24. Sono indeciso tra Dag e Deisi. Giech deve pensare a sparare per coprire la fuga, Dag lo immagino lento alla guida, invece Deisi “femme fatale” al volante la immagino tipo il film Fuori in 60 secondi. Voglio che succedano dei casini, quindi voto Dag.

    ps Bravo Dave.

    • Per lo sconto nel mio ristorante preferito farei di tutto.
      Son contento che ‘sto capitolo ti sia piaciuto, perché è quello che più mi ha messo in difficoltà e che meno mi soddisfa… ma forse è solo perché nella sua stesura originale era di 7000 battute, 3000 delle quali sono state immolate sull’altare di THe iNCIPIT. Tra l’altro ho come il vago sospetto che il prossimo… come dire?… sarà veramente un gatto attaccato ai maroni, per via della mia scarsa affinità col dono della sintesi.
      Mi consolerò leggendo la carta dei vini de “Il Posto Gusto”.

    • In effetti la cosa più gialla di questo giallo è perché sia un giallo… dove poi tutto è rosso!
      Diciamo che la storia mi si è un filino scartavetrata in mano, diventando non-storia e perdendo le sfumature paglierine… ma non raccontiamolo a nessuno, dai!
      Su Giech al volante… ehm, pure io ci speravo. Vedremo che fare…

      Ciao ciao,
      D.

  25. Grandissimo capitolo!!! Ogni volta vorrei farti delle critiche tremende ma non ci riesco mannaggia…sul voto come sempre ci penso un po’…
    Nei commenti ho visto che qualcuno ha citato la Laverda Paguro ammetto di essermi quasi commosso!!!

  26. Accidenti a te. Ma accidenti davvero.
    Credo che non ci sia un solo autore qui sotto che non vorrebbe potersi vantare della paternità non dico del racconto, ma anche di una sola sua frase. Ripeto, accidenti a te!!

    Voto Giech alla guida, così intanto Deisi valuta se arruolare Dag nella banda e scuoterlo così dal suo torpore esistenziale!
    E ora… ah, il decimo. Preparo le papille gustative!! 😀

  27. Me lo vedo Giec, con gli occhi alla “Giec Nicolson” (o Giec Torrens), favoloso passaggio 🙂
    Vorrei tanto sapere cosa è successo nel Natale dell’83…

    Ho votato per Dag perché la macchina è sua e solo lui sa come guidarla per bene!! Fino all’ultimo era in ballottaggio con Giec che di prepotenza poteva togliergli la guida. Mai e poi mai avrei pensato che la gente votasse Desi alla guida…
    Grande D.!!

  28. desiderio già espresso in precedenza…voglio che DAG diventi un eroe!! guida lui e svolta il finale! DAAAAAI!
    “…informando una certa Uendi, tesoro, luce della sua vita, che era il lupo cattivo e che era tornato a casa”: COLPO DI GENIO.

  29. Deisi, guida lei, e Giech copra la fuga con le pistole. Dag, nel mentre, si pente di avergli detto di avere una macchina, steso sul sedile posteriore. no? vedremo. ma intanto rinnovo i miei complimenti: spaziale questa storia, una frase dietro l’altra tutte da citare!
    ce ne hai messo di tempo, ma quando arrivi ti fai perdonare tutto 🙂

  30. Ma che domande, Daisi ovviamente. 🙂
    Fantastica la sparatoria e altrettanto belle la descrizione della scena dal dentro. Complimenti!
    Mi spiace che il prossimo sia già il decimo! Ma godiamoci la fuga. Perché di fuga si tratterà, vero
    Per me Dag si accompagna alla banda. In fondo aveva solo di una scossa nella vita, di un pessimo modello da seguire e di una bandita stronza di cui innamorarsi.

  31. Misterioso resti solo tu.
    E sai a cosa mi riferisco 😉

    Deisi continua a comportarsi come farei io, il che inizia a preoccuparmi seriamente.
    Ho immaginato una pioggia di schegge e mi è piaciuto.
    Per il prossimo non farmi aspettare così tanto eh…

    Donne al volante? Troppo pericolo.
    Dag al volante? Troppo lento.
    Resta solo lui…il mitico. 😉

  32. Non mi ricordavo di non aver votato/commentato… l’ho letto alla prima uscita!
    Caro Bricoleur, stavolta mi trovi in overdose di dolci pasquali (altro che dieta), quindi il paragone mangereccio non lo posso far più, ma il succo è quello!
    Ho votato anche io come la maggioranza, ormai ho imparato che a lasciarti fare ci guadagniamo e basta! :))
    Ci si avvicina al finale… come faremo senza di te??

    ps: ho iniziato una nuova storia… stavolta mi cimento nell’horror! Se ti capita di fare un salto, averti come lettore sarebbe un onore! 😀

    • Ciao Marta.
      A furia di lasciarmi fare, state creando un mostro. Ma è proprio per questo che vi voglio molto bene… anche se ad un certo punto non so più dove andare a parare e, toh!, siamo proprio a quel certo punto.

      Naturalmente non mancherò di leggere il tuo horror, puoi contarci.

      Ciao ciao,
      D.

  33. Ho votato per la bagarre perché voglio soddisfare una mia curiosità. Voglio vedere se quando Dag si rivolge a Jack dicendogli “Ehi, amico, ci sono un sacco di sbirri qua fuori”, questo inizia a grugnire e si lancia di petto sul bancone, fratturandosi l’anca sullo spigolo, per sparargli un piede 😆 🙄

  34. Salve, sono il signor Mecchenzi e mi ritengo profondamente offeso per essere stato relegato a fanalino di coda con quel 10%. Se l’autore non porrà rimedio mi vedrò costretto a prendere seri provvedimenti.

    E sarà bagarre.

    😉

    • 🙂
      Potremmo chiederlo al signor Mecchenzi, ma in effetti quello è uno che in gioventù se ne andava in giro col coltello a serramanico in tasca… rischia d’essere un po’ di parte. E c’è pure il rischio che pensi d’essere ancora in gioventù… chissà.

      Ciao youarehere,
      grazie.
      D.

    • Grazie S. Anche da parte di Wikiville tutta… che non è Stars Hollow, ma fa del suo meglio.
      Aspetto quindi giovedì per il tuo decimo, mi sembra d’aver capito facendomi gli affari di due delle mie scrittrici preferite… 😀
      Mi mancherà sentirmi accerchiato dai vostri racconti.

      Un trepidante D.

    • Quegli sbirri sì.
      Ma a Wikiville, e specie nel mio racconto, il concetto di tempo è abbastanza vago. I poliziotti cui fa riferimento la frase sono ALTRI rispetto a quelli di prima, pace all’anima loro.
      Tra l’altro non è nemmeno detto che quella frase sia l’inizio del prossimo capitolo, è quasi più un’indicazione di metodo.
      Comunque è arrivata, sta arrivando o arriverà la SWAT, quelli lì stanno facendo un bel casino… o, almeno almeno, il commissario Winchester, dai.
      perditempo e cacacazzi. :*

  35. Innanzitutto perchè mi ero persa questo capitolo???
    Poi…il titolo è pressapoco geniale. Ecco. Anche io non è che mi fidi troppo del pulviscolo..perchè dovrei??? E’ così inconsistente!

    Sto ridendo da dieci minuti buoni per “Dag vuoto pneumatico in testa”, credo che quest’espressione mi tornerà più volte utile nella mia vita reale!

    E poi, sempre temere tacchi, alti, in avvicinamento. Dovrebbero aggiungerlo ai comandamenti, secondo me.

    Ps. Prendono Dag e l’auto e abbandonano Wikiville.

    • Dai, non te l’eri perso, l’ho messo su solo ieri… lo sai che i miei tempi di scrittura non sono propriamente fulminei.

      Sul titolo… grazie. Mi mettono sempre in grossa difficoltà, questi maledetti titoli… anche perché la volta che ne trovi uno che ti piace, tutti i successivi tendono a farti schifo (almeno questo vale per me) e diventa un bel casino.

      Wikiville si sta trasformando in un puntino su una mappa, mi sa. Magari un puntino di partenza, sì… però che tristezza lasciare questa ridente cittadina (senza nemmeno portarsi dietro il signor Mecchenzi, per di più!). Che il vuoto pneumatico ci protegga tutti!

      PS: Non faccio cenni al fatto che sunny sia finito perché ancora non sono disposto ad accettarlo. Appena scenderò a patti con la mia parte intollerante (e romantica), leggerò il decimo capitolo. E piangerò un po’.

  36. Pulviscolo sospeso nell’aria attraversato da fasci di luce, oscillazioni e dondolii, tacchi alti in avvicinamento al rallenty.. Colpi da maestro, talento a profusione!
    Visto che la legge di THE INCIPIT è implacabile ed al nono devono uscire, un po’ di bagarre ci sta a pennello!

  37. Bagarre! Sarà perché suona come Barabba.

    E ora, tanto per cambiare, devo farti i complimenti – spoiler: non c’è ironia in quello che sto per dirti.
    In 4000 caratteri non è successo assolutamente niente, niente di niente, niente di degno di nota. Hai temporeggiato, diciamolo: dopotutto, non ci si può sempre far prendere dagli impulsi, Giech.
    Eppure – e qui sta il valore del pezzo – non mi spiace proprio per niente.
    Descrizioni semplici, visive, efficaci.
    Dialoghi col contagocce ma al punto giusto.
    La tua solita ironia.

    Ammè, me piace.
    F.

    • La storia di bagarre/Barabba m’era balenata in testa pure a me, strappandomi un lungo sorriso.

      Temporeggiare ho temporeggiato, non c’è dubbio. Ad un certo punto, mentre scrivevo, è anche saltato su uno che s’è messo a gridare: “Allora?! Chi è stato a temporeggiare?”, poi ha aperto la finestra… che tipo.

      Sempre lieto che attè te piaccia, son davvero soddisfazioni.
      D.

    • Ciao ResN91. E grazie d’aver trovato la forza di leggere tutti e sette i capitoli di fila, che, in modalità THe iNCIPIT, 4001 battute da leggere sembrano già troppe (almeno per me).

      Il nono capitolo direi che ormai ha vinto… ora basta trovare cosa scrivere nell’ottavo e poi ci arriveremo.

      Ciao ciao,
      D.

  38. Scrivere ‘geniale’ mi sembrava stupido, così farò finta di non averlo scritto mettendolo tra virgolette e dicendo che scriverlo mi sembrava stupido.
    Sei uno dei primi che ho letto nonché uno di quelli che ho lasciato per ultimo da commentare.
    Beh, sì, è geniale. Già solo i nomi sono geniali. Tutto il resto anche meglio.
    E comunque io li farei uscire al nono, giusto per ricollegarci al discorso del prolisso!

  39. Mi ci vedo ancora un capitolo nel fast food. questa uscita va pensata per bene per poi poter far andare tutti i piani in frantumi!
    che dici: nell’ottavo convincono Dag a andare con loro (ossia gli rubano la macchina) e nel nono…

      • Più un tipo da bicicletta, di quelle coi freni a bacchetta. L’auto è quella della madre, e sta parcheggiata sul vialetto di casa.
        Te lo vedi La Solfa in sella alla bici mentre pedala per Wikiville con Dag sulla canna per andare a recuperare un mezzo a 4 ruote?
        O ancora meglio, Dag sempre sulla canna della bici condotta da Daisi che gli ha mollato in mano le scarpe col tacco.
        Diamine però ormai ho detto che l’ottavo episodio è ancora nel fast food…

        • Ahahah… 😀 micidiale. Questa della bici è veramente un’immagine strepitosa. Anche perché adesso me le immagino proprio tutte le villette a schiera, con le siepi e i viali alberati… e due matti su una bici, d’un rosso talmente sbiadito da esser diventato rosa direi, una bici di quelle coi nastrini che pendono dal manubrio, pronti a svolazzare al minimo refolo. Credo che non riuscirò a non pensare ad una scena simile quando inizierò a scrivere… e la colpa è tutta tua!

  40. Ci ho messo un pò a leggere tutto.
    Avvincente e divertente.. davvero tanto!
    Ho votato per il nono.. voglio avere la possibilità di vedere nel decimo la faccia di Dag con un posto di lavoro mezzo distrutto e l’idea che.. tutto è tornato come prima.

    O magari no!

    • Ciao pamnoire.
      Grazie della lettura (lo so, ha un che di scoraggiante ritrovarsi ad iniziare racconti già così avanti… almeno, per me è stato così quando sono arrivato da ‘ste parti), del voto e del commento. Ma soprattutto della lettura.
      Il nono capitolo sta prendendo il sopravvento, ma ho come la sensazione che un paio di voti basterebbero per far ribaltare la situazione. Staremo a vedere… anche perché ormai inizio ad abituarmi all’idea di lavorare su questa versione qui.

      Ciao ciao,
      D.

  41. Ci sono quei racconti che, ogni qual volta esce il nuovo capitolo, sai già che non resterai deluso. In effetti Giech, Daisi e Dag potrebbero star bene in un romanzo, di cui “E all’improvviso niente” è solo il prologo. Io te la butto lì, poi vedi tu… 😉

    Nel dubbio però, visto che non so se darai seguito a queste vicende, ho votato per farli uscire subito dal fast food! (Per mandarli a prendere a calci nel culo il boss che ha tentato di farli saltare per aria…)

  42. L’inizio è spettacolare……io però speravo di averti influenzato almeno un po’, ma nulla….nessuna scena di rotolamenti nel fango :-/ peccato….

    ……maaaa in tutto questo Dag ha ancora le mani alzate a mezz’aria??

    • Ciao S.
      Grazie della conferma “cannolesca”, so’ cose importanti.
      Sui personaggi e il distacco… che dire? Non è poi così sicuro che – indiscrezione – uno se ne debba staccare per forza. Al momento direi che è qualcosa di molto vicino al 50 e 50. Dipende da come andranno questi ultimi capitoli, direi. O da che fetta di culo mi tirerà quando sarà il momento. Chissà.
      Scelta interessante il nono capitolo, a quanto pare.

      Attendo il tuo prossimo, lo sai.
      D.

  43. Leggere i tuoi capitoli è come mangiare un cannolo siciliano in piena dieta, ma senza sensi di colpa. Solo sollucchero e estasi delle papille!
    Ti odio/adoro, sappilo! 😀
    Votato per il decimo, il fastfood nelle tue mani può ancora dare moltissimo! 🙂

    ps: ho iniziato a scrivere il decimo capitolo… della serie, meglio tardi che mai! 😛

  44. Hai ragionissima! L’11 è già passato da un pezzo (voto 30) e non ho ancora cominciato il nuovo racconto. Il problema è che sono oberata d’impegni, fortunatamente, e rischierei di far passare troppo tempo fra un capitolo e l’altro. Mi do, però, una scadenza sacrosanta e fissa: entro lunedì lo pubblico, giurin giuretta! Nel frattempo sappi che ho adorato questo nuovo capitolo e che ho votato per farli restare lì dentro fino alla fine. Daltronde… (d’altronde – daltr’onde… boh?) il titolo la dice tutta, no? E facciamo che sia così! XD

  45. Ma quanto è figa Deisi che lancia la pallina di carta e colpisce Dag in fronte? Tra l’altro per sbaglio! Troppo figa.

    E quell’altro??! Che ha la macarena come suoneria??!! Cioè, troppo bello…

    Ma la cosa che mi è piaciuta di più in assoluto è lei che si accende una sigaretta e con calma gli chiede come diavolo ha fatto a sopravvivere fino a quel momento. 😉

    Ps. Escono all’ottavo 🙂

    • Aaahhh, serrenett, mi mettono sempre allegria i tuoi commenti! E manco ti saprei dire il perché… il quale poi ha un’importanza molto limitata, per come la vedo io.
      Questo capitolo è stato un parto (e in effetti c’ho messo veramente tanto a pubblicare), però quando ho preso la ruzzola mi sono proprio divertito a scriverlo. E tu hai tirato fuori tre dei momenti che più mi hanno fatto sorridere (non è autoerotismo sorridere di quello che si scrive, vero?).

      Sul farli uscire all’ottavo… è forse la scelta che mi preoccupa un po’ di più, ma ci può stare, basta inventarsi qualcosa. Magari li faccio scappare con la mongolfiera che aveva disegnato Giech, chissà.

    • In effetti questo “colpo” di scena ha preso alla sprovvista persino me, non era molto preventivato. Tanto che poi mi sono andato ad impelagare nel darvi una scelta, a ben vedere, un tantinino determinante. Speriamo in bene… in fondo il gioco sta proprio in questo.

      Grazie Mister Franzoso,
      ci si legge.
      D.

    • 😀
      C’avrei scommesso due long island, Pippo! Sia sul voto che sulla motivazione, disgraziato che non sei altro…
      Questo capitolo è stato un parto, però sono abbastanza soddisfatto, in effetti. Ora sta tutto nel voto della giuria popolare, che fin qui sta sfarfallando parecchio.
      Attendiamo fiduciosi.

    • ferdinandode!
      D’accordissimo sul limitare spazio e tempo (e direi che da questo mio racconto lo si poteva intuire, un pochino… ), ma vedo che i “miei” lettori votanti si stanno spaccando assai… chissà quale delle tre opzioni avrà la meglio, alla fine della rumba. Io, di indole, sarei per andar lungo, però anche le altre mi stuzzicano, giusto per dare un po’ di verve (o almeno provarci, che fino a qui ho dimostrato tutto tranne la verve, decisamente).
      Lieto della scorrevolezza, comunque, che è – per come intendo io lo scrivere e il leggere – tanta roba. Grazie.

      D.

  46. Hai visto, nel tempo che hai scritto un capitolo io mi sono proiettato al quinto capitolo 🙂 Gran bel capitolo Bricoleur, l’ironia esce da ogni parola dosata come sempre con grande maestria.
    Ho votato il nono, facciamoli stare ancora un capitolo nel fast food e poi l’ultimo facciamogli vedere la luce 😉 bravissimo

    • Grazie Diego.
      E bravo e complimenti per come sta andando FarmTown. Io sono stato particolarmente lento, su questo capitolo, ma te sei lanciatissimo.
      Un po’ in ombra ma continuo a seguirti e a leggerti con piacere. Ultimamente mi son fatto un po’ di nebbia, ma i miei voti (spesso e volentieri da smartphone mentre mi sposto da una parte all’altra della città, ad orari improbabili) li hai sempre avuti.
      Questo weekend mi rileggo tutto con un filino di calma e ti scrivo qualcosa che vada oltre il “Grande Diego!” (che è tutto quello che avrei potuto fare fino ad ora).
      Per quanto riguarda i miei matti dispersi in quel di Wikiville… per ora il voto è molto frammentato, vediamo un po’ che sorte toccherà loro.

      Ciao ciao,
      D.

      • Grazie Bricoleur (D. sta per? Non ti chiami anche tu Diego?)!
        Ogni tanto vedo molti che votano senza commentare e questo vuol dire che una persona mi sta leggendo, ed è sempre tanta soddisfazione (unita al mistero del “chi sarà?” 🙂

        Questo weekend a regola ce ne trovi un altro, penso domenica mattina di mettere il sesto 🙂

        Mi sto divertendo un sacco a scriverlo ed ora si entra nella fase calda. Vediamo per te a che capitolo faranno uscire i nostri dal fast food, oppure se non li faranno mai uscire ahah

        a presto

  47. Nell’esplosione la testa di uno dei poliziotti è stata catapultata su Dag rimbalzando allo stesso modo della pallina di carta per poi prenderne il posto sullo sgabello?

  48. Non per fare il guastafeste, e per sottrarre la pizza dalle fauci già pronte ad addentarla, ma a me pare che le potenzialità di Dag siano sottostimate.. Sospetto che sia dannatamente, strabiliantemente, stupefacentemente idoneo all’attività criminale al fianco di Deisi!
    Quanto all’apprezzamento, è ormai praticamente sottinteso: altro bel capitolo!

  49. come sospettavo, l’anticonformismo della pizza a sorpresa e il conformismo dell’idoneità di dag ai piani di deisi si sono invertiti. io ho votato per quel conformismo che invece dagli scrutini sembra rivdelarsi appunto come sospettavo il contrario. lasciando perdere le mie iperboli, bricouler in quella pizza a sorpresa sono sicuro che troveremo del salamino, piccante.

  50. Sarebbe stato un messaggio alquanto strano, vista l’ora in Russia (1.22) avevo la modalita’ cirillico. suonava cosi’ il mio messaggio. мшыеф дф егф путшфдше Non si capiva vero? Vista la tua genialità, ti lascio la busta tre. Mi spiace che ho iniziato a leggerlo solo dal sesto, perché mi prudono dannatamente le mani, voglio che lei dica Giek per la diciassettesima volta!!!! spero ci sia questo nella busta numero tre!!! 🙂 Complimenti per la storia, per l’ironia, pensavo di leggere due capitoli e andare a letto, ora il sonno mi è passato e ho letto tutti e sei i capitoli… vuol dire che ora aspetto il settimo e tu hai un nuovo lettore 😉 stile impeccabile, ironico, dannatamente divertente!

    • Grazie Diego.
      In effetti il cirillico mi mette sempre un po’ in difficoltà, però trovo che sia un problema mio. Se la prossima volta ti viene da scrivere tutto in cirillico, fallo pure. Io poi, al massimo, rispondo a caso.

      Son contento che i primi sei capitoli ti siano piaciuti e di avere un nuovo lettore.
      A presto,
      D.

      • Figurati, qui il cirillico lo capiscono tutti, perfino i bambini, quindi sì, penso sia un problema tutto tuo 😉 sarebbe simpatica una risposta a caso, su una domanda in cirillico…mi hai convinto, vogliamo provare?
        Как ты думаешь, Джек стриляет на Секси Бомб Дези до конца истории? 🙂

        Ora aspetto la tua risposta 😉 è inerente al tuo racconto (non vale usare google translation). Dopo la tua risposta, ti dirò cosa ti ho chiesto 🙂

        • 😀
          Bambini moscoviti 1. Bricoleur 0.
          Quand’è che imparerò a farmi i fatti miei?

          Allora, ho letto la tua domanda tipo 200 volte… e la sola cosa che credo d’aver capito è “bomba” (ma magari non c’entra niente… ).
          Ho usato la Magic Answer Ball e la risposta che è uscita è: Solo se Madre Natura lo vorrà.
          Mi sento di appoggiare questa risposta. Spero solo che non salti per aria il mio fast food preferito.

          • la parola bomba c’era (pareggio in zona cesarini con i bambini moscoviti)!!! però era seguita da sexy 🙂
            La domanda era “Cosa ne pensi, Gieck sparerà alla bomba sexy Desi prima della fine della storia?” quindi logica risposta “Solo se Madre Natura lo vorrà” (in questo caso penso sia Padre Natura piu’ adatto). Comunque il fast food, per ora, resta li’ dov’è, e dove all’improvviso…non accade nulla 🙂

  51. Basta, sono stufa di dirtelo: quanto CAZZO sei bravo? E perdona il francesismo, ma quando ce vò ce vò. Ormai sono perdutamente innamorata di Dag. Lui e quel suo romanticismo che non traspare ma ribolle sotto il terzo strato di epidermide. Spero che riesca almeno a scoparsela selvaggiamente. Ops… mi sono lasciata trascinare dal sentimento! 😉

  52. Mi piacerebbe che Dag, a sorpresa, si rivelasse DANNATAMENTE idoneo! 😀

    Invece leggo che il pubblico preferisce giocarsi il jolly e darti carta bianca. E’ un’ottima scelta anche quella, sicuramente. 😉

    Bel capitolo! Di transizione ma coinvolgente, com’è da par tuo.

    • Addirittura! Grazie Margherita.
      Puntavo a farne una pièce teatrale, però in effetti potrei accontentarmi anche di una serie tv… Ne parlo un attimo con i miei agenti e con gli avvocati e vedo un po’ cosa riesco a combinare. Nel frattempo cercherò di non andare in esaurimento nervoso nel tentativo di pubblicare il prossimo episodio in tempi onesti.

      Grazie ancora,
      D.